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Wednesday, May 31, 2017

Siria e Nicaragua firmano gli accordi di Parigi. Restano fuori solo gli USA di Donald Trump



Update:  Oggi 7 Novembre 2017 anche la Siria decide di aderire agli accordi di Parigi contro i cambiamenti climatici.

 Lo ha annunciato una delegazione siriana a Bonn, dove si svolgera' il nuovo summit sull'ambiente.

Il 24 Ottobre 2017 anche il Nicaragua ha detto si.

In questo momento l'unica nazione del mondo a non farne parte sono gli USA.

Grazie a Donald Trump. 

 

 

La prima telefonata al sole avvenne grazie a questo pannello solare, il "Bell Solar Battery" Americus, Georgia, 4 Ottobre 1955.

La prima cella fotovoltaica venne creata nel 1954 presso i Bell Labs del New Jersey.

 



La prima turbina generatrice di energia, Ohio 1888


Siria, 2017. Pure la Corea del Nord ha firmato Parigi. 
Solo la Siria e il Nicaragua ne sono fuori. E ors forse, gli USA. 
Succede lo stesso giorno in cui la Exxon decide di votare per misure piu stringenti contro i cambiamenti climatici.

Succede il giorno dopo che i dati ufficiali parlano del 10% di rinnovabili -- sole e vento -- a generare l'energia di questa nazione. 

Secondo fonti interne alla Casa Bianca, il presidente Trump avrebbe deciso di uscire dagli accordi di Parigi, anche se lui stamattina ha twittato che non ne e' ancora sicuro al 100% e che presto annuncera' il da farsi.

Di tutte le nazioni del mondo, solo due non fanno parte degli accodi di Parigi: la Siria (sull'orlo del collasso) e il Nicaragua. Quest'ultima non ha firmato perche' voleva obiettivi piu ambiziosi, e se li e' posti da sola. Il paese infatti ha l'obiettivo di arrivare al 90% di rinnovabili entro il 2020.

Quindi siamo gli USA con la Siria!

E' questo qualcosa di vergognoso sotto ogni profilo -- per l'ambiente certo, ma anche per il ruolo degli USA nel mondo, il suo rapporto con i supposti alleati. Tutto qusto per la stupidita' di un uomo solo.

Il papa gli ha regalato l'enciclica, la Merkel e gli altri gli hano ricordato quanto importante fosse restare parte di questi accordi, ma nada.

Addirittura i capi della Shell e della Exxon gli hanno detto che sarebbe stato controproducente uscirne. Rex Tillerson, ex CEO della Exxon e ora segretario di stato, e' della stessa opinione. Pure Ivanka e suo marito Jared Kushner a quanto pare hanno cercato di convincerlo del'utilita' di restare in questi accordi.  Al Gore ha fatto un ultimo tentativo qualche settimana fa.

Ma niente, Trump non ci sente e non ci vede. 

Sebbene limitati, gli accordi di Parigi sono stati il patto piu' ampio mai firmato nella storia per fare almento qualcosa contro i cambiamenti climatici.

Perche' Trump vuolo uscirne? Perche' intanto e' circondato da persone ancora piu stupide di lui che lo consigliano, perche' non ascolta gli scienziati veri, perche' e' presuntuoso, e perche' pensa davvero di stare ancora agli anni settanta!

E' la prima volta che accade tutto questo?

No.

Kyoto fu esattamente la stessa cosa.

Clinton accetto' e firmo' gli accordi nel 1997. Poi arrivo' George Bush presidente che decise che non erano nell'interesse degli USA e .. adios.  Tutto questo non ha fatto altro che far vergognare gli americani, oltre che farci passare per retrogradi, e perdere tempo prezioso con le rinnovabili.

Se c'e' qualcosa di positivo in tutto cio' e' che se veramente Trump esce da questi accordi, ci vorranno anni, per veramente mettere in atto la fuoriuscita ufficiale degli USA.  Pero' manda un segnale agli altri paesi.

In questo momento il principale emettitore di CO2 e' la Cina. Gli USA sono secondi. Se gli USA escono, cosa fara' la Cina? E l'India?  Anche se Cina ed India hanno detto di voler restare parte di Parigi, certo se volessero anche loro ritirarsi con la scusa che gli altri hanno avuto decenni e secoli per industrializzarsi emettendo CO2 e loro no, chi potrebbe dargli torto?

Escono gli USA, perche' Cina ed India dovrebbero restare?

Che vergogna per questa nazione. Davvero. Pensare che Jimmy Carter installo pannelli solari sulla casa bianca 40anni fa.

I pannelli solari e le turbine eoliche sono stati inventati qui, in the USA.

E guarda dova siamo fniti. Assieme alla Siria devastata dalla guerra. 

Tuesday, May 16, 2017

La Finlandia tira le orecchie a USA e Russia sulle trivelle in Artico, e c'e' un miracolino


If we have two countries, Russia and the US, 
not sharing the view that climate change is happening 
or is manmade or how much it is manmade, it is very difficult to proceed.”

Harri Mäki-Reinikka, Ministro delle politiche nordiche della Finlandia


Qualche giorno fa la Finlandia e' diventata il presidente dell Consiglio dell'Artico. Ci fanno parte Canada, Islanda, USA, Danimarca, Finlandia, Russia, Norvegia e Svezia. E' un ente creato nel 1996 per il bene comune dell'Artico che si riunisce ogni due anni.

La prima cosa che ha fatto il delegato finlandese  e' stata di fare appello agli scenziati che lavorano sui cambiamenti climatici per contrastare USA e Russia che nel loro intimo vorrebbero trivellare tutto il trivellabile in Artico, con buona pace del clima.

