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Monday, July 10, 2017

Jimmy Carter, 92 anni, apre campo solare che fornira' meta' dell'energia a Plains, la sua citta'










“A generation from now, this solar heater can either be 
a curiosity, a museum piece, 
an example of a road not taken, 
or it can be just a small part of one of the greatest 
and most exciting adventures ever undertaken 
 by the American people.” 

Jimmy Carter, 20 Giugno 1979 


“I am encouraged by the tremendous progress that solar 
and other clean energy solutions 
have made in recent years and expect those trends to continue.”



Formidabile Jimmy Carter. Presidente USA dal 1977 al 1981, premio Nobel alla pace per il suo lavoro a favore dei diritti umani, sconfigge il cancro a 90 anni, e continua ad essere uomo intelligente e aperto al futuro.

Fu lui ad installare per primo 32 pannelli solari sui tetti della Casa Bianca, il giorno 20 Giugno 1979. Questi pannelli furono poi tolti da Reagan, pochissimo tempo la sua inaugurazione, nel 1981. Solo nel 2013 Obama torno' ad installare un sistema di pannelli fotovoltaici sui tetti di 1600 Pennsylvania Avenue.

A Febbraio 2017,  Jimmy Carter ha deciso di aprire un campo solare su 4 ettari di sua proprieta', in partnership con la ditta SolAmerica di Atlanta, per fornire meta' del fabbisogno energetico della citta' di Plains, Georgia, la sua citta' natale.  Il campo solare produrra' circa 1.3 Mega-Watt di energia l'anno.

Intanto, il 20 Giugno 2017, esattamente 38 anni dopo la solarizzazione della Casa Bianca, anche la library presidenziale di Carter, dove sono conservati tutti i documenti collegati al suo mandato, passa al solare con 324 pannelli fotovoltaici sul tetto.

Il giorno della transizione e' stato scelto apposta per coincidere con l'anniversario di quel giorno sui tetti della Casa Bianca, per ricordare quanto avanti fosse stato Carter con il suo volere l'energia pulita, fatta in casa, allora, come adesso.

Quei pannelli del 1979 erano usati per generare acqua calda ed erano per molti versi simbolici. Poi venne Reagan a smantellarli, perche' facevano pensare alla "poverta'", alla necessita' di risparmiare, mentre invece Ronald voleva portare prosperita' e ricchezza alla nazione, in quel momento in recessione. E questa abbondanza era sottoforma di petrolio, specie dopo gli anni dell'embargo e della crisi del petrolio dei primi anni settanta.

E cosi', i pannelli di Carter furono tolti e mandati al tetto della mensa della Unity College del Maine. Qualche anno dopo, fu George Bush figlio che installo' il primo sistema elettrico sul sito della Casa Bianca con circa 167 pannelli per acqua calda, riscaldamento della piscina, e alimentazione energetica di alcune ale della Casa Bianca. Erano impianti discreti, non sul tetto e sparsi su tutto il sito presidenziale. Nel 2013 Obama ne installo' altri 50 sul tetto.

Chissa' come si e' sentito Carter quando hanno tolto i suoi pannelli. Forse un po sconfitto, o un po sognatore fallito. Pero' eccoci qui, quasi 40 anni dopo, con la storia che gli da ragione. Spero che un giorno si possa dire lo stesso dell'attuale presidente Donald Trump e che le sue idee retrograde possano un giorno cambiare ed essere un po' piu' proiettate verso il futuro invece che verso il passato.
Ma poco ci credo. 

Inatnto Jimmy Carter e' ancora attivo, ha voglia di fare. Continua a tirare su soldi per il suo lavoro di beneficenza, a parlare in pubblico, a scrivere, ad avere idee. 

Credo che sia bello invecchiare cosi. 








Monday, March 6, 2017

The United States of Exxon

Tuapse, dove la Exxon vorrebbe trivellare, nonostante
le sanzioni contro la Russia da parte degli USA.

Serve avere un ex CEO per segretario di stato, neh?






La Exxon vuole continuare la sua partnership con la russa PAO Rosneft per operazioni nel Mar Nero. Ci provarono sotto Obama, nel 2015, ma il governo disse no. Adesso chissa' che l'amministrazione Trump non sia piu' benevola con la Exxon!

E questo nonostante il Congresso chieda ancora maggiori sanzioni alla Russia a causa dei supposti cyber-attacchi durante le elezioni del 2016.

L'area trivellanda si chiama Tuapse e la Exxon aveva firmato accordi qui con la russa Rosneft nel 2012: oltre a trivellare nel Mar Nero con una tecnologia nuova, la Exxon avrebbe potuto accedere anche ad altre zone on ed offshore di Russia, in Artico e in Siberia. La Exxon avrebbe speso 500 miliardi di dollari nel corso di tutta la partnership. Si, 500 miliardi di dollari. Immaginiamoci quanto avrebbe reso tutto questo alla Exxon se ci volevano spendere 500 milardi di investimenti!

E' per questo investimento, che poi nel 2014, a Rex Tillerson, il CEO della Exxon all'epoca, Vladimir Putin diede il titolo di "amico della Russia". 

