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Tuesday, July 1, 2008

Lofoten, Norvegia




La Norvegia e' uno dei maggiori produttori di idrocarburi e le compagnie di petrolio sono sempre alla ricerca di nuovi giacimenti. Fra le zone recentemente sotto attacco, Lofoten e Goliat, entrambe situate nel circolo polare artico, di gran bellezza naturale e che, secondo i calcoli e le previsioni, avrebbero enormi potenzialita' estrattive.

Nel 2001, la zona di Lofoten fu aperta all'esplorazione, ma queste vennero immediatamente fermate a causa di proteste popolari, che coinvolsero anche Greenpeace. Le attivita' principale a Lofoten sono il turismo e la pesca commerciale, specie il merluzzo gigante (da cui fanno il baccala' norvegese). Questa zona e' fra le piu' belle del paese, nonche' un importante punto di aggregazione per la vita marina, con balene, coralli, e varie colonie di uccelli migratori che spesso si fermano qui.

Dopo le scoperte del 2001, il governo annnuncio' che erano necessari studi ambientali sui pericoli sismici e di inquinamento legati agli scarti nel mare. I politici dissero che avrebbero rispettato l'opinione pubblica.

I petrolieri allora iniziarono una forte campagna pubblicitaria cercando di convincere i pescatori che il petrolio avrebbe portato opportunita' di lavoro e benessere per tutti. Promisero che avrebbero usato le migliori tecniche per rispettare l'ambiente. Naturlamente ci credono solo loro! Fra le ditte petrolifere interessate la Shell, la Statoil, la Norwegian Hydro, e la nostra beneamata ENI. Il potenziale quantitativo di petrolio fu stimato attorno ai mille milardi di dollari.

Nonstante i tentativi e la propaganda dei petrolieri, il governo decise di vietare le trivelle a Lofoten, sulla base di studi ambientali dove si giunse alla conclusione che i rilasci in mare di fluidi e di petrolio avrebbero gravemente compromesso l'equilibrio sia ecologico che economico dalla zona. Nel 2006 Lofoten venne dichiarata parte di un piano di protezione che escludeva le trivelle. Queste sono ora vietate per una distanza di almeno cinquanta chilometri dalla costa. Il piano verra' revisionato nel 2010, ma l'opposizione della gente e' forte, e i recenti sondaggi mostrano che solo il 19% degli abitanti di Lofoten e' favorevole alle trivelle. I petrolieri avarnno vita dura li.

Parallelamente pero' il governo approvo' le trivelle a Goliat, piu' a nord. L'impresa che si e' aggiudicata la trivellazione, a 93 chilometri dalla costa e' l'ENI. La lotta va avanti, anche in Norvegia, loro a 93 chilometri, noi a sette.

Questi numeri cosi sproporzionati non finiscono mai di farmi arrabbiare.


BBC, Environmental News Service
WWF Norway

4 comments:

Anonymous said...

Ciao Angelo biondo.
E intanto oggi leggo che la provincia di Chieti ha ricevuto un PREMIO NAZIONALE: Premiata «la costante attività sulle tematiche ambientali e sullo sviluppo sostenibile» per aver rispettato il territorio.

Per la serie.... evviva le concidenze: mentre lottiamo affinchè il nostro territorio resti com'è ( prendendoci pure improperi in quanto, secondo altri politicanti talpoidi, danneggiamo la nostra immagine ), c'è chi si accorge di noi rimarcando che quello che tuteliamo è meritevole di menzione e riconoscimenti.
Tiè a tutti i politicanti da strapazzo e faccendieri senza scrupoli !!!

demone said...

In Norvegia esite il “Government Pension Fund”, nato nel 1990 per redistribuire alle generazioni future i proventi della vendita del petrolio. Questo fondo da 250 miliardi di dollari è celebre per l’estrema selezione anche ETICA dei propri investimenti (ha venduto dal 2004 a oggi almeno 27 partecipazioni per ragioni esclusivamente etiche) ed evita accuratamente investimenti nell’industria delle armi (per esempio non investe nei titoli dell’industria italiana di STATO Finmeccanica) o anche nei business che comportano particolari danni per l’ambiente (nucleare compreso).
La Norvegia e’ un paese economicamente molto avanzato, caratterizzato da un elevato reddito procapite contro una popolazione di circa 4,6 milioni di abitanti , con pieno accesso al mercato EU, tranne che per quanto riguarda i prodotti della pesca e dell’agricoltura.
L’economia trae risorse principalmente dalle esportazioni di idrocarburi, la cui accurata gestione ha permesso la creazione di un Stato sociale pervasivo, con garanzia di un elevato tasso di accesso all’istruzione superiore e una prolungata speranza di vita. Nelle imprese strategiche (energetico, telecomunicazioni, trasporti, difesa) la proprieta’ statale delle quote azionarie e’ tradizionalmente preponderante. Siccome i norvegesi fessi non sono, I consumi energetici interni sono coperti da impianti idroelettrici, mentre gli idrocarburi sono stati finora esportati nella quasi totalità (politica in via di revisione a seguito dei mutamenti climatici che hanno reso instabili gli invasi delle centrali elettriche). Il petrolio, scoperto sulla piattaforma continentale norvegese da operatori stranieri nel corso degli anni ’60, viene estratto e commercializzato a partire dal decennio successivo: attualmente questo settore rappresenta circa il 25% del PIL norvegese. Nel 2006 la Norvegia e’ risultata il decimo produttore mondiale di petrolio
e il quinto esportatore. Il futuro esaurimento della ricchezza petrolifera (comunque calcolabile in qualche decennio) sta spingendo il Governo e l’industria privata alla creazione di nicchie di eccellenza tecnologica
(settore difesa, cantieristica, eolica off-shore, chimica, IT, metallurgia specialistica) che
permettano al Paese di mantenere il benessere acquisito grazie agli idrocarburi anche dopo il loro
esaurimento. Insomma questi il petrolio ce l’hanno già oggi e lo avranno per altri 20 anni almeno però già pensano al futuro dei loro figli. In Abruzzo invece si pensa al futuro di quattro arraffoni senza scrupoli che debbono mettere in banca qualche milione di euro grazie ad un’operazione scellerata. Il Dio Buono dei cristiani è l’unico che li potrà perdonare. Noi no.

abruzzono-triv said...

grande demone

maria rita said...

Demone grazie di questi commenti. Sapevo un po del fondo pensioni norvegia, che e' fra l'altro un fondo molto potente nella scena economica mondiale, ma di tutti gli altri dettagli non ero a conoscenza. Per cui grazie! Scrivimi se puoi. Sono in Italia la prox settimana. Ciao - MR