.

.
Showing posts with label orlando. Show all posts
Showing posts with label orlando. Show all posts

Thursday, August 8, 2013

Ombrina: Medoilgas fa causa contro il Ministero dell'Ambiente sull'AIA


Evviva la democrazia di Sergio Morandi 

Nota: i termini legalistici sono stati tradotti dall'inglese.
Potrebbero esistere in italiano termini piu' appropriati.

 
----

In data 8 Agosto 2013, la Medoilgas Italia di Sergio Morandi annuncia ai suoi investitori di avere inoltrato una pratica contro il Ministero dell'Ambiente Italiano presso il Tribunale Amministrativo di Roma.

Con questo provvedimento, la Medoligas intende ottenere la sospensione l'annullamento della decisione da parte del Ministero dell'Ambiente di sottoporre il progetto Ombrina Mare all'AIA - Autorizzazione Integrata Ambientale - che le era stata richiesta nel Luglio 2013, proprio da parte del Ministero dell'Ambiente.

La Medoilgas chiede anche un ordine giudiziario che imponga al Ministero stesso di approvare la Valutazione d'Impatto Ambientale, per dare il via ai lavori.

Come noto a tutti gli abruzzesi, il progetto Ombrina Mare prevede l'estrazione di petrolio ad alto tenore di zolfo a soli sei chilometri da riva, la presenza di una nave desolforante di tipo FPSO che emettera' in atmosfera circa 200 tonnellate al giorno di sostanze di scarto, la produzione di circa 500 chili al giorno di zolfo puro, l'utilizzo di fanghi e fluidi di perforazione, e il rischio di possibili perdite
scoppi.

Nel corso degli scorsi cinque anni, la popolazione ha manifestato piu e piu volte la propria contrarieta' ad Ombrina Mare e alla petrolizzazione dell'Abruzzo intero, con eventi di protesta, invio di osservazioni, conferenze e dibattiti.

E' indispensabile ora che tutte le personalita' politiche d'Abruzzo a partire da Gianni Chiodi, tristemente muto sul tema, facciano valere presso il governo centrale i diritti di un popolo intero, senza piu' prese in giro, indugi, tentennamenti e rimpalli continui.

E' altresi fondamentale che Andrea Orlando, Ministro dell'Ambiente difenda le decisioni del suo Ministero e che non la lasci vinta alla prepotenza di Sergio Morandi.

Infine, ci si auspica che Giovanni Legnini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri usi la sua posizione di autorevolezza all'interno del governo attuale per promuovere l'abolizione dell'articolo 35 del Decreto Sviluppo di Passera, che ha spalancato le porte alla Medoilgas, per evitare il proliferare di altre strutture petrolifere lungo le coste abruzzesi e del resto d'Italia.

Abbiamo gia' dato filo da torcere ai petrolieri - con il Centro Oli di Ortona e con il progetto della Forest Oil a Bomba - e Ombrina non sara' diversa. Sergio Morandi non e' benvenuto qui e non ha il diritto di bucare il nostro mare.

Non glielo lasceremo fare.





Tuesday, May 21, 2013

#noombrina - da mandare ai ministri

Al Ministro Flavio Zanonato
Ministro dello Sviluppo Economico
Via Veneto n. 33
00187 Roma

Al Ministro Andrea Orlando
Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Via Cristoforo Colombo n. 44
00147 Roma

Al Ministro Massimo Bray
Ministro per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo
Via del Collegio Romano n. 27
00186 Roma






Oggetto: Contrarieta’ alle trivelle MOG - Ombrina Mare – Costa dei Trabocchi - Abruzzo


Il popolo e’ sovrano
Articolo 1 della Costituzione Italiana



Gentile Ministro Flavio Zanonato,
Gentile Ministro Andrea Orlando,
Gentile Ministro Massimo Bray,


le scrivo da cittadino italiano, libero ed informato, per esortarla a non autorizzare il rilascio del “si” alla concessione petrolifera detta ”Ombrina Mare” come proposto dalla Mediterranean Oil and Gas di Londra e che dovrebbe sorgere a circa 5 chilometri dal costituendo Parco della Costa Teatina, in provincia di Chieti.

La concessione prevede il trivellamento di almeno 6 pozzi di petrolio, l’installazione di una piattaforma petrolifera, di una nave desolforante FPSO, di vari oleodotti verso la costa nonche’ un viavai continuo di petroliere e di navi dedite al trasporto di materiale da scarto da e verso la riva.