Il segretario Tillerson dice che non partecipera' ad alcuna discussione in merito, ma e' chiaro che la sua influenza, anche se non dovesse pronunciare parola, e' lampante.   Prima di diventare segretario di stato, da CEO Exxon, diceva che la Exxon stessa e' contraria alle sanzioni "se non vengono applicate in modo uniforme". Ha anche detto che non ha mai chiesto personalmente al governo di eliminare sanzioni sulla Russia.

La Russia e' super appetible per i petrolieri: 100 miliardi di barili di riserve sono stimate essere ancora nel paese, ma sono enormi i rischi geopolitici, incluse le sanzioni. Queste vietano a ditte USA di trivellare nelle zone russe dell'Artico, Siberia e nel Mar Nero.

Vennero istituite all'indomani dell'annessione della Crimea dall'Ucraina alla Russia stessa. Oltre al divieto di trivellare, le sanzioni vietano agli americani di fare affari con il capo della Rosneft, Igor Sechin,  per la sua forte lealta' a Vladimir Putin.

A suo tempo, l'unica concessione che fu data alla Exxon fu di completare uno dei pozzi proposti in Artico, che era a meta' dell'opera. La richiesta di finire il pozzo venne accrodata, perche' secondo la Exxon sarebbe stato pericoloso lasciarlo a meta'.  E cosi' fu. Una volta finito il pozzo, tutto il personale USA venne mandato via.

La richiesta di questi giorni e' molto inusuale perche' e' basata su business. Di solito le richieste di violare le sanzioni sono su base umanitaria, o per scambi culturali. Ma qui non e' la politica "di solito", qui siamo di fronte a un brodino di petrolieri-politici che non sanno quel che fanno, con a capo Donald.

Basta solo dire che John Mccain ha twittato:

"Are they crazy?"

Il Congresso ha mostrato segni di non volere accordare questa richiesta, almeno finche' la Russia non lascia la Crimea, affari o non affari.

Invece, sorpresa delle sorprese chi ha lasciato alle proprie ditte di evitare le sanzioni?

L'Europa!

Si, la Statoil di Norvegia ha ricevuto una esenzione per trivellare in Artico,  e la nostra beneamata  Eni ha pure lei ricevuto il permesso di trivellare nel mare di Barents in Artico e nel Mar Nero.

Anzi, la Exxon e' preoccupata di perdere terreno in Russia proprio ai danni dell'ENI secondo alcuni dirigenti dell'Exxon stessa e come riferito al Wall Street Journal.

Perche' la richiesta arriva adesso? Perche' secondo l'accordo fatto con la Rosneft prima della faccenda invasione-Ucraina, la Exxon deve dimostrare che ci sono delle buone possbilita' di sviluppare il campo Tuapse entro la fine del 2017, altrimenti l'accordo scade. E quindi, se non trivellano tutto l'affare potrebbe saltare.

Vediamo come va a finire. La Exxon da un lato, le sanzioni internazionali dall'altro e il segretario di stato della nazione piu potente del mondo, Rex Tillerson in mezzo. Potrebbe essere che alla fine ci vince l'ENI, anche se, in realta' a trivellare tutto il trivellabile in questo pianeta, alla fine non vince nessuno.

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 6 Marzo 2017

Ecco dove siamo arrivati.

Che i comunicati stampa della Casa Bianca e della Exxon siano esattamente gli stessi. Fra i due comunicati di oggi infatti, ci sono dei pezzi in cui non c'e' quasi alcuna differenza.

La Exxon Mobil dice che stanno espandendo come non mai e che investiranno 20 miliardi di dollari in dieci anni nel Golfo del Messico.

Parlano di una "rivoluzione energetica americana", di 11 raffinerie che saranno o costruite da zero o ammodernate.  Arriveranno 45mila posti di lavoro, che in media daranno stipendi di circa 110mila dollari l'anno con gioia e felicitia' per tutti. Aggiungono che gli USA sono un produttore naturale di energia - petrolio e gas - e che l'uso di energia domestica prodotta internamente sara' capace di dare al mondo prodotti migliori e a costo inferiore. Dicono che ci sara' un "rinascimento del lavoro nel manifatturiero" grazie al petrolio e al gas.

Anvedi.

E poi arriva il paragrafo poi ricopiato dalla Casa Bianca:


ExxonMobil is strategically investing in new refining and chemical-manufacturing projects in the U.S. Gulf Coast region to expand its manufacturing and export capacity. The company’s Growing the Gulf expansion program, consists of 11 major chemical, refining, lubricant and liquefied natural gas projects at proposed new and existing facilities along the Texas and Louisiana coasts. Investments began in 2013 and are expected to continue through at least 2022. 


Dopo un ora che questo comunicato e' stato reso pubblico arriva la Casa Bianca che invece scrive
un articolo al titolo " President Trump Congratulates Exxon Mobil for Job-Creating Investment Program" per congratulare i passi in avanti della Exxon.

Il pezzo era uguale identico!


ExxonMobil is strategically investing in new refining and chemical-manufacturing projects in the United States Gulf Coast region to expand its manufacturing and export capacity. The company’s Growing the Gulf expansion program consists of 11 major chemical, refining, lubricant and liquefied natural gas projects at proposed new and existing facilities along the Texas and Louisiana coasts. Investments began in 2013 and are expected to continue through at least 2022.


Come mai succede questo? Beh, perche' il nostro segretario di stato, Rex Tillerson, e' stato per 40 anni un impiegato della Exxon,  e alla fine anche il suo CEO.

