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Saturday, April 2, 2016

La sventurata rispose. La lettera di Federica Guidi al Corsera



L'immaginario, il materiale






Prossimamente a Tempa Rossa.


Ma perche' uno non puo' avere la dignita' del silenzio?

Ti hanno scoperta che da Ministro facevi un disservizio all'Italia, all'immagine del paese, ai lucani, all'ambiente, e invece di scomparire dalla scena scrivi una lettera al Corriere della Sera arrampicandoti sugli specchi invece di chiedere scusa?

Un po di pudore, suvvia.

Ecco la lettera di Federica Guidi al Corsera. C'e' tutto fuorche' amore per l'Italia.

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"Caro direttore, 

in questi anni ho lavorato con estrema serietà e grande riservatezza, come mi hanno insegnato a fare nell’ambiente imprenditoriale nel quale mi sono formata. Oggi sento però l’esigenza di scrivere per chiarire alcuni punti e per sottolineare alcuni dati, che nella polemica politica sono stati strumentalizzati e deformati. Comincerei dall’inizio, ricordando che la polemica nasce da una telefonata a colui che considero a tutti gli effetti mio marito, nella quale lo informavo di un provvedimento parlamentare di portata nazionale. In particolare, gli davo una notizia nota, su un fatto avvenuto in un luogo pubblico — il Parlamento — al quale hanno dato risalto tutti i media e del quale molti addetti ai lavori avevano già conoscenza perché di rilevante interesse per l’economia nazionale. Insomma, nessuno ha rivelato segreti di Stato."

Io non lo so in che ambiente lei si sia formata cara Guidi, ma sara' stato un ambiente sterile e che pensava al profitto prima di ogni altra cosa.  Da ancora prima del caso Tempa Rossa, lei e' stata una forte sostenitrice dell'Italia al petrolio sempre secondo i crismi del tuttapposto, del minimizzare, del trovare un "equilibrio" fra trivelle e ambiente, spesso giocando anche con le parole.

Diceva, sul caso Tremiti che si trattava di una "nave oceanografica - di quelle per intenderci usate anche dagli scienziati - per una serie di rilievi della durata di due, massimo tre settimane"

Cosa, aveva paura di usare la parola ispezioni sismiche? Airgun? Beh, glielo dice questo scenziato qui: l'airgun e' dannoso alla vita marina, alla pesca. Lei ci ha mai pensato a questo? Le e' mai pasato per l'anticamera del cervello di almeno ascoltare gente *indipendente* e non quelli che stanno al soldo del petrolio e di chiedersi perche' siamo tutti cosi contrari alle trivelle? 

Glielo dico io: perche' invece di vivere dentro Confindustria, la maggior parte di noi ci tiene ad un ambiente sano. La maggior parte di noi pensa che l'ambiente vada migliorato e che il petrolio non portera' niente di buono. La maggior parte di noi ha visto l'evidenza mondiale ed ha concluso che tutte le comunita' petrolizzate sono peggiorate, non migliorate. Inclusi i mari di Norvegia.

Viggano ha reso una vallata invivibile. Tempa Rossa ne rendera' invivibile un altra. Non ci vuole mica un genio a capirlo.  Ma voi del governo diabolicamente continuate ad insistere che non e' cosi.

Ma dove vivete?

La polemica non nasce dalla sua telefonata. La polemica nasce dal fatto che lei, Ministro della Repubblica italiana, ha anteposto i suoi interessi amorosi a quelli della nazione. Non ha importanza se la decisione fosse segreta o no. Ha importanza che lei abbia lavorato per accelerare i progetti petroliferi da sui il suo compagno ne avrebbe guadagnato benefici aziendali.

Capisce? Lei ha usato il suo ruolo di Ministro per far approvare una cosa da cui Gianluca Gemelli avrebbe tratto vantaggi aziendali. Io non ho questo lusso, e non ce l'ha quasi tutto il resto del paese.
E se ce l'avessi farei fare cose di vita e non di morte. Pannelli solari, e non Centri Oli.

Sulla questione marito/amante veda lei. A me non interessa. Ma se uno deve essere preciso, quello non e' suo marito.

