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Saturday, December 3, 2016

San Francisco vieta le trivelle. Sfrattata la Chevron per far posto al sole.


 

Kern County



 Il Golden Gate Park, San Francisco 

San Francisco Public Library

La citta' di San Francisco ha appena varato una normativa che vieta alla citta' di approvare nuove concessioni trivellanti sul territorio comunale, e/o di estendere le concessioni scadute.

San Francisco e' ovviamente una citta' urbanizzata fino all'impossibile, e uno potrebbe pensare che ... dove mai saranno i campi petroliferi? E invece il comune possiede vari appezzamenti di terreno fuori dai confini della citta', anche in contee distanti, e piu' rurali.  E' su questi terreni che sara' vietato trivellare. 

Tutto nasce quando uno dei supervisors della citta', John Avalos, scopre quasi per caso che la citta' aveva affittato un campo di terreno alla Chevron, in Kern County, fra Los Angeles e San Fransisco. Era una eredita' lasciata alla citta' nel 1941 dal signor Alfred Fuhrman che volle fare un atto di generosita' alla citta':  secondo il suo testamento i guadagni di quei terreni devono essere suddivisi fra in parti uguali fra la San Francisco Public Library e Golden Gate Park.

Gia' questa e' una storia bella di uno che lascia i suoi terreni al parco e alla libreria, e se avessi tempo vorrei indagare su questo Fuhrman. Cosa l'ha spinto a fare questo? Si puo' dire tutto quello che si vuole sugli Americani, ma questi atti di generosita' sono frequenti e io non ne ho mai visti cosi tanti da nessuna parte del mondo.

Kern County e' per molti versi il cuore della Calfornia al petrolio. Ci sono campi immensi dei tempi che furono, con la "capitale" Bakersfield, e con tanti problemi di aria malsana, acqua inquinata, terremoti, poverta'.

E cosi' il campo regalato alla citta' era stato affittato alla Chevron. Uno dei molti campi petroliferi della Chevron, che fra l'altro ha sede a Richmond, non distante da San Francisco stessa.

Avalos studia la questione e decide che non va bene.

Gli viene una idea: e se convertissimo quel campo di petrolio in un campo di sole? E cosi mette assieme una squadra di tecnici che progettano la riconversione. Dalle trivelle al fotovoltaico. Scopre pure che gli introiti sarebbero stati superiori con il sole che con i buchi sottoterra.

E cosi, l'idea della riconversione viene proposta al resto del consiglio cittadino ad Ottobre, con il supporto di vari gruppi ambientali local e dei residenti. Tutti gli uffici che dovevano approvare, l'hanno fatto all'unanimita'.

Avalos dice che il pianeta non puo' piu' aspettare, che occorre diminuire l'uso e l'estrazione di fonti fossili adesso, che occorre dare l'esempio,  specie in questi tempi in cui non e' ben chiaro come Trump trattera' o maltrattera'  l'ambiente una volta diventato presidente.

La concessione della Chevron scade nel 2020. E poi arrivera' il sole.

Monday, June 8, 2015

La monnezza del fracking e le noci di California







Succede qui, in California.

Il Los Angeles Times manda un pezzo in cui scoprono che l'acqua di scarto delle trivelle viene usata per irrigare i campi, in questi tempi di crisi idrica.

Si.

Monnezza petrolifera nei campi agricoli.

Siamo a Kern County, nell'interno dello stato. Sorgono qui alcuni campi petroliferi che stanno li da tempo immemore. Regina dei petrolieri e' la Chevron, che ha sede a San Francisco. A Kern County c'e' pure l'agricoltura. Noci, mandorle, pistacchi, cigliegie, arance, limoni. La California e' fra i principali produttori mondiali di frutta secca.

E che succede quando arriva la siccita' che dura quattro anni? Siccita', petrolio, campagne -- mettile assieme ed esce uno schifo.

La Chevron infatti decide di prendere l'acqua di scarto e di mescolarla con i gusci delle noci che serve -- dicono loro -- per tirare fuori il petrolio in eccesso.

Noci e trivelle? Che combinazione interessante.

L'acqua viene poi depuarata e mandata in un canale di otto miglia ed arriva presso il Cawelo Water District. Da qui viene diluita con acqua potabile e poi mandata nei campi di novanta aziende agricole di Kern County per irrigazione.

Quest'acqua e' meta' della loro quota d'acqua annuale usata in suddetti campi.