E cosi mentre il mondo cerca di essere sempre piu' green, mentre 190 nazioni firmano gli accordi di Parigi, eccoci qui che la nazione piu potente del mondo ritorna sottoterra e incapace di generare pensieri propri deve tirare fuori e ricopiare quelli dei petrolieri.

Come dimenticare il discorso di Melania, quasi identico a quello di Michelle Obama?

Mi sa che ci aspettano quattro anni di tragedie ambientali, di petrol-politici fusi in una sola persona. Peccato solo che a differenza di tutto il resto, i cambiamenti sull'ambiente sono irreversibili.







Monday, May 2, 2016

La piattaforma Troll a 32 metri di altezza sul livello del mare


Piattaforma Sable, con gambe allungabili per i cambiamenti climatici






Piattaforma Troll costruita perche' si prevedevano 30 metri di 
innalzamento dei livelli del mare.

Tutti quelli che ricordano gli anni novanta, ricordano anche il summit del clima di Kyoto del 1997 in cui si decise di tagliare a livello planetario le emissoni di CO2 in atmosfera. In un primo momento anche gli USA erano d'accordo nel firmare e ratificare questi accordi.

Poi iniziarono le campagne mediatiche dei petrolieri.

Pochi sanno che in quegli stessi giorni di Kyoto la MobilOil, adesso fusasi con la Exxon, compro' della pubblicita' sul New York Times e sul Washington Post.  Scrissero a caratteri cubitali che la scienza dei cambiamenti climatici era "troppo incerta" e che queste restrizioni di cui si parlava nella lontana Kyoto avrebbero portato a crolli nell'economia mondiale.  Misero su una enorme macchina politica e di propaganda per dire a tutti "non lo sappiamo" se il clima cambia e quindi perche' porre freni all'industria fossile?

Ma e' ancora minore il numero di persone che sa che un anno prima, nel 1998, la stessa MobilOil stava costruendo una serie di piattaforme speciali nel nord del Canada, in Nova Scotia, che avrebbero dovuto essere resistenti ai cambiamenti climatici: potevano essere innalzate o abbassate a piacimento e per adeguarsi ai livelli del mare, pensavano a come trivellare l'Artico una volta che le nevi si sarebbero sciolte e a speciali tipi di miscele anti-corrosive in un ecosistema che cambiava. Le ditte del petrolio sapevano dei cambiamenti climatici gia' dagli anni '80 e sapevano che era colpa delle estrazioni di petrolio e di gas. Cioe' sapevano che era colpa loro.

E quindi pubblicamente dicevano "tuttapposto", privatamente ammettevano che non era cosi e si preparavano ad affrontare e a sfruttare i cambiamenti climatici nel loro interesse.

Prima di Kyoto la faccenda dei cambiamenti climatici non era ben nota al grande pubblico. Fu la Exxon la prima a studiarli, e quando si rese conto di cosa veramente avrebbero significato, si affrettarono a minimizzare, nascondere, fare il lavaggio del cervello alle persone. Ma avevano capito e fra petrolieri inizio' la corsa all'adattamento.


Fra i primi impianti costruiti con in mente i cambiamenti climatici, il campo di gas Sable, Canada. Assieme alla Mobil Oil erano qui coinvolte la Shell e Imperial Oil, di proprieta' della Exxon.  Gli ingegneri scrivevano che i loro calcoli li portavano ad assumere che nel corso di 25 anni il livello del mare, grazie ai cambiamenti climatici, poteva aumentare di mezzo metro. Oltre a Sable, altri progetti climate-change-resistant venivano programmati nei mari del Nord e nell'Artico.

La scienza indipendente inizio' a parlare di cambiamenti climatici verso la fine degli anni ottanta. Nel 1988 James Hansen della NASA disse che era sicuro al 99% dei cambiamenti climatici. L'ONU creo' in quello stesso anno il suo Intergovernmental Panel on Climate Change.

Ma i petrolieri si erano gia' portati avanti: perfezionavano i loro progetti in silenzio, e iniziarono con la propaganda mediatica che divento' incessante dopo Kyoto. Si organizzarono per bene e crearono un consorzio comune detto "Global Climate Coalition" per dire che non c'era niente da temere. Spesero milioni di dollari per convincere politici, il pubblico, i professori che il clima era e sarebbe rimasto lo stesso di sempre. Nel frattempo spesero miliardi di dollari per adeguare le loro infrastrutture.

Addirittura fecero circolare video a giornalisti, alla Casa Bianca e pure a quelli del Medio Oriente, spiegando loro che seppure fosse tutto vero, questi supposti cambiamenti climatici avrebbero potuto essere ottimali per l'agricoltura e che sarebbe stata la fine della fame nel mondo!

E' come il referendum in Italia: i lobbisti, i petrolieri, gli affaristi hanno, oggi come allora, molti piu' soldi, tempo, agganci degli scienziati indipendenti. Per di piu' a quel tempo non c'erano internet su larga scala, facebook e tantomeno una coscienza civile diffusa. In poche parole, fu una campagna mediatica sbilanciata e inarrestabile. Potevano dire quasi tutto quello che volevano, e lo dissero, su disoccupazione, costi elevati dell'elettricita', declino della qualita' di vita negli USA.

Gli credettero.

