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Friday, March 20, 2015

Ombrina: a Luciano D'Alfonso









Gentile Luciano D'Alfonso,

eccoci qui, al capolinea petrolio. E' tutto nelle sue mani adesso, che le piaccia o no. Sono almeno otto anni che in Abruzzo si parla di trivelle, dal Centro Oli ad Ombrina. E se di petrolio si parla solo in questa regione e non se ne vivono ancora miasmi, fiammate e acque inquinate e' solo per la resistenza eroica del popolo d'Abruzzo.

Di strada ne e' stata fatta tanta: dal primo gruppetto di residenti di Tollo riuniti nel Comitato Natura Verde, alle manifestazioni a cui mai avevano partecipato cosi in tanti, fino ad arrivare agli incontri
internazionali all'Unione Europea, a cui ho avuto l'onore di partecipare.

La societa' civile poteva fare di piu'? Certo. Potevo fare di piu' io? Certo. Si puo' sempre fare di piu'. E infatti, sono sicura che ci saranno presto manifestazioni, eventi, parole e dibattiti. Alcuni saranno
sinceri, altri opportunistici.

Ma resta il fatto che stringi stringi, tutto dipende da lei, perche' e' lei che ci rappresenta presso le istituzioni centrali, ed e' lei che ha liberamente scelto di farsi interprete della voce del popolo d'Abruzzo. In questo caso, la voce e una sola: nessuno vuole Ombrina Mare.

Lei arriva sulla scia dei terribili fallimenti di Gianni Chiodi, la cui piu totale incapacita' di prendere decisioni e di essere proattivo ha fatto si che non si potesse arrivare alla parola fine gia' nel 2010,
quando il Ministero dell'Ambiente decreto' la prima bocciatura di Ombrina. E poi ci sono stati i fallimenti di Giovanni Legnini il cui atteggiamento ponziopilatesco ha solo rabbonito gli animi momentaneamente. Invece di lavorare per il no ad Ombrina e la chiusura vera di tutti i mari italiani entro le 12 miglia, mentre era sottosegretario del ministero dell'economia, ha semplicemente tirato fuori la storia dell'AIA, prendendo tempo e lasciando la patata bollente ad altri - incluso lei. E potrei citare altri che secondo me sono stati venditori di fumo, dell'uno e dell'altro schieramento politico, Fabrizio Di Stefano, Stefania Pezzopane, Mauro Febbo, tutti bravi a fare comunicati stampa ed incapaci di far valere le ragioni del buon senso per l'Abruzzo e per il resto d'Italia.

Ma questa e' la storia passata. La storia futura e' quella che scrivera' lei.

Un sacco di gente mi scrive sul "cosa dobbiamo fare adesso".

Beh, la risposta, secondo me, e' una sola.

Lei, Luciano D'Alfonso, deve fare tutto cio' che legalmente e' possibile contro Ombrina usando tutti i canali istituzionali. Ricorsi, riesamini, appelli. Tutto. Ma soprattutto, deve tirare fuori tutta la sua grinta, la sua caparbia, la sua volonta' e deve fare di Ombrina la sua missione personale. Lo sappiamo tutti che le partite in Italia si giocano dietro le quinte. E' li che i petrolieri e gli speculatori, in una democrazia debole come quella del nostro paese, hanno via libera. E' li che fanno i patti del diavolo con i politici che solo menti malate possono concepire.

Ed e' li dove noi popolo non possiamo arrivare. Ma lei si. Non basta che i suoi sottoposti facciano affermazioni qualunquiste alla stampa sul "continuiamo la lotta". Lei deve mettersi li in prima persona e spendere tutto quello che ha, chiamando Matteo Renzi, Gianluca Galletti, quelli del Ministero dell'Ambiente, chiunque possa avere voce in capitolo, e li deve chiamare tutti i santi giorni, li deve ossessionare su questa storia che Ombrina non s'ha da fare. Deve esigerlo.

Deve andare su tutte le testate giornalistiche e in tutte le trasmissioni televisive nazionali a denunciare lo scandalo di Ombrina - ambientale e democratico. E lo deve fare con ardore, con passione. Si deve vedere che lei e' un cittadino scandalizzato e innamorato dell'Abruzzo, per il quale non possono esserci compromessi o prescrizioni, e non un politico tuttappostista. Si deve vedere che lei ci tiene. Deve essere uno di noi che parla, PD o non PD.

