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Monday, December 22, 2008

"Se muoio di cancro e' stato un omicidio"


Pubblico qui in fondo un comunicato che mi e' arrivato oggi da Falconara, dove, finalmente sono arrivati i risultati dell'indagine epidemiologica della citta', iniziata circa 4 anni fa. Come si puo' vedere e' tutto confermato, a Falconara il petrolio uccide. Noi abruzzesi dobbiamo essere piu' attivi, e non accettare che in NESSUNA parte d'Abruzzo possa succedere questo. Quelle morti sono vere, e ciascuna di esse poteva essere evitata. Vorrei che ci rendessimo conto che non sono solo statistiche: ogni persona che muore di cancro o di leucemia a Falconara per colpa dell'API era un figlio, una sorella, un amico, un padre o una zia. Non va bene che i petrolieri si arricchiscono, la gente muore e i poltici tentennano. Non va assolutamente bene.

Dobbiamo arrabbiarci e mostrare al resto d'Italia che si, forse finora siamo stati una regione camomilla come dice oggi La Repubblica, ma che da oggi le cose iniziano a cambiare. Non possiamo e non dobbiamo accettare queste cose, e soprattutto non dobbiamo prendercela coi giornalisti, ma con noi stessi e con il nostro torpore civico. Lottiamo, mettiamocela tutta. Iniziamo anche dal piccolo.

Penso anche che sia il caso di invitare Don Palmiro Prisutto a parlare di come si vive a Gela. Spero che qualche chiesa locale possa fare propria questa idea e far sentire a tutto l'Abruzzo cosa *non* vogliamo per *nessuna* citta' Abruzzese.

Dobbiamo tornare ad essere l'Abruzzo forte e gentile: forte coi prepotenti e gentile con i deboli, e non il contrario.


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Dal sito dei
Comitati Civici di Falconara
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I Comitati ed i cittadini che nel 2004 consegnarono alla Regione Marche 3.500 firme di falconaresi che chiedevano la realizzazione dello Studio Epidemiologico, ringraziano la Regione, l’ARPAM e l’Istituto Nazionale Tumori di Milano per aver realizzato questa importantissima Indagine.

Seppur da approfondire ulteriormente soprattutto per la ingiustificabile mancanza, ancora, di un Registro Tumori Provinciale, l’Indagine ha inequivocabilmente confermato l’ipotesi che ha giustificato il lavoro degli Epidemiologi: il sospetto che nel periodo dal 1994 al 2003 vi sia stato un aumento della mortalità attesa nelle aree circostanti la raffineria API (Comuni di Falconara M.ma - Chiaravalle e Montemarciano) per l’esposizione di tipo acuto e di tipo cronico a benzolo e altri idrocarburi policiclici aromatici di riconosciuta azione oncologica!

Tutte quelle persone che si sono ammalate e sono morte per leucemia e tumori del sistema emolinfopoietico non dovevano subire quella sorte e, come ha dichiarato il Dott. Andrea Micheli - Epidemiologo dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano - esse “rappresentano la punta dell’iceberg”!

UN ICEBERG DI SOFFERENZA NON DOVUTA ma che oggi, ancora, non è dato conoscere per la mancanza di un Registro Tumori provinciale che avrebbe potuto conteggiare anche i casi di tutte le persone che si sono ammalate delle stesse patologie ma, FORTUNATAMENTE, si sono guarite!

Un altro aspetto allarmante che il Dott. Andrea Micheli ha confermato è che “a Falconara Marittima non c’è il calo delle malattie respiratorie rispetto al calo delle stesse nel resto della Provincia di Ancona“, constatazione già avanzata dal Dott. Luigi Gasparini (Medico per l’Ambiente ISDE) nel convegno di Medicina Democratica tenutosi a Falconara a Dicembre 2007!

I Comitati, alla luce del parziale risultato dell’Indagine Epidemiologica, ritengono necessario - da subito - fare PREVENZIONE PRIMARIA SULLA SALUTE e, dunque, applicare il principio di precauzione di fronte al rischio confermato dall’indagine!

Se non sarà seguito il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE l’Area ad Alto Rischio di Ambientale in cui viviamo rischierà di diventare come l’area di Gela, in Sicilia, (vedi articolo) o come il cosiddetto “triangolo della morte Augusta - Priolo - Melilli” dove per decenni, in nome di uno stolto sviluppo, si è ignorato che la continua aggiunta di industrie nocive e pericolose stava accumulando sulla salute della gente veleni ed effetti devastanti perfino sui nascituri (malformazioni cardiovascolari, agli arti, all’apparato digerente, ai genitali esterni).

