.

.
Showing posts with label tony. Show all posts
Showing posts with label tony. Show all posts

Monday, December 31, 2018

Australia: Tony Rinaudo, l'uomo che fa rinascere le foreste in Africa


Niger, 1975

Niger, 2005









Si chiama Tony Rinaudo e fa l'agronomo.

Nel tempo libero pianta alberi, e l'ha fatto per 30 anni.

Alla fine di questo tormentato 2018 volevo una storia bella e questa e' una di quelle, silenziose e piene di speranza; dove una persona sola puo' fare tanto, con quello che ha e che e'.

Nel giro di 30 anni Tony ha riforestato un area di 6 milioni di ettari, cioe' Piemonte, Lombardia e Veneto messi insieme nell'enorme continente oceanico.

In totale fanno 240 milioni di alberi, che ha curato e seguito con una tecnica da lui stesso inventata.

Tony Rinuado e' di Myrtleford, Victoria, in Australia. Da giovane si trasferi' in Niger, uno dei paesi piu' poveri del mondo. Era il 1981, e cerco' di piantare alberi qui, per conto di un gruppo di missionari, World Vision Australia.

I contadini locali praticavano un agricoltura "intensiva" nel senso che ogni centimetro era dedicato a piante, ma la terra era desolata ed arida, e i raccolti scarsi. Anche i suoi sforzi di piantare alberi per due anni furono vani.

I contadini vedevano il loro raccolto diminuire di stagione in stagione. La terra era semplicemente morta.

E cosi Rinuado cambio' tattica. Invece di piantare alberi noto' che c'erano piccoli cespugli selvatici che crescevano sponataneamente e che venivano spesso tagliati dai contadini per far spazio ad altro,
nella speranza di aumentare i propri raccolti, o per ricavarne legna da ardere.

Decise allora di dedicare energia e tempo per curare questi cespugli, con l'idea che visto che era l'unica cosa che cresceva se li si aiutava un po, forse si sarebbero ingraditi,  e avrebbero aiutato l'ecosistema.

Mise a punto una tecnica, oggi nota come Farmer Managed Natural Regeneration (FMNR) che parte da principi tanto semplici quanto logici: aiutare comunita' povere a rigenerare terre aride partendo da cio' che cresce spontaneamente.  Vengono usate vecchie pratiche in cui cespugli ed arbusti vengono tagliati per far legna, ma in modo che  non muoiano, assicurandone un ciclo vitale ottimale, e in cui gli alberi stessi vengono piantati e potati in modo da ottimizzarne la crescita, l'esposizione al sole e l'accesso all'acqua.

Rinaudo divenne noto come il "contadino scemo bianco" - ''the crazy white farmer'' ma lo stesso convinse dieci altri contadini dell'area a seguire il suo esempio: cioe' invece che abbattere questi cespugli, di aiutarlo a farli crescere.

Arrivo' la siccita';  questo convinse altri contadini a partecipare all'esperimento, e invece che tagliare gli arbusti, di curarli. Non avevano nulla da perdere. Grazie a questi cespugli che pian piano diventavano veri e proprio alberi piano piano l'ecosistema cambio'.

In meglio.  
I campi degradati divennero piu produttivi, grazie agli alberelli che davano ombra, aiutavano con le radici a trattenere acqua, rendevano il terreno piu' fertile ed evitavano l'erosione. E con campi, anche il pascolo del bestiame ne giovo'.

Campi dove c'erano uno o due o zero alberi per ettaro, ora ne hanno circa quaranta. La voce si sparse e tutt'a un tratto tutti i contadini volevano alberi nei propri campi.

A Rinaudo diedero un altro soprannome, l'uomo che sussurra agli alberi.

Sono passati trent'anni e appunto, sono stati rigenerati 240 milioni di alberi partendo dal Niger, e poi in tutto il mondo, dalla Somalia all'East Timor, dall'Indonesia alla Birmania. E' un metodo a basso rischio, a basso costo, ottimale per contadini che vivono in zone povere e che temono interventi iniziali troppo drastici. Tony Rinaudo e' ancora all'opera, ed oggi e' il Natural Resource Advisor di World Vision Australia.

Dice che per iniziare l'investimento il costo e' di due dollari. Il costo di un taglierino per far si che germogli di alberi possano crescere e per curarli da subito.

