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Saturday, March 26, 2016

La famiglia Rockefeller: la storia va avanti, e' tempo di lasciare le fonti fossili sottoterra










Il suo impero valeva l'equivalente odierno di 336 miliardi di dollari. 
Cioe: 336,000,000,000 di dollari.  
E' stato l'Americano piu' ricco di sempre. 

Oggi i suoi discendenti abbandonano il petrolio.


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But history moves on, as it must.
Indeed, it is past time for all people of good will to do everything
in their collective power to make our new path one that
recognizes the deep interdependence between humanity's future
 and the health of our natural systems.

The Rockefeller Family Fund, Marzo 2015.

La storia va avanti, anche in Italia.



Se lo dicono loro, gli eredi del petroliere a suo tempo piu' potente del mondo, John D. Rockefeller, vuol dire che e' proprio il tempo di abbandonarle queste fonti fossili.

Il giorno 23 Marzo 2016 infatti, The Rockefeller Family Fund ha annunciato non solo che divestira' da ogni forma di fonte fossile, petrolio, carbone e gas, che ne sono fieri e che e' il tempo di lasciare le fonti fossili sottoterra, ma ha anche avuto dure parole di condanna contro la ExxonMobil.

Perche' contro la ExxonMobil? Perche' e' questa la piu' grande delle Baby-Standards ad emergere dal colosso fondato da John D. Rockefeller, la Standard Oil, e che fu spezzettata in 34 compagnie minori a causa delle leggi antitrust negli anni 1920. In un certo senso quindi la ExxonMobil e' una cugina stretta della famiglia Rockefeller.

Dicono che intendono completare il divestimento "il piu' in fretta possibile" e che "mentre la comunita' internazionale si adopera per eliminare l'uso smodato di fonti fossili, non e' giusto, da un punto di vista finanziario ed etico continuare ad investire in questo tipo di imprese. Non c'e' alcun motivo razionale per continuare a cercare nuove fonti di idrocarburi. Dobbiamo tenere la maggior parte del petrolio estratto sottoterra se vogliamo trovare una qualche speranza per gli ecosistemi naturali e per l'uomo di sopravvivere e di prosperare nei decenni futuri."

La famiglia Rockefeller e' particolarmente dura con la ExxonMobil per aver mentito al pubblico e per avere nascosto i suoi studi nell'accertare il ruolo delle fonti fossili nel causare i cambiamenti climatici per decenni:

"Saremmo troppo timidi se evitassimo di evidenziare quello che riteniamo essere il comportamento moralmente biasimevole della ExxonMobil in merito ai cambiamenti climatici"

La ExxonMobil non ha avuto niente da dire.

Nella loro dichiarazione aggiungono:

"Ovviamente la famiglia Rockefeller ha avuto una lunga e ricca storia nell'investire nell'industria petrolifera, incluso la ExxonMobil. Ma la storia va avanti, come e' giusto che sia. E' tempo per tutte le persone di buona volonta' di fare tutto quello che possono nel loro potere collettivo di creare una
nuova strada, che riconosca la profonda dipendenza fra il futuro dell'umanita' e la salute dei nostri sistemi naturali."


Parola di ex-petrolieri.

Solo in Italia queste cose non si applicano, e come ebeti, vogliamo continuare a trivellare. La storia va avanti, non indietro.

Qui il testo per intero della famiglia Rockefeller contro la ExxonMobil e in favore dell'energia rinnovabile:

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Il "Fondo Famiglia Rockefeller" è orgoglioso di annunciare la sua intenzione di divestire dai combustibili fossili. Il processo sarà completato il più rapidamente possibile, mentre lavoriamo per svincolarci dalle complicazioni della finanza moderna, che è sempre più dominata da investimenti alternativi e hedge funds.

La comunità globale lavora per eliminare l'uso di combustibili fossili, non ha molto senso dunque, finanziariamente o eticamente, continuare a investire in società a loro collegate. Non vi è alcuna logica sensata per le aziende di continuare ad esplorare nuove fonti di idrocarburi. La scienza e gli intenti annunciati dalla convenzione di Parigi non possono essere più chiari: lungi dal trovare ulteriori fonti di combustibili fossili, dobbiamo mantenere la maggior parte delle riserve già scoperte nel sottosuolo se c'è qualche speranza per gli ecosistemi naturali umana di sopravvivere e prosperare nei decenni a venire.

