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Tuesday, March 11, 2014

Lettera da un ex dirigente Mobil al capo della Exxon sul fracking a casa sua

Rex Tillerson, ExxonMobil

 
Nessuno dovrebbe vivere vicino a pozzi di idrocarburi, 
stazioni di compressione, 
incessante traffico di camion pesanti, o torri d'acqua fracking, 
ne' dovrebbe avere la propria acqua o aria contaminate.  

Lou Allstadt, per 30 anni dirigente Mobil Oil Corporation 
a Rex Tillerson, CEO ExxonMobil



Questa la lettera che un ex dirigente della Mobil scrive a Rex Tillerson, il capo della ExxonMobil che dopo aver cercato di fare fracking in tutto il mondo adesso si oppone alla costruzione di una torre dell'acqua da fracking a casa sua.

Ne abbiamo parlato qui. 

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Caro Rex,

Noi non ci siamo mai incontrati, ma io ho lavorato per la sua azienda per sei mesi immediatamente dopo la fusione fra la Exxon e la Mobil, alla cui realizzazione ho contribuito come coordinatore da parte della Mobil. Questo e' successo dopo aver lavorato per circa 30 anni alla Mobil Oil Corporation, dove, appena prima della fusione, ero Executive Vice President e Operating Officer per l'esplorazione e la produzione negli Stati Uniti, Canada e America Latina. 

  
Ora vivo nello stato di New York. Negli ultimi cinque anni, mi sono attivamente adoperato per evitare che la sua azienda ed il resto del suo settore facesse fracking qui.  

Da diversi articoli di stampa che mi sono arrivati, mi pare di capire che lei abbia problemi personali  con il fracking, per il fastidio che le rechera' una torre d'acqua da usare per il fracking e con il conseguente traffico di camion. Tutto questo, secondo lei,  andra' a dannegiare l'immagine e il valore della sua casa.

Visto che con il fracking si vuole rovinare le nostre comunita', molte città di New York hanno approvato leggi urbanistiche che vietano l'industria pesante, comprese tutte le attivita' connesse con l'estrazione del petrolio e del gas. 


Quelle leggi, unite allo scarso valore economico collegato alla produzione di gas a New York, implicano che probabilmente noi non dovremo guardare fuori dalla finestra e vedere torri d'acqua per il fracking, e men che meno vivere vicino a pozzi da fracking. Dico probabilmente, perche' il settore sta ancora combattendo quelle leggi urbanistiche nei tribunali.

Ironia della sorte, il suo ragionamento durante le riunioni del consiglio comunale di
Bartonville, Texas, e' praticamente identico al ragionamento che io e molti altri cittadini abbiamo usato per convincere i nostri consigli comunali locali ad approvare leggi che vietino gli stessi problemi che ora voi avete, oltre che tutte le altre infrastrutture e problemi di smaltimento dei rifiuti connessi con fracking.

Nessuno dovrebbe vivere vicino a pozzi di idrocarburi, stazioni di compressione, incessante traffico di camion pesanti, o torri d'acqua da fracking, ne' dovrebbe avere acqua o aria contaminate.  


Sia io che che lei amiami i luoghi in cui viviamo, ma se mai verranno rovinati dai camion per il fracking o dall'acqua di risulta del fracking, io e lei possiamo fare i bagagli e andare da qualche altra parte.

Molte persone pero' non possono permettersi questo lusso di allontanarsi quando non possono piu' bere l'acqua o respirare l'aria perche' sono troppo vicino a uno dei pozzi da fracking o alle stazioni di compressione del fracking.

I miei sforzi per prevenire il fracking riguardano l'acqua -- ma non la prospettiva di dover vedere un serbatoio d'acqua da casa mia. Piuttosto mi sono adoperato per avere regolamenti riguardo pozzi di gas vicino le nostre fonti di acqua potabile, vicino alle nostre case, scuole, ospedali e case di cura.

  
Tutte queste questioni sono legittime, ma sono localizzate. Ora sono molto piu' preoccupato degli impatti dei gas serra e dei combustibili fossili in generale, e in particolare l'enorme impatto delle emissioni di metano derivanti dalla produzione e dal trasporto di gas naturale.
 
Questi sono problemi globali contro cui le zonizzazioni locali non possono proteggere. Solo un grande spostamento verso fonti energetiche rinnovabili può cominciare a mitigarne i catastrofici impatti climatici.

Prima di chiudere, vorrei spiegarle perche' in questa lettera ho chiamato la ExxonMobil "la vostra azienda". 

Da diversi anni dopo il ritiro ho pensato alla ExxonMobil come alla "mia azienda". Pensavo che il rigore della societa' e la disciplina nell'investire in progetti soldi erano i migliori possibili. 

La ExxonMobil e' stato il mio piu' grande investimento.

Adesso non possiedo piu' azioni della ExxonMobil o di qualsiasi altra societa' combustibile fossile .  