Ma Sable andava avanti. Cosi pure Troll, nei mari del Nord un mostro della Shell di 30 metri di altezza dalla superficie del mare, costruita cosi in alto perche' ci si aspettavano altrettanti metri di mare in piu' a causa dei cambiamenti climatici. Anzi, invece che 30, si decise poi 32 metri dalla superficie del mare, per "essere sicuri". Troll esiste ancora ed e' una piattaforma da film dell'horror a vederla. Installarono maggiori impianti di sicurezza contro gli uragani, e si studiarono come creare tubature ed oleodotti  piu' resistenti alle intemperie del clima.


Una volta morta Kyoto, il Global Climate Coalition pian piano si sciolse. Il lavoro era stato fatto: gli USA non avrebbero firmato Kyoto, il pubblico non credeva ai cambiamenti climatici e potevano tornare a fare quello che avevano sempre fatto: trivellare.

Ma anche se sotto altri nomi, la propaganda continuo'. Fra il 1998 e il 2005 la sola Exxon Mobil diede almeno 15 milioni di dollari a vari altri enti negazionisti.

I livelli del mare attorno a Sable sono aumentati.










Wednesday, August 19, 2015

La regione Veneto dice si. Arriva anche la Shell a trivellare con la Sound Oil





VISTA la deliberazione della Giunta Regionale n. 252 del 3 marzo 2015,
pervenuta il 20 marzo 2015 prot. n. 6154, che fa parte
integrante del presente decreto, con la quale la Regione Veneto ha
espresso giudizio favorevole di compatibilità ambientale
al rilascio della concessione di idrocarburi «CASA TONETTO»;

La regione Veneto che da in pasto il trevigiano alla Sound Oil e alla Shell, 
nonostante i proclami di Luca Zaia


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"I am very pleased to report the signature of the gas sales agreement, 
which increases our exposure to Italian gas market and represents
the first relationship with the Shell group.''



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 The defendants are charged with complicity in human rights abuses against the Ogoni people in Nigeria, including summary execution, crimes against humanity, torture, inhumane treatment, arbitrary arrest, wrongful death, assault and battery, and infliction of emotional distress. The cases were brought under the Alien Tort Claims Act (ATCA) and the Torture Victim Protection Act (TVPA). The case against Royal Dutch/Shell also alleges that the corporation violated the Racketeer Influenced and Corrupt Organizations (RICO) Act.




Prossimamente in Veneto.



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Guarda caso un altro terremoto di 3.7 gradi della scala Richter il giorno 18 Agosto 2015 fra le province di Treviso e di Belluno con epicentro Alano di Piave (Belluno).
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Dimmi con chi vai e ti diro' chi sei.


La Sound Oil/Appennine Energy ditta inglese che trivella in Veneto ha appena annunciato di avere "trovato un accordo" con la Shell per lo sfruttamento della concessione di gas naturale Casa Tonetto, che include o si sovrappone in parte con le concessioni Nervesa e Carita'. La Sound Oil ha gia' trivellato due pozzi qui negli scorsi mesi: il pozzo Sant'Andrea e il pozzo Cascina Daga, quest'ultimo abbandonato perche' non sufficentemente produttivo.

L'assegnazione della concessione di coltivazione Casa Tonetto alla Sound Oil era arrivata il giorno 14 Luglio 2015 direttamente dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Dal documento di approvazione viene fuori che la Regione Veneto ha rilasciato parere favorevole e pure una "intesa" per il conferimento della concessione di idrocarburi. Ma come, non e' questa la regione di Zaia che si opppone franticamente -- ma solo sulla carta! -- alle trivelle in mare? Come sempre, perche' il mare e' piu' importante del Trevigiano? Mistero.

Anche a livello locale il tuttapposto. Il comune di Spresiano, il comune di Nervesa della Battaglia, il comune di Susegana e la provincia di Treviso hanno detto si alle trivelle. Cosi pure la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso e la Soprintendenza Archeologica del Veneto. Al massimo hanno messo postille con "la massima attenzione" sulla possibile sismicita' indotta o il seguire le prescrizioni dettate dal rapporto ICHESE.

Da questa concessione verra' fuori un non meglio specificato "impianto" di trattamento del gas, chiamato "Centrale Casa Tonetto" per appunto trattare il gas che arriva dal pozzo Sant’Andrea. Il gas poi finira' nella "linea di alta pressione" a cento metri da suddetta centrale.

Di quanto gas si parla? Di circa 23 milioni di metri cubi in cinque anni. Cioe' 4.6 milioni l'anno. L'Italia usa 70 miliardi di metri cubi di gas ogni anno. Ergo, fatta la divisione, il gas di Casa Tonetto ci servira' per lo 0.06 % del fabbisogno nazionale. Servira' molto di piu' per le azioni della Sound Oil, ci scommetto.

La cosa triste e' che le Società interessate "potranno richiedere l’attivazione, ove necessario, delle procedure per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, della dichiarazione di pubblica utilità e dell’approvazione di variante urbanistica, in relazione alle esigenze operative del programma di sviluppo e di ricerca del giacimento.

Cioe' con l'esproprio potranno fare quel che vogliono sul territorio di altri.

