.

.
Showing posts with label curone. Show all posts
Showing posts with label curone. Show all posts

Saturday, November 7, 2015

Obama boccia Keystone




Un'altra notizia bellissima per chiunque lotti per la giustizia ambientale, in qualsiasi parte del pianeta.

Il Keystone Pipeline e' stato finalmente bocciato dall'amministrazione Obama. L'oleodotto della nostra discordia, 1180 miglia che avrebbero dovuto trasportare 830 mila barili di petrolio derivante dal bitume delle tar sands del Canada ogni santo giorno da Calgary fino a Houston non s'avra' da fare.

Perche'? Perche' costruirlo, ed estrarre il petrolio che dovra' trasportare, peggiorera' i cambiamenti climatici. Questo e' il verdetto finale del presidente Obama. E' una vittoria storica, per la portata del progetto, per la persistenza dei petrolieri, per le proteste che si sono susseguite nel corso degli anni e  perche' e' arrivato addirittura il veto presidenziale.

Non era mai successo prima che il presidente degli Stati Uniti d'America rigettasse un opera petrolifera di questa portata per evitare di immettere altra CO2 in atmosfera.  Mai.

La battaglia di Keystone e' una vittoria di tutti che nasce quasi disperata sette anni fa, nel 2008. Come per tanti progetti petroliferi era tutto gia' programmato, e si pensava che ottenere i permessi sarebbe stato facile. Nessuno sapeva niente delle Tar Sands del Canada.

E invece, giorno dopo giorno, protesta dopo protesta, siamo arrivati fin qui. Non ci si e' arresi mai e man mano che aumentava la presa di coscienza si sono moltipilicate le manifestazioni di contrarieta' a Keystone: dalle comunita' indigene del Canada, ai contadini del Nebraska, ai ranchers del South Dakota, agli attivisti di New York, coinvolgendo studenti, suore, scienziati, scrittori. E anche chi viveva lontano ha mandato lettere di protesta, ha organizzato sit-in nelle principali citta' americane e canadesi, nelle universita', ha fatto circolare video e petizioni on line.

Alla fine, Keystone e' diventato un simbolo: attivisti e ambiente contro petrolieri e politici. Abbiamo vinto noi.

Ed e' qui il segreto della vittoria, io credo, che si tratti di Keystone in Texas o di Arborea in Sardegna, di Ortona e Bomba in Abruzzo, o del parco del Curone in Lombardia: un movimento diffuso, informato, dal basso, che si attiva, si arrabbia con intelligenza, protesta, e che esige ogni giorno che i beni comuni vengano rispettati, senza compromessi.

E certo non guasta che Obama vuole lasciare il suo mandato presidenziale con un forte segnale sulla necessita' di fermare i cambiamenti climatici. O che il nuovo primo ministro canadese, Justin Trudeau, sia molto meno agguerrito sulla "necessita'" di costruire Keystone rispetto al suo predecessore Stephen Harper.  Obama non e' sempre stato coerente nel suo ambientalismo, ma questa volta ha fatto la cosa giusta e non si e' piegato agli onnipresenti lobbisti.

Keystone e' morto e questo deve darci fiducia. Sono sicura che ci saranno altre vittorie magiche di questo tipo e che quello che adesso ci sembra speciale e difficile, diventera' sempre piu' comune, anche in Italia. Abbiamo internet, abbiamo esempi virtuosi, sappiamo sfatare le petrol-bugie e sappiamo tutti qual'e' la cosa giusta: lasciare il petrolio sottoterra e correre piu' veloci che possiamo verso un futuro fatto il 100% rinnovabili perche' di pianeta ne abbiamo uno solo.

Il giorno 9 Novembre 2015 si decideranno le sorti di Ombrina Mare, il mio tormento personale dal 2008. Spero che come Keystone verra' bocciata e che i nostri politici abbiano un cuore, una mente, un amore di democrazia, piu' grande che quelle quattro goccie di petorlio scadente sotto il mare Adriatico.