Ed e' proprio cosi. Putin e Trump sono daccordo nel dire che i cambiamenti climatici sono una esagerazione, che sono un complotto dei cinesi (Trump) e che non sono per opera dell'uomo (Putin, e per colpa di chi, scusi?) e vorrebbero quindi andare avanti ad estrarre ancora piu' petrolio dal polo nord.

C'e' stato cosi un incontro a Fairbanks, Alaska proprio per parlare di questo dilemma: trivelle, Artico e clima.

Nell'intento della Finlandia in realta' si sarebbe dovuto parlare di come diminuire l'inquinamento esistente, ma in realta' l'elefante nella stanza erano gli accordi di Parigi, e il ruolo di USA e Russia.

Gli USA chi hanno mandato?

Rex Tillerson, l'ex CEO di Exxon Mobil!

E cosi, il Ministro della Finlandia delle politiche nordiche, Harri Mäki-Reinikka, ha chiesto a tutti i partecipanti di rispettare gli accordi di Parigi.

Ha detto che spera che non ci saranno accordi segreti fra i piu' grossi, perche' questi sono problemi seri. Ha detto che l'Artico cambia, che se le temperature aumentano di due gradi sul pianeta, in Artico si arriva a quattro o anche a sei con conseguenze disastrose.

Mäki-Reinikka  ha ricordato che la neve e il ghiaccio si sciolgono piu in fretta di quanto mai prima, e che i livelli del mare aumentano. E ricorda che se gli USA e la Russia continuano il loro negazionismo sara' difficile andare avanti.

Anche il ministro dell'ambiente di Norvegia, Vidar Helgesen, petrol-nazione, ha ricordato che i cambiamenti del clima esistono e ha addirituttura ricordato a Tillerson che gli stessi militari USAsono preoccupati per le conseguenze alla sicurezza a livello globale.

E cosi, c'e' stato il miracolino.

Chissa', circondati da nordici ed essendo due contro sei, gli americani di Tillerson si sono un po vergognati. O chissa', Trump soffocato com'e' da guai interni a non finire (la faccenda di Comey e' veramente strabiliante e non passa giorno che non ci sia un passo falso di quest uomo) ha deciso di non fare sempre il galletto di testa sua. O chissa ancora, se la delegazione USA si sia sentita in imbarazzo a vedere tutti i giovani che protestavano a Fairbanks.

Ad ogni modo, all'unanimita' gli otto del Consiglio Artico hanno firmato la "Fairbanks Declaration 2017," dove si dice che l'Artico si riscalda a tassi due volte superiori al resto del pianeta, che occorre ridurre le emissioni di metano e che i cambiamenti climatici sono la piu grande minaccia alla biodiversita' dell'Artico.

Rex Tillerson ha riconosciuto la validita' degli accordi di Parigi, almeno per ora.

Donald Trump aveva detto che li voleva stracciare, ma alla fine, per ora almeno, Tillerson ha detto che non cambiera' niente in questa direzione, almeno per il breve termine. Gli accordi firmati da Obama restano.

Ora questo non vuol dire che e' finita qui. Perche' qualche giorno prima lo stesso Tillerson aveva detto che gli USA stavano cambiando le proprie politiche sui cambiamenti climatici, ha detto pure che:

"We're not going to rush to make a decision. We're going to work to make the right decision for the United States."

Quindi, per ora tutto resta come prima, ma non si sa. Si temeva che Tillerson annunciasse proprio qui l'uscita degli USA dagli accordi di Parigi, ma grazie al cielo cosi non e' stato. Ad ogni modo, fa un po tristezza sentirlo dire "the right decision for the United States" come se in termini di clima, non fossimo tutti sullo stesso pianeta!

Caro Tillerson, in termini di clima, quello che e' meglio per gli USA e' quello che e' meglio per tutta la Terra, perche' ci siamo dentro tutti assieme.





Monday, March 6, 2017

The United States of Exxon

Tuapse, dove la Exxon vorrebbe trivellare, nonostante
le sanzioni contro la Russia da parte degli USA.

Serve avere un ex CEO per segretario di stato, neh?






La Exxon vuole continuare la sua partnership con la russa PAO Rosneft per operazioni nel Mar Nero. Ci provarono sotto Obama, nel 2015, ma il governo disse no. Adesso chissa' che l'amministrazione Trump non sia piu' benevola con la Exxon!

E questo nonostante il Congresso chieda ancora maggiori sanzioni alla Russia a causa dei supposti cyber-attacchi durante le elezioni del 2016.

L'area trivellanda si chiama Tuapse e la Exxon aveva firmato accordi qui con la russa Rosneft nel 2012: oltre a trivellare nel Mar Nero con una tecnologia nuova, la Exxon avrebbe potuto accedere anche ad altre zone on ed offshore di Russia, in Artico e in Siberia. La Exxon avrebbe speso 500 miliardi di dollari nel corso di tutta la partnership. Si, 500 miliardi di dollari. Immaginiamoci quanto avrebbe reso tutto questo alla Exxon se ci volevano spendere 500 milardi di investimenti!

E' per questo investimento, che poi nel 2014, a Rex Tillerson, il CEO della Exxon all'epoca, Vladimir Putin diede il titolo di "amico della Russia". 

Il segretario Tillerson dice che non partecipera' ad alcuna discussione in merito, ma e' chiaro che la sua influenza, anche se non dovesse pronunciare parola, e' lampante.   Prima di diventare segretario di stato, da CEO Exxon, diceva che la Exxon stessa e' contraria alle sanzioni "se non vengono applicate in modo uniforme". Ha anche detto che non ha mai chiesto personalmente al governo di eliminare sanzioni sulla Russia.