Ad Augusta c’è un parroco - Don Palmiro Prisutto - in prima fila per la tutela della salute che indossa sempre una maglietta con su scritto “SE MUOIO DI CANCRO E’ STATO UN OMICIDIO!”

Da parte dei cittadini di Falconara Marittima e dell’AERCA forse è giunta l’ora di indossare una maglietta simile. Nel frattempo i Comitati di quartiere si impegnano:

- da subito, come nel 2004, a promuovere e sostenere con una iniziativa popolare l’attivazione del Registro Tumori Provinciale!

- Affinché l’Indagine Epidemiologica sia portata a totale compimento.

- A continuare - senza tregua - la lotta intrapresa con i cittadini dell’ASSEMBLEA PERMANENTE NO CENTRALI API contro il progetto di costruzione di due nuove centrali termoelettriche!

Saturday, December 20, 2008

Fra il dire e il fare ...


"Svegliarsi. Assumersi le proprie responsabilità. Fare pressione. È compito dei cittadini, degli elettori. Ognuno secondo la sua idea politica, ma secondo una richiesta sola: che si cominci a fare sul serio, già da domani."

Roberto Saviano


Credo che in questi giorni tutti abbiano letto le dicharazioni di Gianni Chiodi sul petrolio. Come leggo da Prima da Noi:

"Gianni Chiodi, ribadisce il "no" al Centro Oli del nuovo Governo regionale, e spiega che «l'intervento del Consiglio dei ministri è stato reso indispensabile dalle insanabili illegittimità portate dalla Legge regionale».
«In particolare», spiega Gianni Chiodi, «al momento dell'approvazione della legge, il consiglio regionale – a seguito delle note vicende giudiziarie - poteva deliberare esclusivamente provvedimenti urgenti ed indifferibili. Inoltre la Legge regionale presentava ulteriori gravi illegittimità tecniche che rendevano inevitabile la censura del Governo»."


Queste parole mi lasciano molte perplessita':

1) Se lui sapeva che la legge regionale avesse dei difetti o potesse essere impugnata dal governo centrale, perche' non l'ha detto in campagna elettorale? Perche' questo viene fuori tre giorni dopo le elezioni?

2) Anche se fosse vero che il governo centrale ha il diritto di impugnare questa legge, il nostro governatore COSA INTENDE FARE per evitare la PETROLIZZAZIONE DELL'ABRUZZO?

3) Della raffineria di Ortona lo sanno tutti, anche i bimbi. Io sono invece preoccupata per quelle comunita' che non sanno nemmeno di essere interssate da astrusi progetti di trivelle. Penso al teramano, penso alle comunita' montane della Maiella, penso ai paesini piccoli, dove sara' piu' facile andare avanti con gli scellarati progetti petroliferi. Penso al mare che non ha diritti e non e' giusto.

4) Io non sono un avvocato, ma leggendo i vari email che ho scambiato con addetti comunitari, sono convinta che se il governo centrale si oppone alla nostra legge regionale andiamo incontro a violazioni del trattato di Aarhus che dice che il parere delle popolazioni locali e' VINCOLANTE quando si tratta di estrazioni petrolifere. VINCOLANTE.

5) Ricordo che adesso il presidente della regione e' Gianni Chiodi, e non e' accettabile dire: e' stata colpa di Giovanni Pace o di Ottaviano Del Turco, gente che pure ha delle responsabilita' enormi, se siamo arrivati fin qui. Ma dal 15 dicembre le responsabilita' sono tutte di Gianni Chiodi. Non ho mai sentito Obama dire solo: "e' colpa di Bush", piuttosto dice: "io faro' queste cose per rimediare a cio' che di sbagliato e' stato fatto prima di me".

6) Chiodi dice che ha "già concordato con il Ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto, che una volta insediato il nuovo consiglio regionale nella pienezza delle sue funzioni, sarà approvata una nuova legge regionale che riprenda le finalità di tutela della costa teatina, ma che sia scevra dalle gravi illegittimità oggi inevitabilmente censurate».