L'ingegno umano e' molto piu' grande dei buchi sottoterra, e se abbiamo messo un uomo sulla luna, possiamo anche portare il sole nelle case di tutti. 

Sunday, June 12, 2011

Perche' si al Parco della Costa Teatina



Vivere nel Parco e' da tutti considerato un privilegio
Un Parco promuove e rafforza i prodotti locali, sempre.

C. Cavenaghi e A. Bellintani
Parco di Montevecchia e del Curone, Lecco


Qualche tempo fa sono stata nel Parco del Curone, in Lombardia. Anche li la Po Valley, ditta petrolifera australiana voleva trivellarli, nel 2009. Sono riusciti a fermare gli speculatori a furor di popolo: una trivella in un parco non e' proprio cosa sensata.

Ecco allora una breve intervista ad Adriano Bellintani e Carlo Cavenaghi, in prima linea alla lotta al petrolio due anni fa, e soprattutto in prima linea nella cura, nella difesa e nella valorizzazione del parco del Curone, un gioiello verde alle porte di Milano.

Yes we can.

-------------

Giugno, 2011

Parco di Montevecchia e Valle del Curone

Intervista della Prof. Maria Rita D’Orsogna a:

Carlo CAVENAGHI (Guardia Ecologica Volontaria-GEV)
Adriano BELLINTANI (Comitato5giugno).

1. Quando e' stato istituito il Parco del Curone e come e' stata accolta l'idea dai residenti?

Il Parco è stato istituito dalla Legge Regionale n. 77 del 16/09/1983, ma questo è solo l’atto conclusivo di un lungo processo di presa di coscienza scaturita dal confronto tra un gruppo di cittadini lungimiranti; Gruppo Promotore Salvaguardia Valle del Curone e Montevecchia, diventato poi A.I.D.A. (Associazione Iniziative Difesa Ambiente) con le Amministrazioni Comunali, Provincia e Regione Lombardia.

Prima della nascita del Parco le Amministrazioni Comunali guardavano con sospetto a questo Comitato trasversale ma presto si resero conto che l’opportunità di unire le rispettive aree verdi permetteva di dare vita ad un progetto che si è evoluto nel Parco stesso. Per concludere và qui ricordato il fatto che sin dalla nascita il Parco ha sempre avuto un solo Presidente (Dott. Eugenio Mascheroni) al quale và riconosciuta l’opera di promotore e garante del processo di creazione e mantenimento del Parco stesso.


2. Che tipo di attività economiche, turistiche, agricole o industriali si svolgono nel Parco?

Il Parco di Montevecchia e Val Curone svolge attività di supporto ed assistenza tecnica ai coltivatori locali che ha permesso di rovesciare la tendenza all’abbandono della terra arrivando nell’arco di un decennio a fondare un Consorzio dei Produttori Agricoli del Parco con lo scopo di favorire un’agricoltura attenta alla salvaguardia del territorio, alla protezione dell’ambiente naturale, alla valorizzazione del paesaggio, oltre che alla qualità dei prodotti e alla loro tipicità.


Su una estensione pari a circa un terzo della superficie del Parco vengono prodotti vino , miele, erbe aromatiche – officinali, formaggi, frutta, ortaggi, allevamento, florovivaismo, il Parco ha anche introdotto il Marchio di qualità che è concesso alle aziende e ai produttori che, oltre a rispettare le regole dell'agricoltura biologica o integrata, si impegnano e collaborano con l'Ente Parco nella conservazione e nella gestione del territorio.


Le attività economiche preesistenti al parco hanno continuato a svilupparsi ed evolversi con lo sviluppo ed evoluzione dell’economia della zona ma in più rispetto alle zone esterne la presenza ed il coordinamento del Parco ha portato attività aggiuntive soprattutto nel settore turistico quali ristoranti agriturismi B&B centri di equitazione negozi sportivi ….


Il Parco inoltre organizza eventi quali uscite naturalistiche conferenze camminate incontri concerti che richiamano numerosi visitatori ed organizza una intensa attività di educazione ambientale che coinvolge circa 15000 bambini all’anno.