E lo so bene che qui ci sono i giochini della realpolitik, gli stessi che hanno fatto di Chiodi e Legnini delle caricature patetiche di statisti e che li faranno ricordare come mediocri. Ma questo e' il prezzo da pagare se si vuole essere memorabili e non canne al vento.

La democrazia, in teoria, funziona che gli interessi del popolo vengono prima di ogni altra cosa. Essere governatore significa non solo avere accesso ai privilegi, significa fare le cose difficili per il bene di tutti. Tutto l'Abruzzo e' indignato adesso. Spero che lo sia anche lei e che sappia incanalare questa indignazione verso chi queste cose le decide.

La responsabilita', adesso, e' tutta sua.

E se lei si spendera' per Ombrina senza accettare nessun compromesso, la gente non potra' altro che amarla e rispettarla. Ho dato tutto quello che avevo con il petrolio, fra mille rinuncie e sacrifici. Gliel'ho preparata l'opinone pubblica con tutta la professionalita' di cui sono capace, giorno dopo giorno, smontando tutte, ma proprio tutte, le pseudoragioni dei petrolieri. A lei spetta adesso prendere tutta questa consapevolezza e trasformarla in vittoria, per i nostri polmoni, per la nostra democrazia e perche' e' giusto cosi.

Non lo so come andra' a finire. Ma finche' l'ultimo bullone non sara' montato, si puo' combattere. E si deve combattere per vincere, non per sceneggiatura.

Questo onore e questo privilegio spettano adesso, per primo di tutti, a lei, Luciano D'Alfonso.

MRD

Thursday, November 20, 2008

Il gioco degli scarica barili



Ormai siamo in piena campagna elettorale e tutti dicono a parole di essere contro la raffineria di petrolio ad Ortona. Per molti si tratta solo di parole vuote, messe li solo perche' ormai siamo tanti, e dire qualsiasi altra cosa sarebbe un suicidio politico. Siamo davvero stati bravi ad informare, a non mollare e ora ciascun politico, almeno sui siti web, ha un trafiletto dedicato al centro oli. Tutto questo e' merito di noi cittadini!

Mi sono allora chiesta, cosa dicono ai propri potenziali elettori quelli che hanno MESSO LE FIRME al progetto dal 2001 ad oggi? Il web e' fantastico e offre a noi cittadini la stessa possibilita' di far sentire la nostra opinione al pari dei politici che ora con tanta nonchalance vanno propagando di essere contro.

Nella fattispecie, sono andata a vedere cosa dice nel suo sito web Franco Caramanico, che e' stato per vari anni l'assessore all'ambiente per l'Abruzzo. Per la precisione dal 2005 fino al Giugno del 2008. Per sua stessa ammissione (gliel'ho chiesto io stessa a Paglieta), e' stato in quel periodo l'uomo piu' importante d'Abruzzo sulle tematiche ambientali.

A differenza degli altri, le sue affermazioni sulla raffineria di Ortona si aprono con una serie di scusanti di vario genere che in sostanza si riducono a tre punti:

1) le leggi non sono retroattive e ci sono termini massimi per l’impugnazione di alcuni atti

2) fu tutto deciso dalle giunte passate, di centro destra

3) non si e' discusso di questo tema dal 2001 fino al 2006

Non dice mai che lui stesso ha firmato una serie di documenti e provvedimenti. La conclusione di tutto non scritta ma che, credo, si vorrebbe passare ai lettori, e' che non e' colpa sua. Certamente non e' SOLO colpa sua, ma, siccome era l'autorita' piu' importante dell'Abruzzo su questo tema, Franco Caramanico, secondo me, ha delle enormi RESPONSABILITA. Cosi funziona: chi sta in alto deve assumersi il peso delle decisioni fatte e non fatte. Il non sapere o il non potere non sono scusanti quando si ricoprono dei ruoli cosi importanti.

