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Monday, July 22, 2019

In Islanda: scompare il ghiacciaio "Ok", al suo posto una targa commemorativa


Settembre 1986; Agosto 2019

Sono vari giorni che continuo a postare di emergenza climatica in Artico, in Francia, in Alaska.

Ed ecco qui un triste corollario.

In Islanda il primo ghiacciaio che non e' piu' un ghiacciaio, scioltosi a causa dei cambiamenti climatici e che riceve invece una targa in memoria. Come quando muore qualcuno e ci si lascia una lapide al cimitero perche' quella persona non tornera' piu'.

Il ghiacciao d'Islanda si chiamava Okjökull, spesso abbreviato in Ok dai locali, ma non c'e' niente di OK in questa situazione. Al posto del ghiacciaio, una montagnola di nevischio sciolto.

E' il primo memoriale dedicato a un ghiacciaio scomparso, ma certo e' che non sara' l'ultimo.

Ma come fa un ghiacciaio a scomparire?

La vera definizione di ghiacciaio e' di una massa di ghiaccio che accumula piu' neve d'inverno che quanta ne perde d'estate, in modo che possa essere in espansione. A causa del peso, della massa che cresce, il ghiacciaio e' spesso in movimento.

Un ghiacciaio che non cresce e' invece considerato ghiaccio morente, perche' prima o poi si estinguera'.

Questa e' ovviamente una gran perdita per il mondo, per il clima, per le comunita' locali:
i ghiacciai sono spesso riserve d'acqua potabile, contengono la storia della composizione dell'atmosfera lungo i millenni, e hanno anche significato culturale per le comunita' locali.

L'inizio della fine per Okjökull e' iniziato nel 2014, a causa dei cambiamenti climatici. Non e'
il primo a livello mondiale e non sara' l'ultimo: il polo si scalda ad un tasso che e' il doppio del resto del pianeta.  Se non facciamo niente, entro il 2200 ci saranno zero ghiacciai.

In Islanda.

L'ex sindaco di Reykjavik Jón Gnarr, ha anche prodotto un documentario dal titolo "Not Ok",  per mostrare gli effetti della fine dei ghiacciai sulle comunita' d'Islanda.

La targa commemorativa sara' installata il giorno 18 Agosto vicino al confine di Ok. Questo e' il messaggio per le generazioni future:
Ok is the first Icelandic glacier to lose its status as a glacier. In the next 200 years all our glaciers are expected to follow the same path. This monument is to acknowledge that we know what is happening and know what needs to be done. Only you know if we did it.
Ok è il primo ghiacciaio islandese a perdere il suo status di ghiacciaio. Nei prossimi 200 anni tutti i nostri ghiacciai faranno la stessa fine. Questo monumento è per riconoscere che sappiamo cosa sta succedendo e che sappiamo cosa deve essere fatto. Solo tu sai se veramente l'abbiamo fatto.

Notare che scrivono “415 ppm,” in referenza al livello record di anidride carbonica in atmosfera a Maggio 2019. 

E' molto triste, no?

Monday, August 7, 2017

I cambiamenti climatici e il lago Kluane scomparso dallo Yukon


 Il lago Kluane, Yukon, 2017 

 Il lago Kluane, Yukon, 2015


Le acque del ghiacciaio che alimentava il lago Kluane 
seguono una strada nuova, prosciugando il fiume che finiva nel Kluane






Siamo a Kluane Lake, Yukon, Canada.

Il lago e' blu, e' calmo, e' circondato di pini e di pace.

Fino al 2016 almeno.

Adesso e' invece marroncino, polveroso e semi-morto.

E' finita' l'acqua.

Colpa, come potrebbe essere altrimeni, dei cambiamenti climatici, ma usando una dinamica nuova e inaspettata che ha fatto perdere l'acqua a Kluane Lake non nel corso di decenni, ma in un colpo solo.

L'acqua di Kulane arriva dal fiume Slims che a sua volta arriva dal ghiacciaio Kaskawulsh. Il fiume Slims e' un fiume a tratti possente, con acqua fredda.

A Maggio 2016 l'acqua del fiume scomparve del tutto. Neanche piu una goccia.
Con il fiume in secca, presto anche il lago scomparve.

E cosi Dan Shugar and Jim Best, dell'Universita' di Washington e dell'Illinois, decidono di studiare cosa fosse successo.

