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Friday, January 18, 2013

Le mucche al fracking

Le mucche senza la coda - grazie al fracking.


I realized that this place is killing me and my cattle.
Jacki Schilke, allevatrice di bovini

Dedicato al Presidente di Confindustria Sardegna,
Alberto Scanu, favorevole al fracking nella sua regione.
... Sa di cosa parla? 


L'altro giorno, il presidente di Confindustria Sardegna, Alberto Scanu, come ricordano gli amici di Arborea,  ha dichiarato di essere pronto a "verificare" se via sia la possibilita' di far fracking in Sardegna. E secondo me, non l'ha detto a caso, visto che esistono gia' progetti e tentativi, da parte della Carbosulcis di estrarre metano intrappolato nel carbone delle ex miniere della zona e questo fin dal 2007. Si chiama Coal Bed Methane, e l'idea e' di tirarlo fuori per dopo ottenere delle belle sacche sotterranee per stoccare gas o CO2. I progetti sono chiari e parlano di Enhanced Coal Bed Methane - cioe' pompaggio di acqua e di sostanze chimiche a super alta pressione ("enhanced"!) per forzare il passaggio e l'estrazione degli idrocarburi. 

Ecco allora, apposta per lui, una storia del fracking negli USA, che includono le mucche di cui sopra, senza coda e con mille altri problemi.

Jacki Schilke, 53 anni, North Dakota, allevatrice di bovini.

Di mucche ne ha circa 60, nel cuore del Bakken Shale in quella che prima era pascolo ed ora e' invece pascolo con trivelle da fracking.

Prima del fracking vendeva carne, ai vicini, a clienti di citta' lontane. Si chiama Angus beef il tipo di carne che produce. Adesso non vende piu' niente.

Qualche anno fa hanno iniziato a fare fracking su 32 pozzi, non sul suo terreno, ma vicino al suo ranch.

E poi nel 2010 un pozzo ha avuto delle perdite.

Per rimediare arrivano i tecnici che sparano altre sostanze giu' nel pozzo. Poi e' esplosa una delle unita' che doveva separare il petrolio, il gas e la brina - acqua di scarto ad alto contenuto di sali. Il fiume che attraversava la sua proprieta' - un tempo di acqua limpida - si e' cosi riempito di schiume strane e continua a rigurgitare bolle di metano. Il fiume non si congela piu' d'inverno, segno che ci sono dentro moltissime sostanze che ne innalzano la temperatura di solidificazione.

Le analisi hanno mostrato livelli di solfati di 4000 parti per milione.
Secondo l'EPA - l'Ente per la protezione dell'ambiente - dovrebbero essere 250.

Quasi da subito le mucche hanno iniziato ad avere problemi di ambulazione e infezioni.

Non camminavano, ma barcollavano.

Hanno smesso di produrre latte, hanno perso fino a 30 chilogrammi di peso e le code sono cadute.

Cinque mucche sono morte. Anche due cani e vari gatti di Jacki sono morti.

E' stato tutto improvviso.  All'inizio non riuscivano a capire, ne lei ne i veterinari cosa fosse successo. Una delle mucche era cosi malandata che Jacki ha dovuto spendere $5,000 per farle l'eutanasia e all'autopsia della mucca le hanno trovato il fegato spappolato e i polmoni pieni di fluidi.

Siccome non era cambiato molto nella routine e nella vita di Jacki, se non il pozzo al fracking, decide di farsi testare l'aria e l'acqua del ranch.

E voila'.

Le analisi mostrano che nell'aria di Jacki ci sono concentrazioni elevate di benzene, metano, cloroformio, butano, propano, toluene e xylene - usati nelle trivellazioni e nel fracking, e che causano tumori, danni alla nascita. Nella sua acqua si registrano solfati, cromo, cloro, stronzio e selenio.

In un ranch, in una zona praticamente disabitata.

Anche i cani ed i gatti del ranch che non sono morti sono cronicamente malati. Anche Jacki barcolla. Ha mal di testa, dolori cronici, problemi ai polmoni, ai reni, sangue nelle urine, problemi ai denti, eczemi di vario genere.

Il suo sangue contiene acetone e metalli pesanti - fra cui arsenico e germanio. 

Dopo aver scoperto tutte queste belle cose, Jacki decide di spostare le sue mucche in un altra zona, affittando un terreno non suo per il pascolo.  Potrebbe venderli i vitelli, o almeno quelli che non sembrano malaticci, ma preferisce di no, perche' dice che non vuole causare danni a nessuno.

