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Saturday, September 26, 2015

Google, Starbucks, WalMart, Siemens, Nike, H&M, IKEA: tutti a rincorrere il sole






Update: 6 Dicembre 2016 

Google annuncia che dal 1 Gennaio 2017 il 100% della sua elettricita' nei data center 
sara' da rinnovabili

Nel 2015 i data center di Google hanno usato tanta energia 
quanto l'intera citta' di San Francisco. 

Nel 2017 tutta l'energia verra' dalle rinnovabili, sole e vento.

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“We are the largest corporate purchaser of renewable energy in the world. 
It’s good for the economy, good for business and good for our shareholders.”

  Joe Kava, il senior vice presidente di infrastruttura di Google


Tutto questo e' colossale se si pensa che Google ha clienti in tutto il mondo - circa 1 miliardo di persone da gmail a youtube. Usano 13 data center in tutto il mondo: ciascuno di questi e' un complesso con centinaia di migliaia di computer.  Nel 2015 l'uso e' stato di 5.7 terawatt-ore, l'equivalente di due centrali da 500 megawatt a carbone. La transizione verso le rinnovabili e' ottimale anche per i costi, di Google e del consumatore medio: quando c'e' un acquirente di elettricita' cosi potente, il prezzo scende rapidamente, per tutti.

La transizione verso le rinnovabili sara' per il 95% con uso diretto di rinnovabili.  Ma... come faranno nei (pochi) posti dove l'infrastruttura da sole e vento non c'e' ancora? 

Nel corso degli anni, zitti zitti, Google ha creato accordi con produttori di rinnovabili in tutto il mondo per comprarne l'energia. Anche se non la useranno direttamente, cio' che acquistano la immetteranno in rete per l'uso comune, in modo da compensare l'uso di energia fossile se le rinnovabili nella localita' X non e' ancora disponibile. 
 
Questo fa si, che essenzialmente "regalano" alla rete tanta energia fossile quanto ne consumano in localita' X e la resistuiscono in localita' Y sottoforma di energia rinnovabile. 

Fra le varie infrastutture in uso: Minco, Oklahoma dove c'e' una centrale a vento che alimenta il centro dati di Google a Pryor, Oklahoma. 
Facebook, Amazon, Microsoft tutte hanno obiettivi simili e non sono lontane dal raggiungerli.

E se ci riesce Google, grande com'e' vuol dire che il tempo del sole e del vento e' adesso.

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26 Settembre 2015

Una miriade di colossi dell'economia mondiale promette di transizionare al solare.  Spero che lo facciano anche per amore, ma che sia per amore o per immagine, o per soldi, il risultato non cambia. E' un altro passo, piccolo o grande che sia, verso la fine delle nostre petrol-societa'.

In questi giorni Starbucks, Wal-Mart, Goldman Sachs, Siemens, Johnson and Johnson hanno promesso di transizionare completamente al solare nei prossimi anni, aderendo al progetto RE100 promosso da "The Climate Group" una non-profit americana fondata circa un anno fa, dopo la marica del clima a New York.

In totale sono 36 le mega-corporazioni che hanno volontariamente deciso di tagliare le loro emissioni di CO2 e di usare solo energia green. Oltre alle quattro su citate, fanno parte di RE100, la Nike, la Procter and Gamble, IKEA, Nestle, H and M.

Johnson and Johnson produce shampoo ed affini. Annuncia di voler arrivare al 100% di solare entro il 2050. Goldman Sachs, 100% solare entro il 2020, Nike 100% solare nel 2025. Steelcase produce mobili made in the USA. E' gia' 100% solare e cosi pure Voya International, fondo immobiliare. Amazon, Apple e Google hanno gia' attuato programmi solari molti anni fa. La Siemens dice che investira' 100 milioni di euro per passare al 100% rinnovabili entro il 2030.

In totale le trentasei socie di RE100 sono Alstria, Autodesk, BT Group, Commerzbank, DSM, Elion Resources Group, Formula E, Givaudan, Goldman Sachs,  H and M, IKEA Group, Infosys, J. Safra Sarasin, Kingspan, KPN, Johnson and Johnson, Marks & Spencer, Mars, Incorporate, Nestlé, Nike,  Philips, Procter and Gamble, Proximus, RELX Group, Salesforce, SAP, SGS, Starbucks, Steelcase, Swiss Re, UBS, Unilever, Vaisala, Voya Financial, Walmart e YOOX Group.

Non male, dopo un solo anno di attivita', e segno che la grande marcia di un anno fa ha avuto dei risvolti veri. 

Intanto, sono circa 400 le organizzazioni che hanno deciso di divestire dalle fonti fossili, seguendo l'appello di Bill Mc Kibben di 350.org.

Quello che sembrava essere un piccolo gruppo di utopistici sognatori e' diventato un movimento planetario. Nel loro complesso gli aderenti al "divestment committment" valgono $2.6 trillioni di dollari, cioe' 2,600,000 milioni di dollari. Fra i magnifici 400, campus americani, gruppi religiosi e filantropici, fondi pensione e enti locali. Anche la Fondazione di Leonardo Di Caprio fa parte di questo gruppo.

Come detto, non sappiamo perche' queste ditte abbiano deciso di passare alle rinnovabili e di programmare le loro ditte per un futuro il piu possibile petrolio-free.

Certo e' che la spinta verso l'energia green dal basso diventa sempre piu' forte e che e' sempre piu' econonicamente vantaggioso usare le rinnovabili. Secondo alcuni studi di the Climate Group, transizionare al solare comporta ritorni del 27% sugli investimenti iniziali.

E si, lo so che alcune di queste ditte, come la Nestle non sono da prendere ad esempio per quasi niente, ma il fatto e' che se anche la Nestle si convince da sola a entrare nel club delle rinnovabili, allora vuol dire che veramente il futuro e' splendente.

Qui le immagini della "Green big Apple" march di New York di un anno fa.





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