"Ma è bene anche entrare nel merito. Nella telefonata lo informavo di un emendamento che avrebbe consentito di accelerare i processi autorizzativi di molte opere strategiche, tra cui il cosiddetto progetto Tempa Rossa di Taranto, bloccato da anni. La società di mio marito, invece, operava come subappaltatrice in Basilicata per un lavoro che nulla aveva a che vedere con lo sviluppo del progetto di Taranto e risaliva ad epoca precedente a quella in cui sono stata nominata ministro. 
Qualcuno ha gridato allo scandalo, al ministro che favorisce il marito. Non è vero. Io rivendico l’importanza di quella norma per il Paese. Come sappiamo, uno dei problemi dell’Italia è la costante necessità di acquistare dall’estero le risorse energetiche di cui abbiamo bisogno, per riscaldare le nostre case, per accendere le luci, per cucinare e per produrre le eccellenze del made in Italy che mandano avanti la nostra economia."

E perche' era bloccato? Ce lo vuole dire? In una Italia in cui i potenti fanno quello che gli pare, da prendersi il posto di Primo Ministro senza essere stati mai votati, fino a farsi costruire gli aeroporti ad personam, se le autorita' l'hanno bloccato un motivo ci sara' pure. E saranno stati motivi gravi perche' non e' facile tenere a freno la Total, un colosso mondiale.

Sono anni che si parla di questioni ambientali, di corruzione petrolifera in Basilciata. Chi e' lei per decidere di "accelerare" gli iter di approvazione? Chi le da questo diritto? Ah certo, lei e' il Ministro dell'economia, in questo caso petrolifera.

Perche' invece non ha usato il suo potere per "accelerare" l'uso delle rinnovabili, ai quali avete tagliato anche i sussidi in modo *retroattivo* facendo scappare gli investitori stranieri? Perche' non fa leggi per incentivare le auto elettriche? Il risparmio energetico? Sono milioni di volte che lo scrivo.

Di tutto quello che serve all'Italia, proprio il Centro Oli di Tempa Rossa era cosi' importante?

Era forse importante per la Total, e per il suo fidanzato, non certo per l'Italia o per la Basilicata. Torno sempre allo stesso concetto: la democrazia e' per il bene di tutti non per il bene di pochi eletti. Anzi, in questo caso, manco eletti.

Infine, lei "rivendica" l'importanza di Tempa Rossa per il paese per riscaldare le case e per cucinare.
Non ci crede nessuno. Anzi, questo e' un insulto ai polmoni dei lucani. Un insulto all'intelligenza degi italiani. Ma dove li piglia questi dati? Pure se trivellassimo tutto lo stivale NON BASTEREBBE MAI. Lo compreremo sempre.

Possibile che un Ministro dell'Economia debba sparare queste cose?

Lei e' di Modena. Scavi un po nel suo giardino, e le assicuro che trovera' pure li idrocarburi. E prima che a Tempa Rossa, lo acceleri nel suo giardino l'impianto desolforante.

Non so chi viva vicino a Tempa Rossa, ma le assicuro che grazie al suo "accelerare" la costruzione di un altro petrol-mostro, anche il peggioramento di tutti gli indicatori di vita sana a Tempa Rossa sara' "accelerato". 
 

"In questo contesto una serie di grandi imprese hanno deciso di investire miliardi di euro per estrarre petrolio e gas naturale in Italia e di farlo, peraltro, al Sud. È un settore che il governo ritiene strategico e che comporta la creazione di posti di lavoro e di un indotto importante.  Insomma, non era necessario un mio speciale interessamento per mandare avanti una norma così importante. E comunque, dopo che è stata approvata, non abbiamo attivato i poteri sostitutivi che la legge ci conferiva. In sintesi, appare chiaro che tutto è accaduto alla luce del sole, su un progetto strategico per il Paese e nel massimo rispetto del mio ruolo."

"Una serie di grandi imprese". Si saranno pure grandi, ma hanno a loro carico decine e decine di denuncie e di accuse in tutto il mondo per corruzione,  per maltrattamento delle comunita' in cui operano.

Esempi? La Total e' stata appena multata di 1.5 milioni di euro nel UK per avere lasciato che una sua piattaforma in mare, dopo un incendio, rilasciasse gas in atmosfera per 51 giorni di fila. Seimila tonnellate di metano. Cinquantuno giorni. L'incendio fini' solo perche' si pense da solo. L'ente britannico per la sicurezza ha accertato che la Total ha cercato di nascondere l'accaduto e di minimizzare e ha dato alla Total il massimo possibile di multa.

