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Tuesday, April 25, 2017

Per la prima volta nella storia 410ppm di anidride carbonica in atmosfera, e per colpa nostra





Sono condizioni che il pianeta non ha mai sperimentato prima.

Ok, almeno fino a 800,000 anni fa. Ottocento mila. Perche' e' li che possiamo fermarci con le "predizioni a ritroso".

Ma che sia mai o che siano ottocento mila non cambia niente.

Abbiamo concentrazioni di anidride carbonica a 410ppm, con tassi di aumento galoppanti.

La stampa scritta ne ha parlato? Il telegiornale ne ha parlato? I politici ne hanno parlato?

Forse non ci si rende conto di cosa questo significhi.  Significa che la terra e le condizioni di vita cosi come le conosciamo, presto non ci saranno piu'. Vita animale, vegetale ed anche umana. Tutto cambiera'.

Ci sara' piu' calore che resta intrappolato nella nostra atmosfera, piu' squilibri, piu' eventi estremi, piu' disastri climatici, piu' terre che scompaiono, piu' livelli oceanici fuori dalla norma.

La concentrazione di 410ppm e' stata misurata alle Hawaii,  presso l'ossservatorio Mauna Loa dal cosiddetto Keeling Curve, un programma gestito dallo Scripps Institution of Oceanography presso  l'Universita' di California a San Diego.

Solo un anno fa eravamo arrivati a 400 ppm.

Fino a pochi anni fa si parlava di contenere gli aumenti a 350ppm.

E invece guarda.

I cambiamenti continuano, e anzi, accellerano pure.

Addirittura, questo livello di 410ppm e' stato raggiunto prima ancora dell'estate, quando di solito il valori sono piu' alti. Cioe', la quantita' di anidride carbonica aumentera' ancora nei mesi a venire.

Interessante che invece di correre ai ripari, non facciamo niente.

Si, c'e' un presidente USA negazionista che si e' circondato di negazionisti e che invece di pensare a come risolvere *il problema che definisce questa generazione* e cioe' i cambiamenti climatici, dice che occorre che l'uomo arrivi su Marte, entro il suo secondo mandato. 

Ma noialtri? Dov'e' la pressione che mettiamo ai nostri politici? Dove e' il nostro ardore? Dov'e' il  nostro scandalo?

La principale fonte di CO2 in atmosfera e' l'uso smisurato di petrolio, gas e carbone. 

Dovrebbe essere che parliamo di no trivelle tutti i santi giorni, e non solo perche' l'ENI e' corrotta, o perche' a Viggiano ci si ammala, ma perche' con questa folle corsa all'estrazioni delle fonti fossili stiamo distruggendo l'unico pianeta che abbiamo.

E dunque, con ogni trivella in piu', con ogni minuto che restiamo nella fossil fuel economy, ci stiamo avvelenando un pochino di piu' ogni giorno.

Come detto, mai prima d'ora, abbiamo avuto un'atmosfera cosi ricca di carbone.

Mai.

Una economia 100% rinnovabile e' possibile. Tutti i giorni raccontiamo qui storie virtuose di comunita' solarizzate, progressi nell'eolico, e del desiderio di cambiare lo status quo. Occorre
volerlo di piu', occorre protestare, occorre non avere paura di svergognare ENI e compari, occorre  volere che le nostre citta' divestano dalle fossili, occorre che il petrolio diventi un relitto del passato.

C'e' ne abbiamo uno solo di pianeti.

Occorre fare sul serio.

Wednesday, July 20, 2011

Australia: inquinare costa $24.65 alla tonnellata



Il nuovo primo ministro d'Australia, Julia Gillard, ha passato una carbon tax, per abbassare le emissioni di CO2, per incentivare l'uso di energia rinnovabile e per diminuire l'uso di fonti fossili di petrolio e di carbone.

Semplicemente: per ogni tonnellata di CO2 che produci devi pagare una tassa di $24.65 al governo.

C'e' ancora tutto l'iter procedurale da completare, ci sono stati 10 mesi di dure lotte politiche, ma e' praticamente sicuro che questa tassa per l'ambiente diventera' realta'.

Non ho visto quasi niente sulla stampa italiana. Ecco allora la traduzione di alcune domande in una intervista fatta dal Los Angeles Times alla senatrice verde d'Australia Christine Milne, una delle principali artefici della legge.

A quali risultati portera' questa tassa sulle emissioni?


Credo che questo sia un enorme passo in avanti per l'Australia. Quando abbiamo iniziato i dibattiti interni dopo le elezioni federali del 2010 non penavo che avrebbero avuto un grande impatto a livello globale. Adesso credo di si, perche' dara' impeto a livello mondiale sapere che un paese come l'Australia, che dipende fortemente dalle fonti di energia fossile, sia preparato ad accettare il carbon trading per le emissioni, e che vuole puntare a riduzioni di emissioni di CO2 fino all'80% entro il 2050.

Credo che questo dara' un enorme segnale ad altri paesi come gli USA e il Canada:
se lo puo' fare l'Australia, lo possono fare tutti.

Cosa risponde lei alle critiche secondo cui questa carbon tax non diminuira' le emissioni totali d'Australia o secondo cui ci saranno invece ripercussioni negative sull'economia d'Australia?

Beh, i dati del ministero delle finanze mostrano che gli impatti sull'economia saranno trascurabili fino al 2050 almeno. In piu' stimiamo che i prezzi saranno tali da scoaggiare la costruzione di qualsiasi altro impianto a carbone in tutta l'Australia.

Ma io credo che il punto principale sia un altro: e cioe' che questa carbon tax e' un punto di svolta per la nazione. Nel momento in cui inzieranno ad arrivare i soldi, tutti i vantaggi verranno fuori: ci sara' la chiusura di stazioni energetiche inquinanti, ci saranno nuovi investimenti di energia rinnovabile e efficienza energetica. Verra' tutto alla luce.

C'e' voluto molto tempo per arrivare a questo punto. Quali sono stati gli ostacoli durante le negoziazioni o argomenti su cui i Verdi d'Australia hanno dovuto trovare compromessi?

Il fatto e' che entrambi i partiti principali sono andati alle elezioni del 2010 dicendo che non avrebbero introdotto la carbon tax fino al 2013, ma senza alcuna garanzia che questo sarebbe successo per davvero. La carbon tax e' passata solo perche' i Verdi siedono al potere nella Camera e nel Senato della nazione.

Perche' lei pensa che il dibattito pubblico su questo tema sia diventato cosi' virulento?

Il problema e' che Big Oil e Big Tobacco (petrolieri e venditori di sigarette) hanno montato campagne che mettono in dubbio i cambiamenti climatici. Ci sono stati enormi investimenti da parte delle lobby del petrolio in Australia nel generare dubbi e nel cercare di oscurare la verita' scientifica.

Che tipo di impatto lei pensa che questo avra' all'estero?

Io credo che questo sia molto piu' significativo di quanto non ci aspettassimo quando abbiamo iniziato 10 mesi fa. Nessuno si aspettava dopo Copenhagen nel 2009 che ci sarebbe stato un accordo internazionale contro i cambiamenti climatici, ma certo ci si aspettava molto piu' progresso di quello che invece e' stato. Non ci aspettiamo nemmeno molto progresso al convegno di quest'anno a Durham. Per questo io credo che la decisone sulla carbon tax dell'Australia, che e' una delle nazioni con maggiori emissioni di CO2 pro capita, che dipende enormemente dal carbone per l'energia, possa dare una vera spinta verso soluzioni globali.