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Thursday, May 20, 2010

Un mese dopo - le incongruenze di Scajola



What shall Cordelia speak?
Love, and be silent.
King Lear 1-1-62

Il 30 maggio c'e' la manifestazione organizzata dalla provincia di Chieti e dal comune di Lanciano contro il petrolio in Abruzzo. Diverse persone mi scrivono per sapere se saro' presente anche io, visto che la volta scorsa la nube islandese ha fermato il mio volo.

Grazie di tutto questo affetto, davvero. Purtroppo questa volta non potro' esserci, perche' saro' ad un convegno in Spagna, ma la vostra partecipazione e' importante lo stesso, anche se io non ci saro'.

Intanto e' piu' di un mese che e' scoppiata la piattaforma della Louisiana, Deepwater Horizon.

A tutt'oggi il petrolio esce incontrollatamente dalla pancia della terra e nessuno sa come fermarla, ne quelli della British Petroleum, ne quelli dell'amministrazione Obama, e ci scommetto neppure quelli della Mediterranean Oil and Gas, della Northern Petroleum, della Shell, dell'ENI, della Petroceltic e di tutte le altre ditte petrolifere che vogliono venire a trivellare in Italia.

Non sanno nemmeno quanto petrolio e' uscito, anche se si parla di cifre enormi - di piu' di qualsiasi altro disastro petrolifero della storia. Si parla di petrolio fra i 20,000 e i 100,000 barili al giorno, cioe' dai 100 ai 500 milioni di litri riversati finora.

I ristoranti, e i pescatori, le comunita' costali, stanno facendo causa alla BP. Undici persone sono morte. Tutti gli esperti sono preoccupati per le conseguenze a lungo termine. La BP cerca di salvare la faccia, come meglio puo', ma lo sanno tutti che mentono.

Proprio oggi presso una udienza nel senato americano si dice che gli effetti verranno avvertiti a lungo e in posti anche molto lontani dalla Louisiana a causa della complessita' delle catene alimentari e delle dinamiche marine, in particolar modo delle specie piu' piccole che sono il nutrimento di quelle maggiori.

Ci rassicurano pero' che tutto questo non potra' mai succedere in Italia. Ce lo dice Sergio Morandi della Mediterranean Oil and Gas, ce l'ha detto Claudio Scajola prima di dimettersi da ministro dello sviluppo economico.

E perche' no? Siamo speciali noi? Magari non succedera' con quelle modalita' li, ma puo' sempre succedere, no? E che noi abbiamo un patto divino?

Scajola - quello a cui gli regalano le case a sua insaputa- in particolare qualche tempo fa ha detto che incidenti simili non si sono mai verificati in Italia.

Non ha mai sentito parlare di Trecate? Non ha mai sentito parlare della piattaforma ENI esplosa nei mari dell'Emilia Romagna negli anni sessanta e con tre morti? Non ha mai letto
di tutti gli incidenti petroliferi "minori" che accadono in Italia e di cui nessuno parla? Non ha visto quello che e' successo nel Lambro, con una frazione piccola di petrolio rispetto a quanto si puo' pompare da sottoterra? Non sa che il Mediterraneo e' il mare con piu' alta concentrazione di petrolio a causa di continui riversamenti accidentali che non finiscono sui giornali?

Anche a Rospo Mare nel 2005 ci fu una perdita di petrolio che per qualche giorno preoccupo' le popolazioni del vastese e di termoli.

Dicono che da noi siamo poco in profondita' e' che e' facile tappare, in caso di incidenti. Si, ma e' anche vero che siamo piu' vicino alla riva, e che lo schifo arrivera' lungo le coste in un batter d'occhio e non verra' portato via dalle correnti oceaniche come in Louisiana e come in Australia.

Scajola pero' prima di dimettersi aveva convocato Eni ed Edison per sentire quali sono le loro misure di sicurezza ed aveva poi disposto la sospensione di ogni nuova autorizzazione alle trivelle fino alla conclusione degli accertamenti di una apposita commissione. Questo in data 3 Maggio.

La cosa interessante pero' e' che proprio tre giorni prima, il 30 aprile lo stesso Scajola aveva rilasciato a Shell Italia il permesso di trivellare il Golfo di Taranto!

Anche qui, come per le case di Scajola, la destra non sa quello che fa la sinistra!!!

Cioe' prima approva i pozzi, poi sente al TG che Obama blocca tutti gli iter petroliferi in seguito all'incidente della Louisiana, e decide pure lui di fare il blocco.

Ma non c'e' piu' nulla da bloccare, perche' tanto le autorizzazioni le aveva gia' date!!!

Magari, come per le case, ora Scajola dira': se becco quello li che ha dato le autorizzazioni, lo denuncio!

Tutto questo farebbe anche ridere se non che quei poverini dei tarantini hanno gia' un sacco di guai laggiu', con raffinerie ENI, ILVA, diossina e inquinamento di vario genere.

Ho cercato di indagare il piu' possibile sul risultato di tali accertamenti da parte del ministro, ma non ne ha parlato nessuno, e non si sa cosa abbiano accertato. Non sarei sorpresa di sentire che va tutto a meraviglia secondo questi accertamenti.

Ma poi chissa', magari a Claudio Scajola gli hanno fatto pure gli accertamenti petroliferi a sua insaputa...

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Commenti dei politici americani su British Petroleum:

Most of the oil is gushing like mad out there, with just a little bit being siphoned off, which tells you there is a much greater volume than BP said.

California Democratic Sen. Barbara Boxer, capo del Senate Environment and Public Works Committee

I think now we are beginning to understand that we cannot trust BP.