3. Quali sono gli svantaggi e i vantaggi di avere un Parco?


Un piano Territoriale per la salvaguardia di una determinata zona, deve avere come obiettivo la ricostruzione di un determinato equilibrio tra uomo e natura. E’ in errore chi ipotizza una protezione totale mirata a bloccare tutte le attività, ovviamente sarà opportuno mettere in sintonia i piani edificatori con le esigenze sia del Parco che dei Comuni.


Và rimarcato che la trasformazione di una zona in Parco Pubblico non significa l’esproprio
dei terreni. Se la costituzione di un Parco da una parte protegge un territorio, dall’altra deve valorizzare le attività economiche ed agricole,e quindi diventare fonte di posti di lavoro.
In sintesi; dove l’attività agricola è ancora in essere và protetta e favorita proprio in quelle attività svolte in accordo al territorio che si vuole conservare.


Considerare quindi compatibili attività agricole,artigianali, agrituristiche di nicchia, tempo libero, ripopolamento di flora e fauna unitamente a recupero e reintroduzione di quei microambienti autoctoni persi nel tempo. La ricerca di questi equilibri è svolta in collaborazione tra l’ente parco, le amministrazioni Comunali e l’ Organizzazione dei Produttori Agricoli .


Anche il cittadino che vive all’interno e nei pressi del parco ha i suoi vantaggi. Il primo ovviamente è quello di vivere in un ambiente naturalmente protetto, di beneficiare di prodotti biologici; latte, formaggi, frutta, verdura, ecc.


Ma anche di avere una valorizzazione costante della propria abitazione.


Per quanto riguarda il tempo libero, un Parco, permette attività sportive ad ampio spettro di scelta e le regola e controlla per il beneficio dei fruitori avvalendosi della collaborazione di volontari che raggiunta la qualifica di Guardie Ecologiche Volontarie oltre al compito primario di educatori ambientali svolgono anche una funzione di controllo e di pronto intervento in caso di calamità naturali in collaborazione con la protezione civile ed il servizio antincendio.


4. Nel suo complesso, i residenti sono soddisfatti dell'esistenza del Parco del Curone?


Non c’è dubbio che essere residenti all’interno o nelle zone limitrofe del Parco è da tutti considerato un privilegio. Gli operatori economici ne traggono evidente beneficio.


5. La Po Valley voleva estrarre petrolio dal Parco del Curone. Il fatto che il sito individuato fosse un area protetta ha avuto qualche ruolo nella "sconfitta" dei petrolieri?


Il Parco è stato il catalizzatore che ha fatto scattare la reazione trasversale degli abitanti ( 35000 firme raccolte in 3 mesi) degli amministratori locali, regionali e nazionali fino a convincere Po Valley che trivellare qui da noi avrebbe incontrato difficoltà insormontabili e quindi spingendola a desistere.


6. Un consiglio e una visione per il futuro ai cittadini d'Abruzzo oggi alle prese con la
perimetrazione del nascente Parco Nazionale della Costa Teatina.


Rispondiamo, dunque, rivolgendoci proprio ai cittadini che vivono all’interno e nei pressi del costituente Parco Nazionale Della Costa Teatina:


Il depauperamento dell’integrità della natura è oramai in stato avanzato.


Di fronte alle schiaccianti evidenze scientifiche sul degrado del pianeta, l’uomo deve intervenire.

Colui che ha contribuito a degradare questo patrimonio, potrebbe ora assumersi la paternità di un progetto: un impegno collettivo e condiviso teso a recuperare il rispetto per la Natura.


E’ fondamentale che una comunità, a tutti i livelli riconosca che il verde e l’ambiente sono un patrimonio comune e non si può continuare a lasciare tale patrimonio alla gestione di una cerchia ristretta di interessi.


Questo progetto amici, si chiama: Etica Ambientale.


Un progetto il cui approfondimento e applicazione non è oramai più rimandabile. “…. Possiamo, in prima approssimazione, definire l’etica ambientale come quel ramo dell’etica che cerca di stabilire i criteri per l’agire dell’ uomo nei riguardi dell’ambiente in cui e’ chiamato a vivere”.