Rinaudo e' stato invitato a raccontare la sua storia al meeting mondiale sui cambiamenti climatici in Polonia, dicendo a tutti che gli alberi migliorano l'agricoltura, riducono le temperature, mantengono acqua nel terreno, assorbono anidride carbonica. Piantarli e curarli lo si puo' fare ovunque, anche in zone dove la temperatura raggiunge i 40 gradi ogni giorno  come mostra il suo esempio.

Qualche giorno fa gli e' stato assegnato il Right Livelihood Awards uno dei piu' grandi premi ambientali del mondo.

Ci sono due miliardi di ettari di terreni degrati al mondo; riforestarli non sarebbe una cattiva idea.

Ma il questo ultimo giorno del 2018,  il mio messaggio e': non occorre andare in Niger e dedicare 30 anni della propria vita a far nascere foreste.

Possiamo tutti far qualcosa per il pianeta, ogni santo giorno, con dedizione ed amore.

Al signor Tony Rinaudo, grazie.

Tuesday, September 11, 2012

Dimmi con chi vai...


...


There's no one who wants this over more than I do. I would like my life back.

Tony Hayward 2010

e si, vallo a dire a quelli che nel golfo del Messico ci vivono...





Tony Hayward e' il responsabile numero uno dello scoppio nel golfo nel Messico. A suo tempo era infatti l'amministratore delegato della BP e fece una gaffe dopo l'altra, affermando, impassibile che era stanco delle polemiche all'indomani dello scoppio nel golfo del Messico e che avrebbe tanto voluto che non fosse mai successo perche' "rivoleva la sua vecchia vita indietro".  E poi il giorno dopo e' volato in Inghilterra a fare un tranquillo giro in barca.

Continuava a ripetere che il suo obiettivo era di soddisfare gli azionisti non di salvare il mondo, che il petrolio disperso era poco in confronto all'acqua del mare (!), che non era pericoloso usare i dispersanti, che avevano a cuore anche i "little people" che era tuttapposto.

Insomma figuraccia dopo figuraccia.

Obama disse "he wouldn't be working for me after any of those statements".

E infatti pochi mesi dopo lo scoppio e' stato licenziato.

Non soddisfatto, Tony passa ad una nuova ditta petrolifera la Genel Energy che ha comprato assieme ad un partner. La Genel e' una ditta basata in Turchia e come molte altre micro-aziende petrolifere, ha come scopo quello di ingrandirsi e di diventare "media", concentrandosi sulle sue concessioni in Iraq  e in Kurdistan.

Anche i due ex capi della Genel,  Mehmet Sepil e Mehmet Emin Karamehmet hanno avuto i loro guai: multa da un milione di sterline per il primo per insider trading e condanna di 11 anni per il secondo, contro cui ha fatto appello, per frode.

E cosi, questo bella Genel con ora a capo Tony Hayward decide di unire risorse, esperienze e personale per trivellare assieme alla... Medoilgas, si, quella che vuole trivellare Ombrina, Scerni e Villa Mazzarosa in Abruzzo!

Per ora parlano di lavorare assieme su alcuni pozzi in Libia, Tunisia e Malta per tre anni, ma l'Italia non e' certo lontana.

A Malta dove la Genel ha acquistato il 75% di varie concessioni della Medoilgas sono un po preoccupati, perche' l'isola non ha dei veri e propri standard ambientali di sicurezza e perche' tutto sta al buon cuore delle ditte trivellanti - in questo caso di Tony Hayward!

"Tony Hayward is not much of an inspiration when it comes to such standards," dice Peter Gatt, un geologo maltese.

Secondo le stime della Genel e di Tony Hayward Malta potrebbe essere ricca di petrolio, tanto quanto la Libia, visto la vicinanza con le coste nord-africane e visto che lui conosce bene la geologia della zona in quanto con la BP fece affari su affari con la Libia.

Ecco a chi corriamo il rischio di regalare le coste d'Abruzzo: a Tony Hayward della BP, responsabile del piu' grande disastro ambientale petrolifero della storia.

Gianni Chiodi, Enrico Di Giuseppantonio, Remo di Martino, Eugenio Caporella, Fabrizio Di Stefano, Giovanni Legnini,  avete qualcosa da dire o vi piace l'idea di avere Tony Hayward a Rocca san Giovanni?


Wednesday, June 23, 2010

Chiodi parla, la Puglia li ferma.




