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Tuesday, November 19, 2013

Falconara: 1 anno e due mesi di condanna per la vita di due operai.

Dal Comitato Cittadino di Falconara, sulla raffineria API. 


Il 7 ottobre scorso la Sezione penale della Corte di Appello di Ancona ha depositato i motivi della sentenza di condanna ad 1 anno e 2 mesi dei vertici della raffineria API di Falconara Marittima per l'incendio alla sala pompe occorso alle 5,25 del 25 agosto 1999 in cui persero la vita gli operai Ettore Giulian e Mario Gandolfi.

Quella tragica mattina l'incidente determinò la fuga di molti cittadini dai quartieri Villanova e Fiumesino, malori accertati sanitariamente tra i cittadini per le esalazioni diffusesi, mancanza di tempestiva attivazione dell'allarme alla cittadinanza e del blocco dei treni.

Sono stati condannati dalla Corte di Appello:


§         Il Vicedirettore della raffineria e Responsabile del Servizio Operativo;


§         Il Responsabile dell'Area manutenzione della zona OFF SITE (nella quale era collocata la pompa esplosa);


§         Il Responsabile della Sezione Manutenzione del Servizio Operativo.

I Giudici della Corte di Appello di Ancona hanno valutato come prove della responsabilità dei vertici di API raffineria:

1) la conoscenza e la tolleranza della prassi di lasciare aperte le valvole dei circuiti nei periodi di non utilizzo delle linee per il trasferimento dei prodotti. Se le regole di gestione dell'impianto ad alto rischio di incidente rilevante fossero state rispettate, controllate, migliorate e corrette quelle valvole sarebbero state chiuse e, pertanto, non avrebbero permesso l'afflusso di benzina alla pompa che scoppiò e provocò la morte degli operai Gandolfi e Giulian!

2) La mancanza della manutenzione sulla pompa che esplose! Su quella pompa i Responsabili di API raffineria omisero di richiedere e di programmare interventi di manutenzione predittiva nonostante fosse regolarmente segnalata per "Rilievo non effettuato, macchina ferma" dalla ditta incaricata alle verifiche delle vibrazioni sulle macchine rotanti, cosicché la pompa risultò non essere mai stata sottoposta a quella verifica che avrebbe con certezza segnalato rilevanti problemi di funzionalità!

Ci preme sottolineare un aspetto che abbiamo sempre evidenziato: la sentenza della Corte di Appello ha stabilito l'assoluta estraneità degli operai Gandolfi e Giulian da operazioni di sottrazione illegale di carburante, operazioni indecorosamente adombrate da alcune testimonianze "aziendaliste" nel corso delle udienze.

Inoltre è stata riconosciuta l'assoluta competenza messa in campo da Gandolfi e Giulian - in linea con le procedure del Piano di Emergenza Interna - nel vano tentativo di neutralizzare la nube di benzina che poi esplose.

Il raggiungimento della verità processuale dell'incidente del 25 agosto 1999 è stato possibile solo per la caparbietà dei Comitati dei cittadini che non si sono piegati di fronte alla potenza della Società petrolifera API e grazie all'eccellente lavoro analitico degli avvocati Stefano Crispiani e Carlo Maria Pesaresi  che con la memoria consegnata al Pubblico Ministero a luglio 2005 hanno fatto si che ad ottobre 2005 la Procura della Repubblica di Ancona depositasse la richiesta ed i motivi dell'appello alla sentenza di primo grado.

Motivi speculari a quelli dettagliatamente esposti dai legali dei Comitati falconaresi!

La pressione civile dei Comitati ha evitato una prima prescrizione del procedimento dato che ancora ad agosto 2012 (dopo sette anni dal ricorso in appello della Procura della Repubblica!) nulla si sapeva della fissazione dell'Appello.


Ma la battaglia dei Comitati dei cittadini non è finita.


Ora si profila il rischio di un'altra prescrizione poiché se - come immaginiamo - i condannati ricorreranno alla Corte di Cassazione, i Giudici dovranno pronunciarsi entro e non oltre l'estate 2014 in forza dei 15 anni trascorsi dal tragico incidente del 25 agosto 1999!

A nostro parere una eventuale prescrizione - pur non intaccando l'accertamento dei fatti - sarebbe in primo luogo INDECOROSA poiché si permetterebbe di far operare il decorso del tempo come causa estintiva della pena comminata per le gravi e inammissibili mancanze riscontrate a carico dei vertici della raffineria API di Falconara Marittima nella conduzione di un settore dell'impianto a elevato rischio di incidente rilevante.

Inoltre, dopo avere evitato una prima prescrizione, ci troveremmo di fronte alla BEFFA e all'UMILIAZIONE della Giustizia stessa e dei cittadini.

Non lo permetteremo!

Saremo presenti con la nostra istanza e con ogni altro strumento legale per sollecitare la Corte di Cassazione a non far intervenire la prescrizione!

http://www.youtube.com/watch?v=alIp7lfVB5E

http://web.mclink.it/MF8408/Commemorativa.htm


1 comment:

Antonio Massimo Cristaldi said...

Lungi da noi la vendetta, ma giustizia deve essere.
La riflessione è come impedire che accadano situazioni del genere.
La gestione di impianti petroliferi è molto rischiosa e deve essere monitorata in maniera continua e attenta.
Servirebbe una riorganizzazione di questi impanti riducendone il numero e a monte ridurre l'utilizzo di idrocarburi, sostituiti da energie rinnovabili, più sicure, come ci insegnano nazioni come la Germania.