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Saturday, March 27, 2010

Ortona - pensieri da lontano


Pensavo che mi sarei arrabbiata di piu' nel sapere che il sindaco di Ortona Nicola Fratino ora passa agli inceneritori sul suo territorio. La vecchia volpe perde il pelo ma non il vizio. Abbandonato il progetto del centro oli - per ora almeno - il nostro sindaco si lancia un progetto a biomasse. Ci molla l'etichetta di "eco" davanti - come la Eco-petroli - ma chissa' cosa mai ci andra' dentro quest'altro mostro che bruciera' robaccia fra i campi del Montepulciano.

Non ho tempo e voglia di indagare. Non sta a me preoccuparmi dell'aria che respirera' chi vive li vicino. So solo che qui non ho mai sentito parlare di "biomasse" come di energia alternativa e che addirittura in California e' pure vietato usare i caminetti e bruciare la legna perche' inquinano e perche' - alla fine dei conti - non ce n'e' bisogno dato il nostro clima.

Non so cosa dire. Sento pero' un profondo senso di disagio quando penso ad Ortona e agli ortonesi in generale. Nei due anni e mezzo che porto avanti questa battaglia non ho mai visto - nel suo complesso - una cittadinanza piu' passiva, piu' molle, piu' apatica. Ovviamente ci sono delle eccezioni - Santa Fabrizia, Mauro, Marco e Davide, per dirne alcuni ma nel suo complesso sono delusa e mi pare che tutto il mio spendermi sia stato inutile.

Possibile che nessuno abbia preso la briga di indagare su cosa faccia questo sindaco? Possibile che nessuno abbia potuto sapere di che si trattava? Possibile che i contadini che gli hanno venduto la terra, i costruttori che sono impegnati a realizzarlo, i vicini, i consiglieri, qualcuno, non se ne sia reso conto, non si sia posto domande, non abbia chiesto cosa sia questo "eco-inceneritore"?

E' sempre lo stesso discorso - la democrazia ci impone di essere attivi, altrimenti tutti ne approfittano. Fa tristezza, ma alla fine, ciascuno e' artefice della propria fortuna, e questo vale per i singoli, vale per i popoli, vale per Ortona.

E poi penso al centro oli.

Cosa ha fatto Ortona per il suo stesso territorio? Sono stati piu attivi i cittadini di Tollo, di Francavilla, di Lanciano.

I miei stessi parenti ortonesi sono tutti anestetizzati. Ci ho provato a coinvolgerli - chi insegna a scuola, chi e' commercialista, chi e' impiegato, chi lavora per l'industria del vino. Avrebbero tutti potuto fare qualche cosa. Al di la' di sterili complimenti per me, e dello sterile orgoglio di poter dire che gli sono parente, non c'e' stato nulla di piu' attivo, di piu' partecipato, di piu' voglia di combattere per le cose giuste.

E poi penso ad una prima comunione a cui ho partecipato, in Giugno 2009 al ristorante Il Feudo, proprio di fronte alla collina del centro oli. Il padrone, candidamente, mi disse che lu non aveva partecipato a nessun tipo di protesta perche' non aveva tempo e perche' "se mi arrabbio io poi finisce male". Mi ha detto tutto questo anche lui, come se fosse la cosa piu' normale del mondo, che gli avrebbero fatto una raffineria di petrolio di fronte al suo ristorante e lui restava impassibile perche' non ha tempo.

Cosa potevo dirgli? Che io invece di tempo ne ho a bizzeffe? Che io invece vorrei che finisse bene, con calma e con il contributo di TUTTI?

E poi penso alla serata di Ortona in Gennaio 2010, con Remo Di Martino, e al fatto che hanno tutti ascoltato il personaggio in questione dire le bugie piu' false sulla sua presunta contrarieta' al centro oli, fin da tempi non sospetti.

Ero senza voce e sono esplosa a sentire quelle bugie. E gli altri? E perche' nessuno ha trovato il coraggio di dirgli che quel che diceva sono bugie? E perche' nessuno va li a rompergli le scatole a dirgli ora che sei l'assessore al turismo, vedi cosa vuoi fare contro le trivelle in mare?

Finisce sempre con "ma tanto io non ci posso fare niente" oppure con "tanto se hanno deciso, lo faranno" oppure con "lei e' troppo idealista". E va bene, andiamo avanti cosi.

Non sono io che dovro' crescere i miei figli ad Ortona, e non sono io che dovro' un giorno spiegargli che del mare, dei campi, della bellezza di un tempo di quella citta' non e' rimasto nulla.

Fonti: Primadanoi

6 comments:

elisa said...

che dirti Maria Rita? Hai ragione...ma qui non è un fatto di ragione, poi darla a una persona intelligente come te.... io ho lasciato Ortona anche per la ignavia dei cittadini, una ignavia che contamina i miei parenti e forse in parte pure me, che cerco di dare il mio contributo. Posso solo dirti: in Italia e anche ad Ortona ci sono brave persone... Pure se fossimo in minoranza (è quella che voto da tanti anni...)dobbiamo lottare. Non abbandonarci, senza di te saremo una minoranza sconfitta e siamo noi che dobbiamo sopravvivere a un Fratino o a un Di Martino!!!

mario franco basilico said...