Ancora, nonostante le sanzioni internazionali imposte alla Russia qualche tempo fa per la questione Ucraina, la Total aveva continuato a fare affari con Putin. Ovviamente per difendere i propri interesssi: campi di gas, petrolio, impianto di liquefazione del gas, magari sfruttamento di nuovi varchi nell'Artico. Al diavolo le risoluzioni internazionali.

O vogliamo parlare di come la Total ha tratto la Birmania? Questa bella ditta internazionale e' stata accusata di avere quanto meno chiuso gli occhi sui *lavori forzati* nella costruzione di un oleodotto nel paese in appoggio alla giunta militare dell'epoca. Si parlava di confisca dei terreni senza compenso, evacuazioni forzate, tortura, violenza sessuale e omicidio per chi osava ribellarsi. Secondo la Total omicidi e violenza c'erano ma non erano problemi loro.

E no, non sono chiacchere da bar, perche' nel 2005 la Total pago' 6 milioni di dollari per evitare una causa; Earth Rights International dal 1996 ad oggi ha catalogato e denunciato tutte le malefatte del governo birmano e dei petrolieri conniventi in questa storia di torture e di sfruttamento:

"Total continues to mislead policymakers, investors, and the general public about its direct and indirect impacts in the Southeast Asian country. The companies are still linked to violent abuses such as forced labor and killings in their project area and their project has generated multi-billion dollar revenues for the Burmese military regime."


Ce li vogliamo proprio questi qui in Italia?

Ma poi, non c'e' bisogno di andare cosi lontano. Qualche anno fa la Total fu accusata di avere seppellito monnezza petrolifera tossica a Corleto Perticara, Basilicata, per quasi venti anni! 

Questa gente e' strategica?  Come possiamo pensare che abbiano a cuore l'Italia? Non sarebbe piu' strategico un pinao di solarizzazione o di isolamento termico di tutti i condomini?

Scusi, ma non sa che Viggiano e' un Centro Oli tal quale quello di Tempa Rossa? Le risulta che il Centro Oli di Viggiano in venti anni di attivita' abbia portato tutto questo lavoro, gioia, benessere, aria profumata ai residenti? E perche' la Basilicata (siamo precisi, almeno chiamiamola con il suo nome e non con un generico "sud") allora e' sempre nella top three della poverta'?

Perche' la gente emigra?

Perche' non se lo costruisce lei un Centro Oli a casa sua?
  
"Ovviamente, mi rendo conto che ci sono tutti gli ingredienti per uno scandalo mediatico: il ministro, la telefonata, il grande progetto industriale, un mio familiare. Ricamarci sopra, per molti, è stato facile. Ancor più facile in vista del referendum sulle trivelle, che per molti è occasione non di ragionamento serio ma di bagarre politica."

Mah, veramente la bagarre politica e' tutta del suo governo e dei shady characters che tutto fanno fuorche' difendere la democrazia e dare l'esempio.

Non e' bagarre politica il vostro invitare all'astensionismo? Il voler sprecare 300 milioni di euro? Non voler accorpare il voto alle amministrtive di giugno? Far fallire 5 quesiti su 6 e poi dire "non votate perche' e' un referendum inutile"? Avere un ministro dell'ambiente che invita a votare in favore dei petrolieri? Propagandare che se vince il SI allora non potremo piu cucinare? I vostri compagni del PD che nel 2012 facevano le crociate antitrivelle ed adesso diventano possibilisti?

Mi definisca lei questo atteggiamento, se e' un atteggiamento da statisti o da dispetti della 4a elementare.

Anche per questo, primariamente per ragioni di opportunità politica ho subito deciso di dimettermi, per senso di responsabilità verso il governo del quale ho fatto parte, a maggior ragione alla vigilia di un appuntamento fondamentale come è il referendum sulle trivelle. Ma la mia è anche una scelta umana, che mi costa, ma che ritengo doverosa per i miei principi che hanno ispirato sempre la mia vita. Credo che anche alla luce del ruolo istituzionale che ho ricoperto, queste precisazioni siano per me necessarie, per consentire ai lettori, ai cittadini e alle molte persone che hanno lavorato con me di farsi un’opinione critica conoscendo i fatti e potendo giudicare in maniera informata.

Non so di quali principi lei parli. I principi che hanno insegnato a me cara Federica, e non da dentro Confindustria, ma da una famiglia di origine contadina ed onesta, sono ben altri.