La Russia e' super appetible per i petrolieri: 100 miliardi di barili di riserve sono stimate essere ancora nel paese, ma sono enormi i rischi geopolitici, incluse le sanzioni. Queste vietano a ditte USA di trivellare nelle zone russe dell'Artico, Siberia e nel Mar Nero.

Vennero istituite all'indomani dell'annessione della Crimea dall'Ucraina alla Russia stessa. Oltre al divieto di trivellare, le sanzioni vietano agli americani di fare affari con il capo della Rosneft, Igor Sechin,  per la sua forte lealta' a Vladimir Putin.

A suo tempo, l'unica concessione che fu data alla Exxon fu di completare uno dei pozzi proposti in Artico, che era a meta' dell'opera. La richiesta di finire il pozzo venne accrodata, perche' secondo la Exxon sarebbe stato pericoloso lasciarlo a meta'.  E cosi' fu. Una volta finito il pozzo, tutto il personale USA venne mandato via.

La richiesta di questi giorni e' molto inusuale perche' e' basata su business. Di solito le richieste di violare le sanzioni sono su base umanitaria, o per scambi culturali. Ma qui non e' la politica "di solito", qui siamo di fronte a un brodino di petrolieri-politici che non sanno quel che fanno, con a capo Donald.

Basta solo dire che John Mccain ha twittato:

"Are they crazy?"

Il Congresso ha mostrato segni di non volere accordare questa richiesta, almeno finche' la Russia non lascia la Crimea, affari o non affari.

Invece, sorpresa delle sorprese chi ha lasciato alle proprie ditte di evitare le sanzioni?

L'Europa!

Si, la Statoil di Norvegia ha ricevuto una esenzione per trivellare in Artico,  e la nostra beneamata  Eni ha pure lei ricevuto il permesso di trivellare nel mare di Barents in Artico e nel Mar Nero.

Anzi, la Exxon e' preoccupata di perdere terreno in Russia proprio ai danni dell'ENI secondo alcuni dirigenti dell'Exxon stessa e come riferito al Wall Street Journal.

Perche' la richiesta arriva adesso? Perche' secondo l'accordo fatto con la Rosneft prima della faccenda invasione-Ucraina, la Exxon deve dimostrare che ci sono delle buone possbilita' di sviluppare il campo Tuapse entro la fine del 2017, altrimenti l'accordo scade. E quindi, se non trivellano tutto l'affare potrebbe saltare.

Vediamo come va a finire. La Exxon da un lato, le sanzioni internazionali dall'altro e il segretario di stato della nazione piu potente del mondo, Rex Tillerson in mezzo. Potrebbe essere che alla fine ci vince l'ENI, anche se, in realta' a trivellare tutto il trivellabile in questo pianeta, alla fine non vince nessuno.

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 6 Marzo 2017

Ecco dove siamo arrivati.

Che i comunicati stampa della Casa Bianca e della Exxon siano esattamente gli stessi. Fra i due comunicati di oggi infatti, ci sono dei pezzi in cui non c'e' quasi alcuna differenza.

La Exxon Mobil dice che stanno espandendo come non mai e che investiranno 20 miliardi di dollari in dieci anni nel Golfo del Messico.

Parlano di una "rivoluzione energetica americana", di 11 raffinerie che saranno o costruite da zero o ammodernate.  Arriveranno 45mila posti di lavoro, che in media daranno stipendi di circa 110mila dollari l'anno con gioia e felicitia' per tutti. Aggiungono che gli USA sono un produttore naturale di energia - petrolio e gas - e che l'uso di energia domestica prodotta internamente sara' capace di dare al mondo prodotti migliori e a costo inferiore. Dicono che ci sara' un "rinascimento del lavoro nel manifatturiero" grazie al petrolio e al gas.

Anvedi.

E poi arriva il paragrafo poi ricopiato dalla Casa Bianca:


ExxonMobil is strategically investing in new refining and chemical-manufacturing projects in the U.S. Gulf Coast region to expand its manufacturing and export capacity. The company’s Growing the Gulf expansion program, consists of 11 major chemical, refining, lubricant and liquefied natural gas projects at proposed new and existing facilities along the Texas and Louisiana coasts. Investments began in 2013 and are expected to continue through at least 2022. 


Dopo un ora che questo comunicato e' stato reso pubblico arriva la Casa Bianca che invece scrive
un articolo al titolo " President Trump Congratulates Exxon Mobil for Job-Creating Investment Program" per congratulare i passi in avanti della Exxon.

Il pezzo era uguale identico!


ExxonMobil is strategically investing in new refining and chemical-manufacturing projects in the United States Gulf Coast region to expand its manufacturing and export capacity. The company’s Growing the Gulf expansion program consists of 11 major chemical, refining, lubricant and liquefied natural gas projects at proposed new and existing facilities along the Texas and Louisiana coasts. Investments began in 2013 and are expected to continue through at least 2022.


Come mai succede questo? Beh, perche' il nostro segretario di stato, Rex Tillerson, e' stato per 40 anni un impiegato della Exxon,  e alla fine anche il suo CEO.

E cosi mentre il mondo cerca di essere sempre piu' green, mentre 190 nazioni firmano gli accordi di Parigi, eccoci qui che la nazione piu potente del mondo ritorna sottoterra e incapace di generare pensieri propri deve tirare fuori e ricopiare quelli dei petrolieri.

Come dimenticare il discorso di Melania, quasi identico a quello di Michelle Obama?

