.

.
Showing posts with label esplorazioni. Show all posts
Showing posts with label esplorazioni. Show all posts

Wednesday, October 21, 2015

Approvato airgun nel golfo di Taranto - 740kmq di mare regalati alla Shell





Presto nel golfo di Taranto fra Basilicata e Calabria appariranno le navi airgun per ricerca di giacimenti petroliferi e di gas. Siamo nel mar Ionio, fra le province di Crotone, Cosenza e Matera e l'istanza si chiama d 73 FR SH.

Titolare della concessione la Shell, che reduce dalle sconfitte in Artico, arriva ora nei mari italiani con una concessione di 740kmq. I comuni interessati sono Corigliano Calabro, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Albidona, Rossano, Ciro' Marina, Crucoli, Rotondella, Rocca Imperiale, Cariati, Pietrapaola, Crosia, Scanzano Jonico, Nova Siri, Cassano all'Ionio, Policoro, Ciro', Scala Coeli, Mandatoriccio, Trebisacce, Villapiana, Amendolara.

La profondita' del mare nella concessione in esame varia dai 600 ai 1600 metri. Il tutto durera' sei settimane e verranno acquisite 730km2 di linee sismiche.  Si tratta di ispezioni 3D, che sono piu' invasive di quelle a 2D (mi raccomando ora tutti a ricopiare!)

Come sempre, e' tuttapposto, lieve, trascurabile. 

Ad approvare tutto un Decreto del Ministero dell'Ambiente, assieme al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Dicono: 

-- A dodici miglia c'e' una Zona Speciale Protetta, detta "Alto Ionio Cosentino" -- e non ci saranno effetti negativi.

-- La regione Puglia e Basilicata hanno espresso parere negativo. Ma che importa, approvano lo stesso!

-- Devono fare il tutto fuori dal periodo di deposito delle uova, riproduzione e reclutamento delle principali specie ittiche commerciali. Tradotto: lo sanno anche loro che questo puo' incidere sulla pesca ma che importa!

-- Portrebbero esserci varie campagne in parallelo, della Shell e di altre ditte petrolifere, e quindi e' bene coordinare con l'ISPRA in modo che le varie operazioni non si sovrappongano. Ma... quante ditte diverse ci vogliono?

-- Si devono portare appresso gli "osservatori marini", "team leader" con corriculum approvato. Devono scrivere un rapporto in italiano e un sacco di altre prescizioni che fanno ridere.  Eh si!

Ma la cosa piu' assurda che in tutte queste labirintine prescrizioni, non viene stabilita la potenza massima utlizzabile. Certo, nessuno lo sapra' cosa fanno in mare aperto, ma almeno a dire: oltre X non puoi andare. No. Dicono solo che si deve usare "la minor potenza acustica necessaria". Cioe' sparate quanto piu' potete basta che e', secondo voi, necessario.

Tutto questo non e' firmato da un ministero del petrolio. E' firmato dal ministero dell'ambiente e da quello del turismo. Che evidentemente non sanno niente ne di ambiente ne di turismo, altrimenti il mare lo proteggerebbero invece che darlo in pasto alla Shell. E nota che lo scopo della Shell, alla fine, e' di trivellare e di far soldi, non certo di conoscere la geologia del mare Ionio. A quelli, seduti nelle sedie comode di Rotterdam e di Londra, non gliene puo' importare un fico secco del mar Ionio.

La mia domanda e' la stessa che feci a D'Alfonso per l'Abruzzo. Il gran salvatore della patria Marcello Pittella, che in teoria dice no alle trivelle in mare, che e' il capofila delle regioni refendarie, cosa fara' adesso?

Gridera' allo scandalo? Andra' su tutte le televisioni di Basilicata e d'Italia a dire che e' inaccettabile che il governo prenda decisoni cosi contrarie alla volonta' popolare? O semplicemente questa dei referendum per Pittella e' l'ennesima foglia di fico dietro cui nascondersi, mentre nel frattempo tutto l'approvabile e' stato gia' approvato e ispezionato e trivellato?