E non c'e' solo il Cawelo Water District: in totale, ogni giorno la Chevron recicla e vende 21 millioni di galloni di petrolmonnezza ai contadini, per un totale del 10% di tutta l'acqua di irrigazione di Kern County.

A Kern County, la Chevron produce 70,000 barili di petrolio e 760,000 barili di acqua di scarto ogni giorno. La compravendita dell'acqua va avanti da due decenni almeno. Uno direbbe, beh, qualcosa testeranno, no? E invece no, siccome le leggi sono un po vecchiotte, testano solo sali minerali ed arsenico, secondo norme che sono vecchie di decenni, quando alcune miscele trivellanti non erano neanche state inventate. I contadini lamentano che possono addirittura sentire l'odore del petrolio nell'acqua quando annaffiano.

E quindi, tutto torna. I petrolieri risparmiano sui costi dello smaltimento della petrolmonnezza, e l'agricoltura ha piu' acqua a buon mercato per irrigare i campi.

La cosa triste pero' e' che non si sa esattamente cosa ci sia dentro questa acqua di monnezza, perche' i petrolieri non sono tenuti a dirlo. Qualcuno pero' se l'e' chiesto - fra questi Scott Smith, il direttore scientifico del gruppo Water Defense. Sono andati a Cawelo a prendere l'acqua della Chevron e l'hanno analizzata.

Come volevasi dimostrare c'e' dentro un po di tutto: acetone e methylene chloride, solventi industriali, e tracce di idrocarburi. Il livello di methylene chloride (dichloromethane) e' di 56 ppb. Il limite legale e' di 5ppb.

Dieci volte di piu'.

Se queste cose le facesse un benzinaio, dalle sue taniche sottoterra, verrebbe subito multato e costretto a chiudere.

E la Chevron cosa ha da dire? Beh, cosa possono dire. Dicono che non e' vero che la loro acqua contiene sostanze tossiche e manda una lettera al Los Angeles Times per dire che hanno a cuore la protezione di ambiente e di persone.  E' un loro "core value" - valore centrale. Dicono che usano un eccesso di precauzione. Pero' si rifiutano di dire esattamente cosa ci sia nella loro "acqua".

Tutta questa roba finisce nelle nostre verdure. Ora, certo i microrganismi nel terreno possono forse un po mitigare, e i nostri corpi hanno una certa tolleranza verso la monnezza e l'inquinamento, ma...  la domanda e': ce li vogliamo veramente i solventi chimici nel nostro mangiare?

Le mandorle hanno gusci, ma l'uva e le prugne e le pesche no.

Io me lo ricordo qualche anno fa l'enorme scandalo dell'olio d'oliva italiano alterato e lo scandalo qui negli USA perche' il New York Times riporto' che l'olio d'oliva extra vergine italiano a volte non era tale.

Non e' l'ora che qualcuno in Italia -- in Europa -- prenda un po di orgoglio di patria e dica ai politici di California: vedete un po di rimediare perche' noi le vostre noci e le vostre pesche al fracking qui non ce le vogliamo. 

Sunday, April 19, 2015

California: la siccita' del 2015



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Scritto con Matilde Brunetti - grazie!


Abbiamo tutto -- o quasi -- in questo stato dalle possibilita' illimitate: mare, sole, terreni fertili, creativita', talenti e sogni, da Hollywood fino a Silicon Valley. Dopo la crisi, l'economia, e' tornata a crescere, la popolazione aumenta e i downtown di ogni citta esplodono di soldi e di progetti, nel bene e nel male. Se fosse una nazione per conto suo la California sarebbe la settima economia del mondo.

Abbiamo tutto tranne che l'acqua, specie nel sud dello stato.

Chinque abbia mai vissuto per un po in California sa delle gesta erioche di William Mulholland, a cui e' dedicata la strada "Mulholland Drive" del film e della sua missione nella vita di portare l'acqua a zone semidesertiche, prima fra tutte Los Angeles.

Durante la prima meta' del 1900, Mulholland fu a capo del DWP - il Department of Water and Power di LA - e creo' l'infrastruttura idrica per portare l'acqua da Owens Valley, fino a Los Angeles, a 375 chilometri a sud. Progetto' una serie di dighe, canali, cascate, e ci riusci'. Il Los Angeles acqueduct venne pomposamente inaugurato nel 1913. Mulholland disse semplicemente "There it is. Take it". Fu un gran successo e negli anni si costruirono raddoppi, si aumento' la portata del sistema, con sempre piu' richieste di acqua per una sempre crescente megalopoli.