Ma la cosa che dovrebbe piu' far riflettere e' l'arrivo della Shell. E' questa una ditta con decine e decine di casi di soprusi e di sfruttamento scellerato del territorio e della democrazia in tutto il mondo, dall'inqualificabile trattamento riservato alla gente di Nigeria per 50 anni, alla prepotenza che hanno avuto nel voler trivellare l'Artico, nonostante la fragilita' di quei luoghi. L'ONU in un rapporto del 2011 dice che ci vorranno almeno 30 anni per pulire tutto lo schifo lasciato in Nigeria, se mai ci si decidesse, e un miliardo di dollari solo per iniziare.  Nel 2009 la Shell pago' 15 milioni di dollari per avere collaborato nell'assassinio di Ken Saro Wiwa, l'attivista  e poeta di Nigeria che denuncio' lo scandalo Shell nel suo paese.  La Shell e' la stessa che ha trivellato Groningen in Olanda, assieme alla Exxon,  per piu di 50 anni, causando terremoti su larga scala per sua stessa ammissione e pagando pure multe.

Si potrebbe riempire una lunga lista e basta solo mettere su google "Shell pollution" o "Shell corruption" per rimanere letteralmente allibiti. Ai miei occhi sono l'aziendizzazione del male. 

Io non ce li vorrei a casa mia, caro Luca Zaia.











Junior energy firm Sound Oil announced Thursday that it has agreed a gas sales deal for its Casa Tonetto production concession with Shell Energy Italia. Located in northern Italy, the Casa Tonetto concession includes the Nervesa natural gas field development – which Sound declared in mid-July would produce its first commercial gas later this year following a decision by the Italian Ministry of Economic Development's decision to award the company a production concession for the project. Sound Oil CEO James Parsons commented in a company statement: "I am very pleased to report the signature of the gas sales agreement, which increases our exposure to Italian gas market and represents the first relationship with the Shell group.'' The Nervesa field is a 21-billion cubic foot field discovered by ENI in 1985. Sound has spud two wells on the field since 2013. - See more at: http://www.rigzone.com/news/oil_gas/a/140004/Sound_Oil_Agrees_Italy_Gas_Deal_with_Shell#sthash.JmPx9klj.dpuf

Monday, July 13, 2015

Obama: la solarizzazione per tutti




Finalmente una decisione di Obama di cui andare fieri.

Nonostante tutti gli ostacoli possibili e immaginabili imposti da petrolieri e da amanti dello status quo, i costi dell'energia solare continuano a calare. Diventa sempre piu' facile passare al sole, i costi sono facilmente recuperabili, si risparmia su tempi che diventano sempre piu' corti, e c'e' anche un pizzico di orgoglio ambientale.

Rimane una barriera economica all'inizio, che diventa anche psicologica. In molti, pensano che non possono permettersi di installare i pannelli sui tetti. E voila'. Fra le tante mosse ambientali discutibili di Obama, questa e' lungimirante e democratica: una solar initiative per aiutare chi non ha il capitale giusto a prodursi l'energia da soli e dai propri tetti.  Direttamente dalla Casa Bianca. E' una proposta bella, articolata, ponderata in cui si vince tutti: i poveri, l'ambiente, e l'economia, visto che il solare incentiva lo sviluppo di posti di lavoro locali. 

La Casa Bianca spiega che negli USA l'industria del sole e' cresciuta dieci volte di piu' del resto dell'economia mentre i costi sono dimezzati.  Obama pone allora l'obiettivo di generare energia dal sole anche in comunita' meno abbienti -- dai tetti delle case popolari, con progetti piccoli e grandi  finanziati da denari pubblici e di filantropi, con assistenza tecnica, e coinvolgendo enti locali a sviluppare progetti verdi anche in comunita' povere.

E con la solarizzazione diffusa, l'obiettivo di creare 75,000 nuovi tecnici specializzati entro il 2020. AmeriCorps, una sorta di servizio civile di volontari partecipera' alla formazione dei tecnici e aiutera' nll'attuazione dei progetti. Ci saranno incentivi per l'assunzione di militari al ritorno dalle guerre in Medio Oriente per dar loro un futuro nell'industria solare, e anzi esiste gia' il programma Solar Ready Vets (dove Vets sta per veteran, reduci di guerra) dove i militari vengono formati per diventare specialisti da impiegare per la solarizzazione delle basi militari americane.

Lo stato della California ha gia' un programma simile, figlio del cap and trade initiative. Ogni anno lo stato fissa delle quote massime di CO2 che possono finire in atmosfera (cap). Una parte viene data gratuitiamente agli industriali, per il resto occorre partecipare ad aste o comprarli direttamente dal governo.  Cosi ciascuno ha la sua quota di CO2. Chi vuole immette in atmosfera di piu' di quanto gli e' concesso -- petrolieri in primis -- puo' scambiare quote aggiuntive con chi invece non usa tutti i propri crediti (trade).

Ogni anno le quote generali vengono abbassate. Ad esempio, il cap del 2015 e' stato di 395 milioni di metri cubi. Nel 2020 sara' di 334. Con i soldi hanno creato la Greenhouse Gas Reduction Fund (GCRF) che vengono usati per promuovere progetti green. Dal Novembre 2012 ad oggi hanno raccolto circa 3 miliardi di dollari.

A Sacramento nasce cosi' GRID Alternatives che elargisce 1,600 pannelli solari gratis ai piu' poveri.
Gratis - dai petrolieri ai tetti. 
Per ora, funziona.

