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Thursday, October 16, 2008

Ortona e il global warming


** Mia mamma mi riferisce che anche Famiglia Cristiana di questa settimaan ha un articolo contro il centro oli a firma di Fulvio Scaglione. Se qualcuno di voi puo' scannarlo o metterlo su qualche sito web, e' un altro tassello in nostro favore. Non sono riuscita a trovarlo on line. ***

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Oltre all'idrogeno solforato una raffineria emette tipicamente anche grandi quantita' di anidride carbonica, oltre a solfati, nitrati, ammoniaca, metalli, composti organici volatili e particelle fini. Questi scarti finiscono o nei fumi o nelle acque di scarico.

Si stima che il dieci per cento dell'energia prodotta da una raffineria sia utilizzato per mantenere il ciclo produttivo all'interno dell'impianto stesso. Il 5% delle emissioni mondiali di CO2 e' dovuto alle raffinerie di petrolio che sono responsabili per l'immissione di oltre 800 milioni di tonnellate di CO2 nell'aria. Siccome nel mondo ci sono circa 700 raffinerie di petrolio, ciascuna di esse emette circa 1 milione di tonnellate di CO2 l'anno.

L'anidride carbonica e' il gas maggiormente responsabile dell'effetto serra, e il trattato di Kyoto del 1997 si poneva come obiettivo finale quello di contenere l'esplosione dei valori di CO2 per proteggere la natura, e la vita su questo pianeta. L'Italia firmo'.

Passano dieci anni e l'Italia si accorge di avere forti problemi a mantenere le promesse di Kyoto. Secondo questi impegni entro il 2020 l'Italia dovrebbe ridurre del 20% le emissioni di gas nocivi rispetto ai livelli del 1990, aumentare del 20% i consumi da energie rinnovabili e incrementare del 20% l'efficienza energetica. Per ora altro che -20%! Siamo a +13%. Cioe' ampiamente al di fuori di questi parametri. Se non facciamo niente, ci saranno multe salate da pagare. Ma tanto, a quelle mi sa che siamo gia' abituati.

Il governo dice che noi italiani abbiamo problemi non con il raggiungimento degli obiettivi, quanto con la rigidita'. Beh, se tu stesso ti impegni e firmi per il 20%, ben sapendo le scadenze, non puoi dopo vari anni, avendo fatto ben poco per venire incontro a questi impegni di cui sapevi da tempo, a un certo punto svegliarti e dire "oddio, il calendario e' troppo rigido".

Si dice che noi siamo un paese manifatturiero e non possiamo dare alle nostre industrie questo onere cosi grande. Occorre che sia tutta l'Europa a prendersene carico. Non possiamo pretendere che l'industria automobilistica si metta a costruire auto pulite senza dargli una mano. Non possiamo fare i don Chisciotte della situazione.

Sara' tutto vero, anche se il commissario europeo dell'ambiente, Stavros Dimas, dice che i costi stimati dall'Italia sono esagerati, ma dove sta la programmazione a monte? La Toyota e' dieci anni che produce e commercilializza auto ibride, senza aiuti del governo giapponese ma solo perche' ha capito che c'era mercato per la sua Prius, una ibrida che va ad elettricita' prima e quando finisce la carica della batteria, a benzina. Costa circa $25,000. Qui in California va a ruba. Dove sono stati i graduali abbassamenti dei limiti legali di sostanze inquinanti che in Italia sono stratosferici? Non solo per l'idrogeno solforato ma per molte altre sostanze tossiche, prima fra tutte le diossina. Dove sono le poltiche di incentivazione all'energia alternativa? Perche' in Abruzzo avro' visto si e no dieci edifici con pannelli fotovoltaici e qui a Los Angeles spuntano come funghi?

E come mai in Italia si continuano a costruire centrali a carbone, raffinerie di petrolio, megadesolforatori, rigassificatori, stazioni turbogas e mai invece ad incentivare invece l'energia alternativa? Perche' la Danimarca deriva il 20% della sua energia dalle fonti eoliche e noi no? Perche' la Germania e' uno dei paesi piu' all'avanguardia per l'installazione, la fabbricazione e lo sviluppo di pannelli fotovoltaici? Perche' anche la povera Romania fa qualcosa nel suo piccolo, imponendo a chi si sposa o a chi compra una macchina di piantare un albero e noi non riusciamo a trovare soluzioni creative di qualsiasi genere? Perche' solo l'Italia e la Polonia si lamentano dei limiti? Cosa abbiamo fatto, in tutti i governi, di tutti i colori, in questi anni da Kyoto fino ad oggi?


Se invece di mendicare l'Europa di aspettare fino a dicembre per prendere decisioni (ma che deve succedere da qui a dicembre? Misteri..) ci impegnassimo davvero con le energie alternative? Questo porta, fra le altre cose anche occupazione, sviluppo dell'imprenditoria locale, della creativita'. C'e' un editorialista del New York Times, Thomas Friedman che ne ha scritto anche un libro. Lui sostiene che dopo la rivoluzione dell'information technology ci sara' la rivoluzione dell'industria verde. Mi sa che dopo avere perso le scommesse dell'IT, del biotech, del nanotech, ora perderemo anche quella del green tech e continueremo ad aggrapparci all'idea di essere un paese manifatturiero. Li c'e' solo da perdere perche' non competeremo mai con Cina e India se non per prodotti di lusso.

Cio' che fa piu' tristezza e' che nel caso del green tech abbiamo tutte le materie prime necessarie e piu' degli altri, sole e vento. ma e' piu' facile fare piagnistei all'UE piuttosto che azionare il cervello. La mia piccola proposta: iniziamo risparmiandoci il nostro milionicino di tonnellate di CO2 l'anno da Ortona. Il centro petroli non ci serve.

Fonti: Corriere della Sera 17 Ottobre , Corriere della Sera 16 Ottobre