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Sunday, July 3, 2016

Due (o tre?) lavoratori ENI morti in Nigeria. E ora arrivano pure i cinesi


Ecco qui nuove e deprimenti notizie che riguardano l'ENI di Nigeria.

Il giorno 29 Giugno 2016 c'e' stato un agguato nei mari del paese contro un nave che trasportava lavoratori ENI nel Delta del Niger.

Secondo alcune fonti, tre lavoratori dell'ENI sono morti, gettandosi in mare. Non e' chiaro se i morti fossero nigeriani o italiani. Solo due dei loro corpi sono stati recuperati dal mare il 1 Luglio 2016.

Del corpo del terzo non si sa. I report locali parlano di due ingegneri ed un autista.

L'attacco non e' stato rivenidcato in modo ufficiale. Secondo alcune fonti, e' arrivato da parte di non meglio specificati"pirati" del mare, forse da persone collegate a Boko Haram, o anche forse da parte dei ribelli del Niger Delta Avengers. Questi ultimi hanno gia' eseguito una serie di attacchi contro la Chevron, l'ENI stessa e due ditte nigeriane, la Nigerian Petroleum Development Company (NPDC) e la Nigerian National Petroleum Corporation (NNPC). Tutti questi attacchi hanno fatto calare la produzione nazionale del 30%.

E' una situazione di enorme caos in Nigeria: morti di soldati e di civili, con governi, ribelli, petrolieri che si combattono fra di loro, e alla fine chi ci perde, e' sempre l'ambiente e persone innocenti.

Addirittura, in Nigeria c'e' chiede al presidente Muhammadu Buhari un referendum stile Brexit per decidere il fato del Delta del Niger e per la migliore gestione di petrolieri e di risorse. I promotori del referendum hanno chiesto al presidente di andare a vistare l'area per vedere con i propri occhi la petrol-degradazione. Denunciano tutti l'inquiamento da petrolio a Ugborodo dove sorge l'impianto Chevron per petrolio e gas, Ogulagha e Bonny Island dove opera la Shell, Brass dove invece ci sono le infrastrutture Agip/ENI, Ibeno della ExxonMobil.

Questi sono tutti impianti da dove il petorlio parte e arriva. In Nigeria ci sono solo quattro raffinerie che non funzionano a pieno regime, tanto che nonostante l'enrome flusso di petrolio che viene estratto, l'80% della benzina che si usa e' importata.

Ma non finisce qui. Il governo Nigeriano ha appena anche firmato nuovi accordi con la Cina, per contratti da circa 80 miliardi di dollari in cambio di petrolio.

Sara' meglio con i cinesi?  Ne dubito.

Si raccoglie sempre quel che si semina.



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