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Friday, October 6, 2017

Porto Rico: quel che resta e' il sole









"Everybody told me I was crazy because it was so expensive. 
Now I have power and they don't" 

Hector Santiago, dal suo vivaio

Dell'uragano Maria se n'e' parlato tanto in questi giorni. Delle contoversie sulla risposta di Trump al sindaco di San Jose, la capitale dell'isola, e dei danni infiniti portati a questo piccolo protettorato americano.

L'uragano e' arrivato il giorno 20 settembre e quasi tutti i 3.4 milioni di residenti sono rimasti senza corrente e senza acqua. A soffrire per questi enormi danni tutti, ma principalmente il settore agricolo che e' forse l'unica attivita' fiorente qui, visto che c'e' una profonda recessione che dura da anni e che ha radici strutturali profonde.

L'agricoltura da lavoro a 7,000 persone. 

E adesso c'e' un'altra storia, quella del viviaio in localita' Barranquitas, che si estende per 16 ettari di terreno. Il vivaio si chiama Cali Nurseries ed e' di Hector Santiago. Forniscono piante e fiori per grandi catene di supermercati, specie negli USA.

Tirano su stelle di Natale e orchidee e le vendono a Costco, Walmart e Home Depot.

Qualche anno fa, Mr. Santiago investi' circa $300,000 dollari per solarizzare la sua impresa, installando 244 pannelli solari.

E' una delle poche attivita' rimaste funzionanti in Porto Rico perche' la maggior parte degli altri residenti non ha accesso all'elettricita' a causa dell'uragano Maria.

Anche la sua struttura e' stata danneggiata, circa un quarto dei pannelli hanno avuto danni da detriti e oggetti vari, ma il rimanente quantitativo di pannelli gli ha permesso di tenere le luci accese e di continuare a pompare l'acqua dai pozzi artesiani.

Le perdite per Mr. Santiago sono state gravi: circa 1.5 milioni di dollari fra infrastruttura e piante distrutte. Ma fra queste perdite non c'e' il problema di dove prendere l'elettricita'.

Per il resto dell'isola invece, dove l'elettricita' e' per la maggior parte provieniente dalle fossili, si prevede che ci vorranno mesi per tornare alla normalita'. In questo momento, a due settimane dall'uragano solo il 9% dei residenti ha l'elettricita' in casa.

E cosi, si inizia a pensare in grande: la possibilita' di usare l'uragano Maria per accelerare la transizione verso il sole e microreti di distribuzione elettrica a Porto Rico.

Ha iniziato Elon Musk della Tesla, con l'invio di centinaia di batterie e di pannelli solari da installare dopo l'uragano. Richard Branson della Virgin ha incontrato vari rappresentanti dei governi dei Caraibi per mettere su un fondo "green" per la ricostruzione rinnovabile e sostenibile di cio' che e' andato distrutto.

Addirittura Elon Musk dice che i suoi tentativi passati di solarizzare isole piccole come Kauaii nell'arcipelago delle Hawaii, possono essere riprodotti in scala maggiore per Porto Rico.

Il governatore dell'isola gli ha risposto.

"Let's talk" gli ha detto.

Nel frattempo Mr. Hector Santiago e' tornato a distribuire le sue piante al resto del mondo. 




 

Monday, July 28, 2014

La Nigeria devastata e defraudata dal petrolio




















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Una corte di Lagos, la capitale di Nigeria ha rimandato l'ENI e la Shell in giudizio accusandole di avere sottratto 406.8 milioni di dollari alla Nigeria per mancati pagamenti alla Banca Centrale di Nigeria sul petrolio estratto.

Cioe' gli hanno distrutto mangrovie, fiumi, aria, e polmoni e non hanno neanche pagato quanto dovuto.

La somma e' per le annate 2013 e 2014. Semplicemente Shell e ENI non hanno dicharato i quantitativi giusti di petrolio inviato fuori dalla Nigeria via nave. L'imbroglio e' emerso dopo una revisione dei conti del paese, e confrontando le dichiarazioni fatte ai porti di Nigeria in uscita dal paese contro quelle riportate ai porti americani al momento dell'arrivo.

Shell ed ENI non hanno mai risposto alle richieste degli investigatori nigeriani, ed ecco qui l'ordine dalla corte di Nigeria.  Come si e' arrivati alla cifra di 406.8 milioni di dollari?

Sono i soldi mancanti piu' il 21% di interesse annuo, costi legali e pagamenti "esemplari". 

Altre cause sono in corso contro Chevron, Total e l'Agip stessa, per un totale di ben 12.7 miliardi di dollari in pagamenti mancanti -- un totale di 57 milioni di barili mandati negli USA fra il 2011 e il 2014.

Si stima che il totale di pagamenti mancanti da parte delle 15 ditte petrolifere che operano in Nigeria sia di circa 17 miliardi di dollari.