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Saturday, July 21, 2018

Billion Tree Tsunami: il Pakistan si riforesta con un miliardo di alberi















 Imran Khan




The Government will endeavor its best to provide a better quality of life to the citizens of Khyber Pakhtunkhwa, create decent and clean job opportunities for the youth, and also provide a means for social uplift and poverty eradication in the province.




If you plant trees, we have discovered, by the river banks it sustains the rivers. 
But most importantly, the glaciers that are melting 
in the mountains, and one of the biggest reasons is because 
there has been a massive deforestation. 
So, this billion tree is very significant for our future.




Credo che manchi poco a definirla una moda, ma anche se fosse cosi' e' una moda bella.
E' la moda di piantare alberi.

E' ora il turno del Pakistan, regione che tutti immaginiamo arida e difficile. E invece qui ci danno una gran bella lezione di civilta'.

Armato di buona volonta' il governo della provicia di Khyber Pakhtunkhwa nel 2014 ha creato il suo Billion Tree Tsunami -- lo tsunami del miliardo di alberi -- nel nord-ovest del paese.

E' un progetto ambizioso di riforestazione che ha per scopo quello di limitare l'erosione,  frenare i cambiamenti climatici, ridurre gli allagamenti, e di portare sviluppo economico alle persone grazie agli alberi. Un miliardo di alberi.

Si, gli alberi in uesto angolo del Pakistan sono visti come opportunita' di sviluppo.

Perche' mai? Perche' un tempo colline e campi erano morti, tutti gli alberi erano stati tagliati e troppa era l'aridita'. Invece adesso che ci sono gli alberi tutto diventa piu' utile - perche' gli alberi hanno portato lavoro con foreste sostenibili, impiego per vivai privati, e manutenzione della foresta, oltre che frescura e vedute di pace.

Non per niente la neo foresta e' chiamata oro verde.

Il progetto e' iniziato nel 2014 per volere di Imran Khan, un giocatore di cricket diventato amministratore e membro del partito detto Tehreek-e-Insaf. Sono loro che governano in Khyber Pakhtunkhwa e sono loro che nel 2014 hanno stanziato ben 169 milioni di dollari per la riforestazione.

Hanno iniziato su un territorio che dal 2006 fino al 2009 era stato il controllo dei Talebani i quali l'avevano distrutto, come quasi tutta la provincia di Khyber Pakhtunkhwa durante gli anni della loro occupazione.

Gli alberi erano stati tutti, o quasi, abbattuti, complici anche speculatori del legno che facevano affari tagliando alberi indiscriminatamente. 

Una volta andati via i Talebani, il governo provinciale si e' messo all'opera e sono stati piantati 300 milioni di alberi nuovi.  Nel tempo sono arrivati altri 150 milioni di alberi da privati, e altri 730 milioni di alberi morenti sono stati curati e recuperati.

E' cosi ora c'e' una foresta crescente con un miliardo di alberi, un numero straordinario, confermato dal WWF.

Gli alberi porteranno piu' uccelli, piu' microbi, piu' insetti, piu' habitat, piu' animali e tutto l'ecosistema ne giovera'.  Il governo ha vietato il taglio di alberi, centinaia di operazioni illegali di segeheria e di legname sono state chiuse e i gestori di tali attivita' arrestati. 

C'e' pero' molto da fare ancora. L'ONU raccomanda che il 12% del territorio di ogni nazione sia coperto di foresta; nel Pakistan siamo solo a 5.2%.  Ma non c'e' dubbio che il Billion Tree Tsunami sia un eccellente passo in avanti.

Il programma doveva essere completato nel 2020. Ma hanno finito con tre anni di anticipo, nel 2017,  riportando la vita a 350mila ettari di terra e rivitalizzati. C'e' anche stata molta collaborazione fra comunita' locali ed enti centrali affinche' tutti si sentissero coinvolti.

Nel frattempo, nel 2017 il governo centrale di Islamabad ha annunciato di volere piantare altri 100 milioni di alberi entro il 2022.

E in Italia?

Perche' continuiamo ad abbattere alberi?

Dove e' il Billion Tree Tsunami d'Italia?

Dove sono i personaggi famosi che *fanno* qualcosa per l'ambiente?

Dov'e' l'oro verde in Italia?
 

Friday, October 6, 2017

Porto Rico: quel che resta e' il sole









"Everybody told me I was crazy because it was so expensive. 
Now I have power and they don't" 

Hector Santiago, dal suo vivaio

Dell'uragano Maria se n'e' parlato tanto in questi giorni. Delle contoversie sulla risposta di Trump al sindaco di San Jose, la capitale dell'isola, e dei danni infiniti portati a questo piccolo protettorato americano.

L'uragano e' arrivato il giorno 20 settembre e quasi tutti i 3.4 milioni di residenti sono rimasti senza corrente e senza acqua. A soffrire per questi enormi danni tutti, ma principalmente il settore agricolo che e' forse l'unica attivita' fiorente qui, visto che c'e' una profonda recessione che dura da anni e che ha radici strutturali profonde.

L'agricoltura da lavoro a 7,000 persone. 

E adesso c'e' un'altra storia, quella del viviaio in localita' Barranquitas, che si estende per 16 ettari di terreno. Il vivaio si chiama Cali Nurseries ed e' di Hector Santiago. Forniscono piante e fiori per grandi catene di supermercati, specie negli USA.

Tirano su stelle di Natale e orchidee e le vendono a Costco, Walmart e Home Depot.

Qualche anno fa, Mr. Santiago investi' circa $300,000 dollari per solarizzare la sua impresa, installando 244 pannelli solari.

E' una delle poche attivita' rimaste funzionanti in Porto Rico perche' la maggior parte degli altri residenti non ha accesso all'elettricita' a causa dell'uragano Maria.

Anche la sua struttura e' stata danneggiata, circa un quarto dei pannelli hanno avuto danni da detriti e oggetti vari, ma il rimanente quantitativo di pannelli gli ha permesso di tenere le luci accese e di continuare a pompare l'acqua dai pozzi artesiani.

Le perdite per Mr. Santiago sono state gravi: circa 1.5 milioni di dollari fra infrastruttura e piante distrutte. Ma fra queste perdite non c'e' il problema di dove prendere l'elettricita'.

Per il resto dell'isola invece, dove l'elettricita' e' per la maggior parte provieniente dalle fossili, si prevede che ci vorranno mesi per tornare alla normalita'. In questo momento, a due settimane dall'uragano solo il 9% dei residenti ha l'elettricita' in casa.

E cosi, si inizia a pensare in grande: la possibilita' di usare l'uragano Maria per accelerare la transizione verso il sole e microreti di distribuzione elettrica a Porto Rico.

Ha iniziato Elon Musk della Tesla, con l'invio di centinaia di batterie e di pannelli solari da installare dopo l'uragano. Richard Branson della Virgin ha incontrato vari rappresentanti dei governi dei Caraibi per mettere su un fondo "green" per la ricostruzione rinnovabile e sostenibile di cio' che e' andato distrutto.

Addirittura Elon Musk dice che i suoi tentativi passati di solarizzare isole piccole come Kauaii nell'arcipelago delle Hawaii, possono essere riprodotti in scala maggiore per Porto Rico.

Il governatore dell'isola gli ha risposto.

"Let's talk" gli ha detto.

Nel frattempo Mr. Hector Santiago e' tornato a distribuire le sue piante al resto del mondo.