Saturday, July 25, 2015

Le specie marine che piu soffiranno con l'airgun





 
Una balena sorda e' una balena morta.
 Oceana

Le creature del mare dipendono fortemente dall'udito che il senso piu' importante che hanno.  I rumori dell'airgun possono causare sordita', stress, depauperamento della specie. Uno deve solo pensare che questi spari devono arrivare a giacimenti che sono a decine di chilometri sotto la crosta terrestre, per cui non sono certo sussurri delicati. In piu' si ripetono per 24 ore, ogni 5-10 secondi, ripetutamente. Gli effetti generali osservati dopo esposizione ai suoni dell'airgun sono:


• Irregolarita' nella migrazione e nella formazione di branchi;

• Perdita del senso dell'orientamento e della capacita' di tornare "a casa";

• Incapacita' di riconoscere i suoni tipici dell'accoppiamento;

• Irregolarita' nel mangiare;

• Abbandono di habitat -- perdita fra il 40 e l'80% della popolazione in un raggio di 30 km dalle sorgenti sismiche;

• Perdita e/o danni all'udito;

• Stress generale, valori alterati di ormoni;

• Affaticamento, perdita di controllo e movimento muscolare;




1. Il capodoglio (Physeter macrocephalus)



Il capodoglio e' la balena di Moby Dick. Riesce ad arrivare in profondita' alla ricerca di cibo - anche a 1000 metri sotto la superficie del mare, piu' di qualsiasi altra balena. Spesso pero' ci sono problmei di decompressione a causa di embolie di azoto che si formano nel sangue dei capodogli quando i cambi di pressione sono troppo rapidi. I rumori dell'airgun possono causare simili embolie a causa della troppa paura e del troppo rapido ritorno in superficie da profondita' elevate. La decompressione troppo veloce puo' causare confisione, dolore, paralisi e anche la morte.


2. La Caretta Caretta e le tartarughe marine (Caretta Caretta)




Le orecchie delle tartarughe sono particolarmente sensibili ai suoni dell'airgun, e gli spari delle ispezioni sismiche potrebbero interferire con la loro capacita' di produrre uova.  La Caretta Caretta e altre specie di tartaarughe marine sono in pericolo o minacciate di estinzione e l'airgun e' una minaccia specifica per loro.

Gia' con airgun a 175 decibel di suono ci sono comportamenti erratici e ansia da parte delle tartarughe con danni ai tessuti, agli organi interni, al cranio e alla carapace quando nei pressi di sorgenti di airgun.

Altre specie minacciate sono le tartarughe verdi (Chelonia mydas), la tartaruga di Kemp (Lepidochelys kempii), la tartaruga olivastra (Lepidochelys olivace),  la tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata), la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea.



3. Il Delfino a becco corto e a becco lungo (Delphinus delphis e capensis)



I delfini usano suoni e fischietti per comunicare fra loro - e anzi, sono cosi sofisticati che spesso ci sono suoi specifici per ciascun animale - come gli umani hanno i nomi propri. Le ispezioni sismiche potrebbero causare sordita' nei delifini, come accaduto in Peru' con la morte di circa 900 delfini spiaggiati e morti dopo l'airgun. Avevano fratture nelle ossa delle orecchie, e insanguinamento dei timpani. Fra le specie piu sensibili il delfino comune a becco corto (Delphinus delphis),  il delfino comune a becco lungo (Delphinus capensis), il delfino di Risso (Grampus griseus),  il delfino dal naso a bottiglia (Tursiops truncatus), la stenella striata (Stenella coeruleoalba) e la
stenella maculata atlantica (Stenella frontalis)



4. La megattera (Megaptera novaeangliae)




Per comunicare con le altre balene, le megattere usano un complesso sistema di suoni. Le melodie sono in realta' quasi poetici canti subacquei. I suoni dell'airgun sono di gran disturbo alle balene, specie i suoni a bassa frequenza perche' viaggiano a grandi distanze dal punto di emissione. Possono causare irregolarita' nelle migrazioni, nell'alimentazione e nell'allevamento dei piccoli.  In una osservazione in Scozia, e' stato notato che le balene in un area di ben 100,000 miglia hanno smesso di cantare quando si esguiva airgun nelle vicinanze.


5. La balena franca nordatlantica (Eubalaena glacialis)




Restano di questa specie solo 500 esemplari nel mondo: la balena franca nordatlantica e' andata quasi estinta a causa della folle caccia durante il 1700-1800. Si chiama franca proprio per questo: era la balena giusta da acchiappare. Le colonie attuali vivono in Georgia e Florida dove Obama ha annunciato di volere fare ispezioni sismiche. In Italia furono avvistati in Sardegna.


6. Le capesante (Pecten jacobaeus)

In Italia sono in tutti i nostri mari. Basta solo dire che dopo una serie di indagini sismiche in Australia nel 2010 il declino delle capesante pescate e' stato dell'80%, con perdite di 70 milioni di dollari.