Qui un resoconto dell'incontro del 23 giugno all'Aquila per parlare di petrolio


A FINE LUGLIO IL MINISTERO SI PRONUNCERA' A FAVORE O CONTRO I POZZI A MARE OMBRINA, ELSA e VASTO/CASALBORDINO. SIA BEN CHIARO CHE SE DIRANNO SI LA COLPA E' DI GIANNI CHIODI CHE NON HA PRESENTATO TESTI DI CONTRARIETA' E CHE NON SI E' AVVALSO DELLA FACOLTA' DI ESPRIMERE LA SUA OPINIONE SUI PRIMI 22 KM DI COSTA CHE SONO DI COMPETENZA REGIONALE ED ENTRO I QUALI CADONO QUASI TUTTI I PERMESSI PETROLIFERI.

Tutti all'Aquila allora oggi. Ho telefonato per sapere come si era svolta la riunione e a quanto mi pare di capire Chiodi ha risposto come il capo della BP, Tony Hayward. Ha risposto: "Non lo so".

Chiodi ha detto che non sa che la regione e' stata definita regione mineraria dal governo - ma se io glielo avevo chiesto un anno fa a Cupello??? Chiodi ha detto che non sa cosa sia il piano integrato della costa. Chiodi abbiamo scoperto non aveva mandato testi di contrarieta' alla regione contro Ombrina Mare. Ha detto che deve chiedere ai suoi tecnici (= Antonio Sorgi?)

Chiodi non sa, beato lui. Da qualche altra parte lo avrebbero gia' licenziato. Il capo che non sa? E che razza di capo e'?

Poi fanno questa bellissima dichiarazione ...ANCORA SUL CENTRO OLI DI ORTONA!!! Ma questo e' rimasto indietro nel tempo!!!

Sul problema della petrolizzazione la Regione ha sempre risposto con i fatti. Ed infatti ad oggi i fatti dicono che la Regione Abruzzo non ha rilasciato alcuna autorizzazione alla introspezione e che il Centro Oli non è partito e non partirà, nonostante fosse stato in passato autorizzato.

Noi, allo stato, abbiamo la legge regionale 32 del 2009 che dice chiaramente qual è la volontà dell'ente regionale, ma sappiamo anche che questa legge è stata impugnata dal governo davanti alla Corte costituzionale per conflitto di competenza.

Con il governo abbiamo avviato un confronto in modo da scrivere un testo normativo che da un lato garantisca le competenze fissate dalla Costituzione e dall'altro tuteli i territori e gli interessi degli abruzzesi. In alternativa, aspettiamo il giudizio della Corte costituzionale sul ricorso promosso dal governo e, in caso di bocciatura della legge regionale, torneremo in aula per discutere e approvare un nuovo testo.

Questa è la strategia della Regione Abruzzo e mi sembra una strategia chiara e una posizione trasparente.


Sulle trivelle in mare:

Su questo punto sapete benissimo che la competenza è nazionale, ma come Regione Abruzzo stiamo lavorando in sede di Conferenza delle regioni e di Conferenza Stato-Regioni per trovare un accordo con tutte le regioni adriatiche per chiedere espressamente il divieto di trivellazioni.

Stendiamo un "trasparente" velo pietoso sui fatti che la regione ha fatto. Lo sanno tutti che la regione non avrebbe fatto niente di niente se non fosse stato per noi cittadini!

Gianni Chiodi ha qualcosa da dire su Bomba? Ha qualcosa da dire sul fatto che in Toscana ci sono riusciti a fare una legge anti-petrolio che possa tenere? Ha qualcosa da dire sui pozzi a mare?

Nella mia traduzione delle parole del governatore dell'Abruzzo, quello che veramente vuol dirci e' che occorre chiedere al grande capo, e che lui non fara' niente per sua iniziativa. Nella mia opnione, Don Abbondio aveva piu' coraggio di quest'uomo.

Intanto, in Puglia veloce-veloce il TAR ha annullato i permessi di fare ricerche petrolifere nei mari antistanti Monopoli, Fasano ed Ostuni, rimandando quei simpatici della Northern Petroleum da dove erano venuti - Londra. Il giudice del TAR ha detto che ci sono stati vizi di procedura e carenze sostanziali. La Northern Petroleum aveva deciso di spezzettare il suo progetto in modo da evitare la VIA. Ora se vogliono trivellare, devono ripresentare una VIA piu' seria.

Grazie a Cosimo e Marcella, e a tutti gli amici della Puglia. Per fortuna, Nichi Vendola non e' Gianni Chiodi e la classe non e' acqua.