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Thursday, March 14, 2019

La Shell a lasciare 64 mega-container di rifiuti petroliferi tossici radioattivi nel mare






Credo di averne predicato per anni: che fare dei rifiuti petroliferi usati per trivellare?

Finora nessuno ha trovato la risposta giusta, e c'e' chi li spande in agricoltura, o fra i sali contro il ghiaccio, o chi li seppellisce sottoterra. E la risposta giusta non si puo' trovare perche' non esiste.

Non e' possibile smaltire questa roba in modo soddisfacente.

Punto.

Ora arriva La Shell, degna amica dell'ENI, che annuncia che vuole lasciare dei contentitori pieni di rifiuti petroliferi radioattivi in ben 64 contentitori... sul fondo del Mare del Nord del Regno Unito.

Della serie, occhio non vede, cuore non duole.

E' una cosa importantissima perche' apre un pericolosissimo precedente. 

Infatti le autorita' europee stanno vagliando questa proposta della Shell:  una esenzione alle stipulazioni, alle prescrizioni e ai documenti di valutazione ambientale secondo cui *l'ambiente deve tornare allo stato iniziale* dopo le trivelle. Anche le leggi del Regno Unito, dove questi contenitori si trovano dicono la stessa cosa. Cioe' che l'ambiente deve tornare come era.

Ovviamente lasciare 64 contenitori pieni di petrol-monnezza, tossica e radioattiva, non e' certo lasciare il sottofondo marino nello stato originale!

E non parliamo di barattoli della Coca Cola. Parliamo di 64 mega container, ciascuno dei quali e' della dimensione di *sette* piscine olimpiche, con materiale tossico, corrosivo e radioattivo dentro di cui nessuno davvero conosce la composizione esatta, neanche la Shell.

Ora, la Shell certo dice che si tratta di materiale bene isolato dal mondo esterno, in contenitori ermeticamente sigillati, con triplo-quadruplo-quintuplo strato di cemento, resistente alla kriptonite, tutto biodegradabile, tutto sottovuoto, tutto perfetto... tuttapposto.

Dicono che la soluzione migliore e' di lasciare tutto li e che questo portera' al massimo ad un impatto “moderate negative”.

Ehh?

Della serie: sfacciate bugie per risparmiare i costi della decommissione!
La realta' e' ben diversa da queste balle della Shell, e che invece il materiale solido e liquido, petrolio, materiale chimico, radioattivo e tossico, dentro questi container ha sempre il rischio di perdite, di falle, di crepe e che invece che lasciare tutto nel mare, sarebbe il caso di smaltire tutto e che lasciassero il mare cosi come l'hanno trovato.

Quanti anni pensano che i loro perfetti contentiori dureranno?

E questi perfetti contenitori magicamente non obbedieranno alle leggi della fisica, della chimica, del tempo che tutto disintegra, e degrada?

Quanti soldi hanno portato su quelli della Shell e i loro investitori dalle trivelle?

Non e' il caso di spendere parte dei profitti per curare il mare che li ha cosi generosamente fatti arricchire?

Come sempre, la petrol-monnezza e' sempre caratterizzata da composti radioattivi perche' viene usato materiale radioattivo nelle miscele, ma anche perche' i residui dei fanghi e i fluidi di perforazione contengono uranio, thorio e radio che arrivano dalle viscere della terra, e che sono noti come NORM (Naturally Occurring Radioactive Materials). Per capire di cosa parliamo, nel solo Regno Unito ogni anno arrivano 300 tonnellate di questi NORM da smaltrire, la meta' dei quali arriva dall'industria petrolchimica.

Ecco cosa dicono quelli della Shell:

"After years of study and independent verification we know the sediment in the concrete cells contains no significant amounts of non-biodegradable compounds and will be safely contained for several hundred years. Independent laboratories have scrutinised the samples finding only very low levels of Norm, which were below the level of scientific concern.”

Bla bla.

Questa roba e' invece tossica e anzi, i rifiuti petroliferi nello specifico sono stati correlati con tumori alle ossa.

Ma poi, se proprio e' tutto cosi tuttapposto, perche' non mettere queste cose nella loro sede principale? Nelle loro case? Nelle stanze da letto dei loro figli? Gli oceani non sono l'immondezzaio della Shell.




Monday, September 23, 2013

Omofobia e disabilita'



E' tardi e ho sonno. Per oggi voglio cambiare tema. Invece che di petrolio voglio per un attimo parlare di altre cose.