Quali sono queste gravi illeggettimita'? Come sara' la nuova legge e come differira' da quella passata? Ce le possono spiegare anche a noi gente comune? Soprattutto CI VUOLE UNA LEGGE CHE COPRA TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE. Non accettero' una leggina che dica "la raffineria di Ortona no, ma ad Avezzano, Treglio, Pineto o Gissi si". Non voglio fra due anni ricominciare tutto daccapo in un altra citta'.

Continuo a sostenere che ci vuole una moratoria pluriannunale di 20/30 anni e che copra l'intera regione.

Il resto sono chiacchere, propaganda, e mancanza di coraggio.

Fonti: Primadanoi, Primadanoi 2

Thursday, December 18, 2008

Facciamo sentire a Chiodi la nostra voce!




Spero che saremo in molti a scrivergli. Il suo email e' il seguente:
presidente@giannichiodi.com, stampa@giannichiodi.com


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Presidente Chiodi,

avra' letto delle decisioni scellerate del governo centrale di bocciare le leggi regionali contro le trivelle in Abruzzo.

Siamo arrivati al dunque. Qui occorre una risposta chiara, ferma ed in linea con le promesse elettorali.

Occorre una moratoria di 25 anni che dia un segnale forte, occorre che lei ci protegga in modo determinato e non a mezze parole.

Il trattato di Aarhus dice che il parere delle popolazioni locali e' vincolante quando si tratta di estrazione petrolifere.

Schwarzenegger e' in causa contro Bush per la difesa dell'ambiente. I due sono dello stesso partito, ma Arnold vuole piu bene alla California che a Bush.

Spero che lei avra' lo stesso coraggio.

Maria Rita

Non ce ne andiamo

Dopo le promesse elettorali da marinaio ecco il primo atto concreto del governo Berlusconi: il consiglio dei ministri ha impuganto la legge sulla difesa della costa teatina.

Il Consiglio dei Ministri ha impugnato oggi la Legge regionale n.14 del 15/10/2008 ?Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 marzo 2008, n. 2 (Provvedimenti urgenti a tutela della Costa Teatina) con la quale, tra l'altro, si vietava a rilasciare, fino al 31 dicembre 2009, permessi per costruire insediamenti di industrie che svolgano attivita' di prospezione, ricerca, estrazione e lavorazione di idrocarburi, come il Centro oli dell'Eni a Ortona (Chieti). I rilievi riguardano il fatto che la Regione 'agisce in prorogatio' e, inoltre, che la legge prevede inoltre divieti generalizzati alle attivita' di prospezione, ricerca, estrazione, coltivazione e lavorazione di idrocarburi. Tali divieti contrastano con la normativa nazionale e comunitaria in materia di energia e di liberta' di iniziativa economica. (ANSA) 18-DIC-08

Io sono invece sicura che queste leggi nazionali vanno contro le leggi europee che stabiliscono che un territorio ha il diritto sacrosanto di decidere per se, e che questo parere e' VINCOLANTE.
Qusto si applica anche per le decisioni di trivellare secondo l'articolo 12 che prevede che la popolazione deve essere partecipe e deve esprimere il proprio parere che e' di nuovo VINCOLANTE:

12. Extraction of petroleum and natural gas for commercial purposes where the amount extracted exceeds 500 tons/day in the case of petroleum and 500 000 cubic metres/day in the case of gas.

Gianni Chiodi, cosa fara' lei adesso? La cosa piu' triste sarebbe che lei decidesse di dire "l'ha deciso il governo centrale, io non ci posso fare niente." Questo sarebbe il parlare di un fantoccio di carta e non di uno statista vero. Occorre che lei tenga fede alle promesse elettorali e che si impegni verso una moratoria di 25 anni.

Arnold Schwarzenegger, governatore della California le ricordo, e' in causa con il governo centrale del suo amico George Bush perche' vogliamo implementare qui delle leggi piu severe per la difesa dell'ambiente e contro il global warming e questo va contro gli interessi peroliferi di Bush. I due sono dello stesso partito, ma Arnold vuole piu' bene alla California che a Bush.

Lei avra' lo stesso coraggio di lottare contro il governo centrale e contro l'ENI e per amore dell'Abruzzo e degli Abruzzesi?

Tuesday, December 16, 2008

La grande abbuffata


Piove sul bagnato. Oggi altre belle pagine di "politica" abruzzese, e in parallelo di "politica" petrolfiera in Basilicata. Entrambe collegate da fortissimi sospetti di tangenti, inciuci, scambi, concussioni, affari privati. Il tutto ai nostri danni.