L'acquedotto piu' di ogni altra cosa ha contribuito alla Los Angeles che conosciamo oggi.

Seguirono le guerre dell'acqua, soggetto del film "Chinatown" del 1974 con Jack Nicholson, perche' il lago dell'Owens Valley si prosciugo' completamente, e i residenti della zona lamentarono non solo il "furto" dell'acqua ma imbrogli vari nella compravendita dei diritti idrici.

Dopo cent'anni, film e leggende, eccoci qui.

Per la prima volta dall'annuncio di Mr. Mulholland non possiamo piu' "take it". La natura ha raggiunto i suoi limiti. Il governatore Jerry Brown ha annunciato che dobbiamo tagliare il consumo - lo spreco a volte - dell'acqua del 25%. La siccita' e grave e i nostri stili di vita non aiutano: giardini all’inglese attorno ad ogni villetta, piscine private, campi da golf sono lussi che non possiamo più permetterci. A Palm Springs, nel bel mezzo del deserto, ciascun abitante consuma al giorno circa 800 litri d’acqua, il doppio della media nazionale. Ci vai e se non ci pensi troppo potresti essere in Austria, giardini verdi, fontane, piante lussureggianti. Invece e' il deserto. Dovranno ridurre il consumo dell'acqua del 50%, e si iniziano ad installare giardini "nativi" con piante grasse e cactus invece che prati. Danno incentivi per cambiare i sanitari.

Anche l’agricoltura è in crisi, l’acqua per irrigare i campi sempre più scarsa e costosa. Per ora i tagli all'agricoltura sono stati rimandati, ma se dovessero arrivare verranno messi in ginocchio varie attivita' agricole - mandorle prima di tutto. L'80% dell'acqua di questo stato e' per uso agricolo.

L'elefante nella stanza sono i nostri amici petrolieri.

Fra i vari episodi storici di questo stato c'e' l'oil boom dell'inizio del secolo, le cui tracce sono ancora qui oggi. San Ardo, Bakersfield, Kern County sono localita' al petrolio da decenni che usano ingenti quantitativi di acqua: il rapporto e' di dieci barili di acqua per uno di petrolio. Le stime sono di circa otto miloni di litri di acqua al giorno usati dai petrolieri. Ovviamente l'acqua che torna indietro non e' certo acqua di ruscello.

E cosa fanno questi nostri amici petrolieri? Beh, visto che tutto e' un business, la Chevron e la California Resources Corporation hanno deciso di vendere questa acqua di scarto, non sottoposta a nessun tipo di analisi o depurazione, agli agricoltori, per irrigare i campi di cedri, noci e uva. Incredibile ma non sono necessari test ne per metalli pesanti ne per sostanze radioattive eventualmente presenti in queste acque.

Nel solo Kern County, sono stati venduti 10 miliardi di litri d’acqua petrolifera all'agricoltura - uno scandalo di questi giorni. Quali siano gli effetti a lungo termine dell’utilizzo agricolo di queste acque di scarto non si sa, ma l’alto contenuto di sodio danneggia le piante, fa ingiallire le foglie e rende il suolo impermeabile e sterile.

Jerry Brown e' uno strano politico, per tante cose e' progressista e anzi, pare ambizioso nello spingere lo stato verso le rinnovabili. Siamo lo stato leader in tutti gli USA, e anzi e' stato lui stesso a parlare dell'obiettivo di arrivare al 50% di rinnovabili entro il 2030, visto che abbiamo gia' passato la soglia del 20%. Ma alla fine di tutto anche Jerry Brown e' un politico e dal lato petrolio non ne vuole sentire. Non solo i petrolieri vendono monnezza di scarto agli agricoltori, ma Brown non ha menzionato neppure per un millisecondo possibili restrizioni del consumo d'acqua per i petrolieri.

Dice che frenare l’industria del petrolio sarebbe controproducente ma dimentica che i petrolieri hanno speso quasi 9 milioni di dollari in operazioni di lobby nel solo 2014, il doppio di quanto speso nel 2013 e la bellezza di 2 milioni di dollari solo per aiutarlo nelle sue campagne elettorali.

E pensare che proprio in questi giorni la California Public Utilities Commission, che gestisce la rete elettrica dello stato, dice che siamo pronti a gestire il 100% da rinnovabili per tutto lo stato.

E quindi, le mandorle non si toccano, le trivelle non si toccano, siamo pronti a passare alle rinnovabili come mai prima, ma affronteremo la crisi idrica del 2015 con i cactus.

Qui le immagini della California in siccita'.