Thursday, June 18, 2015

Laudato si: le frasi piu' belle dell'enciclica sul clima




Eccoci qui. La prima enciclica mai scritta tutta sull'ambiente.  Si puo' scaricare qui.

Laudati si: 184 pagine di urgenza e di invito all'azione. E' bellissimo questo modo semplice, chiaro, nonambiguo, scientifico, di scrivere e di leggere.

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"Perciò è diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di anidride carbonica e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile."


"Sappiamo che la tecnologia basata sui combustibili fossili, molto inquinanti – specie il carbone, ma anche il petrolio e, in misura minore, il gas –, deve essere sostituita progressivamente e senza indugio"


"I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi."


"L’esposizione agli inquinanti atmosferici produce un ampio spettro di effetti sulla salute, in particolare dei più poveri, e provocano milioni di morti premature."


"La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia. In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d’altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura. Tanto i rifiuti industriali quanto i prodotti chimici utilizzati nelle città e nei campi, possono produrre un effetto di bio-accumulazione negli organismi degli abitanti delle zone limitrofe, che si verifica anche quando il livello di presenza di un elemento tossico in un luogo è basso. Molte volte si prendono misure solo quando si sono prodotti effetti irreversibili per la salute delle persone.


"Ma il sistema industriale, alla fine del ciclo di produzione e di
consumo, non ha sviluppato la capacità di assorbire e riutilizzare rifiuti e scorie. Non si è ancora riusciti ad adottare un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti e per le generazioni future, e che richiede di limitare al massimo l’uso delle risorse non rinnovabili, moderare il consumo, massimizzare l’efficienza dello sfruttamento, riutilizzare e riciclare."

 

"Esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico. Negli ultimi decenni, tale riscaldamento è stato accompagnato dal costante innalzamento del livello del mare, e inoltre è difficile non metterlo in relazione con l’aumento degli eventi meteorologici estremi, a prescindere dal fatto che non si possa attribuire una causa scientificamente determinabile ad ogni fenomeno particolare. L’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano. È vero che ci sono altri fattori (quali il vulcanismo, le variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre, il ciclo solare), ma numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra (anidride carbonica, metano, ossido di azoto ed altri) emessi soprattutto a causa dell’attività umana."


"Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti. Il movimento ecologico mondiale ha già percorso un lungo e ricco cammino, e ha dato vita a numerose aggregazioni di cittadini che hanno favorito una presa di coscienza. Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri.

"Il mio predecessore Benedetto XVI ha rinnovato l’invito a "eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell’economia mondiale e di correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente"


"Se la tendenza attuale continua, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti noi. L’innalzamento del livello del mare, ad esempio, può creare situazioni di estrema gravità se si tiene conto che un quarto della popolazione mondiale vive in riva al mare o molto vicino ad esso, e la maggior parte delle megalopoli sono situate in zone costiere."



"Oggi riscontriamo, per esempio, la smisurata e disordinata crescita di molte città che sono
diventate invivibili dal punto di vista della salute, non solo per l’inquinamento originato dalle
emissioni tossiche, ma anche per il caos urbano,
i problemi di trasporto e l’inquinamento visivo e acustico. Molte città sono grandi strutture
inefficienti che consumano in eccesso acqua ed
energia. Ci sono quartieri che, sebbene siano stati
costruiti di recente, sono congestionati e disordinati, senza spazi verdi sufficienti. Non si addice
ad abitanti di questo pianeta vivere sempre più
sommersi da cemento, asfalto, vetro e metalli,
privati del contatto fisico con la natura."
"Noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data. Ciò consente di rispondere a un’accusa lanciata contro il pensiero ebraico-cristiano: è stato detto che, a partire dal racconto della Genesi che invita a soggiogare la terra (cfr Gen 1,28), verrebbe favorito lo sfruttamento selvaggio della natura presentando un’immagine dell’essere umano come dominatore e distruttore. Questa non è una corretta interpretazione della Bibbia come la intende la Chiesa. Anche se è vero che qualche volta i cristiani hanno interpretato le Scritture in modo non corretto, oggi dobbiamo rifiutare con forza che dal fatto di essere creati a immagine di Dio e dal mandato di soggiogare la terra si possa dedurre un dominio assoluto sulle altre creature. È importante leggere i testi biblici nel loro contesto, con una giusta ermeneutica, e ricordare che essi ci invitano a « coltivare e custodire » il giardino del mondo (cfr Gen 2,15). Mentre « coltivare » significa arare o lavorare un terreno, « custodire » vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare. Ciò implica una relazione di reciprocità responsabile tra essere umano e natura."

"Il dramma di una politica focalizzata sui risultati immediati, sostenuta anche da popolazioni consumiste, rende necessario produrre crescita a breve termine. Rispondendo a interessi elettorali, i governi non si azzardano facilmente a irritare la popolazione con misure che possano intaccare il livello di consumo o mettere a rischio investi136menti esteri. La miope costruzione del potere frena l’inserimento dell’agenda ambientale lungimirante all’interno dell’agenda pubblica dei governi."


"Se i cittadini non controllano il potere politico – nazionale, regionale e municipale – neppure è possibile un contrasto dei danni ambientali."




Wednesday, March 11, 2015

Il sole, la California, il futuro









La California e' la sede della Apple, di Facebook, di Google e di mille altre aziende nuove e innovative. E' anche una delle capitali dell'energia solare.