Oltre all'indagato Luciano D'Alfonso che tiene un bel crocifisso nel suo studio per fare scena c'e' tutto il jet-set pescarese in questa storia di ruberie varie. Non ci hanno lasciato nulla.

Il segretario di d'Alfonso, Guido Desio, teneva un fascicolo con tutti i pagamenti fatti dalle varie entita' imprenditoriali e politiche. C'era l'elenco imprenditori, l'elenco partiti, l'elenco della 'Margherita'. E poi i nomi delle persone con una b che stava per pagamento in bianco, cioe' regolare, e con una n che stava per pagamento in nero.

Tutti quei pagamenti fanno parte della categoria t: truffati al cittadino normale, che e' sempre alla fine quello che paga. La gente normale, quella che paga le tasse che in Italia sono fra le piu' alte del mondo occidentale, la gente normale che non arriva alla fine del mese e che vede schizzare in alto i prezzi della pasta, dei voli aerei, delle medicine.

Non ho scelto queste categorie a caso:

Il figlio di Carlo Toto, Alfonso Toto, versa soldi a D'Alfonso-Desio in cambio di laute cene, viaggi gratis in tutto il mondo su Air One per il sindaco e per la sua famiglia. Pare che gli piacesse in particolar modo New York. Toto padre e' stato il testimone di nozze di D'Alfonso. Nonostante cio' pare che questi regali servissero per cementificare la loro amicizia. Peccato che le altre cose che hanno cementificato assieme hanno fatto piuttosto uno schifio per la collettivita'.

Avete presente quando arrivi a Pescara e la prima cosa che vedi e' quello scempio dell'area di risulta, con bancarelle da terzo mondo, parcheggi senza righe, buche dappertutto e viuzze dove non ci si entra con due macchine che si incrociano? Mi sono sempre chiesta se non si potesse costruire un moderno parcheggio (bello, largo e funzionante, non come quelli alla meno peggio di Fiumicino) e usare il resto della zona per farci un parco cittadino. Mi sono sempre chiesta, ma perche' non fanno una gara di appalto seria e non invitano qualcuno di creativo a pensare a come usare quel pezzo di terra nel cuore della citta' in un modo elegante?

Beh, ora si capisce tutto. Perche' la concorrenza non c'era, perche' non hanno dovuto vincere le gare per creativita', per bellezza, per darci qualcosa di architettonicamente intrigante. Erano partiti bene con un bando europeo nel 2006 sotto l'amministrazione di D'Alfonso, poi hanno fatto rettifiche e confusione per cui alla fine si e' presentato solo un concorrente. E chi era costui? Carlo Toto! Ma come puo' essere che si presenta solo lui? E con quale progetto? In circa 30 anni si stima che quel pezzo di terra dove ha dovuto pagare solo l'asfalto e due alberi di ulivo gli fruttera' 400 milioni di euro. 400 milioni di euro dei nostri soldi per parcheggiare li e a costo praticamente zero per lui.

Il tizio che ha scritto il bando per l'appalto dell'area di risulta, Giampiero Leombroni, e' poi finito a lavorare per Toto. Coincindenze? Coincidenza pure che la magistratura e' riuscita a trovare 150 mila euro dati da Toto a D'Alfonso? Gli pagava l'autista, la benzina, le vacanze, gli dava degi aerei che poteva usare gratis per voli privati. D'Alfonso si fece con la sua famiglia Pescara-Malta-Venezia gratis per circa 25,000 euro. Lo stipendio medio di un insegnante in Italia all'anno. Il sindaco pero', da gran gentiluomo, e con la croce nel suo ufficio, nega e dice che e' tutta colpa del suo segretario Desio cha faceva tutto per conto suo. Forse che Dezio obbligava D'Alfonso ad andare in vacanza con l'aereo personale!

Ora, mi si dira' che D'Alfonso si anche adoperato contro il centro petroli. Lo so, e' venuto anche a sentirmi a Pescara. Arrivo' tardi, io avevo gia' finito di parlare e mi hanno *fatto ripetere il discorso daccapo* apposta per lui. Gianni Belcaro si arrabbio' ed ando' via. Io, allibita e scioccata, rifeci il mio discorso, lui ascolto' e poi se ne ando'.

