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Friday, October 30, 2009

L'ignoranza



Come ho gia' detto tante volte questo blog non si propone di risolvere tutti i problemi d'Abruzzo o d'Italia. Non ne ho il tempo, l' energia. Questo blog e' nato come uno strumento per aiutare a spiegare agli Abruzzesi che trivellare la regione Abruzzo a destra e a manca e' folle, e che di Abruzzo verde non restera' niente se invece perseguiamo l'Abruzzo nero.

Strada facendo mi sono incappata in vari personaggi della poltica abruzzese, e posso dire con tristezza, ma con verita', che purtroppo la stragrande maggioranza di loro dal presidente della regione fino a molti altri politcucci locali sono ignoranti delle stesse discipline per le quali dovrebbero invece guidarci. La classe politica d'Abruzzo, in generale, non conosce l'inglese, non sa come si vive altrove, spesso non e' neanche laureata, non e' aperta ad un dialogo onesto con i cittadini, e non sa che mentre sono li a discutere di cose effimere il mondo ci e' scappato avanti - in ricerca, ambiente, tipo di industrializzazione, idee, e valorizzazione dei giovani.

Si bada troppo spesso a titoli, forma e apparenza piuttosto che ai fatti veri. Nessuno ha una vera visione di cosa vuole fare, e soprattutto nessuno ha la forza morale di *perseguire* il suo obiettivo. In una parola, io personalmente li trovo ignoranti e provinciali.

Una di queste persone e' Daniela Stati. Non si sa che titoli abbia. In cosa e' laureata? Cosa ne sa lei dell'ambiente? Cosa ha fatto prima di arrivare in regione per meritarsi la posizione che ha? Lei lo sa cos'e' l'idrogeno solforato?

La diossina? Lo sa che in California non esistono inceneritori? Lo sa che chi ci vive vicino si ammala con maggiori probabilita' di tumori?

Lo sa che a San Francisco, citta' con 4 milioni di abitanti, reciclano oltre il 70% della monnezza che producono ed hanno zero inceneritori?

Ovviamente non lo sa.

Daniela Stati, e' un assessore muto per il petrolio, perche' le e' comodo a lei. Oggi la novita' e' che la su citata e' andata a Rimini per dire ai riminesi che lei ha questa bella proposta per costruire anche per l'Abruzzo un igenico "termovalorizzatore". Mica l'e' andato a dire a Pescara o a Avezzano, no l'e' andata a dire a Rimini.

Come detto, non voglio trasformare questo blog in un punto di lotta ai "termovalorizzatori" ed esco dal tracciato petrolio solo perche' sono profondamente indignata e allibita che questo assessore all'ambiente muta sul petrolio ora invece va in giro a proclamare gioiosamente di questo "termovalorizzatore". L'unica scusante e' che assieme a Gianni Chiodi e come per il petrolio siano ignoranti in materia.

Intanto, iniziamo a chiamare le cose con il proprio nome. Un termovalorizzatore e' un INCENERITORE da cui esce diossina, un cancerogeno. In inglese non esiste nessuna parola equivalente. Come per il "centro oli" ci si inventa una parola delicata per coprire un'altro sistema di morte. Oil center non esiste. E nemmeno "thermo-value".

Si chiama incinerator e basta.

Un inceneritore emette: diossina, particelle fini, vanadio, manganese, cromo, nickel, arsenico, mercurio, piombo, cadmio, furani, solfati. Le particelle piu' fini non posso essere fermate da alcuna tecnologia moderna. Queste sostanze possono essere cancerogne anche a basse quantita'. Le ceneri prodotte da un inceneritore devono essere stoccate da qualche parte, spesso in altre discariche ad hoc. Un inceneritore dura in genere per 30 anni. Abbisogna di immondizia per funzionare, e dunque le persone saranno invogliate a incenerire piuttosto che a reciclare. Costa piu' energia costruire un inceneritore che tutta l'energia che ne ricaverai.

Nel 2008 circa 33,000 dottori, chimici ambientali e tossicologi scrissero una lettera al parlamento europeo esprimendo la propria preoccupaizone di persone esperte ed indipendenti al proliferare di inceneritori e per l'insorgere di malattie correlate.

Puo' dirci la Stati quali abruzzesi ha consultato per installare l'inceneritore? Qual'e' il suo programma? Lo mettiamo a Lanciano? A Vasto? A un chilometro da casa sua? Chi lo costruira'? Che ne sara' della raccolta differenziata? Che tecnologia usera'? Chi vigilera'?

Ora io gia lo so che uno potrebbe dire: la raccolta differenziata non basta. Sono d'accordo, se ne fa poca. E perche' allora non incentivarla? Perche' non spiegare alla gente che o recicli, riduci, riusi oppure non se ne esce piu'?

