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Tuesday, February 24, 2009

La politica inutile



L'immagine e' di un pozzo di petrolio scoppiato ad Apricena, in provincia di Foggia.

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Ieri Primadanoi ha pubblicato un articolo sulla regolamentazione del "centro oli di Ortona". Innanzitutto, e per l'ennesima volta, il problema non e' il centro oli di Ortona ma la petrolizzazione dell'Abruzzo intero, una prospettiva di gran lunga piu' inquietante perche' significa Ortona moltiplicata per dieci, per venti volte, fino a coprire la META' della regione e fino ad interessare la vita dell'80% degli Abruzzesi.

Data la gravita' del problema, ci sarebbe stato bisogno di statisti veri, informati, lungimiranti, coraggiosi e non di balbettii politici di gente che crede di sapere e in realta' non sa nulla. L'assessore all'agricoltura, un ragioniere, sa' cosa fa l'idrogeno solforato alle viti? L'assessore all'ambiente, ex dipendente di telespazio, sa cos'e' l'idrogeno solforato? Ne hanno mai parlato alla gente e con la gente? Sono mai stati in Basilicata? Sono mai andati a qualche proiezione? A qualche dibattito? Ne hanno organizzati loro? Gli importa davvero dei contadini? Gli importa davvero dell'ambiente?

Nell'articolo poi, si parla di fine alla deregulation. Perche' si parla di deregulation? In inglese, deregulation significa TOGLIERE le leggi complicate e farne di piu' semplici. Fino a prova contraria esiste una semplice e chiara legge regionale che dice chiaro e tondo che i petrolieri non possono venire in Abruzzo fino alla fine del 2009. Quelle che hanno fatto sono si regole nuove, ma di gran lunga meno chiare, piu' contorte e che lasciano, nella mia interpretazione, campo aperto ai petrolieri. Qui sarebbe stato meglio parlare di new messy regulation secondo me. Fine della deregulation e' un gioco di parole senza senso. Perche' usare termini inglesi quando non si sa di cosa si sta parlando?

Uno strumento normativo che, con le sue previsioni, rende, di fatto, impraticabile l'ipotesi di realizzazione del Centro Oli di Ortona.

Che sciocchezza scrivere queste cose: subito dopo ci sono due paragrafi interi dedicati
alle royalties, ai soldi per il ripristino ambientale e alla con-partecipazione degli enti locali, per decidere la costruzione e l'ampliamento degli stabilimenti di lavorazione e stoccaggio del petrolio. Tutte queste cose vanno di fatto a disciplinare la possibile impiantazione di raffinerie e pozzi di petrolio.

In che modo si rende "di fatto" il centro oli impraticabile?

Nel dettaglio sono sottoposti ad autorizzazione della Regione l'installazione e l'esercizio di nuovi stabilimenti di lavorazione e stoccaggio di oli minerali; la dismissione degli stabilimenti di lavorazione e stoccaggio di oli minerali; la variazione della capacità complessiva di lavorazione degli stabilimenti di oli minerali e la variazione di oltre il 30% della capacità complessiva autorizzata di stoccaggio di oli minerali.

Non ho ben capito allora: la regione decide dove si puo' mettere la raffineria? E la gente cosa decide? E dei limiti delle emissioni dove si parla? E del mare? E dei chilometri dalla costa? E del fatto che il 75% degli Abruzzesi non lo vuole il petrolio in regione?

Non vedo da nessuna parte in questo articolo parole chiare e semplici dove si dice: l'
Abruzzo dice no alle estrazioni di un petrolio scadente ed inquinante. Vedo piuttosto il grigiore, tipicamente italiano di leggi astruse, fatte apposta per imbrogliare la gente, con termini poco chiari e aperti a mille possibilita' interpretative.

Il primo firmatario e' Mauro Febbo, persona che io ritengo arrogante e poco aperta al confronto scientifico. La sua prossima mossa (me l'ha detto in TV) e' di mettere 4 inceneritori: uno per regione. Andiamo avanti nella corsa al baratro.

C'e' voluto un mese e mezzo per preparare questa arzigorosa "regulation". La gente, i movimenti popolari, i comitati cittadini, il WWF, i medici: non e' stato interpellato nessuno. La stampa locale non ha scritto editoriali, approvando o affossando questa mossa.

C'e' ancora molto da fare in Italia perche' la democrazia sia una cosa reale, tangibile, partecipata e non solo un vuoto modo di dire. La res publica e' solo un contenitore vuoto. Non e' giusto, ne' per noi che da mesi ci spendiamo in questa lotta, ne' per le generazioni future e tantomeno per il paese nel suo complesso che lentamente ma inesorabilmente crolla verso la mediocrita'.