Ad ogni modo, da come la vedo io, non e' che siccome si e' fatta una cosa buona, allora tutto il resto ce lo scordiamo. Se queste accuse sono vere, D'Alfonso, come Del Turco, merita ogni punizione possibile. La politica e' una responsabilita' seria e non puo' essere assolutamente usata per tornaconti personali. Come Del Turco, D'Alfonso e' giuridicamente innocente fino alla fine dei lunghissimi processi italiani, ma visto che e' tutto circostanziato da agendine, ricevute e assegni vari, l'onere di spiegare tutto e' su di lui.

Ci sono delle prove fisiche che secondo me rendono queste persone moralmente colpevoli, anche se e' tutto legale.

Ma andiamo avanti, pure il gruppo Filippo de Cecco, della pasta della Fara, ha versato 10 mila euro a D'Alfonso-Desio, in modo "regolare". Da oggi avranno un cliente in meno, la sottoscritta.

L'imprenditore Luigi Pierangeli, titolare di una casa di cura di Pescara e' coinvolto pure lui. In passato aveva querelato Bruno Vespa e Ottaviano del Turco per diffamazione. In quel tempo gli erano stati attributi "comportamenti scorretti e non veritieri" e per questo li aveva denunciati.
Beh, in questi giorni Pierangeli e' accusato di ben altri comportamenti illeciti. Anche lui ha versato circa ottomila euro a Desio-D'Alfonso che poi magicamente gli commissiona la trasformazine dell'ex fonderia Camplone in un centro regionale dirigenziale, detto le tre Torri.

Ma come potranno persone del genere mai rappresentare gli interessi della collettivita'? E se Toto o Pierangeli stavano nella Buonefra o nella CIA (il consorzio nato apposta per dare "servizi" all'ENI di cui fa parte anche Fratino), il sindaco di Pescara avrebbe detto lo stesso il suo timido no al centro petrolfiero? E se si presentava l'ENI o la MOG o la Petroceltic, con altrettanti 'omaggi' il nostro sindaco lo stesso avrebbe detto no al centro petrolifero?

Quante decisioni ha preso D'Alfonso pensando a quella croce che tiene appesa nel suo uffico e quante altre pensando ai suoi amici e al suo portafoglio?

Chissa come prendono queste notizie Fratino e Di Martino, attendo con ansia di leggere il blog di Mauro Vanni...

Non so spiegare il mio senso di schifo. E' tutto cosi' sporco, cosi' ammuffato, cosi' viscido. Mi fa vergognare di essere abruzzese. Dove sono i veri statisti? Dove sono le persone che fanno il proprio mestiere di amministratori per amore? E' vergognoso.

Fonti: Primadanoi 1,Primadanoi 2, Primandanoi 3, Primandanoi 4

Chi va, chi viene


Comunque la pensiamo, le elezioni sono finite ed il vincitore e' stato il gruppo di Chiodi-Berlusconi. Congratulazioni ai vincitori, che supplico di essere per prima cosa onesti in tutte le scelte da farsi, e di renderci partecipi delle decisioni importanti che ci riguardano. Onore anche a Carlo Costantini che si e' battuto, almeno da quel che ho potuto vedere io da qui, con eleganza e senza ricorrere a colpi bassi. Probabilmente era il piu' vicino alla causa del no alla petrolizzazione dell'Abruzzo o almeno e' stato quello che ne ha parlato di piu' e che a me sembrava piu sincero ed informato.

La nostra battaglia per difendere l'Abruzzo prosegue, e ora che abbiamo un interlocutore certo, occorre continuare la battaglia mediatica e di opinione. Da oggi si passa ai fatti e non piu' alle chiacchere. OLTRE IL 2010 LE LEGGI NON CI SONO.