L'acqua era veramente scomparsa. 

Continuano ad esplorare il percorso del fiume Slims fino alla sorgente, al ghiacciaio Kaskawulsh.

Ed ecco la scoperta: si era creato un gigantesco canyon di 30 metri proprio ai piedi del ghiacciaio che invece di far scendere giu' l'acqua a valle ne alterava il corso.

Il pianeta si riscalda e il ghiacciao Kaskawulsh come la maggior parte di tutti gli altri indietreggia.
Ma a un certo punto collassa un pezzo di ghiaccio misto a detriti talmente enorme che ha cambiato tutta la geografia locale.

Il canyon porta l'acqua non piu' al fiume Slims ma una direzione diversa, dall'altra parte della montagna dove sorge il ghiacciaio, verso il fiume Alsek.

Hanno dovuto cosi inventare un nuovo nome per questo nuovo fenomeno, e l'hanno chiamato pirateria dei fiumi.

Cioe' un fiume che si prende l'acqua di un altro fiume.
In questo caso per colpa dei cambiamenti climatici. 

Le cose con molta probabilita' non torneranno mai come prima.

L'articolo dal titolo "River piracy and drainage basin reorganization led by climate-driven glacier retreat"e' qui, su Nature Geoscience.

 

Wednesday, July 12, 2017

Larsen C Ice Shelf -- staccato e collassato un pezzo di Antartico grande come meta' Abruzzo



 
100 chilometri di lunghezza
100 metri di larghezza
500 metri di profondita' 



  
Jacobshavn glacier, Groenlandia
Vari pezzi si sono gia' staccati il 15 Febbraio 2015 e poi il 16 Agosto 2016. 
Il documentario Chasing Ice e' stato realizzato 
qui da James Balog ed il suo Extreme Ice Survey team


 Beaufort Sea, Alaska, 2016
Il 24 Marzo 2016 l'esensione dell'Artico ha raggiunto la 
sua minima area da che i satelliti misurano le dimensioni dei ghiacciai dal 1979

Eltanin Bay, Antartico; ghiaccio che si stacca e linea del ghiacciaio 
che indietreggia  presso il Ferrigno Ice Stream, 2016


Getz Ice Shelf, Antartica, 2016 
con un pezzo di ghiacciaio che sta per collassare.


I Larsen A e B Ice Shelves sono gia' collassati;
l'immagine del 2016 e' di cio' che resta del Larsen B, 
ghiacci recenti sottili oppure acqua,
formatisi dove prima c'era il ghiacciaio vero.
Il Larsen C sta per collassare. 


 Pine Island Glacier, 2017

 Pine Island Glacier, 2017 --  prima del collasso

 Pine Island Glacier, 2017 -- dopo il collasso


Beaufort Sea, 2016, 
ghiacciaio coperto dall'acqua sciolta che formano






Pesa un trillione di tonnellate, cosi tanti zeri che e' anche difficile scriverli.

Si e' staccato dall'Antartica ed e' un pezzo del Larsen C Ice shelf.  Non e' il primo pezzo di polo sud a staccarsi, gia' nel 1995 si osservo' un pezzo simile, facente parte del Larsen A Ice shelf, che collasso'.

Il Larsen C Ice Shelf era monitorato da un bel po' di tempo dagli scienziati della NASA: che un pezzo stesse per staccarsi era noto da almeno Dicembre 2016,  e l'allarme era stato dato da tempo. Ma non e' che si poteva qualsiasi cosa per fermare la geologia.

Oggi 12 Luglio 2017 e' successo.

Si e' staccato, e si e' creato un enorme iceberg di 5800 chilometri quadrati, grande come meta' Abruzzo e ha un volume il doppio rispetto al lago Erie del Nord America.

Si teme che ora il restante ghiaccio del Larsen C Ice shelf si indebolira' maggiormente e che possa finire tutto al collasso totale.

A seguire la dinamica, il professor Adrian Luckman della Swansea University che dice di essere sorpreso di quanto tempo ci abbia messo l'ultimo segmento di ghiaccio, ci circa 5 chilometri, a staccarsi.

In totale la spaccatura si e' estesa per 110 chilometri.

