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Monday, September 15, 2014

Affondiamo Elsa, Petroceltic

 Elsa, Petroceltic, Irlanda - 7km da riva.
Dicono che sara' una trivellazione a "zero emission"
Basta crederci!




Eccoci qui: e' il turno di Elsa, proposto pozzo esplorativo della Petroceltic, ditta irlandese che vuole trivellare fra Ortona e Francavilla a Mare, di fronte alla Riserva Naturale Regionale di Ripari di Giobbe.

I link per mandare osservazioni brevi e quelle ancora piu brevi contro la Petroceltic sono qui. I testi si possono mandare da ogni parte d'Italia. Qui in inglese per chi volesse.

Le istruzioni sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - in modo da non mandare al ministero testi tutti uguali, se possibile. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Chiamare il file Elsa_BR268RG_COGNOME.doc (con il proprio COGNOME) e se possibile farne copia in .pdf

4. Stampare il .pdf e inviarlo tramite raccomandata a ricevuta di ritorno al

Ministero dell'Ambiente
Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della 
Tutela del Territorio e del Mare
Divisione II e Divisione IV
Attenzione: Concessione Elsa BR 268 RG -- Petroceltic
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 - Roma

5. Invece che la raccomandata, se si ha la PEC (posta elettronica certificata) si puo' mandare il tutto a

dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it,
segreteria.ministro@pec.minambiente.it,
dgprotezione.natura@pec.minambiente.it
mattm@pec.minambiente.it

Chi non ha la PEC puo' richiederla da questo sito e poi dovra' andare in posta. La raccomandata a ricevuta di ritorno costa 5 euro, con la PEC e' gratis.

6. Se non vi e' possibile fare raccomandata e/o PEC, mandate pure a me che cerchero' di farla arrivare a destinazione, ma e' meglio che ciascuno la mandi indipendentemente da me, se si puo'.

7. Quale che sia il metodo di invio, mandare una copia anche a me, (dorsogna CHIOCCIOLA csun.edu) che mettiamo tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare. Se volete che mandi io al ministero tramite posta email certificata lo faccio tramite persone che mi aiutano, anche se sarebbe meglio che ciascuno mandasse i suoi testi indipendentemente.

8. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

9. La scadenza e' il 28 Settembre 2014. Abbiamo meno di due settimane di tempo per lavorare.

Servira', non servira'? E chi lo sa. Come Ombrina, anche Elsa era stata gia' bocciata. Sono la prima a dire di essere stanca, ma e' qui che si vede chi sei e di che tempra sei fatto, se sai di star facendo una cosa buona e la continui a fare - a prescindere dai petrolieri, e dai politici e dai finti ambientalisti in cerca di poltrone politiche.

Intanto, ecco qui. Il Sole24 Ore si e' accorto della marea di osservazioni arrivate su Ombrina, quindi, almeno un po di rumore l'abbiamo fatto.

Occorre allora continuare a far sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa, anche se siamo stanchi e anche se sappiamo che Renzi e compari sono gia' apertamente favorevoli alle trivelle e che cercheranno di imbrogliare.  Ma il Ministero e' obbligato a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali. Per cui, facciamo la nostra parte, mandiamole. Le osservazioni si possono usare poi per eventuali ricorsi come testimonianza ufficiale del nostro no. Facciamo sentire la nostra voce: e' un diritto sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Come sempre, siccome il problema riguarda tutta l'Italia ed e' bello che siamo solidali gli uni con gli altri.

Wednesday, April 23, 2008

L'incapacita' dei governanti


Sono stupefatta dinnanzi alla piu' totale incapacita' di chi governa in Abruzzo. Dal primo all'ultimo, li trovo incapaci, semplicemente incapaci. Mi vergogno per loro. Ho davanti a me il VIA con cui il ministero dell'ambiente, con buona pace di Pecoraro Scanio e i suoi amici che tante promesse fecero a suo tempo, autorizza le trivelle di Ortona. Ecco cosa si legge a pagina 22:

L'area (Acquabella di Ortona) non rientra in alcuna delle seguenti zone:

1) zone marine di tutela biologica
2) zone marine di ripopolamento
3) zone marine a parco
4) zone costiere facente parti di aree naturali protette o soggette a misure di salvaguardia ai sensi della legge 394/91
5) zone archologiche marine

Ma tutte quelle balle che hanno detto a tutto l'Abruzzo sulla costa dei trabocchi dove sono andati a finire? Che cosa hanno fatto nei due anni della dismessa della ferrovia? Non sono stati nemmeno capaci di definire un perimetro per la costa dei trabocchi. Ma cosa li paghiamo a fare? Alcuni di loro vanno in giro con l'auto blu! Vi rendere conto? E poi non sanno neppure mettersi insieme e proteggerci. Non posso immaginare cosa ci sia di difficicle nel recintare un parco. Lo saprebbe fare chiunque. Si prende una mappa, si cacciano tutti quelli che hanno interessi personali, si chiama un marine biologist o un qualche altro esperto che non sia di parte e voila'. Che ci vuole?? Ma e' mai possible? L'Acquabella e' una perla, non la possono uccidere cosi, se non proteggono quella, cosa proteggeranno?

Questo VIA fa paura, si parla di esplosioni petrolifere, di scontri di navi, di emissioni in aria, di perdite di petrolio, di danni alla pesca. Naturalmente lorsignori dicono che e' tutto sotto controllo, e che le loro saranno solo misure preventive, ma questi RISCHI restano mentre il beneficio, per noi popolo e' assolutamente ZERO. Pare di stare in una repubblica del terzo mondo! E badate che il VIA e' stato approvato in data 6 Dicembre 2007, nel bel pieno delle proteste contro il centro petroli. Se i politici abruzzesi davvero ci tenevano invece di stare a perdere tempo, avrebbero approvato il parco subito, in modo da farla cadere nei parametri della legge 394/91 e avrebbero detto a Pecoraro: guarda che qui non ce le puoi mettere le trivelle perche' e' un area protetta. Fine della storia.

E invece guarda tu. Anche adesso, avrebbero 6-7 mesi per approvare questo benedetto parco, prima del 31 dicembre, ma vedrete che tutto finira' a tarallucci e vino, perche' non capiscono, perche' sono persone che non si sono evolute coi tempi, perche' non sanno cosa sia il mondo civilizzato.
L'unico a guadagnarci in questa storia sara' Fratino.com, dal cui porto, nel caso di incidenti e secondo il VIA, partiranno le navi di salvezza. Vedete voi.