Dalla sua casa ha tolto tutte le porcellane dalle vetrinette per paura che con i botti che ogni tanto ci sono dai pozzi possano rompersi. Dalle finestre vede passare circa 300 camion al giorno - con sabbia, acqua, sostanze chimiche, fluidi di scarto, e attrezzatura per trivellare. La maggior parte dei camion ha adesivi con  avvertenze di cautela sull'uso di materiale pericoloso o radioattivo e si accompagnano a ventate di polvere e fumi di scarico in comunita' rurali. Prima del fracking ne passavano forse 3 alla settimana.

E mentre le autorita' le dicevano che, si ci sono dei problemi, ma e' "tuttapposto", i dottori le diagonsticavano danni neurotossicologici.

Jacki oggi deve usare inalatori e apparecchi per facilitare la respirazione.  Non beve piu' l'acqua del suo pozzo, non mangia piu'  la carne delle stesse sue mucche, e le verdure dal suo orto.

Jacki la compra adesso la sua acqua, per se e per le sue mucche. Ma neanche quello e' facile.  L'estate del 2011 ha speso $4,000 dollari in acqua e doveva aspettare in fila per comprarla. Dietro a chi? Dietro ai signori del fracking che l'avrebero usata per trivellare.

Da quando ha iniziato queste pratiche, la salute di Jacki e' migliorata, ma aggiunge ‘Oh my God, what are we doing to this land?’.

Nel Bakken Shale del North Dakota ci sono 12,000 pozzi di petrolio e di gas.

La maggior parte di loro usa tecniche di fracking.



Thursday, March 15, 2012

Affondiamo la Saras e i pozzi made in Moratti


S'ena Arrubia, la Saras vuole trivellare qui, dentro un area di protezione per gli uccelli


Ecco qui i link per le osservazioni brevi e ancora piu brevi da mandare agli uffici regionali della Sardegna.

La furia trivellanda in Italia non si ferma, e come dico sempre ci riguarda tutti. Dopo il Salento, la Costa Teatina, il Borsacchio, Pantelleria, la Bassa Padana, la Val'Agri e il Curone, eccoci qui in Sardegna. Ne abbiamo gia' parlato qui.

Spiantano campi di fragole per metterci pozzi di gas a 400 metri dalle case.

La scadenza per dire il proprio no al Ministero e' il 20 Marzo.

Le istruzioni per inviare i testi sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al mio testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - in modo da non mandare al ministero testi tutti uguali. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Inviare a

amb.savi@regione.sardegna.it

3. Se si preferisce usare la carta, si puo' inviare tutto anche a

Spett.le Regione Autonoma della Sardegna
ASSESSORATO DELLA DIFESA DELL'AMBIENTE
Servizio della Sostenibilità Ambientale,
Valutazione Impatti e sistemi informativi ambientali
Settore delle Valutazioni ambientali,
Valutazione di Impatto ambientale e valutazione di incidenza
Via Roma, 80 - 09123 Cagliari


5. Mandare se possibile una copia anche a me, che mettiamo tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare qualche tempo fa.

6. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

Ormai sono diversi mesi che mandiamo osservazioni su vari testi di petrolieri, e la metodologia e' abbastanza collaudata.

Per chi volesse leggersi la VIA al completo e preparare i suoi testi di sana pianta, sono qui linkati e scaricabili.

Basta solo che ora facciamo sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa.

La legge obbliga gli enti regionali a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali.

Grazie anche alle osservazioni siamo riusciti a fermare le trivelle al largo di Pantelleria, e il pozzo Ombrina Mare, in Abruzzo. E' in atto il ricorso alle Tremiti, dove hanno usato i testi delle mie osservazioni come base scientifica per dire no. Quindi sono utili ed e' un modo civile di dire di no.

E' un modo per noi cittadini di riprenderci la nostra democrazia e di non delagare a nessuno il nostro futuro.

E' un diritto che e' sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Non esistono limiti di residenza, per cui tutti possono fare sentire la propria voce. E' un bel modo di dimostrare solidarieta' fra noi. Spero anche che in futuro gli abitanti di Sardegna possano essere solidali con quelli di altre regioni.

Ecco. In questi giorni preparero' il mio testo, ma intanto tutti possono iniziare a spedire questa seguendo questa possibile traccia.

Che dire. Che si vergognassero i fratelli Moratti, seppure conoscono il significato di queste parole.