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Monday, April 28, 2008

Uno scoppio al giorno


Nei prossimi giorni parleremo un po' di varie esplosioni nelle piattaforme marine. Visto che si parla di 30 trivelle lungo la nostra costa da Vasto a Teramo, almeno che sappiamo quali sono le possibili conseguenze sulla nostra vita. Gli scoppi, i morti, i disastri che ne susseguono, sono veri. Le trivelle abruzzesi saranno a pochi chilometri da dove noi andiamo al mare, da dove noi prendiamo il nostro pesce, e dove tutti noi, ne sono sicura, serbiamo ricordi di amore, di tenerezza, di gioia di essere vivi. La nostra costa segreta e' bellissima, ed e' compito nostro, di ciascuno di noi, proteggerla, in qualsiasi modo possiamo. Non ha importanza il nostro profilo economico, di eta', di sesso, di professione, e neppure da quale parte del mondo viviamo. Tutti indistintamente dobbiamo lottare, coi talenti ed i mezzi di ciascuno, per quello che io trovo essere il piu' grande pericolo della nostra generazione di abruzzesi.

Personalmente continuo a trovare scandaloso che gli amministratori locali, con a capo il sindaco Nicola Fratino e il suo aiutante Remo Di Martino, invece di preoccuparsi per la nostra (e la loro salute) stiano li a perdere il tempo per decidere che azioni legali prendere contro noi popolo. Ma dove si e' visto mai un sindaco e un consiglio comunale che se la prende con un intero popolo? Per loro stessa ammissione gli e' contro gente di sinistra, di destra, delle istituzioni, dei comitati spontanei, della scienza, della stampa. Ma non e' che per caso sono loro ad essere in malafede?


Per oggi, ecco la lista dei piu' gravi incidenti petroliferi in mare della storia. Le trivelle abruzzesi contano di usare la raffineria di Ortona come punto di lavorazione del loro operato. Fermarla significa dire no anche alle trivelle in mare.

Piper Alpha - Regno Unito 1988 - esplosione di piattaforma marina: 167 morti

Alexander Kielland - Norvegia 1980 - rovesciamento di piattaforma petrolifera: 123 morti

Seacrest Drillship - Thailandia 1989 - affondamento di nave petrolifera nei pressi di piattaforma marina: 91 morti

Ocean Ranger - Oceano Atlantico 1982 - rovesciamento di piattaforma marina: 84 morti

Glomar Java Sea Drillship - Cina 1983 - affondamento di piattaforma durante tempesta marina: 81 morti

Bohai 2 - Cina 1979 - rovesciamento di piattaforma durante tempesta marina: 72 morti

Brent Field Chinook Helicopter - Mare del Nord 1986 -scontro di elicotteri e piattaforme marine: 45 morti

Enchova Central - Brasile 1988 - scoppio di pozzo petrolifero marino: 42 morti

C. P. Baker Drilling Barge - Golfo del Messico 1964 - Scoppio di pozzo petrolifero marino: 22 morti

Mumbai (Bombay) High North - Oceano Indiano 2005 - scontro fra petroliera e piattaforma marina:
22 morti

Usumacinta - Golfo del Messico 2007 - Scoppio di pozzo petrolifero marino: 22 morti

E' questo quello che vogliamo lasciare ai nostri figli?

6 comments:

robur said...

La "cosa pubblica" è un concetto che sta alla base della stessa etimologia della parola Repubblica. Vuole dire che il popolo partecipa a cio' che gli succede intorno, in quanto "cosa pubblica". Mi sembra che riempire il mare di trivelle sia una di quelle cose che andrebbero quantomeno fatte presente alla gente ancor prima che la gente stessa le veda realizzate.... E invece tutti sappiamo diffusamente dell' orso marsicano sparato, oppure di Gio' di Tonno che vince Sanremo. Con tutto il rispetto, Gio' di tonno non incide sulla mia qualità della vita, non incide sulla mia salute e sulla economia turistica della mia regione.. Svegliamoci prima che a svegliarsi siano le conseguenze di una classe politica inesistente anzi dannosa per le stesse persone che dovrebbe tutelare.
Visto che sono palesemente incapaci di agire in modo trasparente, bisognerebbe fare in modo che su determinate questioni di interesse generale e di salute pubblica lo spazio televisivo, radiofonico, stampato, affisso debba essere obbligatorio e proporzionale all' investimento che genera in modo che dopo la notizia dell' orso marsicano sparato dal pastore ci sia qualcuno che parli della volontà di istallare il petrolchimico in abruzzo.

Luca said...

Credo ci interessi molto:
http://www.cygamenergyinc.com/Permits/Italy/br-268-rg.html

Anonymous said...

il problema è che la maggior parte della popolazione non ne vuole sapre niente.. ma questo è un problema ma si sa finchè i danni non ci saranno a nessuno importa .
ma noi italiani siamo così, non si possono mandare dei volantini a casa con i siti internet su cui firmare le petizioni??

tu maria rita continua cosi
6 grande e non mollare mai
e ricordati :finchè c'è vita c'è speranza e io come altri non smetterò mai di SPERARE

saluti claudia c.

Anonymous said...

io penso come te che se riuscissimo a firmare la petizione, ma anche a mandare le email a del turco questo centro-oli non si farebbe più...
e se tu ci dai la email di del turco così tutti ci possiamo andare a scrivere qualcosa??
dai se puoi pubblicala!!
IO SONO CON TE
NON MOLLARE MAI
anche secondo me dovresti essere tu a governare l'abruzzo
cittadini di ortona + movimento! su non dobbiamo mollare proprio ora!!
arrivederci GC

Marco said...

Scusate....qualcuno ci sa dire comè andata il consiglio che si tenuto oggi mercoledì 30 aprile??? se non erro si parlava del centro oli....

maria rita said...

l'indirizzo email di del turco e':

ottaviano.delturco@regione.abruzzo.it

quello di fratino e'

nfratin@tin.it

Giuro non sono stata io:
http://en.wikipedia.org/wiki/Ottaviano_Del_Turco

ho scritto a tutti questi signori varie volte - mai risposto nessuno. Grazie per l'affetto. Non mollo di certo, ma sarebbe bello che fossimo tanti, e arrabbiati, e che ne parlassimo in continuazione. Finora non ho trovato NESSUNA realta' locale che sia stata migliorata dalle estrazioni del petrolio. Si trovano sempre e solo distruzione, malattie e inquinamento.