Il petrolio presente nella concessione Ombrina e’ di qualita’ scadente, saturo di impurita’ sulfuree, difficile da estrarre e da raffinare. Stime della stessa MOG parlano di riserve complessive fra i 20 e i 40 milioni di barili, quanto serve all’Italia per 2 o 4 settimane e che vanno a spalmarsi su un arco produttivo di 30 anni.

E’ evidente a qualsiasi persona intelligente e senza interessi di parte che questo e’ un progetto folle, assolutamente privo di buon senso, e di cui gli unici a beneficiare sarebbero i petrolieri inglesi della MOG e i loro investitori.

Ombrina Mare snaturera’ l’essenza stessa della costa teatina ed e’ del tutto incompatibile con l’economia attuale, con la nascente industria turistica della riviera d’Abruzzo, con la presenza di varie riserve naturali lungo la costa e di una riserva di pesca finanziata dall’UE all’interno della concessione stessa.

Soprattutto, Ombrina Mare e’ incompatibile con le aspirazioni e la volonta’ di un popolo intero che dal 2008 ad oggi, in vari modi ed occasioni continua ad esprimere il suo piu’ totale dissenso ad Ombrina Mare.

Tutta la classe politica d’Abruzzo, dal consiglio regionale di Gianni Chiodi, ai vari senatori, ai presidenti delle province interessate, ai sindaci hanno ripetutamente detto no ad Ombrina Mare, coprendo con voce unanime tutto lo spettro politico, dall’estrema destra all’estrema sinistra. Forte dissenso e’ stato espresso anche dalla Confcommercio, dall’ intera Conferenza Episcopale d’Abruzzo e Molise, da Assoturismo, dal FAI, da WWF, da Legambiente, da una molteplicita’ di accademici indipendenti e da una miriade di associazioni in rappresentanza di pescatori, albergatori, subacquei ed altre attivita’ culturali , religiose, ambientali, giovanili e studentesche.

A testimonianza di quanto il popolo d’Abruzzo non desidera essere petrolizzato e’ la manifestazione del 13 Aprile 2013, in cui circa 40,000 persone sono scese in piazza a Pescara a dire, per l’ennesima volta, no ad Ombrina e alle trivelle in Adriatico.

I petrolieri affermano che sara’ tutto realizzato nel migliore dei modi, che ci saranno vantaggi per l’Italia, ma sappiamo che non e’ vero: non esiste nessuna comunita’ nel mondo in cui qualita’ di vita e petrolio si sposano. Non a caso lungo le coste atlantiche e pacifiche degli USA, esiste il divieto integrale alle trivelle entro 160 chilometri da riva. In Florida si arriva a 200 chilometri.

Il Ministero dell’Ambiente, sotto l’onorevole Stefania Prestigiacomo, aveva decretato parere negativo ad Ombrina Mare nell’ottobre del 2010 secondo le diciture riportate in calce. Fra i vari motivi del no, e non certo il principale, il Decreto 128 del 2010 in cui si imponeva una fascia di rispetto di 12 miglia (circa 20 chilometri) da riva in presenza di riserve naturali.

La successiva forte opera di lobby eseguita sul governo Monti da Sergio Morandi della MOG ha pero’ portato all’Articolo 35 del Decreto Sviluppo del 2012 in cui il vincolo delle 12 miglia non era piu' applicabile ai progetti antecendenti il 2010, fra questi Ombrina Mare. Tutti gli altri fattori di pericolosita’, di inquinamento, di effetti deleteri su persone, pesci e ambiente, sottolineati dal precedente parere del Ministero dell’Ambiente, restano pero’ immutati.

Questo nuovo governo afferma di volersi aprire all’insegna del bipolarismo, della voglia di cambiamento, di trasparenza, di partecipazione popolare.

Il no ad Ombrina Mare da parte dei vostri ministeri, in modo forte e chiaro, sarebbe allora un ottimo modo per dimostrare nei fatti questi intenti e di mostrare il cambiamento di rotta nel conceto: prima i cittadini e poi gli interessi speciali di lobbisti e petrolieri. E’ il buonsenso che lo chiede, e’ la democrazia, e’ la voglia di proteggere e di migliorare l’Italia, e’ la voglia di guardare liberi al futuro, speranzosi che il domani possa essere migliore dell’oggi.