Spero con tutto il cuore che questa vicenda che l'ha coinvolta faccia capire a tutti che il petrolio, prima che l'ambiente, inquina la democrazia.

Vota SI il 17 Aprile.





Sunday, November 17, 2013

Paul McCartney scrive a Putin per il rilascio degli attivisti di Greenpeace










Dear Vladimir,

I hope this letter finds you well. It is now more than ten years since I played in Red Square, but I still often think about Russia and the Russian people.

I am writing to you about the 28 Greenpeace activists and two journalists being held in Murmansk. I hope you will not object to me bringing up their case.

I hear from my Russian friends that the protesters are being portrayed in some quarters as being anti-Russian, that they were doing the bidding of western governments, and that they threatened the safety of the people working on that Arctic oil platform.

I am writing to assure you that the Greenpeace I know is most certainly not an anti-Russian organisation. In my experience they tend to annoy every government! And they never take money from any government or corporation anywhere in the world.

And above all else they are peaceful. In my experience, non-violence is an essential part of who they are.

I see you yourself have said that they are not pirates - well, that's something everybody can agree on. Just as importantly, they don't think they are above the law. They say they are willing to answer for what they actually did, so could there be a way out of this, one that benefits everybody?

Vladimir, millions of people in dozens of countries would be hugely grateful if you were to intervene to bring about an end to this affair. I understand of course that the Russian courts and the Russian Presidency are separate. Nevertheless I wonder if you may be able to use whatever influence you have to reunite the detainees with their families?

Forty-five years ago I wrote a song about Russia for the White Album, back when it wasn't fashionable for English people to say nice things about your country. That song had one of my favourite Beatles lines in it: "Been away so long I hardly knew the place, gee it's good to be back home."

Could you make that come true for the Greenpeace prisoners?

I hope, when our schedules allow, we can meet up again soon in Moscow.

Sincerely yours,

Paul McCartney


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Qualche giorno fa, il 14 Novembre 2013, Sir Paul McCartney ha scritto una lettera personale sul suo blog indirizzata al presidente Vladimir Putin. Nella lettera si chiede il rilascio degli Arctic 30 e cioe' i 28 attivisti di Greenpeace International e di due giornalisti freelance che sono stati arrestati un paio di mesi fa per protestare in modo del tutto pacifico contro le trivelle in Artico. 

Gli Artic 30 si trovano in un carcere di San Pietroburgo e sono o sono stati accusati di "pirateria" e di "hooliganism" dopo le loro dimostrazioni su una piattforma della Gazprom di Russia nel Pechora Sea.

Il reato di "pirateria" in Russia e' condannato con una pena di 15 anni.

Dal canto suo, la Gazprom ha in progetto di iniziare la produzione di petrolio nel primo quadrimestre del 2014 in un'area dell'Artico di Russia che contiene tre riserve naturali.

Ecco qui la lista dei nomi degli Artic 30. C'e' anche un italiano:


Crew Peter Henry Willcox
Nationality: American
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew Miguel Hernan Perez Orzi
Nationality: Argentinian
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Activist Camila Speziale
Nationality: Argentinian
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew Colin Russell
Nationality: Australian
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew Ana Paula Alminhana Maciel
Nationality: Brazilian
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Activist Philip Ball
Nationality: British
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Freelance videographer Kieron Bryan
Nationality: British
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Activist Alexandra Harris
Nationality: British
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Activist Frank Hewetson
Nationality: British
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Activist Anthony Perrett
Nationality: British
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew Iain Rogers
Nationality: British
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew Alexandre Paul
Nationality: Canadian
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew Paul D Ruzycki
Nationality: Canadian
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Activist Faiza Oulahsen
Nationality: Dutch
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew Mannes Ubels
Nationality: Dutch
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew Anne Mie Roer Jensen
Nationality: Danish
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Activist Sini Saarela
Nationality: Finnish
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew Francesco Pisanu
Nationality: French
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew Cristian D'Alessandro
Nationality: Italian
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew Jonathan Beauchamp
Nationality: New Zealand
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew David John Haussmann
Nationality: New Zealand
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Activist Tomasz Dziemianczuk
Nationality: Polish
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Activist Roman Dolgov
Nationality: Russian
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Freelance photographer Denis Sinyakov
Nationality: Russian
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Activist Andrey Allakhverdov
Nationality: Russian
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew (Name withheld on request)
Nationality: Russian
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Activist Dima Litvinov
Nationality: Swedish / American (dual citizenship)
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Activist Marco Weber
Nationality: Swiss
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew Gizem Akhan
Nationality: Turkish
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Crew Ruslan Yakushev
Nationality: Ukrainian
Status: Charged with piracy under Article 227 of the Russian Criminal Code