7. Il  Merluzzo bianco (Gadus Morhua)



Il merluzzo bianco vive nei mari del nord ed e' da qui che arrivano baccala e stoccafisso nonche' fish and chips. Le ispezioni sismiche possono ucciderne uova e larve e causare confusione e dispersione di pesci adulti. In Norvegia, dopo l'airgun, il pescato di merluzzo bianco e' diminuito fra il 40 e l'80% del pescato. I pescatori hanno anche richiesto compensazioni ai petrolieri. 


Sunday, December 9, 2012

Fabrizio Fornaciari e la MOG

Fabrizio  Fornaciari, Roseto.
Il politico occorre saperlo fare, mio caro.

 Trivelle abusive nei pressi di Villa Mazzarosa, 2005.
Che ne pensa Fornaciari?


Delle due una: o l'assessore Fabrizio Fornaciari del comune di Roseto non sa di cosa parla, oppure lo sa ed e' piu' facile dire che e' tuttapposto. 

Ma ignoranza o malafede che sia e' abbastanza grave che invece che gridare allo scandalo lui mandi questi comunicati rassicuranti e splendenti in cui dice "Il Borsacchio e' salvo".

Il Borsacchio non e' salvo neanche per niente.

Parliamo della malaugurata vicenda delle trivelle della MOG, che questa ditta di speculanti inglesi vorrebbero installare a Roseto, secondo la concessione "Villa Mazzarosa".

Intanto, la MOG ne ha anche un 'altra di concessioni nell'area, detta Villa Carbone.

Anzi, ce l'aveva, perche' in data 6 Settembre 2012, la MOG ha venduto parte dei suoi asset ad una ditta canadese, inclusa la concessione Villa Carbone, in modo che si possano concentrare maggiormente sulle loro "concessioni strategiche", inclusa Ombrina.

Quindi da adesso, oltre alla MOG occorre aggiungercene un altra: la Canoel International Energy Limited di Calgary.

Per entrambe le concessioni, a differenza di quanto dice il Fornaciari, la regione Abruzzo dice che il parere e' "POSITIVO CON PRESCRIZIONE" per quanto riguarda l'esclusione della concessione dalla valutazione di impatto ambientale VIA.




Quindi, questo vuol dire che alla commissione VIA di Sorgi e compari basta quel ridicolo progetto presentato dalla MOG - in cui si diceva che l'area del Borsacchio era di "scarso pregio" - per dargli la concessione e per lasciarli inziare a fare le loro belle ispezioni sismiche, che altro non sono che il primo passo per le trivellazioni vere e proprie.

E si, l'iter sara' lungo, ci saranno altre puntate etc etc, ma il punto e' che il cancro si ferma all'inizio, non lo si lascia camminare lentamente o "con prescrizioni".

Li ci sono zone franose, zone agricole, zone a rischio idraulico. Alla commissione VIA non importa, e neanche al Fornaciari evidentemente.

Fornaciari dice che le ispezioni sismiche non potranno

"essere effettuate tramite esplosivi" e che le "indagini potranno essere svolte solo sulla viabilità esistente e previa autorizzazione del Comune."

Beh, questa non e' una vittoria del Fornaciari. Gia nel suo rapporto preliminare, la MOG diceva che non avrebbero usato esplosivi, ma camionette vibranti, che causeranno - l'hanno detto loro - "lievi" vibrazioni nel territorio. Quanto lievi non si sa.

E poi il Fornaciari dice che la Riserva sara' esclusa dalle trivelle e cosi pure altri terreni di pregio.

Ma che significa? 

Che facciamo ispezioni-buco-estrazioni fra una riserva e un terreno di pregio? 
Che facciamo  ispezioni-buco-estrazioni a 200 metri dalla riserva, dalle case, dalle colline del vino?

E che abbiamo risolto? 

Un territorio si protegge tutto, e non a macchia di leopardo!

L'aria mica si ferma? Le falde acquifere mica si fermano? 

E' questo il famoso "compromesso". Inizio a prendermi quello che posso dicendo che va tutto bene, e intanto entro nel territorio. E poi divento sempre piu' audace e mi prendo sempre un po di piu quel che voglio. E poi me lo ingoio tutto.

E' iniziata cosi in Basilicata.

E adesso? Adesso occorre che il cittadino medio continui ad assillare il Fornaciari, il sindaco di Roseto Enio Pavone e tutte le mezze cartuccie che amministrano quella zona che non sono riusciti a fare valere le loro ragioni e che ben poco hanno fatto negli scorsi 12 mesi per fermare questo scempio.

E no, caro Fornaciari, una delibera non basta. Ci vuole l'attivismo sincero, tutti i santi giorni. E questo vale per i politici, ma anche per il cittadino medio.

La democrazia e' fatica, e' lavoro, e' scomoda.