Preferirei essere uno dei primi investitori in energie alternative per il 21esimo secolo, piuttosto che stare qui appesi a prospettive al ribasso in investimenti in combustibili fossili del diciannovesimo e ventesimo secolo.

E' arrivato il tempo che la ExxonMobil si orienti non piu' verso il petrolio e gas ma verso vere alternative - sia per motivi ambientali che per proteggere la redditività a lungo termine dell'impresa.


Molti grandi produttori e consumatori di energia, tra cui la ExxonMobil, stanno includendo una tassa di carbonio nelle loro strategie di pianificazione a lungo termine. Sostenere attivamente l'implementazione di una tassa per le emssioni di carbonio sarebbe un modo per spostare la società verso il ventunesimo secolo.  Riconoscere che le emissioni di metano squalificano il gas naturale come "combustibile ponte" e' un altro. 

Buona fortuna con la storia del fracking e del serbatoio dell'acqua . Spero che lei non debba spostarsi a vivere altrove, e che lei voglia aiutare un sacco di altre persone a rimanere nelle case che amano. 

Saluti,

Lou Allstadt


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Qui l'originale

Open Letter to Rex Tillerson

Chairman, ExxonMobil

Dear Rex,

We have never met, but I worked for your company for six months immediately after the ExxonMobil merger, the implementation of which I coordinated from the Mobil side. That was after thirty years with Mobil Oil Corporation, where just prior to the merger I had been an Executive Vice President and Operating Officer for Exploration and Producing in the U.S., Canada and Latin America. I now live in upstate New York. For the past five years, I have been actively trying to keep your company and the rest of the industry from fracking here. I understand from several press articles that you have fracking issues of your own, with a fracking water tower and truck traffic possibly detracting from your view and the value of your home.

In response to the prospect of fracking ruining our communities, many New York towns have passed zoning laws that prohibit heavy industry, including any activities associated with drilling for oil and gas. Those laws, along with very little prospect for economic gas production in New York, mean that we probably will not have to look at fracking water towers, let alone live next to fracking well pads. I say probably, because your industry is still fighting those zoning laws in the courts.

Ironically, your reasoning at the Bartonville, Texas town council meetings is virtually identical to the reasoning that I and many other citizens used to convince our local town councils to pass laws that prohibit the very problem you have encountered, plus all of the other infrastructure and waste disposal issues associated with fracking.

No one should have to live near well pads, compression stations, incessant heavy truck traffic, or fracking water towers, nor should they have their water or air contaminated. You and I love the places where we live, but in the end, if they are ruined by fracking or frack water tanks, we can afford to pack up and go someplace else. However, many people can’t afford to move away when they can no longer drink the water or breathe the air because they are too close to one of your well pads or compressor stations.

My efforts to prevent fracking started over water — not the prospect of having to see a water tank from my home, but rather regulations that would allow gas wells near our sources of drinking water, in addition to well pads next to our homes, schools, hospitals and nursing homes. These issues are legitimate, but they are localized. I am now much more concerned with the greenhouse gas impacts of fossil fuels in general, and particularly the huge impact of methane emissions from natural gas production and transportation.  These are global problems that local zoning cannot protect against. Only a major shift toward renewable energy sources can begin to mitigate their catastrophic climate impacts.

Before closing, I should explain why I have referred to ExxonMobil as “your company.” For several years after retiring I thought of ExxonMobil as “my company.” I thought that the company’s rigor and discipline in investing in sound projects was as good as it gets, and ExxonMobil was my largest single investment. I no longer own any shares of ExxonMobil or any other fossil fuel company.  I would prefer to be an early investor in alternative energy for the 21st century rather than hanging on to dwindling prospects for investments in 19th and 20th century fossil fuels.

It is time that ExxonMobil started shifting away from oil and gas, and toward alternatives — both for environmental reasons and to protect the long-term viability of the company. Many large energy producers and consumers, including ExxonMobil, are building a carbon fee into their long-term planning assumptions.  Actively supporting the phase-in of a carbon fee would be one way to move the company into the 21st century. Recognizing that methane emissions disqualify natural gas as a “bridge fuel” is another.

Good luck with that fracking water tank. I hope you don’t have to move, and also that you will help a lot of other people stay in the homes they love.

Regards,
Lou Allstadt

Friday, February 21, 2014

Rex Tillerson da CEO Exxon e petroliere per 40 anni ora segretario di stato USA



Rex Tillerson, 64 anni, lascia la Exxon di cui era CEO per diventare il nuovo segretario di Stato degli USA.

Dopo Hillary Clinton e John Kerry, arriva lui. Un petroliere che rappresentera' gli USA nelle relazioni diplomatiche all'estero, e che interverra' nelle delicate discussioni Israele-Palestina, con la Russia, l'Iran e tutti le altre matasse politiche nel mondo.

Lascia la Exxon dopo 40 anni con 180 milioni di dollari fra buonauscita e di azioni che dovra' vendere.