17 comments:

Anonymous said...

Gentilissima Maria Rita,
questo è uno che ha tempo da perdere o forse è qualcosa di peggio tipo uno svitato o un frustrato afflitto da chi sa quale sindrome. Qualunque cosa sia è inutile alla causa, fa perdere tempo e sta cercando di trasferire ad altri un problema che è solo suo. Cancella tutto quello che non è congeniale alla nostra battaglia. Questa non è un'accademia di buone maniere o una scuola di democrazia e lui pertanto è semplicemente un nemico e se questa è una guerra va eliminato. Almeno dal blog.

Anonymous said...

Caro Anonimo, ho letto il tuo messaggio. Non c'è dubbio, hai delle argomentazioni valide. Ma due domande: per favore, se vuoi dare validità al tutto firmati: chiedi lealtà, correttezza, abbi il coraggio di mostrarti. Anche perchè chiedi le opinioni di gente che ha lavorato nei campi, nel turismo, con il petrolio. Giusto: ma tu che mestiere fai? Cosa conosci in maniera approfondita?
Che esperienza porti? Molti non sono ancora abituati ad un leale confronto, ma se lo vuoi devi essere il primo a dare l'esempio.Viviana Farinelli

Anonymous said...

Ma come è possibile scrivere per pagine e pagine simili scemenze? Forse questo è un coatto che ha tempo da perde o uno in perenne crisi sclero. Oltre a cancellarlo perché non gli si dice brutalmente di andare a "rompere" altrove?
Deve essere proprio tocco e noi a perdere tempo dietro le sue crisi!

Anonymous said...

salve a tutti leggo spesso questo blog e sono sempre più preoccupata per la sorte dell'Abruzzo, chiedo alla dottoressa cosa possiamo fare noi cittadini, perchè nn abbiamo perseguito la soluzione della class action (da quello che leggo dovrebbe essere ancora possibile farla), inoltre non è forse il momento di fare un'altra manifestazione, inoltre visto le che le cattive notizie si susseguono è meglio spendere le nostre poche forze nel fare qualcosa piuttosto che rispondere alle provacazioni di questi soggetti che popolano il blog, ritengo che ignorarli sia la soluzione migliore.
simbasil

wanadobee said...

da quello che so la class action non e' ancora una realta in Italia. Giace in qualche cassetto tra senato e camera, sotto chissa' quale pila di documenti.

Credo che venga costantemente sabotata in perfetto stile bipartisan. Sono solo i cittadini normali e le associazioni di consumatori a volerla.

Immagina l'Eni in basilicata: i danni del petrolio sull'agricoltura si conoscono da piou' di 30 e sono stati dimostrati scientificamente. Negli stati uniti rischierebbero la bancarotta con una class action dell'intera regione basilicata.

In italia invece abbiamo altri problemi: il processo Stasi, il bio-testamento, le centrlai nuvcleari da fare con la francia etc...

Anonymous said...

E' necessario un coordinamento tra tutte le Associazioni, comitati, forze politiche di tutto l'Abruzzo per una forte manifestazione. Dobbiamo tutti lavorare per questo, da subito.Viviana

Anonymous said...

mi ero già accorta anch'io che il tuo messaggi era stato cancellato...ma sai, cerca di capire, il blog è suo e con tutte le energie che ci spende farà un pò quello che cavolo le pare!!!
poi non vedo perchè stiamo spostando l'attenzione dalla vera questione!!stai facendo un caso assurdo e basta ed ora hai davvero rotto!Hai delle argomentazioni ed è innegabile, ma allora contribuisci, dicci come secondo te bisognerebbe fare!La d'Orsogna sicuramente parla di ciò che conosce, e lo fa molto bene anche. Tu cosa critichi??Ma chi sei?
mah...
Maria rita io sono con te ed apprezzo moltissimo il tuo impegno.
Un abbraccio

irene

maria rita said...

Da oggi occorrera' che io approvi tutti i messaggi.

Nonostante tutte le sue balle, chtulu, akron, ahah o come si chiamava lui era la stessa persona, sempre e solo lui. I messaggi stralampati erano tutti suoi.

Chiedo scusa a tutti gli altri che dovranno attendere un po' per vedere pubblicati i propri commenti, specie quando per me e' notte. Forse le discussioni saranno meno fluide, ma questo tizio aveva superato ogni limite di decenza.