E' mia esperienza che le trivelle sono fallite ovunque ci sia stato un sentimento popolare cosi forte
che non hanno potuto dire di si. Basta solo guardare Bomba e con quanto amore e perseveranza Massimo Colonna ha incalzato i petrolieri della Forest Oil, puntata per puntata di questa saga, senza fermarsi mai.

E Gianni Chiodi dov'era in tutto cio?

Lui che va in Puglia a dire che "fa atti concreti contro le trivelle", lui che dice che "costrasteremo con ogni mezzo" le trivelle non si e' visto, ne a Roseto e ne per Ombrina, e per niente altro.

Il bello addormentato.
Il nostro inutile governatore.


Thursday, April 7, 2011

La BP e delfini morti nel golfo del Messico



Ci si e' chiesti fin dal primo giorno se la BP dicesse la verita' sui danni ambientali causati dallo scoppio del suo pozzo un anno fa. Diversi reporter hanno parlato della BP che voleva impedire che venissero fatte foto di animali morti, moribondi o sfigurati dal petrolio o che la BP non volesse gli scienziati indipendenti "fra i piedi".

Hanno trattato male le persone, figuriamoci come trattano gli animali.

Un articolo pubblicato in data 30 Marzo 2011 nella rivista "Conservation Letters" afferma ora che il numero di cetacei morti a causa dello scoppio del pozzo di petrolio della BP potrebbe essere molto maggiore di quanto finora ritenuto.

Gli autori, provenienti da varie universita' americane e canadesi, sono tutti noti ricercatori sulla vita dei cetacei e uno di loro ha anche realizzato dei documentari.

In generale la dannosita' di scoppi petrolieri e' misurata dal numero di animali marini e di uccelli uccisi.

Nel caso dello scoppio del pozzo BP sono stati ritrovati "solo" 101 mammiferi marini uccisi dal giorno dello scoppio fino al 7 Novembre 2010, in maggior parte delfini e balene.

Potrebbro sembrare pochi, ma questi sono solo quelli ritrovati. E' importante avere cifre esatte di quanti esemplari siano morti per tanti motivi, non da ultimo per presentare il conto alla BP quando sara' l'ora.

Nello studio si analizzano le mortalita' precenti nella zona e si arriva alla conclusione che per il golfo del Messico il numero di cadaveri recuperati e' del 2% del numero attuale di animali morti. Recuperati 100 cadaveri dunque, si giunge alla stima che i mammiferi uccisi potrebbero essere stati circa cinquemila.

Aggiungono che balene e delfini sono altamente sociali e che le sostanze chimiche e i dispersanti usati per "pulire" il golfo hanno potuto causare danni ad intere colonie e continuare ad avere effetti nefasti a lungo termine.

Per fare un esempio, dopo lo scoppio della petroliera Exxon-Valdez del 1989 il numero di balene e' diminuto del 40% nella zona e quelle che sono rimaste sono sterili.

Nessuna di quelle balene d'Alaska si e' piu' riprodotta dopo l'incidente di 22 anni fa.

Intanto i delfini continuano a morire nel golfo del Messico.

Proprio oggi viene confermato che altri otto delfini ritrovati morti lungo le coste del golfo del Messico erano pieni di petrolio targato BP.

Altri ventiquattro feti di delfini morti sono stati ritrovati lungo le spiaggie dell'Alabama e del Mississipi nel solo mese di Febbraio. E se si includono Louisiana e Florida il numero giunge a 60 nei soli mesi di Gennaio e Febbraio 2011.

E' il numero piu' grande di delfini abortiti o morti subito dopo la nascita negli scorsi 20 anni.

Moby Solangi, direttore di un istituto per gli studi di mammfieri marini afferma che sono numeri non normali. Di solito gliene capitano uno o due all'anno. Dice che molto probabilmente il tutto e' dovuto allo scoppio petroliferi dell'anno scorso, che i delfini hanno mangiato pesci contaminati e che questo ha potuto causare problemi riproduttivi.

Dice che se muoiono i delfini, c'e' da preoccuparsi anche per tutto il resto della catena alimentare.

La cosa triste e' che la maggior parte dei delfini morti sono appena nati o feti, concepiti proprio all'epoca dello scoppio, visto che il periodo di gestazione dei delfini e' di circa 11 mesi.

Le mamme all'inizio non sanno che i loro piccoli sono morti, e cosi continuano a danzare e a coccolorare i loro figli gia' cadaveri, in uno spettacolo spezzacuore.

Anche a Vasto ci sono i delfini.

Lasciamoli vivere.



Carcassa di delfino BP.