Invitiamo tutti coloro che vivono in e nei pressi dell’area del costituendo Parco Teatino ad unirsi in un Comitato; cittadini comuni, piccoli produttori agricoli organizzatevi e date vita a questo progetto di salvaguardia e mantenimento di un’area che altrimenti andrebbe irrimediabilmente persa.


Partite con una Assemblea Pubblica e con una raccolta firme sul territorio. Organizzate banchetti per la raccolta firme nelle Piazze, durante le Feste Patronali, davanti ai Centri Commerciali.


Di solito i cittadini rispondono positivamente a queste iniziative e vi daranno spinta a continuare.


Mandate regolarmente il risultato della raccolta firme ai media locali, serve a darvi visibilità.

E’ nostra esperienza personale che la parte buona delle Istituzioni locali prima e Sovraccomunali poi vi aiuteranno.


Ma il primo passo; dovete farlo voi. E soprattutto; operate in modo trasversale.


Ci sono delle aree oramai irrimediabilmente perdute alla natura; desertificazioni, disboscamenti.

Voi siete fortunati, vivete in un’area dove si potrebbe costituire un Parco Nazionale.


In un certo senso la nascita delle specie della flora e della fauna che li potrebbero nascere in futuro è nelle vostre mani: oggi.


Abbiamo sentito parlare di frantoi abbattuti con l’avvento del Parco Teatino; nulla di più sbagliato. Un Parco promuove e rafforza i prodotti locali, sempre.


E’ sufficiente che i produttori Agricoli che operano nel parco si consorzino con un marchio riconosciuto e riconoscibile.


E ancora; se non già previsto, l’area di un parco Naturale avendone i requisiti potrebbe chiedere di entrare nel circuito dei siti SIC (Sito di Interesse Comunitario). Esistono molti alberghi sulla

costa teatina, pubblicizzare sul depliant e/o sul proprio sito che oltre al mare esiste la possibilità di fare escursioni in un Parco Sito di Interesse Comunitario; avrebbe una valenza molto maggiore dal punto di vista del richiamo turistico.


Organizzatevi quindi, nel rispetto delle leggi, ma fatelo subito se vi preme il futuro di questo

angolo di verde. Nel salutarvi, concludiamo con una frase celebre di un grande maestro:

Se non parlate voi in favore della vostra terra, chi mai credete che lo fara ?


Carlo CAVENAGHI – Adriano BELLINTANI

Giugno, 2011

Monday, August 3, 2009

Ritorno a casa - estate 2009


E cosi' sono tornata a casa, a Los Angeles. Ad aspettarmi varie notizie, e una specie di imbarazzo della scelta su che tema trattare. Sono un po stanca, e cosi' invece di raccontare una qualche storia di malaffare petrolifero per oggi voglio solo offrire un po di riflessioni, forse anche un po incoerenti.

Chiunque viva sospeso fra due posti sa che i primi giorni e' sempre difficile il rientro, e non solo per il fuso orario ma soprattutto perche' occorre ri-abituarsi ai ritmi, ai cibi, alle regole sociali, alla mentalita' corrente. Un po e' come se fossi due persone: una quando sto qui, e un'altra quando sono in Abruzzo, e questo causa sempre confusione. Voglio bene all'Italia e ogni volta che vado via mi dispiace sempre non avere potuto fare di meglio, di piu', per questa nazione che invece di migliorare, io vedo lentamente andare in declino. Mi dispiace davvero, perche' se solo fossimo un paese normale vivremmo meglio, in salute, in economia, usando solo tutto quello che la natura e la storia ci hanno dato.

Naturalmente voglio ringraziare tutte le persone, associazioni, volontari che in qualche modo mi hanno aiutato mentre ero in Abruzzo, che hanno preparato tutti gli incontri, manifestazioni e che mi hanno scorrazzato in giro per la regione. Tutte le cose che abbiamo fatto sarebbero state impossibili senza voi tutti. La cigliegina sulla torta e' stata la serata di Cupello - ancora adesso quando ci penso mi sembra qualcosa di surreale.

