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Wednesday, February 12, 2014

Scoppia pozzo da fracking a 50 miglia da Pittsburgh. Non si sa fino a quando ardera'.

Ero a New York e non ho potuto seguire il bollettino quotidiano di incendenti da petrolio, trivelle, buchi e oleodotti.

Ma tranquilli, che non mancano mai.

Ecco qui, in Pennsylvania, l'esplosione di un pozzo da fracking, ieri 11 Febbraio 2014. Una persona mandata all'ospedale, un disperso, una persona ferita ed un fuoco che non si sa fino a quando ardera'.

E poi ancora nei pressi di Seattle un altra perdita di petrolio, con 2000 galloni di idrocarburi riversati in mare.

E poi ancora due perdite di petrolio nei pressi di Bismark, North Dakota. 300 barili sparsi fra i campi agricoli.

E poi ancora una perdita di petrolio da un impianto di stoccaggio in Iowa, che ha causato un incendio a Kalona.

Il tutto nel giro di 48 ore.

Gli idrocarburi, una manna per l'umanita' eh?





 









Il pozzo e' della Chevron ed e' scoppiato alle 6:45 di Martedi mattina 11 Febbraio nella Dunkard Township presso Greene County, 50 miglia a sud di Pittsburgh nella Pennsylvania.

In conferenza stampa, uno dei vigili del fuoco addetti alla sicurezza da detto

"We're being told that fire will not be contained and we will not have access to that property for at least a few days"

Ci hanno confermato che il fuoco non sara' contenuto e non avremo accesso al sito per almeno un po di giorni. 

E' vietato l'accesso per mezzo miglio attorno all'incendio che quindi ardera' finche' ha voglia di ardere. Proprio un toccasana per l'ambiente.

Il pozzo aveva completato la fase di perforazione e di fratturazione e si stavano calando dei tubi per congiungere il pozzo alla rete di produzione.

Nelle vicinanze del pozzo c'era un camion con dentro propano, altamente infiammabile e che infatti e' scoppiato pure lui!

Intanto hanno chiamato i "Wild Well Control" un gruppo specializzato nell'estinguere i fuochi da trivelle.

Come dire, c'e' anche un mestiere nuovo associato al fracking! Domatore di incendi petroliferi!

La portavoce della Chevron LeAnn Wainwright dice che stanno "sviluppando una strategia" per estinguere il fuoco e che "per eccesso di zelo" hanno deciso di monitorare "aria, acqua e rumore" ma che per adesso non ci sono problemi di sicurezza.

"Our plans include efforts to control the well by shutting off the flow of natural gas and taking all appropriate procedures to protect the other wells on the pad. We are closely monitoring the status of the adjacent two wells and are developing contingency plans for those wells if necessary. Out of an abundance of caution, we have begun to monitor the air, surface waters and noise in the area for any signs of impact. At this point we have no indications that this incident has created any safety risk."

Certo, a parte tutta la monnezza che finisce in aria e che qualcuno respirera'.

E se li vicino ci fossero state persone, case, citta'?

Mistero.

Per adesso, tuttapposto.
E che il fuoco arda.

Sunday, August 18, 2013

Scoppi e perdite: gasdotto Illinois, nave Filippine, oleodotto Alaska, nave Venezia

Altre belle notizie. Come sempre, e' impossibile starci dietro perche' ogni giorno c'e' n'e' una nuova.

Iniziamo con le Filippine e l'affondamento di una nave passeggeri carica di greggio - 160 tonnellate di carburante e diesel - la notte del 16 Agosto 2013. Ci sono stati 17 morti nell'urto fra la Sulpicio Express 7, una nave merci e la Thomas Aquinas una nave passeggeri, con 700 persone a bordo.

La Thomas Aquinas e' affondata. Il tutto nei pressi di Cebu, la seconda citta' delle Filippine.







Nonostante il tuttapposto iniziale, e le rassicurazioni che non ci sarebbero state perdite di petrolio, dopo il triste conto dei morti, dopo un giorno ecco comparire petrolio in superficie.

Undici barangays su tredici della citta' di Cordova sono inquinate.  Il petrolio e' arrivato anche nell'isola di Mactan e nella citta' vicina di Lapu-Lapu.

 Il sindaco Adelino Sitoy dice che tutto il pesce pescato nei due giorni dopo l'incidente era coperto di petrolio ed immangiabile, incluse le anguille che e' qui uno dei piatti preferiti. Vengono chiamati "bakasi".

"All of our fishermen went home with their boats all covered with crude oil. All their catch can't be eaten or sold. We will go hungry with this"

Tutto questo dopo neanche una settimana dall'altro incidente nella baia di Manila, dove altro petrolio e' finito in mare, in seguto a perdite durante le operazioni di carico e di scarico di greggio.
Passiamo all'Illiniois. 

11 di sera, 13 Agosto 2013,  Erie, Illinois.  Fumo e fiamme per 100 metri di altezza, visibili per un raggio di 20 miglia.

Era scoppiato un campo di mais.
Un campo di mais?

Beh, non proprio, l'oleodotto sotto il campo di mais era scoppiato con tutto il suo carico di etano e propano. 
 



L'oleodotto e' della Enterprise Products Partners di Houston. Gestiscono e sono proprietari di 50,000 miglia in tutti gli USA.

Gia' nell'Agosto 2011uno degli oleodotti della Enterprise aveva avuto delle perdite, con il riversamento benzina nel fiume Missouri, in Iowa. A suo tempo Reuters riporto' che non si sapeva come fare per ricatturare tutta la benzina, ma che "i pesci non erano ancora morti".

Evviva.

Passiamo all'Alaska.


Ieri 17 Agosto l'oleodotto North Slope, della BP, ha avuto delle perdite, come riporta Bloomberg.  Pare che siano "solo" 50 galloni. Non ci sono immagini piu' dettagliate - ancora.


Infine, Venezia.
La nostra Venezia.



Come riporta il Gazzettino, nel Canale della Giudecca e' comparsa una macchia di 80 metri di petrolio che ha portato con se

un forte odore da idrocarburi percepibile soprattutto nella zona della Giudecca, segnalato anche da alcuni residenti, pare ci sia stato anche qualche malore e nausea fra chi vive nella zona.

Non si sa di chi sia la colpa.