Saremmo negligenti se non focalizzassimo la nostra attenzione su ciò che riteniamo essere una condotta moralmente riprovevole da parte di ExxonMobil. L'evidenza mostra che la società ha lavorato dal 1980 per confondere il pubblico sui cambiamenti climatici, allo stesso tempo spendendo milioni per rafforzare la propria infrastruttura contro le conseguenze distruttive dei cambiamenti climatici e trovare nuove opportunità di esplorazione man mano che il ghiaccio dell'Artico diminuiva la propria estensione. Saranno le autorità competenti a determinare se l'azienda ha violato alcuna legge, ma per una nostra questione di buon governo, non possiamo essere associati ad una ditta che ha mostrato tale disprezzo per l'interesse pubblico.

Per rendere operativa questa decisione, il Consiglio ha incaricato i suoi consulenti, con effetto immediato, di eliminare le aziende di ExxonMobil, carbone, e Tar Sands nel nostro portafoglio non gestito da terzi, e di mantenere le esposizioni per queste tre categorie di partecipazione al di sotto dell'1 per cento su tutta la gamma. La Commissione finanze del Fondo Famiglia Rockefeller presto entrera' nella seconda fase del suo lavoro di dismissione, che comporterà la ricerca di alternative adeguate a determinati fondi miscelati. Il settore di Socially Responsible Investing è dinamico e in crescita e siamo fiduciosi che una varietà di opzioni presto emergerà per fondi di medie dimensioni  come il nostro.


Inutile dire che, la famiglia Rockefeller ha avuto una lunga e proficua storia investendo nel settore petrolifero, tra cui ExxonMobil. Le nostre non sono decisioni che sono state prese alla leggera o senza molta considerazione sulla loro importanza. Ma la storia cambia, come deve. Anzi, è  il tempo per tutte le persone di buona volontà di fare tutto quanto in loro potere collettivo per avviarci lungo un nuovo percorso che riconosca la profonda interdipendenza tra il futuro dell'umanità e la salute dei nostri sistemi naturali.



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 The Rockefeller Family Fund is proud to announce its intent to divest from fossil fuels. The process will be completed as quickly as possible, as we work around the complications of modern finance, which is increasingly dominated by alternative investments and hedge funds.

While the global community works to eliminate the use of fossil fuels, it makes little sense—financially or ethically—to continue holding investments in these companies. There is no sane rationale for companies to continue to explore for new sources of hydrocarbons. The science and intent enunciated by the Paris agreement cannot be more clear: far from finding additional sources of fossil fuels, we must keep most of the already discovered reserves in the ground if there is any hope for human and natural ecosystems to survive and thrive in the decades ahead.

We would be remiss if we failed to focus on what we believe to be the morally reprehensible conduct on the part of ExxonMobil. Evidence appears to suggest that the company worked since the 1980s to confuse the public about climate change’s march, while simultaneously spending millions to fortify its own infrastructure against climate change’s destructive consequences and track new exploration opportunities as the Arctic’s ice receded. Appropriate authorities will determine if the company violated any laws, but as a matter of good governance, we cannot be associated with a company exhibiting such apparent contempt for the public interest.

To operationalize this decision, the Board has instructed its advisors, effective immediately, to eliminate holdings of ExxonMobil, and all coal, and tar sands-based companies outside the portions of the portfolio managed by third parties, and to keep exposures for these three categories of investment below 1 percent across the entire portfolio. The Family Fund’s Finance Committee will soon be entering the second phase of its divestment work, which will entail seeking suitable alternatives to certain commingled funds now held. The field of Socially Responsible Investing is dynamic and growing and we are confident that a variety of options will soon emerge for mid-sized endowments such as ours.

Needless to say, the Rockefeller family has had a long and profitable history investing in the oil industry, including ExxonMobil. These are not decisions, therefore, that have been taken lightly or without much consideration of their import. But history moves on, as it must. Indeed, it is past time for all people of good will to do everything in their collective power to make our new path one that recognizes the deep interdependence between humanity’s future and the health of our natural systems.

Ben detto.

Tuesday, March 8, 2011

Ida Tarbell - l'8 Marzo di tutti



Ida Tarbell

 John D. Rockefeller
la sua Standard Oil era proprietaria del 90%
delle operazioni petrolifere d'America fra la fine del 1800
e l'inizio del 1900.



L'espose' di Ms. Tarbell - Mc Clure Magazine
Dopo la dissoluzione della Standard Oil, nacquero le baby Standard: Chevron, Exxon, Mobil


Notare nel 1977 - Energy Conservation


All a man does should make for rightness and soundness,
that even the fixing of a tariff rate must be moral.