Non trovo le parole giuste per dare una risposta a questo post, so solo che ho potuto constatare che in Abruzzo ci sono alcune persone eccezionali, oltre quelli citati e Lei in particolare;
so che avete fatto oltre il possibile come hanno fatto alcuni miei paesani quando si opponevano alla realizzazione della centrale elettrica di Gissi, alla fine con la lungaggine dei tempi e le dichiarazione dei politici che lo volevano ma votavano le delibere al consiglio comunale contro la centrale, hanno vinto ma non hanno convinto nessuno; adesso i miei paesani sono diventati indifferenti e non si oppongono a nulla, siamo diventati anime morte;
sono certo che se Gissi avesse avuto la fortuna di avere persone come Lei, Prof.ssa e le persone che ha citati, non io ma alcuni dei miei paesani che hanno lottato senza avere informazioni precise “a loro bastava solo il Vostro blog” avrebbero uccise persone.
Presumo che senza di Voi, l’Abruzzo sarà una grande Gissi.
Altro non voglio aggiungere.

Tom P. said...

Sono reduce dalle elezioni comunali a Chieti, dove il candidato di destra ha stravinto (61% contro il 34% del sindaco Ricci). Sapevamo che Ricci avrebbe perso perché ha governato le imprese edili ignorando ogni altro problema. Però non posso dire agli altri di fare qualcosa senza provare a farla. Col mio blog, l'unico che a Chieti parla di questioni ambientali, non ho risolto niente; con le chiacchiere tra amici non si risolve niente. Candidarsi è una spesa di soldi, di tempo, di impegno e ci si mette in gioco anche con la propria reputazione (ah, quello vuol fare politica!) ma poteva essere un modo per aprire un varco nell'apatia generale. Poi scopri che non ti ha votato neanche l'amico che dice di avere le tue stesse idee, neanche il collega con cui parli tutti le mattine, neanche il parroco che ti aveva incoraggiato a farlo. Uno aveva il parente candidato nella lista civica, l'altro ha una vicina di casa troppo petulante che deve piazzare la figlia fresca di laurea, l'altro ancora è arrabbiato con la politica e non voterà più. Poi c'è anche qualcuno che il problema del petrolio l'ha capito benissimo, conosce anche il come e il perché di certi inquinamenti gravissimi a ridosso del fiume; ti dà una pacca sulla spalla e ti spiega che se vuoi fare politica allora te lo dice lui come si raccolgono i voti, tanti voti, e naturalmente bisogna lasciar perdere tutte queste sciocchezze ambientaliste, devi andare nelle case dei vecchietti che soffrono di solitudine... Gli rispondo che non devo raccogliere voti per assicurarmi un seggio, non sono in cerca di potere o di una sistemazione sociale. Ma allora - mi dice - perché ti sei candidato?


Esco da questa esperienza col morale a pezzi. La politica è diventata una lotteria di santini con la faccia del candidato e i numeri da estrarre dall'urna. Non ci sono problemi da discutere, né soluzioni da proporre e neanche un futuro da costruire.

Adesso a Chieti passerà anche un gigantesco elettrodotto. Nel piccolo comune di Filetto è già scattata la paura. A Chieti niente, non se ne parla nemmeno. Overdose di camomilla. Di destra o di sinistra? boh! Ma il canaro quanti voti ha portato? e l'autista, hai visto quanti voti ha preso l'autista? e quell'altro, non è lo stesso che era già finito in galera nel 93? ma sì, però faceva tanti favori, ovvio che la gente l'ha votato.

Cara Maria Rita, stiamo affondando nell'ignoranza e nella stupidità. Ne siamo sommersi e non c'è modo di far emergere neanche un pochino di buon senso.

maria rita said...

tom,

che posso dire? oltre a rinnovarti la mia simpatia e stima, e dirti che mi dispiace, non so cosa aggiungere.

mi sono sentita come te tante volte.
non prendertela, purtroppo l'italiano medio e' cosi, e le cose non cambiano in una campagna elettorale. probabilmente saranno necessarie generazioni oppure dovranno succedere cose molte gravi affinche' la gente si svegli dal proprio torpore.

L'ho anche scritto, i miei stessi parenti non hanno mosso un ceppo per il petrolio, e dire che piu' di altri avrebbero dovuto darsi da fare, perche' mi conoscono da una vita e perche' lo sanno da dove vengo, e che non dico balle.

Ma non e' tutto perso. in coscienza puoi dire di avere dato il meglio di te e chissa che questo non lasci un seme di speranza per altri, per i giovani, per il futuro. adesso forse non lo sai o non lo vedi, ma vedrai che un giorno qualcuno ti ringraziera' per il tuo attivismo.

magra consolazione, lo so ma per ora facciamoci compagnia a vicenda - non sei solo. ti abbraccio.

non mollare - mr

Anonymous said...

Sono stato lontano alcuni giorni per la connessione saltata
ma seguo sempre questo blog.

Devo dire che questo aspetto della mentalità odierna lo riscontro anche altrove,
si pensa solo ai propri interessi e addirittura si critica chi ha un'idealismo che invece ci ha contraddistinto nel '68.
idealismo che però è solo impegno per il sociale.

Non credo che arrendersi sia la cosa migliore,

Anche io mi trovo spesso spiazzato davanti a queste candide affermazioni,
addirittura qualcuno parla di lobby e che bisogna essere in mezzo al potere per fare anche le più piccole attività sociali, leggittime ma senza l'appoggio politico o di organizzazioni ben piazzate, oggi nn si può più.

"Anno zero" ne ha parlato l'altra sera , è una trasmissione che va i onda su rai due, presentata da M.Santoro, è stato ecclissato nel periodo elettorale proprio perchè ritenuto pericoloso dai politici.

Parlava proprio dell'aumento della differenza tra i poveri e i ricchi e del come oggi sia difficile far valere anche i più basilari principi se non ci si aggrega a qualche gruppo di potere.

L'italia è cambiata molto rapidamente mentre l'indifferenza dilaga, e come disse in un film Paolo villaggio " io speriamo che me la cavo"

Nicola.

Anonymous said...

allora tutti a usare le biciclette....