Sono molto stanca naturalmente, e tutto il peregrinare delle scorse settimane - in giro per l'Italia e per l'Europa, ha avuto un innegabile effetto sul mio stato fisico. Mi ci vorra' un po per far calare tutta l'adrenalina, e per tornare alla normalita', ma non mollo.

Una notizia bella e' che in Lombardia la ditta Po Valley ha presentato il RITIRO della concessione di ricerca petrolifera nel parco del Curone. Sono contenta perche' a vincere e' stato il popolo, e non i petrolieri. I lombardi hanno raccolto le firme, sono stati uniti, hanno manifestato, si sono informati, hanno protestato presso i loro politici. Hanno avuto dalla loro parte una stampa nazionale piu' ricettiva, con articoli tutti per loro sul Corriere della Sera e su l'Espresso e anche qualche personaggio famoso.

Tutto questo deve darci coraggio: dobbiamo continuare a rompere le scatole, ai politici, alla stampa nazionale. Dobbiamo essere piu' numerosi, piu' arrabbiati, piu' attivi. Siamo il popolo, sono poltici e petrolieri che devono avere paura di noi, e non il contrario.

E poi, la storia del parco del Curone, mi porta a varie domande per il nostro presidente Chiodi, una sorta di Ponzio Pilato del petrolio:

SE DAVVERO IL CENTRO PETROLI DI ORTONA NON SI COSTRUIRA' MAI, COME DICE LUI, PERCHE' L'ENI E COMPARI NON PRESENTANO ANCHE LORO IL RITIRO DELLE CONCESSIONI PETROLIFERE DI ORTONA E NEL RESTO D'ABRUZZO?

Il nostro governatore, purtroppo per lui, non brilla per inziativa personale, ed invece di informarsi e di lavorare per noi decide di far finta di nulla. Ma poi, siamo stati noi ad eleggerlo, no?

Altre due notizie che non c'entrano nulla con il petrolio ma che vorrei raccontare solo perche' sono storie belle di buon senso e di amore per la gente.

La prima viene dal Los Angeles Times. Venticinque anni fa ci furono le Olimpiadi di Los Angeles. Me le ricordo perche' all'epoca, nel 1984, eravamo a New York, e le guardavamo mentre pranzavamo nella nostra casetta del Bronx. Era l'epoca di Carl Lewis, e io avevo 11 anni.

Lo stato federale assegno' dei fondi alla citta' per costruire le infrastrutture (quelle tanto care a Chiodi e a Marrollo!) per le olimpiadi. Bene, la citta' decise che invece di costruirne da zero, avrebbero riammodernato quelle gia' esistenti. Il risultato fu che vennero risparmiati oltre 200 milioni di dollari.

Di questi soldi, circa la meta' venne usata per creare una fondazione chiamata LA84 che ha per scopo quella di promuovere lo sport fra i ragazzi, visto come un modo sano di crescere. Finora LA84 ha finanziato due milioni di ragazzi ed ha speso per le attivita' sportive 185 milioni di dollari. Il fondo e' in attivo, grazie ad una buona gestione e si pensa che potra' durare per sempre, con ritorni annui di circa 8 milioni di dollari da elargire ai ragazzini.

Se penso a tutto lo spreco edilizio dei giochi del Mediterraneo, e al fatto che le case degli atleti verranno vendute come appartamenti ai chietini...

Ultima cosa che mi e' capitata e che un mio amico sta rimodernando la sua casa e deve ritinteggiarla. Mi ha fatto vedere la pittura che usa, e viene fuori che e' dal 1988 che in California son vietati tutti gli additivi di composti organici volatili, benzene, cadmio, cromo e altri solventi usati normalmente nelle vernici, e che sono nocivi sia alla salute delle persone che dell'ambiente.
In Italia, dopo venti anni, questi componenti sono ancora usati normalmente.