Mi sa che ci aspettano quattro anni di tragedie ambientali, di petrol-politici fusi in una sola persona. Peccato solo che a differenza di tutto il resto, i cambiamenti sull'ambiente sono irreversibili.







Tuesday, January 10, 2017

Obama ultimo atto: bocciato airgun lungo tutta la costa Atlantica










... guided by an abundance of caution, we believe that the value of obtaining the geophysical and geological information from new airgun seismic surveys in the Atlantic does not outweigh the potential risks of those surveys' acoustic pulse impacts on marine life


Abigail Ross Hopper
Dipartimento dell'interno USA,
Settore energia e oceano, 



Una notizia bellissima per la difesa del mare: il 6 Gennaio 2017 tutte le richieste di eseguire ispezioni sismiche al largo delle coste Atlantiche americane sono state rigettate.

Tutte.

Dal Delaware alla Florida.

E' un contenzioso che durava da molto tempo, e che aveva visto le comunità' della costa est degli USA andare in subbuglio.  Un rapporto governativo aveva stimato che se messo in pratica l'airgun avrebbe causato la morte di circa 138mila mammiferi marini, dalle balene ai pesci, dalle tartarughe ai delfini ed avrebbe danneggiato milioni di altre specie viventi nel mare.

Nel 2015 un gruppo di settantacinque docenti universitari aveva scritto al presidente con la richiesta esplicita di non eseguire airgun in Atlantico a causa dei danni significativi e a lungo termine che gli spari avrebbero portato con se.  In totale piu' di 120 citta', 1200 sindaci e amministratori, 35mila associazioni culturali, commerciali, sportive, turistiche e sindacati in rappresentanza di oltre 500mila pescatori hanno espresso la propria contrarietà' all'airgun nei mari americani. Anche la marina americana si era detta contraria all'airgun.

E oggi Obama li ha ascoltati. 

L'airgun e' uno strumento propedeutico alla trivellazione a larga scala: sono spari violenti di aria compressa che ogni 5-10 secondi mandano segnali nel mare ad altissima intensità', tutto il giorno, per settimane a volte mesi, con un ampio raggio di diffusione, spaventando pesci, a volte facendoli perdere il senso dell'udito e dell'orientamento, causando lesioni, e in alcuni casi portando a spiaggiamenti di massa. Dopo l'airgun c'e' la perforazione, se le ispezioni portano buoni risultati.  E quindi fermare l'airgun prima e' un modo preventivo per fermare le trivelle dopo.

Non sappiamo cosa fara' adesso l'amministrazione Trump, con il suo Segretario di Stato Rex Tillerson che e' stato un petroliere per 40 anni, di cui gli ultimi da CEO; con il suo negazionismo sui cambiamenti climatici; con il suo osannare l'industria del petrolio e del gas; con il suo voler demolire gli accordi di Parigi. Sappiamo che pero' dovra' quantomeno incominciare daccapo.

In queste settimane Obama di passi anti-trivelle ne ha fatti diversi: la chiusura dell'Artico all'estrazione di petrolio, i diveti petroliferi in varie riserve indiane e la chiusura dell'Atlantico alle trivelle vere e proprie fino al 2022, che hanno reso obsoleti i permessi di airgun appena revocati.  Queste decisioni saranno difficili da disfare per Trump. Certo, Obama poteva fare questi passi prima: sono certa che che la realpolitik abbia avuto il suo peso nel fare le cose all'ultimo minuto, ma il punto e' che prima o dopo che sia, questi passi importanti sono stati fatti

Apro invece i siti del ministero dell'ambiente italiano e scopro concessioni per airgun lungo tutto lo stivale, una litania di tristezza per questo paese e per chi vive di mare sano e non trivellato. Negli USA l'airgun era previsto ad 80 miglia da riva, qui siamo appena fuori le 12 miglia, un limite varato esattamente un anno fa e solo grazie all'eroica resistenza anti-Ombrina Mare. Prima del 2016 non c'era alcuna barriera protettiva.

Non se ne parla molto, ma ci sono in Italia concessioni per fare airgun e trivelle nel golfo di Taranto, con la Schlumberger e altre ditte microscopiche mai sentite prima chiamate Global Med, Global Petroleum Limited che di global non hanno niente se non il nome.  C'e' la Spectrum Geo che vuole fare airgun da Rimini a Santa Maria di Leuca, nel silenzio generale.  E poi ci sono trivelle approvate e approvande in terraferma in Emilia Romagna, in Basilicata, in Lombardia, in Sardegna.

Dov'e' l'Obama di turno qui? Dove sono i sindaci e i governatori della costa adriatica e ionica a mettere pressione continua a Roma, a Gianluca Galletti, ministro dell'Ambiente? Dove sono i giornalisti a scrivere gli editoriali contro l'airgun in Adriatico? A fare le domande difficili ed imbarazzanti a Matteo Renzi, a Paolo Gentiloni? Chi deve salvarlo quel mare?

Sono domande retoriche, lo so. Non ci sara' un deus ex machina a salvare i mari d'Italia. Sta a noi farlo. Trivellare e' per molti versi irreversibile, non porta niente di buono alle comunita' coinvolte, e piccoli e grandi esempi di resistenza alle multinazionali ci sono dappertutto: dal nostro Abruzzo fino alle foreste del Brasile.

Inizia un nuovo anno, e mi auguro che nella marea di piccole e grandi cose che la vita quotidiana ci presenta, tutti possano cercare di fare del nostro meglio per il bene comune, in modo disinteressato e sincero. Questa e' la nazione che ci e' stata data, e questa la nazione che ci tocca migliorare.

