
Una volta quando si diceva Adriatica si pensava al mare, alle vacanze, o al massimo alla statale o alla ferrovia. Da oggi in poi inizieremo a parlare di Adriatica come di una societa' di idrocarburi.
Infatti, la nostra beneamata ENI, zitta zitta, sta pensando di costruire questa nuova societa'
che dovra' occuparsi di estrazioni petrolifere nel mare e in terraferma lungo la costiera marchigiana, abruzzese e molisana. Le citta' coinvolte sono Ortona e Pineto in Abruzzo, Grottammare, Cassarai e San Benedetto del Tronto nelle Marche e Rotello, in Molise dove gia' esiste un centro petroli.
L'Unione generale del lavoro, detta UgL, di ispirazione di destra, dice che tutto questo va bene per l'occupazione. Parola di Geremia Mancini, segretario regionale della UgL e di Tonino di Millo, specializzato nel settore chimico dello stesso sindacato.
Che rabbia che mi viene. Continuero' a ripetere all'inifinito che il petrolio non porta lavoro a nessuno degli Abruzzesi (ma i soldi a Fratino si). I tecnici saranno pochi e verranno da fuori e parallelamente ci sara' il ridimensionamento del turismo, mari sporchi e pericoli di scoppi e di subsuidenza.
Che indotto ha portato Rospo Mare a Vasto? Li ci sono solo enormi cisterne di idrogeno solforato ed altri veleni che hanno rovinato una delle zone turistiche con piu' alto petenziale d'Abruzzo. Vai a Punta Aderci e dietro vedi solo navi e ferraglia prima di arrivarci. Vai nei campeggi della zona e senti la puzza. Vai a Casalbordino a passeggiare lungo la spiaggia e senti il segnale acustico delle piattaforme del gas.
Che gente ignorante che abbiamo a prendere le decisioni. Qualcuno gli ha mai detto a Mancini e Di Millo della piattaforma Montara? Si, quella dell'Australia. Continua a sputare veleni. Siamo al giorno 62 e anche il terzo tentativo di tapparlo e' fallito. Qualcuno gli ha detto mai che negli USA non si trivella a 160 km dalla costa?
Ora capisco tante cose. Un altra notizia di oggi e' che Luciano Monticelli, il bravissimo sindaco di Pineto che ha portato avanti tante iniziative contro il petrolio, e piu' in generale in difesa del suo territorio e dei suoi cittadini, gay e lesbiche compresi, finalmente andra' dalla Prestigiacomo ad esigere che le firme per la riserva del parco naturale marino del Cerrano vengano finalmente messe e che il parco venga finalmente ufficializzato.
Monticelli non chiede nulla, nemmeno i soldi, solo la firma della nostra timorosa e poco trasparente ministra. E' tutto pronto a Pineto, tutto. Da un anno.
Manca solo la firma di Ms. Stefania. Solo in Italia puo' succedere una cosa simile.
Non e' cosi difficile mettere insieme due piu' due. Chissa' perche' le firme non arrivano ed intanto l'ENI annuncia di voler centrare la sua nuova azienda sulle estrazioni a mare di Pineto? Mmmh.. chissa' perche'.
E Chiodi? Il grande capo aveva promesso che non ne sarebbe venuto nulla di quella mappa colorata con tutte le concessioni petrolfiere in mezzo Abruzzo. E invece guarda tu, l'ENI fa i proclami e lui fa ancora finta di non capire e che i visionari siamo noi cittadini. Invece no, sappiamo leggere e scrivere ed e' lui che ha le allucinazioni che gli oscurano la realta'. E' come se vivesse su Marte quest'uomo. La Stati tace poveretta. Che vergogna! Cosa dira' ai suoi figli il giorno in cui le chiederanno cosa ha fatto per salvare l'Abruzzo dalle trivelle?
Ed Enrico Di Giuseppantonio cosa fara' adesso? Aspetteranno che l'Adriatica Idrocarburi arrivi con la trivella in mano per smuovere un passo, come fatto con Elsa2, oppure si dara' da fare prima dei misfatti? O, come per Elsa2, devo scrivergli io da 10,000 chilometri di distanza email, documenti e osservazioni?
L'ho gia' detto tante volte, tutta questa furbizia, questa non volonta' di affrontare i problemi una volta per tutte, e' cosi tipica dell'Italia, da parte della politica e spesso dei cittadini. E' piu' facile non pensarci e far finta di nulla.
Purtroppo per noi pero' la dolce vita non porta da nessuna parte. E il non fare niente significa che domani la dolce vita potrebbe anche diventare amara.
Il prezzo da pagare per vivere in democrazia e' l'eterna viglianza. Non ci sono scorciatoie.
E il popolo cosa fa? Gli ortonesi dove sono? Perche' dopo l'annuncio della moratoria un anno fa si e' tutto calmato e nessuno ora e' preoccupato di estenderla quella moratoria? Il centro petroli, Elsa2, Ombrina Mare sono tutte strutture ortonesi. A parte le poche eccezioni che posso contare sulla dita di una mano, Ortona non si sente e non si vede. Perche' c'e' paura di volere arrivare alla fine di questa faccenda?
Se l'anno scorso avessimo fatto una moratoria di 30 anni, e se la regione Abruzzo avesse deciso di difenerla con le unghia delle mani e dei piedi quella moratoria, forse ora non saremmo qui. L'ENI non ci viene mica a trivellare in California. Non ci viene mica a proporre la Pacific Hydrocarbons. Lo sa che non lo potra' mai fare e dunque se la mette via.
In Abruzzo invece siccome siamo tutti tiepidini, stiamo cosi, in bilico degli eventi, nella speranze che arrivi Godot e che ci salvi tutti.
Godot non esiste e non arrivera' mai. Se non ci diamo da fare noi TUTTI, da Chiodi all'ultimo degli Ortonesi, del nostro Adriatico non rimarra' che un vago ricordo.
Fonti: Il Tempo, CityRumors Abruzzo