Considerato che progetti simili riguardano tutti i mari d’Italia, in Adriatico, nello Ionio, ed in Sicilia, ci auguriamo che ci sia una azione decisiva, concentrata ed intelligente da parte dei vostri ministeri, per proteggere tutte le nostre coste, da nord a sud.

Il mare dell’Italia non e’ della MOG, della Petroceltic, della Shell, della Transunion, della Audax o dell’ENI.

Il mare dell’Italia e’ degli Italiani.

Grazie,

firma e data










--- Dal Ministero dell’Ambiente – Ottobre 2010 --


CONSIDERATO che le osservazioni presentate da Enti Pubblici e Privati, da Associazioni, esercizi commerciali e singoli cittadini attengono nella quasi totalità dei casi a:


· timore di nocumento per lo sviluppo turistico;

· timore di degrado ambientale per la presenza di una nuova torre di perforazione;

· impatto negativo di traffico, presenza di strutture a mare, smaltimento rif iuti, rilascio metalli pesanti;

· timore di possibile inquinamento da vernici, combustibili, reflui;

· timore per la paventata diminuzione di presenza turistica;

· timore di possibili nocumenti irreversibili per le aree SIC presenti sulla costa, e le altre aree protette nella zona di eventuale interferenza, in particolare per le specie arboree e l’avifauna;

· timore di nocumento per la pesca;

· timore per il possibile sversamento di idrocarburi liquidi in mare;

· timore di nocumento per le specie ittiche, per i rettili, i mammiferi marini e avifauna;

· timore di spiaggiamento cetacei;

· timore di possibili insorgenze di patologie nell’uomo in conseguenza dell’attività di sfruttamento
idrocarburi legate al rilascio di sostanze pericolose volatili e/o solubili e/o solide;

· Timore di interferenza con la flotta peschereccia e con le linee commerciali;

CONSIDERATO che il comma 17 dell’art. 6 del D. Lgs. 152/2006 come modificato ed integrato dal succitato Decreto Legislativo 29 giugno 2010, n. 128 prevede che:

"Ai fini di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni internazionali sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9. Il divieto è altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia marine dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette, oltre che per i soli idrocarburi liquidi nella fascia marina compresa entro cinque miglia dalle linee di base delle acque territoriali lungo l’intero perimetro costiero nazionale. Al di fuori delle medesime aree, le predette attività sono autorizzate previa sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale di cui agli articoli 21 e seguenti del presente decreto, sentito il parere degli enti locali posti in un raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate dalle attività di cui al primo periodo . Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche ai procedimenti autorizzatori in corso alla data di entrata in vigore del presente comma”


CONSIDERATO che l’intera estensione dell’area di ricerca d 355 CR SR si trova interamente entro il limite di 12 miglia marine dalla costa in cui sono presenti le aree protette;


CONSIDERATO che nella zona costiera prospiciente l’area di ricerca sono presenti due Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.) ai sensi della legge 394/91 la cui ubicazione è illustrata nella carta dei vincoli allegata al SIA denominati “Fosso delle Farfalle” e “Lecceta litoranea di Torino di Sangro e Foce del Fiume Sangro”;


CONSIDERATO che sulla costa insiste un’area sottoposta a vincolo paesaggistico dichiarata di notevole interesse pubblico dalla L. 1497/39 (oggi art. 136 del D.Lgs 42/2004). In particolare con D.M. 21/06/1985 è stata vincola l’area di costa (codice del vincolo 130102) denominata “Fascia costiera che va da Francavilla al Mare fino a San Salvo con colline degradanti sul mare” che interessa tutta la coste della Provincia di Chieti e parte delle aree più interne, inglobando le singole aree vincolate istituite in precedenza;


ESPRIME

parere negativo riguardo alla compatibilità ambientale del progetto “Progetto di coltivazione del giacimento di idrocarburi Ombrina Mare nell’ambito della concessione di coltivazione d30 B.C-MD” in considerazionedi quanto previsto dall’art. 6 del D. Lgs. 152/2006 come modificato ed integrato dal succitato Decreto Legislativo 29 giugno 2010, n. 128.

Ombrina Mare: a Galan, Orlando, Bray, ministri della repubblica Italiana



Never doubt that a small group of thoughtful, committed, 
citizens can change the world. Indeed, it is the only thing that ever has. 

Margaret Mead 


Qui il testo da dove fare copia ed incolla se si vuole postare su Twitter.