E per una volta, non bisogna nemmeno andare troppo lontano. Basta guardare cosa succede gia' in tutti i comuni in cui e' stata installata la raccolta differenziata porta a porta. In alcuni comuni si e' arrivato al 60% nel giro di un anno. In provincia di Treviso sono passati dal 27% di monnezza reciclata nel 2000 al 75% nel 2006 e con notevoli risparmi per i comuni coinvolti.

Qui a Los Angeles volevano mettercelo un inceneritore, verso la fine degli anni ottanta. Scelsero un sito abitato da gente povera. Anche qui la scusa era che e' impossibile convincere pesone poco istruite, immigrati messicani a fare la raccolta differenziata. La comunita' si ribello', il comune dovette ripensarci e nel giro di pochi mesi erano tutti a fare la raccolta differenziata. L'inceneritore non venne mai costruito. Produciamo sempre troppa immondizia qui in America, ma almeno qui in California siamo al 60% di recupero. In uno stato di 37 milioni di persone con zero inceneritori.

Nel 1990 negli USA c'erano 186 inceneritori. Nel 2007 sono scesi a 89.
Nel 1988 c'erano 6200 inceneritori di rifiuti ospedalieri. Nel 2003 sono scesi a 113.

Fra il 1996 e oggi non sono stati costruiti nuovi inceneritori.

San Francisco ha detto di voler diventare citta' a zero rifiuti entro il 2020. Los Angeles entro il 2030. A San Francisco reciclare e' obbligatorio. C'e' la pubblicita' ovunque sul come si fa e perche' si deve fare.

In cima ho messo il link ad una bellissima presentazione di un professore di New York, Dr. Paul Connett sul zero waste. E' facile da capire, interessantissimo e geniale nella sua semplicita'. Mette ispirazione e fa veramente venire la voglia di un mondo migliore.

Per fare politica ambientale, che si tratti di petrolio o di monnezza ci vuole amore, coraggio, intelligenza, lungimiranza, visione a lungo termine, creativita'.

Daniela Stati e Gianni Chiodi, purtroppo per noi di queste qualita' non ne hanno quasi nessuna.

Fonti: Paul Connett - Zero Waste

Sunday, August 16, 2009

La Northern Petroleum a San Pietro in Vincoli


Nel 2004 la Northern Petroleum, ditta petrolifera con sede a Londra, ottenne l'autorizzazione a trivellare un pozzo metanifero ''esplorativo'' in provincia di Ravenna, in una citta' chiamata San Pietro in Vincoli. Il pozzo si chiama Savio. Cosi, nel marzo del 2009, senza dire niente a nessuno, i signori della Northern Petroleum decisero di mettersi all'opera, ancora prima che la VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale, fosse stata approvata dal Ministero dell'Ambiente.

Come al solito, nessuno aveva informato la popolazione, e cosi' viene fatto un buco di oltre tre chilometri sotto la crosta terrestre, in mezzo alle case e vicino a campi archeologici. La gente ha visto venire su il pozzo e la torretta associata senza sapere cosa fosse e perche'. Quaranta metri di altezza (piu' della torre civica del paese!), strade e cantieri tutt'intorno.

Problemi di rumori, contaminazioni di aria ed acqua, subsidenza, polveri? Dirlo alla gente? Alla Northern Petroleum non le importa.

Pero' degli investitori si che le importa, ed infatti in data 13 Marzo 2009 il direttore della Northern Petroleum, tale Derek Musgrove, annuncia l'inizio degli scavi e in data 27 Marzo 2009 dice che addirittura sono di dieci giorni in anticipo sulla data prevista di fine lavori.

La gente non sapeva nulla, per loro nessun annuncio.

Come nel terzo mondo.

Partono allora tutte le proteste da parte dei cittadini, che hanno scoperto i progetti a misfatti avvenuti. Ci si lamenta della scarsa informazione e dello scarso monitoraggio dei progetti gia esistenti, sia per la qualita' dell'acqua che la gente beve, che della subsidenza. In una sola parola, ci si lamenta della poca democrazia in in questo paese. Tutto viene fatto a vanvera e senza criterio.

Il Comune dice di non sapere niente (.. mah, come facevano a non sapere di strade allargande? chi glieli ha dati i permessi? come facevano a non vedere camion e persone nuove in un paesino? a non chiedersi cosa facevano gli operai in zona? dormivano o piuttosto non gli importava? ).

Infatti, i cittadini spulciando fra le carte trovano che in effetti in comune di San Pietro in Vincoli gia' sapeva dal 2008 degli intenti della Northern Petroleum.

