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Tuesday, August 14, 2018

Jean HIll, la nonna ottantenne che ha fatto mettere al bando le bottigliette di plastica nella sua citta'



"I really feel at the age of 86 that I've really accomplished something."

Jean Hill. Grazie a lei a Concord, Massachussetts
 non si vendono piu' bottigliette di plastica
 

E' un vero peccato che abbia scoperto questa signora, Ms. Jean Hill, solo adesso.

Io sono sempre innamorata delle persone che si impegnano in modo intelligente, persistente verso uno scopo utile al bene della collettivita', piccolo o grande che sia. So, per mia esperienza quanto difficile sia portare avanti queste battaglie ambientali, quanta energia porta via, quante malelingue, e quanto amore ci vuole.

Si chiama Jean Hill, e quando questa storia e' iniziata aveva 80 anni suonati.

Vive a Concord, Massachussetts, non lontano da Boston. E' una citta' nota perche' ci sono state grandi battaglie fra gli inglesi e gli indipedendentisti americani, e perche' piu' avanti e' stata la citta' di vari scrittori, fra cui Louisa May Alcott, di Piccole Donne.

Un giorno, il nipote di 10 anni di Jean Hill, scopre che esiste nell'oceano un ammasso di plastica, il Great Pacific Garbage Patch. Ne parla con la nonna e scoprono pure che la maggior parte di questa plastica arriva dalle bottiglie di plastica.

Jean decide che deve fare qualcosa.

Ottanta anni o no, si mette all'opera.

Inizia a parlare ai consigli comunali, chiede la parola per chiedere ai rappresentanti "ma lei sa cos'e' il Great Pacific Garbage Patch?" Oppure "ma lei sa che gettiamo via ogni anno 50 miliardi di bottigliette di plastica solo qui negli USA?"

A volte l'hanno presa per pazza, altre volte l'anno ascoltata. Ma in ogni circostanza Jean diventa sempre un po piu' conscia della sua voce, piu' sicura di se. Fa amicizia, si crea attorno a lei un piccolo grande movimento. Fanno telefonate.

Alla fine riescono a mettere sull'ordine del giorno la mozione di eliminare completamente la vendita di bottiglie di plastica in PET da un litro o meno.

Il primo voto e' nel 2010.
Perdono alla grande, con il consiglio comunale compatto contro questa bizzarra e impossibile idea.

Ma Jean non si arrende e ci riprova, con altre telefonate, altri incontri pubblici.

Nel 2011 un altro voto, pubblico.
Fallisce di nuovo, per 265 a 272.

Arresa? No, neanche per niente. Anzi Jean viene intervistata dal Globe, il giornale principale di Boston e parla senza mezze parole: l'acqua in bottiglia e' un imbroglio, chiunque abbia un po di sale in testa lo capisce.

Riesce a sensibilizzare un sacco di gente.

Finamente nel 2012 il divieto passa con il voto di 403 a 364.

Notare come ogni volta il numero totale di votanti aumenta, come dire la gente si sente sempre piu' coinvolta e partecipe.

Il 5 Settembre 2012 Concord diventa la prima citta' americana a vietare la vendita di bottigliette di plastica.  Il divieto diventa attuale il 1 Gennaio 2013.

Per chi viola la legge e vende le bottigliette di plastica con acqua, la prima volta scatta solo un rimprovero, la seconda la multa da $25 dollari e dalla seconda infrazione in poi si arriva a $50 di multa per bottiglia.

Ovviamente tutta la stampa nazionale ha avuto da ridire: che non era giusto vietare le bottigliette d'acqua e tenerle per il te' freddo, o che bastava solo andare nella cittadina accanto per trovare acqua in bottiglia, o che "limitava la liberta'" dei consumatori.

Sara', ma da qualche parte si deve pure iniziare, no? E Jean ha fatto questo primo grande passo con quello che aveva.

E intanto arrivano i primi "controvoti". Cioe' le proposte di eliminare il divieto.

Ci hanno provato due volte, ma finora nessuno ci e' riuscito.

E anzi, con gli anni non solo i residenti si sono abituati, ma la battaglia di Jean, e' diventata la battaglia di tutti.

L'ultima volta che ci hanno provato e rimettere in legalita' le bottigliette di plastica, i residenti sono corsi in massa al consiglio comunale per chiedere di tenerlo il divieto.  Non ne volevano sapere!

Circa il 90 percento dei circa 1,127 aventi diritto hanno votato no.

E poi nel 2014 le hanno reso omaggio con un documentario “Divide in Concord”.