Anzi, l'uso delle rinnovabili e' passato dal 12% nel 2008 al 25% nel 2014, con investimenti di 20 miliardi di dollari, da parte di pubblici e privati. In California ci sono i principali impianti di energia solare, eolico e geotermico del mondo intero. La Tesla qui impiega 8000 persone.

Tutti i contratti gia' firmati lasciano prevedere che entro il 2020 saremo al 33%. L'obiettivo e' di arrivare al 50% entro il 2030. Fra 15 anni. A quel punto il petrolio sara' l'energia alternativa.

E tutte le ecatombi previste sulla disoccupazione? Beh, nel 2011 la disoccupazione era al 12%, adesso siamo al 7%.

Il governo in questi anni ha sponsorizzato nuovi progetti e startip di energia "green" con circa 34 miliardi di dollari. Solo il 2% non sono stati ripagati e sono falliti. Tutti gli altri sono ancora attivi e vengono ripagati a cadenza continua, tanto che dei 34 miliardi iniziali, ne sono gia' rientrati 30 miliardi.

L' industria solare e' cresciuta dell' 86% negli scorsi cinque anni e circa 174,000 americani lavorano nel fotovoltaico e 75,000 nell'industria del vento. In California, piu' gente lavora nel sole che in tutte le altre industrie di energia.

Il presidente Reagan a suo tempo aveva riso delle rinnovabili, facendo togliere i pannelli solari sulla casa bianca, messi da Jimmy Carter. Ma il suo segretario di stato George Shultz noto' che

"The United States is on the cusp of a true revolution in the field of energy, and if we can capitalize on these opportunities we'll have a much better energy future from the standpoint of our national defense, from the standpoint of our economy, and from the standpoint of our environment.”

E certo non tutto funzionera', qualcuna di queste aziende fallira, qualcuna e' gia' fallita, ma da qualche parte occorre pur partire. Qualcuno mi scrisse che partendo dal piccolo aereoplanino dei fratelli Wright, che poteva essere una semplice curiosita', siamo arrivati al Concorde. Sara' cosi' anche con il solare, anzi siamo gia' sulla buona strada.

E in Italia possiamo continuare ad ancorarci alle trivelle, ma il mondo correra', con o senza di noi.

Thursday, August 22, 2013

Brunetta: un po di interesse personale per il golfo di Taranto?

Interesse personale?
Beh sì, l'ho detto apertamente.
Del resto se le aprissero una discarica sotto casa cosa farebbe?

Renato Brunetta, sulla discarica programmata 
vicino la sua casa di Roma.


La stampa nazionale in Italia ha dato ampio rilievo al caso Renato Brunetta, ex Ministro della Pubblica Amministrazione,  che si oppone alla discarica sotto casa sua. Ha scritto sette interrogazioni ministeriali, una lettera al Messagero, e ora grazie a lui, tutta l'Italia sa che c'e' questa discarica della nostra discordia estiva.

Ma chi non ha santi in paradiso - o parlamentari con villa a Roma - e si vede costruire davanti casa TAV, pozzi di petrolio, inceneritori, siti di stoccaggio, raffinerie e ogni genere di abominio ambientale, che deve fare?  Quante interrogazioni parlamentari e quante lettere ha scritto Brunetta sull'ILVA, su Gela, su Falconara, sulle trivelle in Veneto, la sua regione?

Brunetta ha tutto il diritto di fare la sua battaglia. Spero pero' che questa sia per lui l'occasione di diventare piu' generoso - in tempo ed in interesse - con chi combatte contro la devastazione ambientale in altre parti d'Italia. E che questa storia lo porti a guardare non solo il suo orticello - o la sua discarica - ma ad ascoltare i problemi dell'italiano medio alle prese con gli stessi problemi e gli stessi timori ambientali, mutatis mutandis.

Altrimenti e' puro egoismo.

Vuole dei suggerimenti?

Beh, siccome mi occupo di petrolio ecco un po di progetti petroliferi in itinere in tutta la penisola,
direttamente dal Ministero dell'Ambiente e su cui magari Brunetta puo' fare altre interrogazioni ministeriali, scrivere lettere alla stampa, e se vuole pure mandare osservazioni di contrarieta'.

Anche sua moglie Titti Giovannoni e' benvenuta. 

Di tutte queste concessioni richieste presso il ministero dell'Ambiente la piu' dolorosa secondo me, e' quella del golfo di Taranto, che sara' tutto tappezzato dalle trivelle se nessuno fa niente.

I lucani e i tarantini hanno gia' veramente dato a questa nazione - la Basilicata e' stata trivellata a piu' non posso, e l'ILVA di Taranto e' ancora li con tutti i suoi veleni. Almeno il mare lasciamoglielo sano, per quel che resta.

Ecco Brunetta, se vuole, prenda carta e penna e si dia da fare.

I termini per le osservazioni di contrarieta' presso il Ministero dell'Ambiente scadono il 3 Settembre 2013.

Thursday, August 15, 2013

Obama mette i pannelli solari - finalmente!


Jimmy Carter e i pannelli solari sul tetto della Casa Bianca, Giugno 1979
Furono poi tolti da Reagan nel 1986



Pannelli per il riscaldamento dell'acqua della piscina, 
installati da George Bush Senior nel 1988


Il Washington Post riporta che finalmente sulla casa bianca si iniziano ad installare pannelli solari. 

