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Wednesday, August 7, 2019

Morta anche Elsa2, pozzo orfano della Petroceltic in Abruzzo






Era l'estate del 2014.

Ero stanca stanca stanca e mi sembrava che questa tragedia del petrolio - in Abruzzo, in Emilia Romagna, in Basilicata - non sarebbe mai finita, e men che mai sarebbe finita per me. C'erano in ballo tanti progretti per il quale avevamo fatto osservazioni, l'eterno balletto Ombrina si, Ombrina no. I vari Clini, Renzi, Realacci, Chicco Testa che si alternavano nel cercare di far approvare il mostro,  nell'attaccare me, nel far finta di essere per il si, per il no, per il non-ci-si-puo'-fare-niente. C'erano tribunali, viaggi, domande, il Fatto Quotidiano; e un po' c'era anche il mio lavoro.

E poi c'era Elsa; la concessione della Petroceltic e della Cygam Energy in Adriatico che andava in giro dal Febbraio 2009 e contro la quale avevamo gia' presentato osservazioni nel 2010, ma che quelli del Ministero (o dei tanti Ministeri che si sono susseguiti nel corso degli anni!) non riuscivano proprio a bocciare.

Il pozzo doveva sorgere a 4 miglia da riva; e fu ucciso dal decreto della Prestigiacomo nel 2010, perche' entro la fascia protettiva delle 5 miglia secondo il cosiddetto decreto legislativo 128/2010.

Poi intervenne il famoso decreto Passera del 2012 che estendeva il decreto alle 12 miglia ma solo per pozzi "nuovi", lasciando via libera ai pozzi "vecchi" che per la verita' gia' occupavano grande parte dell'Adriatico. Quindi una legge inganno - e come poteva essere altrimenti.

E cosi si riaprono i giochi. Elsa torna ad essere trivellabile, e nell'estate del 2014 inizia la nuova processione delle osservazioni. Ma nonostante tutto il nostro lavoro, il comitato VIA approva Elsa nel 2015, dopo aver scritto un malloppone di 74 pagine per giustificare perche' nel 2010 non si poteva fare, ma nel 2015 si.

Poi arriva la legge di stabilita' di Renzi, passata per paura del referendum nel 2016 e sulla scia delle enormi proteste per il caso Ombrina e che ripristina il divieto delle 12 miglia alle trivelle per tutta l'Italia, pozzi vecchi o nuovi che siano. E quindi, Elsa in teoria, dovrebbe essere morta.

Morta davvero?

Mah.

Non c'e' mai stato da allora fino a oggi, piu' di tre anni dopo la legge di Renzi, nessun tipo di annuncio ufficiale sul fato di Elsa. Un limbo. Se ne sono dimenticati? Volevano lasciare la porta aperta ad Elsa? Chi lo sa.

Fatto sta che dal 2016 fino ad oggi,  nessuno dei nostri burocrati di Roma ha detto o fatto niente e che il procedimento e' rimasto aperto per tre lunghi anni.

E invece Elsa, nota anche come BR 268 RG e' morta per mano della stessa Petroceltic, che ora ha fatto il "rebranding" in Sunny Hill Energy e che evidentemente vuole scrollarsi di dosso i pezzi morti e morenti.

E' stata infatti la Petroceltic stessa a dire al ministero che rinuncia ad Elsa, perche' parole testuali, “√® venuto meno l’interesse ad ottenere una positiva valutazione di compatibilit√† ambientale del progetto di realizzazione di un pozzo esplorativo denominato Elsa 2 al largo delle coste abruzzesi”.

E' dunque finita anche per Elsa. Amen, brother; Amen!

E cosi' con meno di venti righe muore pure Elsa.

Ciao, Petroceltic.

E grazie a tutti.

La lista di tutti quelli che hanno mandato osservazioni nel 2014 e' qui.

La lista di quelli che hanno mandato osservazioni nel 2010 e' qui.

Un grazie speciale ad Assunta, Iolanda, Ilaria, Francesco, Fabrizia, Antonio, con cui abbiamo coordinato l'invio di centinaia di lettere, per Elsa e per decine di altri pozzi.

Ricordo quella estate del 2014. E il primo ricordo e' appunto di stanchezza. Ma in retrospettiva e' stato un bellissimo capitolo di democrazia, e di vita per me.

Spero che passi il messaggio che, di nuovo, questa e' stata una vittoria di noi tutti, specie di quelli che si sono attivati all'inizio, quando non ci credeva nessuno. Se nel 2007 non ci fossimo messi li a protestare e a studiare, Elsa e Ombrina e il Centro Oli sarebbero stati realizzati allora, e non ci sarebbe stato niente dopo.

Come sempre: sono le condizioni iniziali che contano, e che segnano il cammino. E' all'inizio che occorre fermarli, creare opinione pubblica, rompere le scatole. Per cui grazie a tutti quelli che hanno partecipato a tutte le varie iniziative nel corso degli anni, credendo in quello che andavamo predicando. E' questa la lezione del nostro petrolio.

Ed ecco qui i risultati: dieci anni dopo, Elsa e' morta, e con lei tutte le altre sue amiche. E sono morte pure la Mediterranean Oil and Gas, la Petroceltic e la Forest Oil. Amen pure per loro.

Non credo che vedro' mai nessuna cosa simile in vita mia.






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