Dove finiranno questi soldi? In un trust, non gestito da Tillerson stesso per non creare conflitti fra le sue azioni di segretario di stato e quelle di miliardario.

La vita di Tillerson e' interessante. E' noto per avere il pugno duro e per avere negoziato permessi petroliferi in tutto il mondo, dallo Yemen alla Russia, dall'Angola all'Argentina, passando per Canada, Mexico, Nigeria e Qatar e portandolo a caprire come trattare con varie culture e personaggi. La Russia gli ha pure dato il suo "Order of Friendship" nel 2012. Di lui Trump dice che e' un "world-class player". 

Non sempre ha fatto le cose in modo elegante. Quando Obama chiese ai petrolieri americani di non presentarsi an un importante convegno di business in Russia, come parte delle sanzioni internazionali contro Mosca per l'aggressione all'Ucraina, Tillerson non ci ando'. Mando' pero' un suo vice che allo stesso meeting firmo' un accordo con la Russia pre trivellare l'Artico e per costruire centrali a gas in Siberia.

Trovo' sempre un modo per mantere contatti con Putin, ed e' per questo che a Trump piace, perche' rappresenta un modo per rompere con le ostilita' USA-Russia sotto Obama e perche' nella sua vita precendente non era un politico.  Anzi, da petroliere spesso disse di essere contro le sanzioni alla Russia. E questo perche' aveva gli occhi su potenziali trivelle nel Barents Sea e nel campo di gas Bazhenov in Siberia dove la Russia non puo' operare da sola in mancanza di capitale e di conoscenza tecnica.

Di certo manda un messaggio negativo alla comunita' internazionale impegnata per approvare i trattati di Parigi contro i cambiamenti climatici. Anzi, la Exxon e' nota per avere ostacolato in tutto e per tutto lo studio dei cambiamenti climatici, dopo essere stati fra i primi ad essere interessati al problema.

Qui quando si lamentava delle trivelle da fracking visibili dal suo giardino.

Come dire: trivelle per tutti, ma non a casa mia.

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Update 6 Dicembre 2016: Rex Tillerson e' un possibile candidato ad essere Segretario di Stato
nell' amministrazione Trump.

Secondo il Washington Post e' il peggior candidato possibile. 

Perche' questa possibile scelta?
Per i suoi rapporti con Putin, da buon petroliere.



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21 Febbraio 2014


Notare in alto a sinistra, fra i nomi, Rex and Renda Tillerson.
Rex Tillerson e' il capo della Exxon Mobil.
Questa e' una petizione contro il fracking nella sua citta'.


Roba da matti.

Rex Tillerson, uno dei piu' ferventi sostenitori delle trivelle, il capo della Exxon Mobil, la ditta petrolifera piu' grande del mondo, colui che diceva che i cambiamenti climatici non esistono che ... si unisce ai cittadini contro il fracking ...  perche' glielo fanno a casa sua!

Altro che Nimby!

La storia si svolge a Denton County, Texas nella citta' di Bartonville, dove Rex Tillerson e sua moglie Renda hanno un ranch con allevamento cavalli dal valore di 5 milioni di dollari.

Nella causa si dice che lui e gli altri ricconi della faccenda hanno comprato queste proprieta' a Bartonville per vivere in una comunita' di lusso, senza impianti industriali, edifici alti e altre strutture che possano turbare la vita rurale ed agrestre o che possano abbassare il valore delle loro proprieta'.

E poi arriva la Bartonville Water Supply Company a costruire una torre dell'acqua, piu' alta degli alberi che circondano le case dei ricconi di Bartonville, incluso Rex Tillerson.

E cosi Rex Tillerson fa causa perche' questa torre causera' "unresonable discomfort and annoyance to persons of ordinary sensibilities" e che questa torre ha causato "emotional harm" a causa dell' "deprivation of the enjoyment of the property" e che hanno sopportato "fear, apprehension, offense, loss of peace of mind, visual blight".

Gli manca solo un attacco al cuore a causa di una torre dell'acqua.

E poi dicono che le loro proprieta' sono "unique and irreplaceable".

Ma ... a cosa serve la torre dell'acqua?

A fare fracking!!


E infatti c'e' scritto proprio nella causa: l'acqua della torre verra' venduta per operazioni di fracking e comportera' l'aumento di traffico nel vicinato.

Come dire, neanche l'acqua della torre del fracking vogliono. E notare che la torre sorge sulla proprieta' confinante a Mr. Rex Tillerson. Ciascun lotto e' grande circa 2

Alla fine l'ha spuntata lui. La corte ha deciso di dare a quelli della torre dell'acqua una multa per "gross negligence, recklessness and malice" e gli ha dato "exemplary damages" per avere mentito sull'altezza della torre e per avere causato tutti quei danni emotivi al capo della Exxon.

Danno finale?

40 milioni di dollari.




This is Texas for you.