Per il loro rilascio si sono mobilitate diverse persone ed associazioni, fra cui il Premio Nobel per la Pace  Adolfo Pérez Esquivel, Amnesty International, Human Rights Watch e anche l'attore Ewan McGregor. Finora Greenpeace ha raccolto circa 640,000 firme in favore degli Artic 30.

Di qualcuna di queste persone so qualcosa perche' ne ho letto sulla stampa. Ad esempio, Dima Litvinov vive in California e tutta la sua famiglia, da tre generazioni, e' stata arrestata per proteste civili, in Russia prima e dopo la guerra. Suo padre e' stato in Siberia per avere protestato l'invasione russa della Cecoslovacchia. 

La storia di Christian, italiano, invece e' qui, da Repubblica.

Io non so cosa spinga queste persone a lasciare tutto e ad andare in Russia a protestare contro le trivelle della Gazprom. So solo che a loro va tutto il mio rispetto e la mia gratitudine, perche' ci vuole molto coraggio, perche' e' grazie a loro che adesso il tutto il mondo si parla delle trivelle in Artico, perche' e' bello che ci siano degli idealisti.

Se non loro, chi ci sarebbe andato a protestare in Artico?

Ovviamente la domanda e' sempre la stessa, dove sono le persone famore importanti d'Italia a chiedere il rilascio degli Artic 30?

Berlusconi - per dirne una a caso -  non era forse un grande amico di Putin?
Perche' non lo chiama?

E Jovanotti, per dirne un altro a caso, perche' non fa opera di pubblicita' a favore degli Artic 30, oppure e' troppo impegnato a contare i soldi dell'ENI?

Nonostante le sue manie di grandezza, dubito fortemente che Rocco Papaleo sia conosciuto in Russia, ma chissa' che non abbiano visto anche loro il Festival Di San Remo!!!

La mia domanda pero' e' sempre piu' grande del singolo episodio.

Dove sono tutti gli artisti d'Italia - a parte i casi eroici del Commissario Montalbano per esempio - a levare la propria voce contro gli scempi al territorio, che sia in Russia, che sia a Napoli, che siano trivelle, che siano veleni?


Dove sono i Paul Mc Cartney, i Robert Redford e le Darryl Hannah d'Italia?






Tuesday, July 16, 2013

Anche le Pussy Riot contro le trivelle

 Like a Red Prison, Pussy Riot 16 Luglio 2013

Ricompaiono dopo un anno di assenza le Pussy Riot, la band russa al femminile senza peli sulla lingua, spesso alla ribalta per attacchi contro i metodi antodemocratici di Putin.

Eccole qui, in un video uscito oggi 16 Luglio 2012, contro le trivelle in Russia, nel quale se la prendono con Putin perche' ha favorito i suoi amici tutti arricchitisi con il petrolio russo, in cambio di devastazione ambientale e senza niente in cambio per i cittadini.



La situazione in Russia e' particolarmente grave perche' gli enti di difesa del territorio non hanno voce in capitolo, non ci sono soldi, e le localita' trivellate sono remote, cosi' occhio non vede, cuore non duole.

Nel video, oltre a mostrare scene piu o meno infernali di cosa l'industria del petrolio ha portato alla Russia, le Pussy Riot paragonano Putin ad un ayatollah iraniano e versano del petrolio su una foto del capo del gigante russo petrolifero Rosneft, Igor Sechin, uno dei noveau riche della faccenda.

La canzone si chiama Like a Red Prison.

La Russia ha intascato circa 7 trillioni di rubli dal petrolio nel 2012 - cioe' circa 215 trillioni di dollari (1 trillione = 1000 miliardi = un milione di milioni), tutti finiti nelle mani dei pochi oligarchi al potere, mentre invece la poverta' del popolo e' in aumento

E cosi, dopo Yoko Ono, David Letterman, Darryl Hannah, Robert Redford, Susan Sarandon, Ethan Hawke, anche le Pussy Riot. 

Proprio come Jovanotti, proprio come Rocco Papaleo, vero?