Qui le immagini di tutte le concessioni airgun approvate in Italia per il 2016.

Tuesday, March 11, 2014

Lettera da un ex dirigente Mobil al capo della Exxon sul fracking a casa sua

Rex Tillerson, ExxonMobil

 
Nessuno dovrebbe vivere vicino a pozzi di idrocarburi, 
stazioni di compressione, 
incessante traffico di camion pesanti, o torri d'acqua fracking, 
ne' dovrebbe avere la propria acqua o aria contaminate.  

Lou Allstadt, per 30 anni dirigente Mobil Oil Corporation 
a Rex Tillerson, CEO ExxonMobil



Questa la lettera che un ex dirigente della Mobil scrive a Rex Tillerson, il capo della ExxonMobil che dopo aver cercato di fare fracking in tutto il mondo adesso si oppone alla costruzione di una torre dell'acqua da fracking a casa sua.

Ne abbiamo parlato qui. 

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Caro Rex,

Noi non ci siamo mai incontrati, ma io ho lavorato per la sua azienda per sei mesi immediatamente dopo la fusione fra la Exxon e la Mobil, alla cui realizzazione ho contribuito come coordinatore da parte della Mobil. Questo e' successo dopo aver lavorato per circa 30 anni alla Mobil Oil Corporation, dove, appena prima della fusione, ero Executive Vice President e Operating Officer per l'esplorazione e la produzione negli Stati Uniti, Canada e America Latina. 

  
Ora vivo nello stato di New York. Negli ultimi cinque anni, mi sono attivamente adoperato per evitare che la sua azienda ed il resto del suo settore facesse fracking qui.  

Da diversi articoli di stampa che mi sono arrivati, mi pare di capire che lei abbia problemi personali  con il fracking, per il fastidio che le rechera' una torre d'acqua da usare per il fracking e con il conseguente traffico di camion. Tutto questo, secondo lei,  andra' a dannegiare l'immagine e il valore della sua casa.

Visto che con il fracking si vuole rovinare le nostre comunita', molte città di New York hanno approvato leggi urbanistiche che vietano l'industria pesante, comprese tutte le attivita' connesse con l'estrazione del petrolio e del gas. 


Quelle leggi, unite allo scarso valore economico collegato alla produzione di gas a New York, implicano che probabilmente noi non dovremo guardare fuori dalla finestra e vedere torri d'acqua per il fracking, e men che meno vivere vicino a pozzi da fracking. Dico probabilmente, perche' il settore sta ancora combattendo quelle leggi urbanistiche nei tribunali.

Ironia della sorte, il suo ragionamento durante le riunioni del consiglio comunale di
Bartonville, Texas, e' praticamente identico al ragionamento che io e molti altri cittadini abbiamo usato per convincere i nostri consigli comunali locali ad approvare leggi che vietino gli stessi problemi che ora voi avete, oltre che tutte le altre infrastrutture e problemi di smaltimento dei rifiuti connessi con fracking.

Nessuno dovrebbe vivere vicino a pozzi di idrocarburi, stazioni di compressione, incessante traffico di camion pesanti, o torri d'acqua da fracking, ne' dovrebbe avere acqua o aria contaminate.  


Sia io che che lei amiami i luoghi in cui viviamo, ma se mai verranno rovinati dai camion per il fracking o dall'acqua di risulta del fracking, io e lei possiamo fare i bagagli e andare da qualche altra parte.

Molte persone pero' non possono permettersi questo lusso di allontanarsi quando non possono piu' bere l'acqua o respirare l'aria perche' sono troppo vicino a uno dei pozzi da fracking o alle stazioni di compressione del fracking.

I miei sforzi per prevenire il fracking riguardano l'acqua -- ma non la prospettiva di dover vedere un serbatoio d'acqua da casa mia. Piuttosto mi sono adoperato per avere regolamenti riguardo pozzi di gas vicino le nostre fonti di acqua potabile, vicino alle nostre case, scuole, ospedali e case di cura.

  
Tutte queste questioni sono legittime, ma sono localizzate. Ora sono molto piu' preoccupato degli impatti dei gas serra e dei combustibili fossili in generale, e in particolare l'enorme impatto delle emissioni di metano derivanti dalla produzione e dal trasporto di gas naturale.
 
Questi sono problemi globali contro cui le zonizzazioni locali non possono proteggere. Solo un grande spostamento verso fonti energetiche rinnovabili può cominciare a mitigarne i catastrofici impatti climatici.

Prima di chiudere, vorrei spiegarle perche' in questa lettera ho chiamato la ExxonMobil "la vostra azienda". 

Da diversi anni dopo il ritiro ho pensato alla ExxonMobil come alla "mia azienda". Pensavo che il rigore della societa' e la disciplina nell'investire in progetti soldi erano i migliori possibili. 

La ExxonMobil e' stato il mio piu' grande investimento.

Adesso non possiedo piu' azioni della ExxonMobil o di qualsiasi altra societa' combustibile fossile .  

Preferirei essere uno dei primi investitori in energie alternative per il 21esimo secolo, piuttosto che stare qui appesi a prospettive al ribasso in investimenti in combustibili fossili del diciannovesimo e ventesimo secolo.

E' arrivato il tempo che la ExxonMobil si orienti non piu' verso il petrolio e gas ma verso vere alternative - sia per motivi ambientali che per proteggere la redditività a lungo termine dell'impresa.


Molti grandi produttori e consumatori di energia, tra cui la ExxonMobil, stanno includendo una tassa di carbonio nelle loro strategie di pianificazione a lungo termine. Sostenere attivamente l'implementazione di una tassa per le emssioni di carbonio sarebbe un modo per spostare la società verso il ventunesimo secolo.  Riconoscere che le emissioni di metano squalificano il gas naturale come "combustibile ponte" e' un altro. 

