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Thursday, October 1, 2015

Croazia: rimandate le firme dei decreti trivellanti ENI e Medoilgas a dopo le elezioni











La realpolitik alla fine trionfa su tutto. Anche sui petrolieri.

In Croazia, Bloomberg riporta che il governo ha deciso che l'approvazione finale dei decreti che autorizzano l'inizio delle attivita' petrolifere e' rimandata a dopo le elezioni. 

Vanno cosi in sosta temporanea vari accordi fatti con Eni, Medoilgas/Rockhopper, INA Industrija Nafte d.d., Oando Inc e Vermilion Energy Inc per operazioni petrolifere sia sulla terraferma che in mare. Avrebbero docuto essere approvate nove concessioni in terraferma e altre tredici in mare. Tutto rimandato.

Nel frattempo due delle concessioni rifiutate dall'austriaca OMV e dall'americana Marathon Oil, per cattiva definizione dei confini con il Montenegro, invece di essere state riassegnate, sono state cancellate in toto.

Perche' hanno preso queste decisioni in Croazia? Perche' i politici sono gli stessi in tutto il mondo: hanno paura di cattiva immagine se approvano le trivelle, e quindi invece che dire si e correre il rischio di essere additati come anti-ambiente dicono "ci pensiamo dopo". Ovviamente hanno paura a dire no,  perche' troppi gli interessi e le pressioni in ballo.

Il fatto di aver timore dei gruppi ambientali e' confermato dallo stesso Ministro dell'Economia
Ivan Vrdoljak che a Bloomberg dice:

“We don’t want these contracts, in which we put a lot of hard work, to become fodder in election campaign. We hope to win and sign the contracts in the first cabinet session.”
 
E cioe' neanche si vergogna a dire la verita'. Aspetteranno il post-elezioni per approvare le concessioni trivellanti. Da come la vede la collega Barbara Doric, il capo dell'ente nazionale di Croazia per gli idrocarburi, sono in ballo 1.2 miliardi di dollari che potrebbero entrare nelle casse croate a partire dal 2020 e per 25 anni, perche' dara' origine a -- udite udite! -- lavoro presso i porti, per la costruzione di infrastuttura petrolifiera e di smaltimento rifiuti.

Oh certo! Proprio quello che ci vuole per il turismo di Croazia, l'industria smaltimento rifiuti tossici petroliferi -- e' evidente che Barbara Doric non sa cosa succeda in tutti i posti questo tipo di industria arrivi, da Galveston a Gela, da Viggiano a Cancer Alley.

Barbara Doric vede solo il verde dei petroldollari che serivranno, magicamente, per risollevare l'economia croata, in crisi dopo sei anni di recessione, con alto deficit di bilancio e con alto debito pubblico. 

I petrolieri pero' non ci stanno troppo, perche', ovviamente, vogliono i decreti ora e subito: della serie intaschiamoli adesso che i prezzi del petrolio sono bassi e c'e' poca competizione, e poi buchiamo a nostro piacimento, quando magari i prezzi sono tornati alti. Questo almeno e' la logica di Mathios Rigas, a capo della ditta petrolifera greca Energean Oil and Gas SA:

“Oil companies also don’t have time to wait for two or three years until a government makes a decision,”

Non ancora e' noto quando si votera' ma le date possibili sono una delle domeniche a partire dal 25 Ottobre 2015. In questo momento la Croazia e' guidata dal gruppo social-democratico del primo ministro Zoran Milanovic.

I ritardi su queste concessioni sono gia' di sei mesi e adesso i tempi si allungano ancora. Si e' la realpolitik che vince: la paura di perdere le elezioni in questo caso. Ma, come dico sempre, niente succede a caso, e se la politica di Croazia ha paura e' solo perche' il popolo ha fatto sentire la sua voce ed il dissenso e' cresciuto, e lo sanno anche loro.

E' il copione della vita di tutti gli attivisti: siamo noi, gente normale che gli ha messo questa paura. La realpolitik qui e' stata guidata da realpeople che hanno protestato e si sono arrabbiati. E a parte gli enormi rischi ambientali e sociali, in Croazia c'e' stato anche il modo antidemocratico in cui il governo ha deciso di aprire alle trivelle: con pochissime consultazioni con il pubblico, con programmi fatti a casaccio e scarse certezze sulla sicurezza e sul come queste trivelle possano essere compatibili con il turismo.