Nel 2015 l'agenzia di protezione dell'ambiente degli USA le ha dato un premio per il suo lavoro di attivista. 

Dice che ha fatto tutto questo perche' non vuole che i suoi nipoti vivano in un mondo di monnezza, e che la vita e' piu' di una serie di comodita', che fare qualche sacrificio per il bene del pianeta non e' la fine del mondo.

Dopo Jean, altre 90 cittadine negli USA hanno eliminato le bottiglie di plastica.

La storia e' dunque bella.

Ma la cosa triste e' che Jean Hill e' venuta a mancare il giorno 5 Novembre 2017 a Concord, 
dove aveva vissuto per 50 anni.  Aveva 90 anni.

Sono venuta a conoscenza di questa straordinaria signora dal documentario di cui sopra proiettato da PBS, la TV pubblica americana, e mi dispiace averla scoperta vari mesi dopo che aveva lasciato il pianeta.

Grazie, signora Jean.

Grazie.

Ce ne vorrebbero di piu' di persone come lei. 

Thursday, August 9, 2018

Geologi e petrolieri del Surrey, UK: non trivellate, ci sono i terremoti!







Siamo in Surrey, contea nel Regno Unito.

Della sismicita' indotta abbiamo parlato tante volte su questo blog.

Ma questa e' una delle prime volte che sento che un gruppo di geologi "ufficiali" chiede al governo di passare una moratoria nel Surrey contro le trivelle a causa dei terremoti che le trivelle esistenti hanno gia' causato in Surrey.

Fra loro... un petroliere!

Ce li vediamo, che dire, quelli dell'INGV a dire che non si deve trivellare in Basilicata?

Oppure i petrol-geologi della Aleanna, o Pierluigi Vecchia a dire di non bucare in Emilia Romagna?

Io non ce li vedo!

Qui in Surrey si parla di uno sciame sismico che molti temono sia collegato alle operazioni petrolifere in zona. E' importante notare che non si tratta di fracking, quanto di operazioni petrolifere "tradizionali".

Come quelle che si fanno anche in Italia.

Ci sono stati qui nel Surrey 12 terremoti di magnitudo 3.0 nel corso di quattro mesi di trivelle. Qualcosa di mai visto almeno in 50 anni.

Gli epicentri dei terremoti distano poco da siti esplorativi di petrolio e di gas. I residenti di Newdigate, Dorking, Horley e Charlwood paragonano i tremori a delle esplosioni.
 
E cosi, quattro geologi hanno iniziato una campagna di attivismo. Dicono che potrebbe esserci una faglia sismica non precedentemente identificata quando alle compagnie petrolifere e' stato dato il permesso di bucare.

E cosi i quattro geologi scrivono una lettera a  The Times che dice che

“L'inaspettato arrivo dei terremoti, come registrato dal British Geological Survey di dal 1 Aprile ad oggi richiede una spiegazione e ci porta ad essere preoccupati per la sicurezza.  Ci sono qui due siti estrattivi: Horse Hill and Brockham. Non e' possibile eliminare un legame fra i terremoti e alcuno dei due siti ed e' necessaria una completa evaluazione del rischio pubblico."

I geologi sono particolarmente preoccupati del rischio di un pozzo che possa perdere materiale chimico o idrocarburi in caso di un terremoto, perche' potrebbero esserci contaminazioni del sottosuolo.

Chiedono al segretario dell'energia del Regno Unito, Greg Clark di vietare le trivelle, i test petroliferi, la reiniezione di materiale speso per dare tempo agli esperti di capire cosa stia succedendo.

Fra i firmataria addirittura Richard Selley, un petrol-geologo che e' in favore del fracking!

Nel Regno Unito gia' nel 2011 fu approvata una moratoria dopo che le trivelle della ditta Cuadrilla portarono a sismicita' indotta nei pressi della cittadina di Blackpool. Ma nel Surrey non si fa fracking, solo trivelle "normali".

La ditta britannica  UK Oil and Gas, che gestisce il sito Horse Hill dice che le loro attivita' sono limitate. Dal canto suo Paul Vonk, direttore della Angus Energy, che invece gestisce il vicino sito Brockham dice che da un punto fi vista scientifico e anche fisico e' "impossiible" che le lotro trivelle abbiano causato sismi.

Insomma, non e' colpa di nessuno!

Intanto il British Geological Survey ha installato monitor per determinare l'origine precisa dei terremoti; ma nel fratttempo residenti e i quattro geologi dicono che occorre fermare tutto, almeno per il momento.

Intanto che appuriamo cosa ci portano le trivelle, possiamo stare certi che dal sole, come sempre, zero terremoti.