Gli email da usare sono qui:

gabinetto@beniculturali.it
ministro.segreteria@beniculturali.it
mbac-udcm@mailcert.beniculturali.it
puntoascolto@minambiente.it
SegretarioGenerale@minambiente.it
segreteria.capogabinetto@sviluppoeconomico.gov.it

Se gli si vuole scrivere su Twitter ecco:

@massimobray
@AndreaOrlandosp
@minambienteIT
@flaviozanonato
@MinSviluppo
@SimonaVicari

Non so se esiste l'hashtag #noombrina, ma magari lo possiamo inventare.

Ovviamente ognuno puo' scrivere quello che vuole, il mio e' solo un template.

Grazie a tutti - non sappiamo come va a finire, ma il non fare niente, di sicuro non portera' da nessuna parte.

Dopo la manifestazione del 13 Aprile occorre continuare a fare, a protestare a spingere.

Ombrina e' - e sempre sara' - la lotta di un popolo intero, in cui occorre essere attivi, rompere le scatole, continuare a far sentire la nostra voce giorno dopo giorno.

Ci siamo riusciti nel 2010, ci riusciremo anche questa volta.

PS: Se qualcuno ha altri contatti twitter/email etc basta solo segnalare nei commenti e li metto. Nota: ci ho messo un sacco di tempo a scrivere questa cosa: avra' effetto solo se siamo in tanti, altrimenti e' fatica sprecata. Grazie!

-----

Al Ministro Flavio Zanonato
Ministro dello Sviluppo Economico
Via Veneto n. 33
00187 Roma

Al Ministro Andrea Orlando
Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Via Cristoforo Colombo n. 44
00147 Roma

Al Ministro Massimo Bray
Ministro per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo
Via del Collegio Romano n. 27
00186 Roma






Oggetto: Contrarieta’ alle trivelle MOG - Ombrina Mare – Costa dei Trabocchi - Abruzzo


Il popolo e’ sovrano
Articolo 1 della Costituzione Italiana



Gentile Ministro Flavio Zanonato,
Gentile Ministro Andrea Orlando,
Gentile Ministro Massimo Bray,


le scrivo da cittadino italiano, libero ed informato, per esortarla a non autorizzare il rilascio del “si” alla concessione petrolifera detta ”Ombrina Mare” come proposto dalla Mediterranean Oil and Gas di Londra e che dovrebbe sorgere a circa 5 chilometri dal costituendo Parco della Costa Teatina, in provincia di Chieti.

La concessione prevede il trivellamento di almeno 6 pozzi di petrolio, l’installazione di una piattaforma petrolifera, di una nave desolforante FPSO, di vari oleodotti verso la costa nonche’ un viavai continuo di petroliere e di navi dedite al trasporto di materiale da scarto da e verso la riva.

Il petrolio presente nella concessione Ombrina e’ di qualita’ scadente, saturo di impurita’ sulfuree, difficile da estrarre e da raffinare. Stime della stessa MOG parlano di riserve complessive fra i 20 e i 40 milioni di barili, quanto serve all’Italia per 2 o 4 settimane e che vanno a spalmarsi su un arco produttivo di 30 anni.

E’ evidente a qualsiasi persona intelligente e senza interessi di parte che questo e’ un progetto folle, assolutamente privo di buon senso, e di cui gli unici a beneficiare sarebbero i petrolieri inglesi della MOG e i loro investitori.

Ombrina Mare snaturera’ l’essenza stessa della costa teatina ed e’ del tutto incompatibile con l’economia attuale, con la nascente industria turistica della riviera d’Abruzzo, con la presenza di varie riserve naturali lungo la costa e di una riserva di pesca finanziata dall’UE all’interno della concessione stessa.

Soprattutto, Ombrina Mare e’ incompatibile con le aspirazioni e la volonta’ di un popolo intero che dal 2008 ad oggi, in vari modi ed occasioni continua ad esprimere il suo piu’ totale dissenso ad Ombrina Mare.

Tutta la classe politica d’Abruzzo, dal consiglio regionale di Gianni Chiodi, ai vari senatori, ai presidenti delle province interessate, ai sindaci hanno ripetutamente detto no ad Ombrina Mare, coprendo con voce unanime tutto lo spettro politico, dall’estrema destra all’estrema sinistra. Forte dissenso e’ stato espresso anche dalla Confcommercio, dall’ intera Conferenza Episcopale d’Abruzzo e Molise, da Assoturismo, dal FAI, da WWF, da Legambiente, da una molteplicita’ di accademici indipendenti e da una miriade di associazioni in rappresentanza di pescatori, albergatori, subacquei ed altre attivita’ culturali , religiose, ambientali, giovanili e studentesche.