Buona fortuna con la storia del fracking e del serbatoio dell'acqua . Spero che lei non debba spostarsi a vivere altrove, e che lei voglia aiutare un sacco di altre persone a rimanere nelle case che amano. 

Saluti,

Lou Allstadt


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Qui l'originale

Open Letter to Rex Tillerson

Chairman, ExxonMobil

Dear Rex,

We have never met, but I worked for your company for six months immediately after the ExxonMobil merger, the implementation of which I coordinated from the Mobil side. That was after thirty years with Mobil Oil Corporation, where just prior to the merger I had been an Executive Vice President and Operating Officer for Exploration and Producing in the U.S., Canada and Latin America. I now live in upstate New York. For the past five years, I have been actively trying to keep your company and the rest of the industry from fracking here. I understand from several press articles that you have fracking issues of your own, with a fracking water tower and truck traffic possibly detracting from your view and the value of your home.

In response to the prospect of fracking ruining our communities, many New York towns have passed zoning laws that prohibit heavy industry, including any activities associated with drilling for oil and gas. Those laws, along with very little prospect for economic gas production in New York, mean that we probably will not have to look at fracking water towers, let alone live next to fracking well pads. I say probably, because your industry is still fighting those zoning laws in the courts.

Ironically, your reasoning at the Bartonville, Texas town council meetings is virtually identical to the reasoning that I and many other citizens used to convince our local town councils to pass laws that prohibit the very problem you have encountered, plus all of the other infrastructure and waste disposal issues associated with fracking.

No one should have to live near well pads, compression stations, incessant heavy truck traffic, or fracking water towers, nor should they have their water or air contaminated. You and I love the places where we live, but in the end, if they are ruined by fracking or frack water tanks, we can afford to pack up and go someplace else. However, many people can’t afford to move away when they can no longer drink the water or breathe the air because they are too close to one of your well pads or compressor stations.

My efforts to prevent fracking started over water — not the prospect of having to see a water tank from my home, but rather regulations that would allow gas wells near our sources of drinking water, in addition to well pads next to our homes, schools, hospitals and nursing homes. These issues are legitimate, but they are localized. I am now much more concerned with the greenhouse gas impacts of fossil fuels in general, and particularly the huge impact of methane emissions from natural gas production and transportation.  These are global problems that local zoning cannot protect against. Only a major shift toward renewable energy sources can begin to mitigate their catastrophic climate impacts.

Before closing, I should explain why I have referred to ExxonMobil as “your company.” For several years after retiring I thought of ExxonMobil as “my company.” I thought that the company’s rigor and discipline in investing in sound projects was as good as it gets, and ExxonMobil was my largest single investment. I no longer own any shares of ExxonMobil or any other fossil fuel company.  I would prefer to be an early investor in alternative energy for the 21st century rather than hanging on to dwindling prospects for investments in 19th and 20th century fossil fuels.

It is time that ExxonMobil started shifting away from oil and gas, and toward alternatives — both for environmental reasons and to protect the long-term viability of the company. Many large energy producers and consumers, including ExxonMobil, are building a carbon fee into their long-term planning assumptions.  Actively supporting the phase-in of a carbon fee would be one way to move the company into the 21st century. Recognizing that methane emissions disqualify natural gas as a “bridge fuel” is another.

Good luck with that fracking water tank. I hope you don’t have to move, and also that you will help a lot of other people stay in the homes they love.

Regards,
Lou Allstadt

Friday, February 21, 2014

Rex Tillerson da CEO Exxon e petroliere per 40 anni ora segretario di stato USA



Rex Tillerson, 64 anni, lascia la Exxon di cui era CEO per diventare il nuovo segretario di Stato degli USA.

Dopo Hillary Clinton e John Kerry, arriva lui. Un petroliere che rappresentera' gli USA nelle relazioni diplomatiche all'estero, e che interverra' nelle delicate discussioni Israele-Palestina, con la Russia, l'Iran e tutti le altre matasse politiche nel mondo.

Lascia la Exxon dopo 40 anni con 180 milioni di dollari fra buonauscita e di azioni che dovra' vendere.

Dove finiranno questi soldi? In un trust, non gestito da Tillerson stesso per non creare conflitti fra le sue azioni di segretario di stato e quelle di miliardario.

La vita di Tillerson e' interessante. E' noto per avere il pugno duro e per avere negoziato permessi petroliferi in tutto il mondo, dallo Yemen alla Russia, dall'Angola all'Argentina, passando per Canada, Mexico, Nigeria e Qatar e portandolo a caprire come trattare con varie culture e personaggi. La Russia gli ha pure dato il suo "Order of Friendship" nel 2012. Di lui Trump dice che e' un "world-class player". 

Non sempre ha fatto le cose in modo elegante. Quando Obama chiese ai petrolieri americani di non presentarsi an un importante convegno di business in Russia, come parte delle sanzioni internazionali contro Mosca per l'aggressione all'Ucraina, Tillerson non ci ando'. Mando' pero' un suo vice che allo stesso meeting firmo' un accordo con la Russia pre trivellare l'Artico e per costruire centrali a gas in Siberia.

Trovo' sempre un modo per mantere contatti con Putin, ed e' per questo che a Trump piace, perche' rappresenta un modo per rompere con le ostilita' USA-Russia sotto Obama e perche' nella sua vita precendente non era un politico.  Anzi, da petroliere spesso disse di essere contro le sanzioni alla Russia. E questo perche' aveva gli occhi su potenziali trivelle nel Barents Sea e nel campo di gas Bazhenov in Siberia dove la Russia non puo' operare da sola in mancanza di capitale e di conoscenza tecnica.

