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Thursday, February 16, 2012

Obama, il veto all'oleodotto delle tar sands






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Obama vieta l'oleodotto delle Tar Sands oggi 24 Febbraio 2015

Le proteste servono. 
L'informazone serve. 
 

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Represent us, the people, not Big Oil.
Reject any attempt to revive the pipeline.


Per aggiungere la propria firma qui
ZIP=CAP

La camera USA e' in questo momento a controllo repubblicano. Come ben noto, il cosiddetto GOP (grand old party) e' in generale abbastanza conservatore su vari temi sociali, non crede ai cambiamenti climatici, ed e' a favore del creazionismo.

Spesso sono amici dei petrolieri e tendono a minimizzare sulle questioni ambientali, anche se ci sono delle eccezioni con i personaggi piu' moderati, come ad esempio Arnold Schwarzenegger a suo tempo.

E cosi, quando Obama decise di bocciare il famoso oleodotto delle Tar Sands, a dicembre, il Keystone XL che doveva partire dal Canada, tagliare in due l'America, e arrivare fino in Lousiana, i politici amici del petrolio non si sono dati per vinti.

Infatti hanno deciso di presentare una mozione per risuscitare l'oleodotto e se la sono votati oggi. Nella mozione anche la possibilita' di riaprire i mari USA e il cosiddetto "Artic National Wildlife Refuge " in Alaska alle trivelle.

Ci si aspettava che il voto finisse cosi, proprio perche' la Camera e' a controllo repubblicano.

Ma quel che succedera' in Senato, che invece e' a controllo democratico, sara' abbastanza interessante da seguire.

Innanzitutto si era deciso di discutere e di votare anche questa mozione risuscita-oleodotto al Senato oggi stesso, 16 Febbraio 2012.

Ma ecco che entrano in scena gli attivisti, che altro non sono se non una serie di persone normali che cercano di fare quel che possono.

Sono venuti a sapere di questo voto con 24 ore di preavviso. Ma si sono attivati e attivati per davvero, con tutta la furia possibile, Internet, proteste a Washington, bloggers, celebrita' e persone famose, si sono tutte date da fare chiedendo alla gente di firmare la petizione. Tutti assieme.

Hanno deciso un target di 500,000 firme. Nel giro di 24 ore ne hanno invece raccolte 800,000 di firme. C'e' anche la mia li dentro.

Il risultato di tutto questo e' che il presidente Obama ha deciso che mettera' il veto a qualsiasi proposta di legge in cui si ripresenta questo Keystone pipeline. Il voto in Senato e' stato spostato di circa 10 giorni.

Gli attivisti si stanno ora dando da fare per chiamare al telefono tutti i senatori nella propria area e bombardarli, chiedendo loro di votare no al progetto, quando ci sara' il voto.

Devono sentire che chi li vota non lo vuole questo oleodotto, non lo vuole proprio.

E perche' questo oleodotto sarebbe un disastro? Perche' non fara' altro che aumentare ancora lo sfruttamento selvaggio delle Tar Sands del Canada.
Perche' attraversera' bacini idrici in Nebraska, perche' il petrolio che trasporta e' corrosivo e ci saranno possibilita' di perdite, perche' il petrolio e' il passato e non il futuro. Perche' dopo il primo oleodotto ci sara' il secondo, e il decimo e ci ritroveremo in un ragnatela di petrolio e tubi.

Vediamo che succedera', intanto ecco qui.

2 comments:

nogat said...

Una bella iniziativa da cui dovremmo imparare qualcosa.

Guido Pietroluongo said...

Un esempio di sana e coscienziosa democrazia...di attivismo pratico e focalizzato sul bene comune e non su secondi fini...un sogno che l'Italia vive grazie solo alla Prof.ssa D'Orsogna e che dovrebbe essere invece una regola ed un dovere da parte di tutti!