BP has lost all credibility. Now the decisions will have to be made by others, because it is clear that they have been hiding the actual consequences of this spill.

Ed Markey, capo della commissione parlamentare che indaga sul disastro BP.

Americans deserve nothing less than complete transparency.

Il presidente Obama, sul fatto che la BP sia accusata di star mentendo sulle cifre del riversamento.

In responding to this oil spill, it is critical that all actions be conducted in a transparent manner, with all data and information related to the spill readily available to the United States Government and the American people

Janet Napolitano e Lisa Jackson, capo del dipartimento della sicurezza nazionale e dell' Environmental Protection Agency.

The spill has been a horror movie right now in front of us

Mary Landrieu, senatrice della Louisiana

Fonti: CNN, Milano Finanza, Terranauta

Thursday, May 14, 2009

Solarexpo


A Verona dal 7 al 9 di Maggio c'e' stato il Solarexpo, un convegno ed una mostra sulle energie rinnovabili, per mostrare gli ultimi progressi recenti sullo sviluppo e le possibilita' dell'energia solare. Dal mio punto di vista, l'energia distribuita - ciascuno se la produce da se - e' la soluzione piu' intelligente per aiutare a risolvere i problemi energetici, allo stesso modo in cui il compostaggio a casa e' quello migliore per dimunire il piu' possibile il quantitativo di immondizia prodotta da ciascuno.

Al Solarexpo c'erano mille ditte, da tutto il mondo: per una volta sono stata contenta di vedere una cosi grande presenza di imprenditori italiani nella lista e di sapere che il numero totale di visitatori e' stato di quasi 64,000 persone per un'area espositiva di 57,000 metri quadrati.

La piccola digressione che voglio fare e' che l'ingegno italiano e' fra i piu' fini che io conosca, siamo un popolo creativo e intelligente quando vogliamo. Quanto meglio potrebbero essere le cose e la vita in Italia se solo avessimo al timone poltici seri, istruiti in temi moderni e capaci di chiedere consigli a chi ne sa piu' di loro quando ce n'e' bisogno.

Al Solarexpo, il portavoce dell'organizzazione, Arturo Lorenzoni dell'Universita' di Padova e della Bocconi dice che l'obiettivo da raggiungere per rendere i fotovoltaici economicamente redditizi, e per giocarsela alla pari con l'energia tradizionale e' il limite di un dollaro di costo per ogni watt prodotto. Alcuni costruttori hanno gia' superato questo limite e anzi, ci si prospetta di andare sotto ai 70 centesimi per watt nel 2012.

Per ogni megawatt di potenza installata si creano 2 posti di lavoro per venti anni e uno per ogni megawatt di potenza prodotta dal sole (1 watt = 1 joule per secondo. 1 megawatt = 1000 watt. In media, una persona che sale le scale usa una potenza di 200 watt. Una lampadina incandescente ne usa dai 5 ai 30.)

Per il 2009 si stima che verranno creati 900 megawatt in Italia, che nel 2011 potrebbero salire a 2200 megawatt. La cosa bella, sottolinea Lorenzoni e' che:

tutto ciò sta dando interessanti frutti come la creazione di nuovi posti di lavoro. Sono lavori che rimangono nel lungo periodo e sul territorio. Quanti settori industriali possono fare lo stesso?

Aggiungerei io che non si tratta nemmeno di lavori con la mascherina antigas contro l l'H2S durante le ore lavorative e per conto dell'ENI, ma lavori di installazione e di manutenzione dove si creano piccole e grandi aziende locali con tecnici qualificati. Questo e' lavoro sano, che crea ricchezza vera, perche' invece di regalare i soldi ad una multinazionale si crea imprenditoria piccola ed indipendente, con una fonte rinnovabile e senza inquinare l'ambiente e i polmoni della gente. Continua Lorenzoni:

Non si è visto in nessun altro settore industriale del nostro paese una crescita così elevata. Questo è il punto di partenza che dovrebbe guidare imprese e amministratori ad una visione ottimistica per gli anni a venire per questo settore. Nel breve periodo tutto il settore dell'energia verde sta avendo un ruolo “anticiclico” rispetto alla crisi in atto.

Bene, uno direbbe: abbiamo perso gia' mille treni (biotech, nanotech, information technology), questo del solare tienamocelo stretto. Abbiamo tutte le caratterische giuste, non solo il sole, ma il sapere lavorare in maniera distribuita, con una miriade di piccole e medie imprese. Si penserebbe che i poltici vogliano fare a gara a chi aiuta di piu' questo settore e a fare dell'Italia la punta di diamante, per una volta, in un settore legato alla conoscenza e alla tecnologia.

Secondo il blog di Antonio Cianciullo de La Repubblica, negli anni Ottanta l'Italia stava facendo grandi passi in avanti nel campo dell'energia fotovoltaica. Una politica miope pero' decise di non aiutare, con sgravi ed incentivi, il nascente filone energetico, e anzi si crearono un sacco di ostacoli. Subentrarono tedeschi, danesi, e spagnoli che hanno potuto contare su un sistema normativo più certo e affidabile e che ora sono piu' avanti di noi.

Ora si riparte, e di nuovo, l'ingegno c'e'. Gli organizzatori avevano anche invitato per questa decima edizione, e la piu' importante d'Europa, anche Stefania Prestigiacomo, ministro dell'ambiente, Claudio Scajola, ministro per lo sviluppo economico.

Ma i due non ci sono andati. Evidentemente sono troppo impegnati a fare accordi con l'ENI e a piangere alla corte europea per non multarci sui non rispettati accordi di Kyoto per rendesi conto dell'ennesima opportunita' per il futuro che stanno buttando via.