Di certo manda un messaggio negativo alla comunita' internazionale impegnata per approvare i trattati di Parigi contro i cambiamenti climatici. Anzi, la Exxon e' nota per avere ostacolato in tutto e per tutto lo studio dei cambiamenti climatici, dopo essere stati fra i primi ad essere interessati al problema.

Qui quando si lamentava delle trivelle da fracking visibili dal suo giardino.

Come dire: trivelle per tutti, ma non a casa mia.

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Update 6 Dicembre 2016: Rex Tillerson e' un possibile candidato ad essere Segretario di Stato
nell' amministrazione Trump.

Secondo il Washington Post e' il peggior candidato possibile. 

Perche' questa possibile scelta?
Per i suoi rapporti con Putin, da buon petroliere.



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21 Febbraio 2014


Notare in alto a sinistra, fra i nomi, Rex and Renda Tillerson.
Rex Tillerson e' il capo della Exxon Mobil.
Questa e' una petizione contro il fracking nella sua citta'.


Roba da matti.

Rex Tillerson, uno dei piu' ferventi sostenitori delle trivelle, il capo della Exxon Mobil, la ditta petrolifera piu' grande del mondo, colui che diceva che i cambiamenti climatici non esistono che ... si unisce ai cittadini contro il fracking ...  perche' glielo fanno a casa sua!

Altro che Nimby!

La storia si svolge a Denton County, Texas nella citta' di Bartonville, dove Rex Tillerson e sua moglie Renda hanno un ranch con allevamento cavalli dal valore di 5 milioni di dollari.

Nella causa si dice che lui e gli altri ricconi della faccenda hanno comprato queste proprieta' a Bartonville per vivere in una comunita' di lusso, senza impianti industriali, edifici alti e altre strutture che possano turbare la vita rurale ed agrestre o che possano abbassare il valore delle loro proprieta'.

E poi arriva la Bartonville Water Supply Company a costruire una torre dell'acqua, piu' alta degli alberi che circondano le case dei ricconi di Bartonville, incluso Rex Tillerson.

E cosi Rex Tillerson fa causa perche' questa torre causera' "unresonable discomfort and annoyance to persons of ordinary sensibilities" e che questa torre ha causato "emotional harm" a causa dell' "deprivation of the enjoyment of the property" e che hanno sopportato "fear, apprehension, offense, loss of peace of mind, visual blight".

Gli manca solo un attacco al cuore a causa di una torre dell'acqua.

E poi dicono che le loro proprieta' sono "unique and irreplaceable".

Ma ... a cosa serve la torre dell'acqua?

A fare fracking!!


E infatti c'e' scritto proprio nella causa: l'acqua della torre verra' venduta per operazioni di fracking e comportera' l'aumento di traffico nel vicinato.

Come dire, neanche l'acqua della torre del fracking vogliono. E notare che la torre sorge sulla proprieta' confinante a Mr. Rex Tillerson. Ciascun lotto e' grande circa 2

Alla fine l'ha spuntata lui. La corte ha deciso di dare a quelli della torre dell'acqua una multa per "gross negligence, recklessness and malice" e gli ha dato "exemplary damages" per avere mentito sull'altezza della torre e per avere causato tutti quei danni emotivi al capo della Exxon.

Danno finale?

40 milioni di dollari.




This is Texas for you.












Sunday, January 13, 2013

Gli inganni della Exxon sui cambiamenti climatici



Exxon, 1979: World fossil fuel resources other than 
oil and gas could never be used to an appreciable extent.





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PBS













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understand why we can manage these risks

Rex Tillerson, CEO Exxon, sui rischi da trivelle 
e sull'ignoranza della gente. 

A cui sicuramente i petrolieri sapranno spiegare
in modo onesto e disinteressato.


Illustrare gli inganni della Exxon sui cambiamenti climatici, sul fracking, sulle multe, sugli incidenti, sull'inquinamento a mare e' qualcosa di veramente difficile da raccontare, perche' sono stati troppi nel corso degli anni. Come tutte le altre ditte del petrolio, hanno cercato in tutti i modi di passare il messaggio che e' tuttapposto, minimizzando ed ingarbugliando fatti, carte e vite delle persone.

Iniziamo con il caso riscaldamento globale, come riportato dalla PBS, la TV pubblica americana e dal New York Times.

Nel 1998 Bill Clinton cercava di convincere i senatori americani a ratificare il trattato di Kyoto, visto che noi americani siamo i maggiori consumatori di fonti fossili del pianeta, e visto che l'esempio degli USA avrebbe potuto fare da volano per il resto del mondo.

Ovviamente Exxon e Chevron non potevano accettare tutto questo perche' il petrolio e' il loro core business. E cosi' il New York Times, guarda caso, scopre e pubblica un memorandum semi-segreto dell'industria petrolifera in cui ci sono tutti i piani per deragliare Kyoto e screditare le tesi dei cambiamenti climatici. 

E come fare per fermare Kyoto?

Facilissimo. Avrebbero pagato e cercato di persuadere alcuni scienziati non necessariamente a negare i cambiamenti climatici, ma ad esprimere dubbi, ad essere degli scettici. Questo sarebbe poi stato combinato ad una intensa attivita' mediatica per confondere le idee, assieme alla foglia di fico dei costi per l'economia USA. Come dire: non si sa neanche se e' vero, perche' intervenire?