Come i lettori di questo blog ben sanno, io vorrei che la giunta regionale approvasse un testo di moratoria 25-ennale e che il decreto Ronchi venisse esteso a tutta la penisola, e in particolar modo all'Abruzzo. Questo deve essere il nostro cavallo di battaglia e non dobbiamo accettare compromessi di alcun genere. Continuiamo a mandare email, a parlarne. Tutti dicono no, ma sulla carta non c'e' ancora nulla. Io saro' in Italia a Gennaio e se me lo consentiranno ho intenzione di andare a spiegare ai neo eletti cosa significhera' il petrolio per l'Abruzzo. Ecco qui gli eletti ai nove seggi regionali:

CHIAVAROLI FEDERICA
CHIAVAROLI RICARDO
CHIODI GIOVANNI DETTO GIANNI
COSTANTINI CARLO
DEL CORVO ANTONIO
GIULIANTE GIANFRANCO CLAUDIO FELICE
PETRI ALESSANDRA
RABBUFFO BERARDO
TAGLIENTE GIUSEPPE

Non so che legame di parentela ci sia fra i due Chiavaroli, ma la Federica rappresenta la confindustria ed e' probabile che sia dalla parte del si al petrolio. Se qualcuno conosce gli email di queste persone me li mandi, cosi io (e spero tutti i lettori e simpatizzanti della causa) gli scriviamo.

Intanto si susseguono notizie di arresti, di colpi di scena. Tutto questo fa male al cuore. Il sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso che pareva un uomo tanto mite, in galera per associazione a delinquere e per concussione negli appalti cimiteriali, uno dei peggiori reati amministrativi.

E' pure relativamente giovane, ma dov'e' la sua moralita'? Possibile che di questi tempi c'e' gente che non ancora si rende conto che chiedere, pagare, pensare alle tangenti porta solo il male della cosa pubblica? Possibile che non ci si rende conto che per l'Italia si prospettano tempi duri e bui e invece di pensare a come fare meglio per i giovani o le persone meno ricche, si pensa a farsi i soldi sui cimiteri? Alla fine dei conti paga sempre il cittadino comune, e non e' giusto. La domanda naive che io mi faccio e': ma perche' uno fa queste cose? Ma come ci si sente dentro alla coscienza, alla sera prima di andare a letto? Ma non ci si vergogna a mettersi la fascia tricolore quando invece si sta derubando il popolo?

Altra gente indagata:

GUIDO DEZIO, segretario
MARCO PRESUTTI, ex portavoce di D'Alfonso
FABRIZIO PAOLINI, autista personale
MARCO MOLISANI, capo di gabinetto (non so che vuol dire)
LUIGI PIERANGELI, imprenditore della sanita'
MASSIMO DE CESARIS, imprenditore
CARLO TOTO, presidente Air One (del CAI - che schifo)

Torna anche alla carica Ottaviano Del Turco. Sono scandalizzata che i gionrali ne parlino. Quell'uomo dovrebbe stare relegato all'oblio mediatico. Gli hanni trovato milioni di euro di soldi di tangenti, ed e' stato due mesi in galera. Perche' la stampa parla delle sue mosse future politiche, del modo in cui lui vota, del fatto che vuole andare alle elezioni europee nel PdL? Quello che di cui Ottaviano e' accusato e' GRAVISSIMO. Prima il processo, e poi candidature varie no? Che ci mandiamo in Europa a rappesentarci, uno accusato di furto alla collettivita'? Qui in America la vita pubblica di un personaggio simile sarebbe stroncata per sempre.

In mezzo a tutto questo schifo, una figura eroica: il procuratore capo Nicola Triuoggi. A lui e a suoi uomini, il mio piu sincero grazie.

Ma anche in reparto petrolifero non si e' poi cosi felici. In Basilicata infatti il PM Henry John Woodcock ha disposto l'arresto di Lionel Levha, l'amministratore delegato di Total Italia, ditta petrolifera francese. Il nostro eroe e' stato mandato in galera per tangenti sugli appalti delle estrazioni petrolifere in Basilicata. Assieme con lui un deputato del PD, Salvatore Margiotta che siccome sta a Montecitorio (nientemeno che alla commissione ambiente), verra' messo agli arresti domiciliari solo se la Camera lo autorizza. Stendiamo un velo pietoso sul fatto che si dovrebbe dimettere da solo e per vergogna.

Gli arrestati per corruzione, concussione, turbativa d'asta, associazione a delinquere:

LIONEL LEHVA, amministratore delegato della Total
JEAN PAUL JUGUET, responsabile Total del progetto petroliero «Tempa Rossa»
ROBERTO PASI, responsabile dell'ufficio lucano della Total
ROBERTO FRANCINI, della Total Basilicata
FRANCESCO FERRARA, imprenditore di Policoro (Matera)
IGNAZIO TORRETTA, sindaco di Gorgolione (Matera)

Chissa' cosa e' stato promesso dall'ENI ai nostri politici abruzzesi: se cercano di mangiare sui cimiteri, chissa quanto altro avranno cercato di ingozzarsi dal petrolio.