A testimonianza di quanto il popolo d’Abruzzo non desidera essere petrolizzato e’ la manifestazione del 13 Aprile 2013, in cui circa 40,000 persone sono scese in piazza a Pescara a dire, per l’ennesima volta, no ad Ombrina e alle trivelle in Adriatico.

I petrolieri affermano che sara’ tutto realizzato nel migliore dei modi, che ci saranno vantaggi per l’Italia, ma sappiamo che non e’ vero: non esiste nessuna comunita’ nel mondo in cui qualita’ di vita e petrolio si sposano. Non a caso lungo le coste atlantiche e pacifiche degli USA, esiste il divieto integrale alle trivelle entro 160 chilometri da riva. In Florida si arriva a 200 chilometri.

Il Ministero dell’Ambiente, sotto l’onorevole Stefania Prestigiacomo, aveva decretato parere negativo ad Ombrina Mare nell’ottobre del 2010 secondo le diciture riportate in calce. Fra i vari motivi del no, e non certo il principale, il Decreto 128 del 2010 in cui si imponeva una fascia di rispetto di 12 miglia (circa 20 chilometri) da riva in presenza di riserve naturali.

La successiva forte opera di lobby eseguita sul governo Monti da Sergio Morandi della MOG ha pero’ portato all’Articolo 35 del Decreto Sviluppo del 2012 in cui il vincolo delle 12 miglia non era piu' applicabile ai progetti antecendenti il 2010, fra questi Ombrina Mare. Tutti gli altri fattori di pericolosita’, di inquinamento, di effetti deleteri su persone, pesci e ambiente, sottolineati dal precedente parere del Ministero dell’Ambiente, restano pero’ immutati.

Questo nuovo governo afferma di volersi aprire all’insegna del bipolarismo, della voglia di cambiamento, di trasparenza, di partecipazione popolare.

Il no ad Ombrina Mare da parte dei vostri ministeri, in modo forte e chiaro, sarebbe allora un ottimo modo per dimostrare nei fatti questi intenti e di mostrare il cambiamento di rotta nel conceto: prima i cittadini e poi gli interessi speciali di lobbisti e petrolieri. E’ il buonsenso che lo chiede, e’ la democrazia, e’ la voglia di proteggere e di migliorare l’Italia, e’ la voglia di guardare liberi al futuro, speranzosi che il domani possa essere migliore dell’oggi.

Considerato che progetti simili riguardano tutti i mari d’Italia, in Adriatico, nello Ionio, ed in Sicilia, ci auguriamo che ci sia una azione decisiva, concentrata ed intelligente da parte dei vostri ministeri, per proteggere tutte le nostre coste, da nord a sud.

Il mare dell’Italia non e’ della MOG, della Petroceltic, della Shell, della Transunion, della Audax o dell’ENI.

Il mare dell’Italia e’ degli Italiani.

Grazie,

firma e data










--- Dal Ministero dell’Ambiente – Ottobre 2010 --


CONSIDERATO che le osservazioni presentate da Enti Pubblici e Privati, da Associazioni, esercizi commerciali e singoli cittadini attengono nella quasi totalità dei casi a:


· timore di nocumento per lo sviluppo turistico;

· timore di degrado ambientale per la presenza di una nuova torre di perforazione;

· impatto negativo di traffico, presenza di strutture a mare, smaltimento rif iuti, rilascio metalli pesanti;

· timore di possibile inquinamento da vernici, combustibili, reflui;

· timore per la paventata diminuzione di presenza turistica;

· timore di possibili nocumenti irreversibili per le aree SIC presenti sulla costa, e le altre aree protette nella zona di eventuale interferenza, in particolare per le specie arboree e l’avifauna;

· timore di nocumento per la pesca;

· timore per il possibile sversamento di idrocarburi liquidi in mare;

· timore di nocumento per le specie ittiche, per i rettili, i mammiferi marini e avifauna;

· timore di spiaggiamento cetacei;

· timore di possibili insorgenze di patologie nell’uomo in conseguenza dell’attività di sfruttamento
idrocarburi legate al rilascio di sostanze pericolose volatili e/o solubili e/o solide;