Ovviamente come tutti ho le mie idee sui temi sociali e politici, ma qui taccio sempre perche' non voglio fare il tuttofare.

Ci sono pero' un po di cose che succedono in questi giorni che non sono astratti temi sociali o politici, ma persone a me amiche - gay, lesbiche e genitori di figli disabili - e alle quali voglio dire che gli voglio bene.

Iniziamo con la faccenda del prete di Perugia che mette fra i peccati l'infanticidio, il furto, l'omicidio, l'infettare con l'aids altre persone, l'evasione fiscale.... e l'omosessualita'.

Ma questo prete lo sa cosa dice? Si rende conto del messaggio che lancia agli omosessuali di ogni eta', ma soprattutto ai giovani?

E se uno dei suoi studenti ha sottomano quella lista, e si sente di essere attratto da persone dell'altro sesso, cosa deve pensare? Come si deve sentire? Che neanche il prete lo accetta, e lo vede come un "peccatore"?  Come se a 15 anni uno non avesse gia' tante domande e paure di per conto suo.

Ma che razza di cristianesimo e' questo?

L'omosessualita', da come la vedo io, non e' un peccato. E non e' nemmeno una scelta di vita. E' che uno e' nato cosi, e basta. Come uno ha i capelli rossi, e un altro ce li ha biondi. E puoi decidere di fare finta di non esserlo, facendoti violenza e mentendo a te stesso tutti i giorni, ma e' innaturale ed ingiusto vivere cosi. E chi e' straight deve fare solo il passo di mettersi panni dell'altro e di rendersi conto che non c'e' niente di malato o di peccaminoso nell'essere gay.

Ci sono ancora troppi ragazzini che soffrono per questo e non e' giusto.

E nello stesso giorno di questo articolo dei peccati di Perugia, qui in California una notizia all'incontrario. Una ragazzina transessuale - nata maschio ma che si e' sempre sentita femmina, da piccola fino ad adesso - e' stata incoronata homecoming queen. 

E cioe' la piu' bella del liceo. Lo sapevano tutti che era transessuale ed ha vinto lo stesso.

La sua storia e' stata raccontata dal Los Angeles Times.

Ecco. La vita e' cosi breve e credo che tutti abbiano il diritto di essere felici e di essere chi si e' veramente, senza sprecare anni preziosi a tormentarsi. Gay o lesbiche o transessuali che siano.

Passiamo alla vicenda di Napoli e dei gentori che tolgono il figlio da scuola perche' c'e' un ragazzino autistico in classe.

Anche qui, che cosa triste e piccola.

Mi e' venuta in mente questa altra storia di un anno fa.

Eva  e' una ragazza muta di 29 anni che e' fisicamente disabile che ha imparato a scrivere al computer con un unicorno sulla fronte che destreggia con il collo sulla tastiera. Siede sulla sedia a rotelle.

Fa dei colloqui di lavoro per una startup Internet che richiedeva personale per scrivere testi per la clientela. Tutti i candidati sarebbero stati selezionati online. Non c'era bisogno di presentarsi fisicamente da nessuna parte per la selezione.

Eva vince, la prima su 300.

Deve recarsi in ufficio per il primo giorno di lavoro.

Nessuno sa che e' disabile.

La mamma le consiglia di spiegare ai datori di lavoro la sua situazione, in modo da non creare imbarazzo.

E Eva gli scrive un email. Ovviamente sia lei che la mamma pensavano che c'era il rischio che la ditta le togliesse il lavoro, una volta saputo della sua disabilita'.

E invece, la risposta fu

"Eva, we hired you because of your ability, not your disability. Everyone's disabled in some way."

"Eva, ti abbiamo assunto per le tue abilita' e non per le tue disabilita'. Tutti siamo disabili, in qualche modo."

Ecco. Mi pareva carino ricordare anche qui, che tutti hanno diritto alla propria realizzazione personale, e che sta ai piu' fortunati essere solidali, proprio come sopra, con chi e' piu' debole o diverso. Ho avuto vari studenti sordi qui. Avevano l'interprete personale e venivano in classe con tutti gli altri. E l'interprete non era uno qualunque, ma uno che era specializzato nel tradurre la matematica nel linguaggio dei sordi.

E chi non ricorda Steven Hawkins, il genio della fisica che seduto sulla sedia a rotelle che nessuno capisce niente quando parla.  E uno puo' andare avanti cosi con mille altri esempi.

Ci si deve solo immedesimare nell'altro e superare i nostri istinti di brutalita' e di conformismo.