Il cambiamento e' ciascuno di noi. Scandalizziamoci, non accettiamo, a partire dal piccolo delle nostre vite, che "cosi fan tutte". Non dimentichiamo e non lasciamo che tutto finisca a taralucci e vino.




Fonti: Il Corriere della Sera, Corriere della Sera 2

Friday, December 12, 2008

E' ricomparso Fratino!


Dopo mesi di penombra e di silenzio, ecco ricomparire il lupus in fabula, l'amatissimo sindaco di Ortona Nicola Fratino, nonche' gestore della societa' portuale Fratino.com e socio della Buonefra e della CIA, due aziende costruttrici che dovrebbero costruire il centro petrolifero.

Ecco cosa dice l'imperterrito Fratino:

"Le informazioni in possesso dei comitati ed associazioni sono inesatte perché di parte. Certo di parte, perché l'Eni non si è mai degnato di dare la sua versione dei fatti. Non ha mai fornito dati che andassero in controtendenza con quelli mostrati dai comitati. Quindi, i cittadini possono credere a qualcosa che non sanno?"

Non so neppure da dove cominiciare a rispondere a queste frasi senza senso. Fratino, lei e' il sindaco di Ortona ed in quanto tale dovrebbe fare gli interessi della gente.

1) Ma come fa a dire che lei e' favorevole ad avere sul suo suolo comunale una ditta che, lo dice lei stesso, vuole installare sul territorio uno stabilimento di cui "NON HA MAI MOSTRATO LA SUA VERSIONE DEI FATTI"?

2) Le sembra intelligente dire si all'ENI senza nemmeno sapere cosa vuole fare ad Ortona? Un amministratore serio prima di dire si o no dovrebbe OBBLIGARE un ente petrolifero a dichiarare tutto quello che vuole fare nei minimi dettagli, specie quando c'e' di mezzo il futuro e la salute della gente.

3) Il silenzio e la reticenza sono ancora piu' gravi della mancanza dell' esposizione dei piani sinistri dell'ENI. Le pare corretto che i petrolieri ci trattino alla stregua di sudditi e lei non fa niente? Non si sente un po insultato dall'ENI?

4) I cittadini, caro Fratino, sono di parte si e certamente che lo sono. Sono dalla parte della loro salute, dei loro figli, della loro terra, del loro vino, del loro mare. Lei invece, ci dica, di che parte e'? Della Fratino.com che guadagnera' sui transiti portuali? Della parte della Buonefra spa di cui lei e' socio e che deve costruire il centro oli? Della parte della CIA, il consorzio imprese abruzzesi, nato appositamente per fornire servizi petrolfieri all'ENI, e di cui lei e' parte? O piu' semplicemente lei e' dalla parte del suo portafoglio, non importa da che parti arrivi il denaro?

5) In generale, io apprezzo molto le persone che non cambiano idea come cambia il vento e che non lo fanno per opportunismo. Gente che ha principi saldi e forti. Ma in questo caso qui temo che non si tratta di niente di tutto cio'. Io interpreto le sue posizioni come cocciutaggine di uno che ancora spera di ricavare soldi dalla faccenda
e che non si e' MINIMAMENTE posto il problema di come si vive vicino a impianti di desolforizzazione.

6) Magari oltre ai diritti umani degli iracheni, possiamo anche discutere di quelli dei contadini del Feudo?

Fratino, shame on you.

Nell'articolo di primadanoi c'e' anche scritto:

"Al pranzo organizzato dal candidato Di Nardo (...) erano presenti il sindaco Fratino e il presidente del Consiglio Remo di Martino, il senatore Piccone ed una platea di commercianti e sindacalisti della Rsu dell'Eni, e Piccone avrebbe espresso parere favorevole all'insediamento Centro Oli di Ortona"

Bene, ecco qui uno a cui non votare: Pasquale Di Nardo. E la prossima volta che si vota per il senato, un altro a cui non votare e' Filippo Piccone, ex sindaco di Celano. La sua famiglia possiede, guarda caso, un ex-zuccherificio con enormi concentrazioni di amianto in bellavista pronte per i polmoni degli abitanti di Celano e che vogliono trasformare in un inceneritore.

Il tentativo di una grande abbuffata di veleni e soldi sulla pelle della gente continua.