Io di tutto questo sono venuta a sapere per puro caso, segno di come in un paese normale, non devono essere i cittadini a chiedersi che effetto hanno le estrazioni petrolifere, le vernici tossiche, l'amianto sui tetti. In un paese normale sono gli enti preposti che analizzano, decidono, agiscono, puniscono e nell'interesse della gente e non di Mr. Marrollo e di tutti gli altri.

C'e' cosi' tanto da fare in questo paese...

Sunday, June 21, 2009

Ritorno in Abruzzo


Sono arrivata in Abruzzo da poche ore, dopo un lungo ed interessante periodo in giro per il nord-Italia. Sono qui fino alla fine di luglio e speriamo di poter fare tutti del nostro meglio per informare, per arrabbiarci e per mettere pressione ai politici. Nessuno deve arrendersi.

Dovunque andro' incoraggero' le persone a firmare le petizioni che circolano gia' da un po' e di diventare attivamente un raccoglitore di firme. Vorrei anche che organizzassimo una maximanifestazione e cerchero' di lavorare anche in quella direzione li. Occorre crederci.

Se non facciamo niente, dal 1 gennaio 2010, i petrolieri potranno fare quel che vogliono alla nostra terra.

La prima tappa del mio viaggio italiano e' stata Rovagnate, un comune in provincia di Lecco, dove la Po Valley, una ditta australiana, vuole mettere due "pozzetti esplorativi" nel bel mezzo di un parco chiamato del Curone. Una oasi bellissima a venti chilometri di Milano, verde, agricola, sana, dove c'e' gente che ancora fa nascere i propri vitelli, alleva capre, fa l'uva, il vino. La zona e' nota per la produzione di salvia e di rosmarino. Gia' 10 anni fa l'ENI voleva trivellarli, poi il ministero non dette l'approvazione, anche in seguito alle proteste dei cittadini.

Parco del Curone, Colline del Montepulciano, Acquabella, Riserva di Punta Aderci, Oasi marina del Cerrano di Pineto: che vuoi che gliene importi ai petrolieri del territorio, della gente, di noi?

In Brianza sono stati tutti gentilissimi con me, e abbiamo deciso, per quanto possibile, di coordinarci. Era presente il sindaco che ha giurisdizione sul parco, ed altri di citta' confinanti. Sono stati tutti severissimi e determinati a dire no alle trivelle senza compromessi. La sala era piena straboccante di persone. Grazie soprattutto ad Hermes, che e' venuto fin da Roma per parlarne. Malinconicamente ho pensato a Fratino, che invece di difendere le sue colline ha partecipato al gioco degli inciuci coi petrolieri. Quanto di piu avremmo potuto fare con una classe politica piu intelligente, piu onesta, piu' a servizio della gente.

Poi arrivo a Milano, per una mezza giornata. Mi ha fatto veramente impressione vedere la citta', la stazione, tappezzata di poster "Investi con l'ENI", con il cane sputafuoco, e ancora di piu' sbirciare dai titoli dei vari viaggiatori che leggevano il Sole 24 Ore che la raccolta dei fondi procede a gonfie vele. Della serie: lascia il tuo popolo nell'ignoranza e rendilo partecipe della sua stessa distruzione.

A Padova per lavoro per un paio di giorni (ma anche li informalmente li ho bombardati di attivita' anti-ENI, ricordandogli delle alluvioni del Polesine e della loro laguna a rischio trivelle e raccontando a tutti di cosa vogliono fare in Abruzzo) e poi a Modena. Li siamo stati a fare delle registrazioni televisive per la redazione italiana di Arcoris, una webtv internazionale, assieme a Stefano Montanari e a sua moglie Antonietta Gatti. Due forze della natura, che lottano con tenacia contro gli effetti dell'inquinamento da nano-particelle. I famosi PM10, particelle piccolissime che entrano nelle zone piu interne dei polmoni e che causano malattie, dall'asma ai tumori. Finche' ci sono persone come loro in questa nazione, restera' un filo di speranza.