Ida Tarbell,
The History of Standard Oil


Ida Tarbell. Questo nome non dira' molto ai piu', ma ne voglio parlare oggi, 8 Marzo, perche' la sua e' una storia bellissima di ispirazione e che quando mi sento demoralizzata e mi chiedo chi me lo fa fare, mi fa sentire meno sola e mi riempie di ammirazione e di rispetto.

Ida Tarbell invento' il giornalismo investigativo e rivoluziono' il modo di rapportarsi degli Americani alle multinazionali del petrolio, cento anni fa, senza internet, senza aereoplani e solo per amore di giustizia.

Nacque nel 1857, in Pennsylvania, figlia di un piccolo imprenditore petrolifero. A quel tempo non c'erano le multinazionali e chiunque poteva mettersi li a cercare oro nero sottoterra.

Ad un certo punto sulla scena compare pero' Mr. John Rockefeller, petroliere spietato la cui intenzione era quella di emergere su tutti, con qualsiasi metodo possibile, legale o meno, intimidendo e rendendo la vita difficile a tutti i suoi competitori. La sua ditta si chiamava Standard Oil.
Si dice che il protagonista di "There will be blood" con Daniel Day Lewis e' stato ispirato in parte da lui.

Con il tempo la sua Standard Oil arrivo' a detenere il 90% di tutta l'industria petrolifera USA e ingoio' pure la ditta del padre di Ida Tarbell.

Passarono gli anni, e Ida trovo' la sua strada come giornalista in un epoca in cui le donne stavano a casa, o al massimo facevano le insegnanti o le infermiere.

Nel 1897 Ida Tarbell decise, di punto in bianco, di studiare la Standard Oil. Si prese la briga di spulciare tutti i documenti che poteva trovare sparsi per la nazione e si premuro' di fare interviste ad esperti di leggi, scienziati, e pure con i petrolieri stessi.

Cento anni fa, quando queste cose non si facevano, senza internet e senza niente se non la curiosita' e il desiderio di trovare la verita'.

I capoccioni che lavoravano per la Standard Oil, credendo che la giornalista volesse scrivere testi di ammirazione, raccontarono la loro verita' con molto candore, e rivelarono anche cose non proprio edificanti, come l'aver pagato politici, manipolato il mercato, minacciato i piccoli imprenditori e corrotto chi c'era da corrompere.

Ida Tarbell mise insieme tutti i pezzi. Ci mise cinque anni.

Il suo primo articolo di denuncia contro la Standard Oil, le sue pratiche e John Rockefeller, comparve nel 1902 su una rivista che si chiamava McClure's magazine. Gli articoli durarono fino al 1904, e alla fine furono raccolti in un libro, dal titolo "History of the Standard Oil Company". Fu invitata a parlare in tutti gli angoli della nazione, e divenne amata dappertutto la Standard Oil aveva fatto disastri - il che vuol dire in tutti gli USA.

Fu uno tsunami. Era la prima volta che il capo di una multinazionale cosi potente veniva messo sotto lo scrutinio dell'opinione pubblica. Ci fu un forte elemento di sorpresa e di stupore anche da parte dei lettori che mai avrebbero potuto immaginare comportamenti cosi poco morali da parte di un uomo cosi ricco e cosi famoso.

Scrisse di Rockefeller:

And he calls his great organization a benefaction, and points to his church-going and charities as proof of his righteousness. This is supreme wrong-doing cloaked by religion. There is but one name for it -- hypocrisy.

Dalla sua opera giornalistica certosina nacquero movimenti di opposizione di popolo e politici allo strapotere della Standard Oil Trust. Ida Tarbell diede loro numeri, dati, fatti, alla gente per unirsi e chiedere cambiamento.

Le leggi gia' esistevano - in particolare il Sherman Antitrust Act del 1890 - ma fino ad allora la Standard Oil era riuscita a sfuggire dal braccio della legge.

Finalmente, grazie agli espose' di Ida Tarbell, la Standard Oil non pote' piu' scappare dall'ira di popolo.

Il presidente Teddy Roosevelt chiamo' i vertici della Standard Oil i piu' grandi criminali della nazione e nel 1911 la Corte Suprema degli Stati Uniti impose la dissoluzione della ditta, in quanto cartello e monopolio.

Le maggiori ditte di oggi - Chevron, Exxon-Mobil, Conoco-Phillips, Amoco, sono tutte derivate dalla Standard Oil di Rockefeller.

