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Thursday, April 16, 2015

Fracking nei siti Unesco

"The corporations don't care. 
They come and go and tear up the places. 
They do their thing and away they go
and somebody else, 
somewhere else is getting rich off this land, 
not us"

Sarah Jane White, Diné 

Vale per il New Mexico, vale per la Basilicata







Uno direbbe che i siti Unesco servono per preservare paesaggi, memorie e tradizioni.  
Non per farci dentro il fracking.

Ma evidentemente non tutti pensano cosi. Nello stato del New Mexico, un gruppo di Navajo ha chiesto alla corte statale di non trivellare nel San Juan Basin perche', secondo loro, le trivelle danneggeranno un sito storico UNESCO considerato sacro dalle tribu Navajo, Hopi e Pueblo.

Gli attivisti indiani, riuniti nel Diné Citizens Against Ruining Our Environment assieme ad altri gruppi nazionali fra cui il National Defense Resource Council di Robert Redford, hanno denunciato l'ente americano che gestisce i terreni pubblici - il US Bureau of Land Management (BLM) - e il Dipartmento dell'Interno per poca trasparenza, e hanno presentato la richiesta di rendere nulli 130 permessi di fracking dati dal BLM perche' contrari al National Environmental Policy Act e il National Historic Preservation Act.

Dine' e' la parola indiana per Navajo.  Sono arrivate oltre 170,000 lettere di protesta da tutta America.

Siamo nel cuore del Chaco Culture National Historical Park, dove sorgono le rovine di Anasazi, localita' scavata nella roccia oltre 1000 anni fa. Chaco e' nota come la culla della civilta' degli indiani d'America ed e' inserita nella lista dei World Heritage sites UNESCOLa motivazione ufficiale e' che e' "remarkable for its monumental public and ceremonial buildings and its distinctive architecture unlike anything constructed before or since.”
 



1 comment:

enzo said...

Che schifo …. come si traduce in inglese per rendere lo sdegno comprensibile in maniera quasi universale?