Con tutti i soldi che avevano, il piano sarebbe stato facilissimo da realizzare e lo spunto fu dato da niente di meno che dall'industria del tabacco.

Attaccare la scienza, proprio come fece l'industria delle sigarette.

Il memorandum semi-segreto lo diceva chiaramente

"Because the science underpinning the global climate change theory has not been challenged effectively in the media or through other vehicles reaching the American public, there is widespread ignorance, which works in favor of the Kyoto treaty and against the best interests of the United States."

Exxon e Chevron cosi' passano a cercare cinque "scienziati" a parlare alla stampa e a scrivere testi scettici sui cambiamenti climatici a cui dare la piu' ampia visibilita'.  Alcuni addirittura dissero che anche se ci fossero stati cambiamenti climatici e l'aumento della temperatura, questo sarebbe stato di beneficio per il pianeta. Fra il 1998 ed il 2005 furono spesi circa $16 milioni di dollari a questo scopo.

Ma il gioco non poteva continuare per sempre. I climatologi e la scienza libera hanno continuato a indagare e a mostrare che invece i cambiamenti climatici esistono e sono dannosi e che se continuiamo cosi' la temperatura del pianeta aumentera' con conseguenze catastrofiche.

E cosi, negli anni piu' recenti, anche i petrolieri hanno iniziato a cambiare tattica. Non piu' negazionisti e scettici, ma neutrali. La Exxon ha smesso di dare soldi ai gruppi di negazionisti nel 2007.

Ora affermano, tramite il loro CEO Rex Tillerson che la gente, i giornalisti e gli attivisti non hanno bene capito quello che volevano dire. Eh si, siamo tutti scemi:

"ExxonMobil's position on climate change continues to be misunderstood by some individuals and groups. We know our climate is changing, the average temperature of the earth is rising, and greenhouse gas emissions are increasing. Our industry has a responsibility to contribute to policy debates and to take concrete steps to reduce emissions."

E cosi adesso Rex dice che si e' vero, i cambiamenti esistono ma che ci adatteremo e che le conseguenze non sono cosi drammatiche come si vorrebbe far credere. Dice che sebbene ci siano "troppe complessita' sulla scienza del clima affinche' si possano pienamente capire tutte le cause e gli effetti" ci saranno lo stesso degli impatti:
   
Clearly there is going to be an impact. We have spent our entire existence adapting. We'll adapt. It's an engineering problem and there will be an engineering solution.

Vaglielo a dire agli uccelli e ai pesci e agli uragani e alle siccita'. E poi, cosa spostiamo delle intere citta' che stanno lungo la costa e che sono a rischio inondazioni? E che ingegneria usiamo per questo?

E aggiunge

Drilling for oil and gas will always involve risks of spills and accidents, but those risks are manageable and worth taking because they are small given the amount of energy they produce.

Come sempre e' facile parlare cosi quando non e' il tuo campo, la tua aria o i tuoi figlil. I rischi sono piccoli se visti da Rex e dal suo stipendio di 25 milioni di dollari nel 2011 e di 29 milioni di dollari nel 2012.

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Passiamo alle pubblicita' progresso del fracking.

Nel 2011 la Exxon acquista una serie di pubblicita' nel New York Times e nel Washington post sul fatto che fare fracking e' sicuro e facile. Mostrano che i pozzi arrivano a oltre 2km sotto la crosta terrestre con tutte le cementificazioni e gli strati di acciaio che in teoria dovrebbero tutelare la terra dalle sostanze tossiche.

L'idea che cercano di propagandare e' questi involucri protettivi avvolgono il pozzo fino alla fine. Questo invece non e' vero, perche le protezioni valgono in genere solo per i pozzi in verticale, e a volte neanche per quelli, mentre la stragrande maggioranza dei pozzi trivellati in orizzontale non ha alcun strato protettivo, ne di cemento, ne di acciaio, di nessun genere.

L'idea e' infatti di proteggere solo gli strati superficiali di terreno, dove si trovano le falde acquifere e  poi, piu' in profondita', secondo quelli della Exxon, ci pensano madre natura e gli strati di roccia sotterranea a proteggere le falde acquifere. Questo e' confermato dalla stessa Exxon in un email a Pro-Publica, testata giornalistica indipendente che si occupa, appunto, di proteggere la cosa pubblica. Anche per i pozzi in verticale vi possono essere dei casi in cui le cementificazioni non sono lungo tutto il percorso, ma solo in cima e alla fine.


Anatomia di un pozzo - da Pro Publica

E ovviamente anche quando le cementificazioni ci sono, nessuno puo' mai escludere fessure, crepe e lacerazioni nel corso degli anni, tant'e' vero che ci sono stati molti casi di perdite di sostanze inquinanti dai pozzi del fracking qui negli USA, dal Colorado all'Ohio al Wyoming.

La stessa Halliburton che produce fluidi di perforazione dice che le cementificazioni possono spesso "fallire" specie se ci il petrolio e' pesante e corrosivo (come in Italia!) o se si usano tecniche di stimolazione con vapori ad alta temperatura.

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Ma c'e' n'e' per tutti i gusti e per tutti i colori.

Qui ad Aceh, in Indonesia, sulle violazioni dei diritti umani da parte della Exxon, e qui sui riversamenti di petrolio nei fiumi pristini del Montana, e qui sui riversamenti della Exxon-Valdez e qui sui riversamenti nel Maryland e qui per le emissioni in atmosfera in Texas,  e qui sull'acqua potabile nel New Hampshire, e qui le perdite e l'inquinamento in Nigeria, se uno continua a cercare ne trova altri ed altri ancora.

La lista e' interminabile.