Infine ieri dal finestrino ho visto Pineto. I pini marittimi sembravano non finire piu dal treno in corsa. Per qualche minuto c'e' stato un alternarsi fra il turchese del mare, statico e orizzontale, ed i tronchi esili degli alberi in spiaggia, con le chiome mosse e disordinate. Ho pensato a come le piattaforme distruggeranno tutto questo equilibrio sia naturale che visivo, e da cui tanto benessere trae la citta'. Mi ha fatto veramente piacere pensare al sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, che e' stato bravissimo a prendere posizione, e a farsi approvare, nonostante i mille cavilli burocratici, il parco marino del Cerrano. Un piccolo ma importante passo per fermare le trivelle.

Avrei tante cose ancora da dire, ma il messaggio di base e' questo: OCCORRE CHE NOI ABRUZZESI FACCIAMO DI PIU'. Arriva l'estate: organizziamo, parliamo ai turisti, rompiamo le scatole ai politici, manifestiamo. Anche io mi scoraggio, ma l'importante e' continuare a marciare.

Stasera ci vediamo alle 9 a Roccamontepiano.

Thursday, May 28, 2009

Come pensa un petroliere: Pierluigi Vecchia


Leggendo il blog del gruppo che lotta in Brianza contro la petrolizzazione del parco del Curone mi imbatto nel limpidissimo pensiero di Pierluigi Vecchia, geologo, uno dei manager della Po Valley e dunque uno stipendiato dei petrolieri. Di lui avevo gia' parlato circa un anno fa qui. Riporto il suo pensiero come l'hanno trascritto gli amici del sito del parco del Curone, con le mie osservazioni di fisico, docente universitario e senza legame alcuno con l'industria petrolifera.

"Non sappiamo se troveremo la risorsa e in quali quantità fino a quando non facciamo il pozzo. Gli studi che facciamo a monte, così come quelli che abbiamo acquistato dall`ENI, sono di tipo indiretto. Finché non tocchiamo con mano il sottosuolo non possiamo sapere nulla".

Cosa vuol dire questo? Se si trivella e non si trova niente, si sara' soltanto deturpato un parco, se lo si trivella e si trova petrolio poi si chiedera' di estrarlo, no? L'intelligenza vorrebbe che uno DECIDE A MONTE: siamo disposti, come collettivita' ad accettare che questo parco venga trasformato in un campo petrolifero? Se la riposta e' si, allora si trivella e si osserva poi cosa offre il sottosuolo. Se si decide che la risposta e' no, allora NESSUN tipo di trivella deve essere usata, ne esplorativa ne permanente. Che senso ha trivellare per scoprire cosa c'e' sottoterra?

E' la strategia del carciofo cosi' cara a petrolieri di ogni tipo: inizano piano piano con un pozzetto, un'esplorazioncina, un indagine per il bene dell'umanita'. Poi, lentamente ma inesorabilmente, arrivano al cuore di cio' che vogliono: estrarre petrolio il piu' indisturbatamente possibile. Questa e' la stessa tattica che la Shell usa per la Majella, dicendo che a LettoManoppello vogliono solo studiare la conformazione geografica delle nostre montagne e vedere cosa c'e' nel sottosuolo per amore della conoscenza. E lo dicono pure con convinzione!

"Questo modello, semplicemente, ci porta a dire che è stato possibile individuare un oggetto di modalità e dimensioni tali da ipotizzare la presenza in quantità economicamente sfruttabili di idrocarburi".

E dopo? Se il petrolio c'e' che ne sara' del parco? C'e' lo puo' dire Mr. Vecchia? E se ci sara' bisogno del desolforatore, dove lo faranno? E gli oleodotti? E le strade di accesso? La raffineria di Trecate e' circa 50 km di distanza se non mi sbaglio, e io non sono cosi' sicura che il petrolio italiano, saturo di zolfo, una fanghiglia melmosa, corrosiva e di bassa qualita' possa essere trasportato su cosi lunghe distanze. In Basilicata stanno costruendo il secondo desolforatore a 20 km dal primo, perche' e' piu' conveniente averne un altro piuttosto che trasportare il petrolio su distanza di venti chilometri.