E' questa solo un altra puntata del petrolio in Adriatico, e certo la strada sara' ancora lunga, ma e' un passo buono e giusto. Il fatto che aspettino dopo le elezioni mostra ancora una volta l'enorme potere che abbiamo come collettivita' se usiamo i nostri numeri bene e con intelligenza.

Thursday, July 30, 2015

Gli austro-americani della OMV-Marathon Oil si ritirano da sette delle dieci concessioni marine di Croazia


 Bravissimi!





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Le ditte che hanno ottenuto licenze petrolifere nei mari croati sono l'onnipresente ENI, l'inglese Medoilgas, (adesso Rockhopper Exploration, sempre inglese), INA-Industrija nafte di proprieta' del governo croato, ed un consorzio americano-austriaco creato dalla Marathon Oil del Texas e la viennese OMV nel gennaio del 2015. La prima deteneva il 60% del consorzio e ne era l'operatore, il restante delle quote era nelle mani della seconda.

Il giorno 29 Luglio 2015 arriva il colpo di scena. Dopo mesi di propaganda delle supposte ricchezze petrolifere dei mari croati, l'agenzia degli idrocarburi della Croazia guidato da Barbara Doric annuncia che il consorzio Marathon Oil -- OMV non firmera' i contratti petroliferi con il governo per "questioni irrisolte con il Montenegro" sui confini delle concessioni e perche' non avevano ricevuto sufficenti rassicurazioni sulla sicurezza.  Ci sono ancora questioni irrisolte sui confini con la Slovenia.

Reuters, oltre a queste questioni di confine, riporta anche l'affermazione della OMV secondo la quale i prezzi petroliferi sono troppi bassi e gli investimenti si affievoliscono.  

Questa notizia e' importante perche' la Marathon Oil -- OMV aveva ricevuto sette delle dieci concessioni offerte dal governo croato ed avevano investito gia' 10 milioni di dollari per i progetti petroliferi.

Delle altre tre, due erano andate all'INA e una ad un altro consorzio ENI-Medoilgas. 

Barbara Doric invece anticipa che le altre ditte, fra cui l'ENI, firmeranno in contratti in Settembre e che ci sara' una nuova offerta pubblica in autunno con altre concessioni. Ci si aspettera' che parteciperanno altre ditte straniere, fra cui la Vermilion Zagreb Exploration, una sussidiaria della Vermilion del Canada, e la Oando della Nigeria. I rappresentanti del governo croato sono pure sicuri che riceveranno offerte migliori. 


Ad ogni modo, e' un colpo non indifferente ai sogni petroliferi di Croazia, e un punto di orgoglio per tutti quelli che lavorano per salvare l'Adriatico dalle trivelle. Nessuno ce lo dira' mai ma c'e' anche il nostro zampino, piccolo o grande, e da tutti noi da mezzo mondo che cerchiamo di salvare il nostro mare.

E in Italia? In Italia, andiamo avanti con le trivelle imperterriti: chiediamo le autorizzazioni trasfrontaliere alla Croazia, ma intanto approviamo nuove trivelle proprio nel mezzo dell'Adriatico, con buona pace del confronto internazionale.  In questo caso si tratta di due nuovi pozzi al largo di Ancona dell'ENI, nella concessioni Clara, con condutture sotterranee e l'installazione di una nuova piattforma. Tuttapposto, sempre.

Qui maggiori informazioni su Clara Sud Est, dell'ENI
 

Queste le dichiarazioni del ministro dell'economia,  Ivan Vrdoljak e dal Chairman del Board of the Agency for hydrocarbons, Barbara Dorić.


"Taking all the risks, as well as the interests in the subject of exploration areas into consideration, we could not have accepted the conditions set by the other party of the agreement as we have estimated that the state would have greater benefits in case of the second public tender of exploratory areas. It is true that the main cause of withdrawal was the question of the border with Montenegro. The security we offered was not sufficient guarantee for the other party at the time when the problem in the arbitration process with Slovenia occurred"

Minister of Economy, Ivan Vrdoljak.

"The project goes on as planned, we expect the signing of the treaty for offshore as well as for the onshore exploration at the beginning of September. From the first day the project had very strong interests from the major international companies. That interests still continue and are confirmed by the daily inquiries about possible terms of calling another public tender. Due to the great interest that were shown for the remaining exploration areas, both offshore and onshore, we plan to open a second public tender for exploration and exploitation of hydrocarbons at sea and on land, after the signing of the first contract in late September"

Chairman of the Board of the Agency for hydrocarbons, Barbara Dorić.