Nel 1999 il New York Times mise i suoi articoli fra i cinque piu' influenti pezzi di giornalismo mai scritti nel 20esimo secolo. Le hanno fatto un francobollo e dato ogni sorta di riconoscimento, in vita e dopo la sua morte, nel 1944.

All a man does should make for rightness and soundness,
that even the fixing of a tariff rate must be moral.


Tutto questo piu' di cento anni fa. In questi tempi di veline e di Ruby Rubacuori, mi sembra un bell' esempio di speranza.

Monday, September 13, 2010

Trecate, altri scoppi




Ovviamente non ne parla nessuno a livello nazionale, ma gli scoppi e gli incendi si ripetono nelle raffinerie italiane e occorre solo avere la briga ogni tanto di andare a spulciare la cronaca locale.

Le ultime da Trecate, in provincia di Novara, dove nel 1994 esplose un pozzo di petrolio che inquino' campie risaie per anni. Il sito ok-italia.net, che si occupa della cronaca locale di Trecate riporta ben due incidenti nelle scorse due settimane.

Ieri, domenica 12 settembre e' divampato un incendio in raffineria, dopo un altro il 31 agosto. Nubi nere visibili in lontananza, segnalazione di emergenza , paura, impianto totalmente evacuato. Ieri la raffineria e' stata messa sotto sequestro dalla procura di Novara fermando in gran parte l'attivita' produttiva. La procura vuole indagare se le norme di sicurezza siano rispettate.

Intanto

Le Parlamentari Franca Biondelli ed Elisabetta Rampi e i capigruppo alla Provincia e al Comune, Turchelli e Ferrari, manifestano una forte preoccupazione per il ripetersi di incidenti, anche gravi, presso le raffinerie Sarpom di Trecate.

La vicinanza dello stabilimento a diversi siti di stoccaggio di idrocarburi unita al necessario transito, nella zona, di cisterne cariche di gas, espone l'intera popolazione dei comuni limitrofi a grandi pericoli che impongono una rigida osservanza delle norme di sicurezza.

I recenti episodi, incluso l'ultimo di stamane che ha richiesto l'evacuazione dello stabilimento, sono il segno che l'attenzione va mantenuta alta al fine di tutelare la sicurezza, la salute e l'ambiente. Per questo motivo, alla ripresa dei lavori parlamentari e come già fatto pochi mesi fa sulla vicenda dei 'treni killer', verranno presentate interrogazioni ai ministri competenti e ci si attiverà al fine di capire quali sono i rischi e le responsabilità di questi gravi episodi.




Questo e' per capire che non e' che mettono un pozzo e finisce li. Il pozzo porta con se raffinerie, camion, tubi, oleodotti, stoccaggi di roba tossica, incidenti. E' tutta l'economia che cambia e la gente e' costretta a vivere con questi incubi tutti i giorni, per nulla in cambio.

La raffineria Sarpom sorge al confine con il parco naturale del Ticino e appartiene a quei gran signori della Exxon-Mobil, la piu' grande azienda petrolifera del mondo, la cui storia e' impregnata di morte e di dolore, dai giorni della Standard Oil di Mr. Rockefeller, passando per la Exxon-Valdez e che negli USA vengono ripetutamente condannati a pagare milioni e milioni di dollari per inquinamento.

Sono anche i padroni di quell'altro paradiso terrestre che e' la raffineria di Augusta, in Sicilia per la quale dicono

La difesa dell’ambiente è uno dei principali obiettivi che la raffineria Esso di Augusta si è impegnata a perseguire, nell’ottica di salvaguardare la sicurezza e la salute dei suoi dipendenti e dei terzi coinvolti nelle sue attività, nonché della comunità esterna.

Dal loro sito per Trecate dicono

Attraverso i continui interventi di rinnovo tecnologico e le progressive espansioni la Sarpom non si è prefissata come unici scopi il miglioramento della redditività ed il raggiungimento di una sempre maggiore capacità di ottenere prodotti ad alto valore aggiunto, ma ha sempre considerato quali obiettivi prioritari la sicurezza del personale proprio ed appaltatore, la tutela della salute, il rispetto dell'ambiente e della comunità.

Infatti si vede - 2 incendi in 15 giorni, altro che rispetto dell'ambiente e della comunita'!

E' tutta propaganda e sono tutte parole vuote - in caso non lo sapessero una raffineria e' intrinsecamente incompatibile con il rispetto dell'ambiente e delle comunita'. Ma lo sanno anche loro, e' solo che e' meglio non sapere.

Fonti: ok-italia.net 1, ok-italia.net 2, ok-italia.net 3, Exxon-Mobil Italia