· Timore di interferenza con la flotta peschereccia e con le linee commerciali;

CONSIDERATO che il comma 17 dell’art. 6 del D. Lgs. 152/2006 come modificato ed integrato dal succitato Decreto Legislativo 29 giugno 2010, n. 128 prevede che:

"Ai fini di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni internazionali sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9. Il divieto è altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia marine dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette, oltre che per i soli idrocarburi liquidi nella fascia marina compresa entro cinque miglia dalle linee di base delle acque territoriali lungo l’intero perimetro costiero nazionale. Al di fuori delle medesime aree, le predette attività sono autorizzate previa sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale di cui agli articoli 21 e seguenti del presente decreto, sentito il parere degli enti locali posti in un raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate dalle attività di cui al primo periodo . Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche ai procedimenti autorizzatori in corso alla data di entrata in vigore del presente comma”


CONSIDERATO che l’intera estensione dell’area di ricerca d 355 CR SR si trova interamente entro il limite di 12 miglia marine dalla costa in cui sono presenti le aree protette;


CONSIDERATO che nella zona costiera prospiciente l’area di ricerca sono presenti due Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.) ai sensi della legge 394/91 la cui ubicazione è illustrata nella carta dei vincoli allegata al SIA denominati “Fosso delle Farfalle” e “Lecceta litoranea di Torino di Sangro e Foce del Fiume Sangro”;


CONSIDERATO che sulla costa insiste un’area sottoposta a vincolo paesaggistico dichiarata di notevole interesse pubblico dalla L. 1497/39 (oggi art. 136 del D.Lgs 42/2004). In particolare con D.M. 21/06/1985 è stata vincola l’area di costa (codice del vincolo 130102) denominata “Fascia costiera che va da Francavilla al Mare fino a San Salvo con colline degradanti sul mare” che interessa tutta la coste della Provincia di Chieti e parte delle aree più interne, inglobando le singole aree vincolate istituite in precedenza;


ESPRIME

parere negativo riguardo alla compatibilità ambientale del progetto “Progetto di coltivazione del giacimento di idrocarburi Ombrina Mare nell’ambito della concessione di coltivazione d30 B.C-MD” in considerazionedi quanto previsto dall’art. 6 del D. Lgs. 152/2006 come modificato ed integrato dal succitato Decreto Legislativo 29 giugno 2010, n. 128.

Wednesday, July 23, 2008

L'arroganza del potere


Ieri sera, 22 Luglio siamo stati a Paglieta. Oltre alla mia presentazione c'e' stata la proiezione del video Il ritorno di Attila, di Antonello Tiracchia. La serata, a parte qualche spruzzo di pioggia e' stata gradevole e partecipata, fin quasi verso la fine.

Erano presenti vari politici. Oltre al sindaco di Paglieta, che e' stato gentile e concreto, perche' ha detto che assieme ad altri comuni del comprensiorio prenderanno posizioni ufficiali contro il centro petrolifero, si sono presentate altre personalita' amministrative. C'erano Tommaso Coletti, Camillo d'Alessandro, Maria Rosaria La Morgia, Franco Caramanico e Angelo Orlando, fra quelli che ho potuto riconoscere io fra la folla. A loro, come dico sempre, il mio grazie per essere venuti, per avere partecipato. Alcuni di loro hanno preso la parola dopo la mia presentazione e dopo la proiezione del video.

Franco Caramanico, ex assessore dell'ambiente della regione Abruzzo, e' venuto a parlare da noi ed ha detto, facendo il suo solito gioco di scarica barili, che la responsabilita' non e' sua. La responsabilita' e' dei comuni interessati, la responsabilita' e' delle amministrazioni precedenti, e che siccome le decisioni sono state prese prima che lui arrivasse, lui non ha potutto fare a meno di autorizzare il progetto. Un uomo di grande coraggio dunque. E' li dal 2005 e non ha saputo dire altro che e' colpa degli altri. Ha anche aggiunto che il governo regionale ha fatto degli atti contro il centro petroli (credo si riferisse alla legge del 4 Marzo, ma quella caro Caramanico e' figlia solo ed esclusivamente dell'impegno popolare) e che ora esiste un piano dell'aria che impedisce la costruzione di altri centri petroli. Possiamo dunque star tranquilli!