Le guerre sono con i veri petrolieri e io non voglio sprecare nemmeno un grammo di energia dietro agli esaltati che parlano di talibani, che parlano di prostitute e latte cancerogeno.

Ora ce ne siamo liberati.

maria rita said...

grazie a tutti quelli che mi hanno scritto messaggi di supporto, anche
privatamente.

si, anche io penso che si arrivata l'ora di far sentire a chiodi la forza della piazza.

Credo che potremmo inziare con il
coordinare una data, piu avanti quando fa piu caldo per protestare, e gia adesso, martellare scuole, facebook, associazioni, cittadini.

Che ne pensate?

wanadobee said...

concordo pienamente.

La proposta di legge di Febbo e' ridicola e dimostra 1 che l'abruzzo alla corte di Silvio non conta nulla 2 che si parla di spartire delle royalties con sono il 15% del 7%... cioe' lo 1.05% del valore del petrolio estratto..

giosuè said...

il sig Mauro Febbo non ha capito niente!!! noi quì i petrolieri non li vogliamo!!! fissiamo subito un appuntamento anche sotto la neve e diciamo a chiare lettere che l'Abruzzo non si tocca e via i petrolieri e gente come mauro febo dall'abruzzo!!!

Anonymous said...

per quanto riguarda la class action ecco cosa ho trovato
http://www.altroconsumo.it/giustizia/class-action-firma-anche-tu-il-nostro-appello-al-governo-iscriviti-al-gruppo-su-facebook-s230953.htm
simbasil

Anonymous said...

Caro FEBO sai che un barile di vino val e in dollari di piu di uno di petrolio? cosa facciamo il negozio Maria Cazzitto.

Anonymous said...

petrolio,inceneritori,centrali nucleari insomma tutto ciò che agli italiani non serve,ma serve all'oligarchia che ci sta sempre più sotterando.pensare che in tanti hanno invidia per la nostra realtà geografica dove l'energia pulita avanza,solo che queste sono a beneficio di tutti mentre le altre di pochi.quindi eccoci a pagare con la vita nostra e delle future generazioni per i loro profitti.restiamo umani per usare le parole di vittorio arigoni e continuiamo a diffendere la nostra terra per conceder un futuro ai nostri figli.grazie per il suo sostegno signora d'orsogna.renzo

mario franco basilico said...

In tempi non sospetti hanno preparato bene il terreno, gradatamente ed oculatamente hanno seminato con l’indebitamento della Regione, soprattutto i settori dei servizi indispensabili; adesso interverrà il Governo e dirà o con noi o contro di noi, altrimenti pagateci i debiti e tenetevi i disservizi, contemporaneamente dovete lottare contro i vermi e i falliti che sono oltre il 70% della popolazione e sono dalla nostra parte perché noi gli garantiamo privilegi, loro lo sanno.

Anonymous said...

NON E' IL FREDDO CHE CI FA PAURA !!!!!! MA IL PETROLIO !!!
Il 24 novembre 2007 ..... con i trattori a Pescara, esperienza da ripetere.

Secondo il mio modesto parere dobbiamo organizzarci in occasione di un Consiglio regionale a Pescara, molto più facilmente raggiungibile visto che la provincia di L'Aquila ( mi riferisco alla presidenza )sonnecchia in merito alla petrolizzazione abruzzese !!!!!!!
Ottima soluzione cara Maria Rita chiedeva un nostro appoggio dopo aver ...... beh lasciamo stare va, che non merita 1 secondo in più, però che curiosità a sapere chi fosse quell'"Arsenio Lupin" da strapazzo anche se molti di noi l'hanno riconosciuto...eccomeeeee.
SinceraMente.

Anonymous said...

oCCORRE UN COORDINAMENTO REGIONALE DI TUTTE LE aSSOCIAZIONI: è sufficiente che i direttivi si mettano in comunicazione tra loro. E dobbiamo uscire dai blog e fare immediatamente comunicati stampa e interviste in TV. I TG abruzzesi e la stampa tacciono sulla legge, pare che a nessuno importi nulla;si parla di Chiodi che sta risolvendo il problema occupazione ( e speriamo che lo risolva!), ma del petrolio i media non parlano. Noi ci arrabbiamo sui blog, ma non abbiamo voce all'esterno, o al massimo parliamo attraverso le singole associazioni, ma separatamente e quindi non dimostriamo forza; tanto più che il CNV sta un pò in crisi . Secondo me Maria Rita dovrebbe chiedere questo coordinamento di tutte le forze e farci sentire subito. Viviana