"Su 130 anni di pozzi fatti in Italia, per un totale di oltre 6000 siti, Trecate è l`unico che ha registrato un incidente di inquinamento ambientale rilevante. Perchè non si considerano i danni fatti da un`industria chimica o da una fabbrica di vernici? Ci sono attività industriali che passano molto più sotto silenzio rispetto alla nostra attività industriale".

Altro mito promosso da una informazione al bavaglio. Gli incidenti legati all'industria petrolifera sono comuni in Italia. In Basilicata i riversamenti di camion con petrolio sono all'ordine del giorno, la puzza di idrogeno solforato pervade tutta la provincia di Potenza, non si contano i siti inquinati, anche all'interno del parco nazionale della Val d'Agri. Ogni tanto si vedono vampate nere. Le estrazioni petrolifere hanno inquinato le falde idriche della zona, ad esempio la sorgente di Calvello o dell'Acqua dell'Abete che sono chiuse. L'ENI e' sotto processo per inquinamento ambientale in Basilicata. I giornali non ne parlano perche' l'Agenzia Giornalistica Italiana e' in mano all'ENI (la controlla al 100%), Lucia Annuniziata e' al soldo della stessa ditta che la paga 150,000 euro per scrivere su OIL e Ferruccio De Bortoli, del Corriere della Sera e' membro della fondazione Enrico Mattei.

Di Trecate, incidente del 1994, non si e' potuto tacere perche' la tragedia e' stata troppo grande, proprio come a Sarroch. La zona di Trecate, e' stata impraticabile agli agricoltori per piu di un decennio.

Il fatto che l'industria chimica faccia nefandezze anche lei, non significa che dobbiamo per forza accettare anche tutto il resto. Non stiamo giocando a chi fa piu' scempi sul territorio.

In Basilicata l'agricoltura e' scomparsa, il vino, i pomodori, l'insalata, i fagioli sono diventati di pessima qualita' dopo il petrolio. Lo riporta tutta la stampa lucana. Non so cosa ci sia dentro al parco del Curone, ma di certo le esalazioni dei pozzi bene non gli faranno. Si vivra' con la paura di esalazioni e di scoppi e tutto sara' reso secco dai vapori di zolfo, gli stessi che causano la pioggia acida. E' tutto gia' scritto.

Infine, ricordo che in interviste passate Mr Vecchia neppure sapeva cosa fosse Trecate, infatti faceva confusione con Tradate , che e' in provincia di Varese e non di Novara.


"È chiaro che agli enti coinvolti abbiamo detto che la tipologia di compensazioni ambientali cambierà a seconda se le prove estrattive sono positive o meno. Chiaramente se la presenza sul territorio della PoValley dovesse prolungarsi nel tempo la compensazione avrà un altro valore"
.

Ecco, come sempre il tentativo di trovare il COMPROMESSO. Soldi in cambio di distruzione. Da come la vedo io, non ci sono somme di denaro che possano compensare la perdita di un cuore verde e della salute delle persone, per il beneficio di una ditta petrolfiera australiana.

"Perchè durante una riunione è uscito che già l`ENI una decina di anni fa aveva fatto una proposta simile e come geologo mi sono sentito di rispondere che si trattava di un`area ottimale".

Questa si commenta da sola. Certo che un parco e' ottimale per i petrolieri: non devi preoccuparti di espropri su vari appezzamenti privati, non devi preoccuparti di vicini, di case, di rumori, di strade anguste, di persone e puoi fare quello che vuoi in spazi aperti. Non per niente il posto piu' adatto per trivellare e' IL DESERTO. Un parco ideato a difesa e per il beneficio della gente dovrebbe essere protetto invece.

Infine, questo e' quello che Pierluigi Vecchia diceva in un altra intervista, sul perche' una ditta australiana voglia venire a bucare l'Italia:

"Le motivazioni sono di tipo geologico, economico e AFFETTIVO"

Affettivo? Ma a chi vogliono darla a bere? Cara Po Valley, cara MOG, cara Petroceltic, cari petrolieri d'assalto: andate a dare il vostro affetto all'Australia, alla UK, all'Irlanda e lasciate stare in pace quel poco di sano che e' rimasto in Italia.