
BUON NATALE A TUTTI!
Durante il mese di Dicembre il tema petrolio e' stato molto discusso in Abruzzo, ma troppo spesso senza fare giustizia alla complessita' del problema. Ovviamente durante le elezioni si e' detto di tutto da parte di tutti sul 'centro oli' di Ortona, molto spesso per motivi elettorali e perche' la gente ha posto domande precise. Poi ci sono state le vicende di Pineto dove la Petroceltic vuole installare delle piattaforme in mare e poi il governo che, a tre giorni dalla vittoria elettorale di Gianni Chiodi, decide che la legge regionale blocca trivelle non e' valida.
Come non mi stanchero' mai di dire, il problema delle estrazioni petrolifere e della raffinazione di petrolio, RIGUARDA TUTTO L'ABRUZZO, non e' limitato ad Ortona o Pineto e non possiamo uscircene con una leggina in difesa della contrada Feudo, o della costa teatina. Il 35% del nostro territorio e' coperto da permessi estrattivi di vario genere e chissa' quante cose si stanno progettando che noi nemmeno sappiamo. Per esempio, dietro le quinte la Shell indaga se e come si puo' estrarre bitume da LettoManoppello. Come ho cercato di illustrare guardando al bitume estratto dalla Shell in Canada questo sarebbe devastante per la Majella.
Alcuni dicono che occorre fare differenza fra estrazioni e raffinerie, che occorre trovare un compromesso, o che le tecniche di oggi sono solide o che il petrolio avra' buone consguenze per l'Abruzzo o che l'ENI ha gia' investito e che non possiamo fargli perdere del denaro.
Tutti questi relativismi secondo me sono solo fumo negli occhi e che non guardano alla realta' dei fatti: l'industria petrolifera porta con se ramificazioni, rischi e danni enormi alla gente e al creato. Estrazioni, raffinerie, oleodotti, porti petroliferi, corruzione, incidenti. Sono tutte cose collegate, le une servono alle altre, e non possono sopravvivere a lungo da sole.
Restiamo a queste citta' di mare. Ortona e Pineto. Che ce ne facciamo del petrolio che si estrarrebbe o che verrebbe raffinato da quelle parti? Occorrera' mandarlo da qualche altra parte. Occorreranno delle petroliere e dei porti petroliferi. Infatti per la gioia del sindaco Nicola Fratino attrezzare il porto di Ortona per il passaggio delle petroliere e' proprio quello che si vuole fare.
Ogni anno l'ENI, e sono stime ufficiali della nostra compagnia petrolifera, sversa in mare circa un milione e mezzo di litri di petrolio in mare: queste sono operazioni normali per loro. Per di piu' ogni anno ci sono vari incidenti legati ad incidenti nel mare. Successe a Genova nel 1991 con l'affondamento della petroliera Haven. Succede ancora nel mondo, basta solo leggere.
In Korea c'e' stato uno scontro fra una petroliera e una chiatta della Samsung nel Dicembre del 2007. Furono riversati in mare circa 10 milioni di litri di petrolio in una delle zone costiere piu' belle del paese attorno alla citta' di Mallipo. C'era li vicino il parco marino nazionale Taean, oltre 400 allevamenti di pesci, ostriche, vongole, una intensa attivita' turistica e vari rifugi per uccelli migratori. E' stato tutto inquinato. Si pensava che a causa del freddo il petrolio sarebbe rimasto localizzato nei pressi della petroliera danneggiata, invece il petrolio si e' sparso per circa quaranta chilometri lungo la costa. Trentacinque localita' balneari e varie isole al largo della costa si sono colorate di nero per settimane. Ad oggi, le spiaggie sono ancora sporche e sia il turismo che le attività di pesca e allevamento ittico, faticano a riprendere vigore.
Per ripulire il grosso dal mare della Korea ci sono voluti due mesi, 300 milioni di dollari, una dichiarazione di stato nazionale di disastro, 13 elicotteri, 17 aereoplani, 300 navi e decine di migliaia di volontari. Molta gente si e' ammalata di mal di testa e nausea per colpa delle esalazioni e delle puzze. E' stato il secondo piu' grave incidente petrolifero della Korea. Un altro ci fu nel 1995.
Una storia simile accadde a Genova, nel 1991: anche la petroliera Haven si inabisso'
con spargimento di petrolio nel mare.
Trasportiamo l'incidente della Korea con la fantasia a noi. Sarebbe come se un incidente petrolifero da Ortona andasse ad inquinare TUTTA la costa fino a Pineto, passando per tutto quello che c'e' di mezzo: Tollo, Francavilla, Pescara, Montesilvano, Silvi Marina. Tutto nero. Tutto olioso. Tutto morto. Il problema e' dunque REGIONALE e non ristretto al Feudo o a Pineto.
Com'e' andata a finire in Korea? Si stima che ci vorranno DIECI anni per il ripristino ambientale. Dopo un anno dall'incidente, il capitano della petroliera e' stato condannato ad un anno e mezzo di carcere. Anche il capo della chiatta della Samsung dovra' andare in galera per due anni e tre mesi. Le ditte coinvolte hanno dovuto pagare multe salate.
Com'e' andata a finire a Genova? Li nel mare ci finirono 160 milioni litri di petrolio, sedici volte di piu' che in Korea. Fu' il nono incidente piu' grace della storia del petrolio del mondo. Le vongole mostrano ancora traccie di idrocarburi. Dopo quasi 20 anni, nessuno ancora e' andato in galera. E siccome siamo garantisti, pare che non sia copla di nessuno.
E' questo che vogliamo per TUTTO il nostro mare?
Fonti: The New York Times, The Korea Times, Associated Free Press