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Monday, February 18, 2013

Trecate, uno sguardo indietro





















Trecate, Novara, 1994


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Sono andata in giro sul web per raccogliere testimonianze della vicenda di Trecate, il pozzo di petrolio dell'ENI-Agip esploso nel 1994. Per tre giorni ci furono fuoriuscite di ogni tipo di robaccia dalla pancia della terra.

La prefettura di Novara:

A seguito dell'incidente verificatosi alle ore 15 del giorno 28 febbraio 1994 nella perforazione del pozzo Tr24 sito in località Cascina Cardana, continua la fuoriuscita di fluidi in pressione costituiti da petrolio greggio, acqua, gas metano, con quantità minima di idrogeno solforato. La nube è costituita dai componenti suddetti e il rumore è provocato dalla pressione in fuoriuscita".

I commenti dei cittadini come presi da vari siti web dell'epoca:

Quella nube sì unì alla pioggia che cadeva e trasportata dal vento si depositò sulla campagna circostante e parte della mia città. Nessuno sapeva cosa fare per fermare l'eruzione.

Nemmeno i tecnici che arrivarono dal Texas, quell'evento si presentò per la prima volta in un ambiente fortemente antropizzato, non vi erano esperienze precedenti della stessa natura.

Continuò per 36 lunghe, interminabili, ore.

Ci pensò una frana naturale, sotterranea. Il boato cessò e l'eruzione si interruppe.

Con il silenzio un panorama desolante: una coltre nera di petrolio copriva le nostre risaie e la città.

Sgomento e paura sui volti di tutti. Sarebbe lungo raccontare quella paura. Ma ne è vivo il ricordo in chi l'ha vissuta.

Vivo il ricordo dei disagi, ogni cosa che si toccava all'esterno ti lasciava le mani nere, unte.

Le foglie dei miei tulipani che stavano spuntando nei vasi macchiate di nero e che morirono successivamente, la punta del piccolo abete bruciata da quella pioggia, gli animali del Parco del Ticino ritrovati morti, le macchine che, pur lavate, avevano perso la lucidatura.

Certo, l'AGIP e le sue compagnie assicuratrici risarcirono i danni materiali, lavarono l'intera città, bonificarono la campagna. Al mio piccolo orto e frutteto, distante in linea d'aria 300 metri dal pozzo, ci fu vietato per molto tempo di accedervi.

Aspirarono il petrolio liquido, tolsero 20 centimetri di terra superficialmente, ci dissero di non seminare e mangiare il raccolto per quell'anno. Paradossalmente gli alberi da frutto erano carichi, mai viste albicocche e prugne così belle. Rimasero sugli alberi e successivamente anche i kiwi, l'uva e fichi, i cachi.

Fummo risarciti con lire 1.000 (mille) al mq., il prezzo agricolo del terreno...

Stamani, in un convegno organizzato dall'Amministrazione Comunale, è stato fatto il punto, con la presenza di esperti scientifici e dell'AGIP, in merito a due tipi di problematiche: - quali accorgimenti e iniziative sono state messe in atto al fine di evitare che l'evento possa ripetersi; - cosa è stato fatto per giungere al completo recupero ambientale delle aree interessate dall'evento del 28 febbraio 1994.

Ricordo, anchio quel tragico evento come se fosse ieri, avevo quasi 7 anni e facevo prima elementare, sono di Trecate, e quello è e sarà un ricordo per me indelebile, ricordo ancora la puzza del petrolio, ricordo mio padre che puliva continuamente il parabrezza dell'auto, sempre tutto unto, ricordo le strade unte, e il comune che faceva gettare la segatura, ricordo l'orrendo rumore che si sentiva durante la notte, tutti i servizi ai TG, il televideo e i giornali che parlavano solo di quello.

Che brutto gente, che brutto.

è 1 vergogna.. orangerolleyes.gif ma si sa che dietro a due colossi come ENI e AGIP..c'è 1 giro d'affari da paura..troppi interessi...troppi soldi..e si sa che dove ci sono i soldi ci sono interessi..e chi ci rimette come al solito di salute in questi casi è sempre la povera gente.. smily77.gif

Tra le proteste dei cittadini e cartelli inalberati, la frase finale di un intervento mi frulla in testa:" La bonifica è sempre una sconfitta!"

E intanto, una società inglese, la "British Gas International", in questi giorni, sta effettuando una serie di operazioni a poche centinaia di metri da casa mia, si cerca l'oro nero, ancora.

Nessuna risposta, oggi, alle richieste di spiegazioni del sindaco e Presidente della Provincia, richieste fatte quasi con rabbia, ai dirigenti presenti dell'AGIP.
Già. Perchè l'AGIP non necessita di nessuna autorizzazione per scavare pozzi, ha la concessione esclusiva su tutto il territorio nazionale.

E nessuno ci ha detto oggi i risultati delle indagini epidemiologiche fatte.

Sono di Trecate, e quello è e sarà un ricordo per me indelebile, ricordo ancora la puzza del petrolio, ricordo mio padre che puliva continuamente il parabrezza dell'auto, sempre tutto unto, ricordo le strade unte, e il comune che faceva gettare la segatura, ricordo l'orrendo rumore che si sentiva durante la notte, tutti i servizi ai TG, il televideo e i giornali che parlavano solo di quello.

Abito a Trecate e non è una novità da queste parti! Sono in linea d'aria a 3-4 km dal polo petrolchimico della Esso di S.Martino, dalla ESSECO che produce derivati dello zolfo, dalla Columbia Carbon che produce il black carbon per colorare i pneumatici di nero, scrivete su google "unibios Trecate" e vedete che salta fuori! Praticamente una fabbrica chimica di medicinali in centro che fa una puzza terribile ed infine l'incidenza dei tumori ai polmoni è del 4% più alta della media nazionale.

In Italia non succede.

Fonti: Pigrecoemme,
Vesparesources

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