La promessa era stata fatta da Obama gia' nel 2010, come segno dell'impegno della sua amministrazione di lottare contro i cambiamenti climatici. 

A suo tempo il segretario per l'energia, Steven Chu disse:

”This project reflects President Obama’s strong commitment to U.S. leadership in solar energy and the jobs it will create here at home. Deploying solar energy technologies across the country will help America lead the global economy for years to come.”

Passano tre anni e finalmente dopo tante pressioni popolari, oggi la Casa Bianca dice che sta installando “American-made solar panels" e che l'iniziativa

"will help demonstrate that historic buildings can incorporate solar energy and energy efficiency upgrades"

Si stima che il costo totale sara' recuperato dai risparmi finali sul corso dei prossimi 8 anni.

Arrivano un po tardi, eh? 

La cosa triste e' che gia' nel 1979 Jimmy Carter aveva fatto installare ben 32 pannelli solari sul tetto della Casa Bianca, che furono poi tolti da Ronald Reagan con le sue manie di grandezza e di spreco.

Nel 1979, Carter aveva detto che questi pannelli sarebbero stati giudicati in futuro cosi:

"either be a curiosity, a museum piece, an example of a road not taken, or it can be just a small part of one of the greatest and most exciting adventures ever undertaken by the American people.” 

"come una curiosita', un pezzo da museo, l'esempio di una strada non presa oppure solo una piccola parte di una delle piu grandi ed emozionanti avventure intraprese dal popolo americano."

Queste parole furono pronunciate 34 anni fa.

Purtroppo pero' quei pannelli della Casa Bianca sono stati la strada non presa: se avessimo continuato su quella strada maestra, io credo, oggi saremmo molto molto piu' avanti nella tecnologia, nella presa di coscienza pubblica, e soprattutto il pianeta sarebbe un po meno afflitto dai cambiamenti climatici.

Il primo pannello solare dell'era moderna fu inventato qui negli USA, dal Bell Labs, nel 1954 e la prima sperimentazione pubblica ci fu nel 1955, ad Americus, in Georgia, proprio lo stato di origine di Jimmy Carter.

59 anni fa.

Meglio tardi che mai.










Monday, July 8, 2013

Taranto, Gela e l'ENI

Che dire.

L'ENI ha un po di sfiga in questi giorni.















Dopo i riversamenti a mare a Gela del giorno 4 Giugno 2013, la ditta si era scusata dicendo "Non succedera' mai piu'". Infatti, ad una conferenza stampa a Gela tenutasi il giorno 7 Luglio,  il rappresentante dell'ENI Bernardo Casa ha detto che una "serie di cose non hanno funzionato" e che volevano indagare "così che si possa risalire all'origine del problema e garantire che non si ripeta mai più".

Scusi, Casa, ma l'ENI e' presente a Gela da piu' di 60 anni, adesso dovete indagare su cosa e' andato storto? E se dopo 60 anni non sapete bene gestire le cose, e quand'e' che imparate?

Poi Casa chiede scusa e dice - dopo 3 giorni - che e' tutto stato bonificato, che e' tutto sotto controllo, che l'emergenza e' rientrata. Chicca finale ci si impegna a portare avanti una campagna pubblicitaria per il turismo a Gela.

Ma lo sa Casa che in certe parti di Gela non c'e' l'acqua potabile e che la gente nasce deforme? Come si pensa di fare turismo cosi?

Ad ogni modo, dopo tutte le promesse, ecco qui, dopo pochi giorni, un nuovo incidente.

Fa un po ridere, se non che fa piangere.

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E poi, passiamo a Taranto.

Forse la promessa di Casa si applicava solo a Gela e non al resto d'Italia? Fatto sta che oggi 8 Luglio a Taranto ci sono state fiamme e fumo dallo stabilimento ENI, probabilmente a causa di sbilanciamenti alle pressioni dei tubi, che hanno comportato sversamento in mare di "materiale grigiastro" e la citta' invasa da "aria irrespirabile".

Anche qui, la Capitaneria riassicura tutti che la macchia di 80 metri e larga 10 metri e' molto leggera, e che "non si disperde al largo è tutta sotto costa, non c'è necessità di circoscriverla in mare".

E quindi tuttapposto.

Certo, in Italia e' sempre tuttapposto. Morti, tumori, ambiente inquinato. Sempre tuttapposto.

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In questi giorni uno non riesce a star dietro agli incidenti che si susseguono in tutto il mondo sul tema petrolio. Non sono una tantum, come si vede, ma sono cose frequenti e inevetabili, perche' INTRISECAMENTE l'industria del gas e del petrolio e' pericolosa, e porta con se rischi, le manutenzioni sono costose e gli imprevisti accadono SEMPRE.

Come ho detto centinaia di volte non si puo' fare assieme qualita' di vita sana, turismo e petrolio.
Proprio non si puo'. Non conosco realta' petrolifera esente da incidenti, non ne conosco, prima o poi succedono, piccoli o grandi che siano.

Quando capiremo che per fare petrolio dobbiamo rinunciare a tutto il resto, e quando lo capiranno i nostri cari politici, avremmo fatto un enorme progresso in questa nazione.