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Sunday, February 19, 2017

Mr. Petrolio impone nuove tasse a chi guida auto elettriche


Le Tesla, per chi puo' permettersela, e' adorata, e pian piano tutte le case autmobilistiche iniziano a sformare modelli eletrici perche' hanno capito che prima o poi prenderanno il sopravvento.

E quindi, da qualche parte un petroliere deve pure iniziare a fare qualcosa per fermarli, prima che sia troppo tardi. E quindi, ecco qui. Dall'inzio del 2017 altri sei stati USA e cioe' Indiana, South Carolina, Kansas, Tennessee, New Hampshire, e Montana hanno introdotto leggi per tassare chi guida auto elettriche di un massimo di $180 l'anno.

Tasse simili esistono gia' in Wyoming, Colorado, Virginia, Nebraska, Missouri, Washington, North Carolina, Idaho, Georgia, e Michigan sia per gli autisti di auto elettriche che di auto ibride. In questo caso le tasse variano da $50 a $300 l'anno.  Arizona e Arkansas le stanno considerando.

La Georgia, che in precedenza era il secondo stato dell'unione per la vendita di auto elettriche, grazie agli incentivi di un tetto massimo di $5,000 ha adesso annullato tale incentivo. Invece che $5,000 dollari ora l'incentivo e' di $200.  Ovviamente, i crolli delle vendite di automobili elettriche sono stati immediati.

Chi sta dietro a tutto questo?

I fratelli Charles e David Koch, di 81 e 76 anni.

Ultraconservatori, ricchi, che spendono e spandono per fare lobby contro tutto cio' che il 21esimo secolo dovrebbe essere: rinnovabili e un mondo fossil-fuel free.  Grazie alla loro Koch Industries spendono circa 10 milioni di dollari l'anno per incoraggiare il consumo di petrolio e per cercare di arginare, come possono, le rinnovabili.

Cosa fa la Koch Industries, fondata dal loro padre Fred Koch?

Asfalto, sostanze chimiche,  fertilizzanti, minerali, gas naturale, petrolio, plasitca, finanza.
Puo' bastare per inquadare i due fratelli di Wichita, Kansas?

E di soldi ne hanno tanti: la Koch Industries e' dell'84% di proprieta' privata - e cioe' della famiglia
Koch, ha fatturato 100 miliardi di dollari nel 2015 ed e' il secondo conglomerato per grandezza degli USA in mano a privati.  Ci lavorano 100 mila persone.

Ovviamente hanno tutto da perdere con le rinnovabili, e quindi cercano di fermarle come meglio possono. Dieci milioni l'anno di lobby anti-sole e anti-vento sono tanti.

I due fratelli, non contenti, hanno pure formato un gruppo politico dal nome ALEC che sta per American Legislative Exchange Council che oltre a Koch Industries viene supportata da altri industriali fossili/antichi/conservatori per fare azione di lobby presso Washington.

E infatti a Dicembre 2015 passarono una risoluzione per far si che gli stati che avevano investito sulle rinnovabili e che pensavano di dare sussidi alle auto elettriche facessero retromarcia.

Da un certo punto di vista, ci sono riusciti. Dopotutto, tutti gli stati di cui sopra hanno passato tasse sulle macchine elettriche oppure ridotto gli incentivi.

Pero' il fatto che si siano cosi impuntati alla lotta contro le rinnovabili, e contro le automobili elettriche testimonia quanto grandi siano i passi fatti in avanti dalle auto non-a-benzina. 

Nel 2016 il tasso di crecita delle auto elettriche e' stato del 37 percento rispetto al 2015, e questo nonostante non siano economicissime, e nonostante i prezzi del petrolio siano relativamente bassi rispetto a qualche anno fa. E le cose non potranno che migliorare: i prezzi delle auto elettriche continueranno a calare, un po come per i pannelli solari, con la produzione di massa.

L'Imperial College di Londra, stima che entro il 2035 ci saranno il 35% di auto elettriche nel pianeta e nel 2050 arriveremo al 67%.


I fratelli Koch e i loro amici dicono che queste tasse sulle auto elettriche sono dovute al calo della vendita della benzina, e alle tasse per la manutenzione delle strade che e' contenuto dentro tali tasse. Meno galloni si vendono, meno introiti alla comunita' da parte di queste accise, e quindi la necessita' di avere tasse "esterne"

Le tasse sulla benzina vennero introdotte nel 1957 e servivano per finanziare strade e ponti. 

La realta' e' che questa tassa non e' mai aumentata con l'inflazione e il valore e' fermo al 1993; le macchine sono diventate sempre piu' efficenti, e quindi anche le macchine a benzina ne usano meno;
la percentuale di macchine elettriche e' ancora troppo bassa per giustificare tasse ad hoc solo per loro.

Cioe': queste tasse non serviranno per sistemare l'infrastruttura stradale americana.  Invece pare che sia stato tutto fatto ad arte per scoraggiare l'acquisto di automobili elettriche, che per ora costano piu' delle altre, e a cui ora aggiungono anche tasse. 

Come aggiustare le strade? Usare una carbon tax, una tassa sul numero di miglia viaggiato ogni anno? O fare come il Vermont che riconosce che le tasse sulle automobili elettriche saranno considerate solo dopo che queste costitueranno il 15% delle automobili nello stato.

E poi, quanti soldi risparmiamo come collettivita' con queste automobili elettriche che non inquinano tanto quanto le automobili fossili? 

Eppur si muove.. nel senso che nonostante tutti questi piccoli e grandi ostacoli, le automobili elettriche sono in crescita dappertutto.

Prima o poi ci arriveremo -- prima o poi anche gli ottantenni fratelli Koch e le loro idee fossili -- saranno il passato.


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