Luckman dice che in realta' che pezzi di ghiacciai possano staccarsi e' normale, ma quello che non e' normale e' la grandezza, mastodontica di questo nuovo iceberg che si e' creato Si prevede che l'iceberg di restera' intatto, per ora almeno. Verra' chiamato A68.

Il piu' grande iceberg che si e' mai staccato e di cui abbiamo documentazione e' il B15, di 11,000 chilometri quadrati. Si e' staccato dal Ross Ice Shelf dell'Antartica nel Marzo del 2000.

E' colpa dell'uomo?  Non si sa con certezza assoluta, dice Luckman. Pero' il ghiaccio non e' mai stato cosi ristretto e l'aumento di temperatura potrebbe avere contribuito a questo evento.

Ma in generale, che i ghiacciai si sciolgano a ritmi record non e' qualcosa che inizia o che finisce con il Larsen C Ice shelf.

Qui le avventure di Dan Mc Grath che ha seguito e documentato il collasso del Larsen C ice shelf.









 



Wednesday, September 9, 2015

Jakobshavn Glacier: scompare un pezzo di Groenlandia

Jakobshavn Glacier -- Prima, 31 Luglio 2015

Jakobshavn Glacier -- Dopo, 16 Agosto 2015











“The calving events of Jakobshavn are becoming more spectacular with time, 
and I am in awe with the calving speed and retreat rate of this glacier. 
The ice front keeps retreating inland at galloping speeds” 



Fra il 14 ed il 16 Agosto 2015 la Groenlandia ha perso un pezzo del Jakobshavn Glacier. E' uno dei pezzi piu' grandi di ghiacciai mai scomparsi in un colpo solo: seondo la NASA si tratta di circa dodici chilometri quadrati di superficie persa.

In inglese la parola e' "calving". Non e' la prima volta che pezzi interi di ghiacciai si staccano e si sciolgono in Groenlandia, a causa delle alte temperature, anzi, il tasso di indietreggiamento del Jakobshavn Glacier nel 2012 e' stato di circa 17 chilometri, tre volte tanto il tasso di perdita nel 1990.  Piu' ghiaccio si perde, piu' saranno probabili perdite in futuro, una sorta di effetto domino.

Una decina di anni fa si pensava che i ghiacciai della Groelandia fossero poco vulnerabili ai cambiamenti climatici, a causa delle grandi dimensioni. Invece non e' cosi perche' il ghiaccio della Groenlandia e attraversato da tutta una serie di canali e crepe sotterranee che fa si che una volta sciolta, l'acqua si infili nella roccia accellerando ulteriore liquefazione.

E non e' solo la Groenlandia: in meno di venti anni e' stato perso il 40% del ghiaccio Artico. E anzi, la marina USA stima che nel 2016 (il prossimo anno!) non ci saranno ghiacci durante l'estate Artica.
Perche' succede questo? Perche' ogni dieci anni la temperatura in Artico aumenta di circa 0.66 gradi Celsius. Puo' sembrare poco, ma e' un dato preoccupante per i delicati equilibri in gioco e perche' e' un effetto culmulativo.

Il collasso dei ghiacciai ha effetti drammatici sui livelli oceanici: basta solo pensare che fra l'Artico e la Groenlandia c'e' circa il 25% di acqua del pianeta. Una volta scioltisi, i livelli del mare si innalzeranno in modo apolcalittco, anche di 20 metri.

Nel 2006, James Balog un fotografo intraprese una iniziativa bellissima e triste allo stesso tempo. Si chiamava Extreme Ice Survey. Assieme a un gruppo di scienziati della terra, geologi, esploratori e climatolgi decise di fare un documentario sui ghiacciai del mondo.

Installarono telecamere e macchine fotografiche in venti ghiacciai del mondo: Groenlandia, Islanda, Francia, Svizzera, Canada, Nepal, Antartica and negli USA. Le telecamere e le macchine fotografiche avrebbero scattato ogni mezzora per tutto l'anno. Registrarono 8500 immagini, e poi hanno messo tutto assieme in un libro ed in documentario.

Il documentario per intero l'abbiamo visto al cinema, un paio di anni fa. E' impressionante,
spettacolare. Balog e i suoi colleghi sono riusciti ad immortalare vari ghiacciai che crollano in tempo reale. Bello, ma spaventoso allo stesso tempo per quello che significa perdere quei ghiacci.

Il preview del film "Chasing Ice" e' in alto.