Ho allora chiesto di parlare e gli ho chiesto perche, visto che era lui la persona piu' importante per la protezione dell'ambiente in Abruzzo, non ha sentito il dovere di informare il popolo. Non mi ha dato una vera risposta, mi si e' dimenato sulla scia delle parole precendenti - non e' colpa mia, e' colpa degli altri, abbiamo fatto la legge regionale del 4 Marzo. Allora mi sono un po innervosita. Non sono una scema. Se uno ti fa una domanda, devi rispondere alla domanda e non arrampicarti sugli specchi. Gli ho rifatto la stessa domanda. Perche' non avete informato la gente. Di nuovo parole che sinceramente non ricordo perche' erano vuote. Alla fine della discussione pubblica, gli sono andata vicino, e in oresenza di due testimoni, gli ho fatto a tu per tu la stessa domanda. Perche' non avete informato la gente. Ero stanca, arrabbiata e disgustata di questo modo arrogante di fare in cui le risposte sono fuori tema e proncunciate con tono di condiscendenza. Forse anche lui era stanco perche' mi ha candidamente detto:

Non ho informato perche' per informare occorreva dare una soluzione, e siccome le soluzioni erano difficili da fare era meglio non diffondere la notizia.

Non sono parole testuali, ma piu' o meno questo e' il senso di quello che lui ha detto. Di nuovo, una prova di grande coraggio, di amore per il popolo, e di senso di servizio alla collettivita'. Lui e' stato l'assessore all'ambiente, era lui che doveva prendersi il compito di parlare alla gente, non doveva venire una da Los Angeles a spiegare cos'e' l'idrogeno solforato, non dovevano esserci comitati ad alimentare la partecipazione del popolo. Era una precisa responsabilita' dei governanti, non dei volontari.

Poi arriva Angelo Orlando. Parlava in politichese e continuava a chiamarmi in modo un po condiscendente, professore', dottore', usando parole come VAS, VIS, legge xyz del 2001, legge abc del 2005, insomma non si e' capito nulla di cosa volesse dire. Tra l'altro siccome non sono un esperto di procedure legali, non ho mai parlato di VAS, VIS legge xyz del 2001, legge abc del 2005 e via dicendo. Per cui non capisco perche' parlasse a me.

Comunque del suo discorso non ho capito nulla. Ho anche chiesto ad altri cosa avesse detto e neppure loro hanno compreso granche' del suo intervento. So solo che in un precendente incontro con lui, domenica mattina, in forma privata, gli chiesi, 'ma non si puo' fare una legge FACILE e pulita dove si dice l'Abruzzo rifiuta qualsiasi insediamento petrolifero? E' cosi difficile?' E lui mi disse che non si puo' fare, che invece occorre prenderla di sguiscio, porre postilli, vincoli, aggiunte etc. Siccome non ne so molto, sono stata zitta, ma di nuovo continuo a non capire perche' sia tutto cosi complicato e perche' nessuno abbia il coraggio neppure di proporre una legge del genere. Poi ci si lamenta che le leggi in Italia sono contorte e labirintine.

Gli altri non hanno detto nulla, se non che non sono potuti venire a Pescara all'incontro con l'ENI per altri impegni. Di questo incontro parleremo un altra volta, devo ancora digerire tante cose, dalle parolaccie che mi hanno detto, fino alle sciocchezze che ho sentito da Andreussi e soci. Dei nostri politici erano presenti solo Camillo d'Alessandro. Onore a lui per essere venuto, ma e' andato via prima della fine. Dov'era Franco Caramanico?

Ci rendiamo conto che la difesa dell'Abruzzo e' stata affidata a gruppi di volontari?
Se non era per i comitati e le associazioni locali, il centro oli a quest'ora era gia' li che sputava veleni.

Non andiamo avanti cosi. Mi sarei aspettata un po piu di umilta'. I nostri politici sono arroganti. Invece di dire: abbiamo sbagliato, non ci abbiamo pensato che era giusto informare la popolazione, chiediamo scusa e da oggi ci impegnamo a fare questo o quell'altro, a rendervi piu' partecipi, a proteggervi meglio, sono li a dire che non e' colpa loro, ma colpa di qualcun altro. Si commentano da soli.

Il primo inquinatore dell'Abruzzo e' la politica, cosi' dice Gianni Belcaro nel video del ritorno di Attila. Purtroppo ieri sera ne ho avuto la conferma.