Innanzitutto, io non so che titoli abbia Caramanico per poter fare l'Assessore all'Ambiente, visto che e' laureato in ingegneria elettronica. Forse non sapeva all'inizio cosa avrebbe significato una raffineria di petrolio in Abruzzo. Forse e' stato superficiale e ha pensato che fosse qualcosa di poco conto. Questa non e' una colpa, non possiamo tutti sapere tutto. Ma, se non lo sapeva doveva informarsi. Era pagato per quello. Una persona competente di fronte ad un progetto del genere avrebbe studiato, avrebbe chiesto, avrebbe indagato su cosa significasse per davvero una raffineria fra le vigne. Qualsiasi persona di media intelligenza avrebbe capito che e' un progetto deleterio, e si sarebbe data da fare, ma per davvero, a prescindere dalle colpe del passato.

Di li, il passo successivo: una volta capito che le trivelle riguardano il 35% del territorio e che e' una scelta irriversibile e nefasta, si poteva INFORMARE la gente. Renderla partecipe, spiegarci, che fra l'altro e' un nostro diritto.

In quegli anni dal 2005 fino al 2007, quando la popolazione NON SAPEVA NULLA, cosa ha fatto di concreto l'Assessore Caramanico? Si potevano investire risorse e tempo per fare quello che ora sta facendo la gente di buona volonta'. Di chi e' questo compito? Dei volontari? A tutt'oggi e' stato tutto delegato alla cittadinanza. Non ho mai sentito di un incontro fatto dalla regione per SPIEGARE alla gente cosa significa il petrolio. MAI.

E, parallelamente, a qualunque stato dei permessi ci si trovava, chiunque li avesse emanati, Roma, l'ENI o il comune di Ortona, una persona che ha davvero a cuore l'Abruzzo avrebbe trovato un modo legale per fermare l'iter del centro oli. Noi bloggers e cittadini non siamo nessuno, eppure dritte e storte qualcosa abbiamo fatto! La legge del 4 Marzo e' stata approvata. Chissa perche' a Caramanico non e' venuto in mente di proporre questa legge PRIMA che seimila persone si presentassero all'Aquila. Chissa' perche' non l'ha proposta lui invece che Fabrizio di Stefano, che ancora ringrazio. Abbiamo fatto di piu' noi per il bene dell'Abruzzo che l'Assessore all'ambiente.

E poi, ammettiamo pure che sia vero che gli atti non si potevano rescindere. Uno avrebbe potuto NON FIRMARE quelli nuovi. Uno si sarebbe potuto dimettere. Uno avrebbe potuto andare in televisione e dire: "Cari Abruzzesi, io non posso essere uno strumento di morte, e dunque, per il vostro bene, mi dimetto."

Sarebbe stato un eroe!

Chissa', forse era piu' importante non contrariare l'allora presidente della regione Ottaviano Del Turco, poi finito in galera per tangenti, e che del si all'ENI fece una bandiera, piuttosto che difendere la nostra salute.

Io non ce l'ho con Caramanico nel particolare. Sono sicura che un altro al suo posto si sarebbe comportato ugualmente. Ce l'ho con il tipo di politica che rappresenta, dove il contatto con la gente e' minimale e si pensa sempre di potersi nascondere dietro a delle scuse vaghe. Dove non si vogliono fare le scelte difficili, dove non si ha coraggio e si va con la corrente piuttosto che fare cio' che e' giusto fare. Dove non si chiede mai scusa. Accetterei anche se dicesse "ho sbagliato, ora mi impegno a fare meglio". Non e' piu' elegante che nascondersi dietro: non e' colpa mia? Ripeto, la maggior parte dei poltici italiani e' come lui. Purtroppo per loro pero' la musica e' cambiata. Una volta alla gente gli si poteva raccontare quattro frottole, ma ora non e' piu' cosi'.

Ci vorra' del tempo, ma prima o poi saremo una democrazia vera anche in Italia. Se la gente si indigna, se ci diamo da fare, se non ci arrendiamo, se ci rendiamo conto del potere che abbiamo come collettivita', saremo noi i padroni del nostro destino. E' inevitabile. Spero che questa del petrolio sia un primo passo verso qualcosa di migliore, non solo per la terra, ma per la nostra coscienza civica e democratica.