Da Ravenna Notizie:

I cittadini hanno dunque la legittima convinzione che si sia voluto tacere e nascondere il tutto per raggiungere l’obiettivo, in effetti raggiunto, che nessuno, avendone l’interesse e le conoscenze tecniche, potesse presentare osservazioni, e quindi mettere in discussione, o comunque portare alla luce del sole, la fattibilità del progetto e la sua compatibilità con la tutela dell’ambiente e la vivibilità e la sicurezza della popolazione.

Non mi sembra cosi' diverso da quello che si vuol fare, e si e' cercato di fare in Abruzzo. L'attuale responsabile e' il presidente di regione Gianni Chiodi, e la sua inutile assessore all'ambiente Daniela Stati, a cui non importa niente della loro terra, e che, ottusamente e ignorantemente continuano a non voler sentire, moderni Ponzio Pilato.

L'assessore all'ambiente per la provincia di Chieti, Eugenio Caporella, legge ancora le sue carte mentre il presidente della provincia, Enrico diGiuseppantonio cerca ancora di fare i giochi di equilibrio: promettere di fare e poi non fare nulla.

Intanto la Petroceltic sta per mettere su il suo bel pozzo di petrolio a sette chilometri da Ortona, con il beneplacito dell'assessore al turismo delle provincia di Chieti, il non eletto Remo di Martino.

Che classe dirigente dinamica, attiva e preparata che abbiamo!

Ma torniamo a San Pietro in Vincoli: mentre il Comune diceva di non sapere, di non poter farci nulla, la presidente di una delle associazioni impegante a salvare il territorio, Michela Nanni faceva quello che dovevano fare i rappresentanti della citta': informare, denunciare.

Vogliamo sottolineare come il territorio della nostra area sia gravemente minato dalla subsidenza e di come ogni giorno l'erosione divori la nostra costa arrecando anche gravi danni al turismo. Sarebbe sufficiente solo un po' di buonsenso e di lungimiranza da parte degli amministratori per far si che questi progetti venissero respinti immediatamente al mittente, ma non e' cosi'.

Altri pozzi di estrazione sono stati richiesti al largo della nostra costa, ed altri ne arriveranno perche' chi ci "amministra" e' completamente cieco e non vede altro che lo sfruttamento delle fonti fossili (gas, petrolio ecc) , non considerando al contrario le reali fonti rinnovabili.
Ma l'estrazione indiscriminata non produce solo gravi danni per il territorio, per la costa, per la stabilita' degli edifici, ma potrebbe divenire anche un serio e reale pericolo per la nostra agricoltura di qualita', infatti l'abbassamento del suolo potrebbe permettere la risalita dell'acqua salata nelle falde freatiche ove attingono i sistemi di irrigazione messi a punto dalle tante aziende agricole.

Mi sembra che il ragionamento non faccia una piega, e che si possa applicare tal quale per l'Abruzzo, la Basilicata, le Marche , il Veneto, le Puglie e lungo tutta la nostra penisola che dovrebbe solo essere un enorme giardino e non un campo petrolifero.

E com'e' finita a San Pietro in Vincoli? Ad un certo punto finiscono tutti i dibattiti e la torre viene smontata. Bene, hanno vinto i cittadini? No, tutt'altro. Semplicemente la Northern Petroleum non ha trovato nulla di appetibile e se n'e' andata.

Il risultato e' ottimo, ma i metodi fanno piangere. Non dovrebbero essere le ditte petrolifere a decidere di fare il comodo loro, venire, bucare, andarsene, senza nemmeno aspettare la VIA per nessuna di queste procedure. Dovrebbe essere invece questa nazione padrone di se stessa e decidere lei a chi dare e a chi non dare il proprio territorio.

E in tutte le altri parti d'Italia dove invece alla fine lo trovano il gas o il petrolio come va a finire?

Qualcuno sa che la Northern Petroleum vuole andare a trivellare l'isola di Pantelleria, la cui unica industria e' il turismo? Qualcuno se ne scandalizza? I politici lombardi cosi forti nel denunciare le trivelle nel loro parco del Curone faranno qualcosa per questa microscopica isola, che e' Italia anche lei?

Qualcuno ha spiegato ai cittadini Abruzzesi che ne e' del pericolo subisdenza per le nostre coste ora che iniziano a trivellare i nostri mari? Gli amministratori abruzzesi sanno cos'e' la subsidenza? Come fanno ad essere sicuri che non accadra' anche in Abruzzo? Ci sono degli studi? La gente che ne pensa?

Mistero.

L'ignoranza e' una brutta bestia e continuo a non capire come fanno questi personaggi da Nord a Sud, che a me non colpiscono certo per intelligenza, senso di servizio, di ascolto alla gente, di iniziative pulite, a governare l'Italia.

Fonti: Ravenna e dintorni , Interrogazione al sindaco di Ravenna