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Wednesday, February 11, 2015

La Medoilgas/Rockhopper licenzia tutti a Foggia





Ma... non dovevano portare lavoro gioia e benessere?

E invece secondo la stampa ci sono "dipendenti cacciati via e cancelli chiusi".

E infatti arrivano proprio in questi giorni delle belle letterine di licenziamento e di trasferimento anche a 200 chilometri di distanza da parte della Medoilgas/Rockhopper e questo anche per lavoratori con vari anni di anzianita', e invalidita'.

Il segretario della Cisl di Foggia, Edigio Ondretti dice che Sergio Morandi ha eluso volontariamente tutte le buone regole delle relazioni industriali.

Eludendo alcune comunicazioni dovute ed il confronto con l’organizzazione sindacale pur presente nell’azienda con suoi iscritti. Oltre tutto, un confronto sindacale avrebbe potuto porre in essere condizioni di fuori uscita dei lavoratori attraverso i consueti canali messi a disposizione dai cosiddetti ammortizzatori sociali. Da un azienda di tale portata, che trova interessi a livello mondiale, certo non ci si aspetta un atteggiamento cosi frenetico e poco riguardevole nei confronti di un territorio al quale chiede di svolgere attività estrattive di ottimo interesse remunerativo”.

Hanno chiuso i cancelli in un ora di tempo.

Chissa' forse ci sono rimasti male che il pozzo Masseria Sipari e' stato bocciato dal TAR per la troppa vicinanza alla citta'?

O chissa', magari veramente le cose gli vanno male economicamente. Dopotutto alcune delle concessioni della Medoilgas furono vendute per mancanza di liquidita' a 100 euro l'una!

Ma alla fine, cosa ci si aspetta, alla fine sono petrolieri, quelli vengono, prendono e se ne vanno. Che gli importa di Foggia, di San Vito Marina, di Ascoli Piceno?

E' il vile denaro.

Tuesday, December 16, 2014

Ravenna, Cremona e la lezione di Foggia




Ravenna, centrali gas vicino alle case

 

Cremona, pozzi a 40 metri da faglie sismogenetiche!


Cinisello Balsamo, la centrale di stoccaggio attraversata dalla tangenziale

Qui la panoramica con tutto l'abitato a due passi


Stoccaggi e pozzi sulle faglie sismogenetiche.
Solo in Italia.



Foggia, il pozzo Masseria Sipari 1dir bocciato


Il giorno 10 Dicembre 2014 c'e' stata una esplosione a Ravenna, non lontano dal centro cittadino, con scoppi, botti, evacuazione e fiamme di varie decine di metri nei pressi nella centrale di smistamento del gas della SNAM. Per fortuna nessuno si e' fatto male. A me sono arrivate varie segnalazioni: 

".. è stato davvero impressionante. Abito a qualche chilometro dal posto dov'è successo e i vetri vibravano talmente forte che sembrava un vento tremendo. Ho aperto le finestre e vento non ce n'era, c'era solo un rumore stranissimo tipo quello che di sprigiona dai cannelli del gas degli operai che saldano le guaine catramate nei tetti."

"e' stato pauroso, vedevo le fiamme da casa mia, i vetri vibravano fortissimo, sembrava che ci fosse un gran vento e invece erano le fiamme" 

E non era neanche la prima volta che succede: a Settembre 2014 c'e' stata una esplosione simile non molto distante da questo scoppio, con simili fiammate, evacuazioni e paura.

E' normale tutto questo?  Io credo di no, e credo che pensi allo stesso modo qualcunque persona di buon senso. Si obiettera' che queste sono cose costruite tanti anni fa, e che il gas ci serve, e varie altre giustificazioni. Ma dalle lezioni del passato occorre pure imparare qualcosa, e la domanda e': vogliamo continuare cosi? A riempire i centri cittadini d'Italia di pozzi e di centrali e di oleodotti e di raffinierie?

E non ci sono solo centrali di smistamento in centri cittadini, ma anche pozzi di gas trivellati vicino a centri residenziale e peggio ancora, faglie sismogenetiche. A Bordolano, per esempio, in provincia di Cremona, sono stati costruiti sette nuovi pozzi di stoccaggio di gas pericolosamente vicini ad una faglia attiva. Si tratta della ITCS002, che scorre a soli duecento metri di profondita' maggiore rispetto al piu' profondo dei sette pozzi.  Secondo l'Istituto Nazionale di Vulcanologia, Sismologia e Tettonofisica, la faglia ITCS002  e' capace di generare terremoti di magnitudo massima 6.1.

O vogliamo parlare dello stoccaggio di Brugherio a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano che e' invece attraversato a meta' dalla tangenziale Nord di Milano?

Tuttapposto.

Ma alla fine, la saggezza sta nelle parole semplici e chiare del TAR della Puglia. Qui la filiale italana della Medoilgas, ditta inglese ora passata alla Rockhopper delle isole Falkland e proponente, fra l'altro di Ombrina Mare, aveva proposto di trivellare un pozzo esplorativo di gas a pochi chilometri dal centro di Foggia, come parte della concessione Torrente Celone. Chicco Testa, il noto opionista che non perde l'occasione di difendere le trivelle, e' stato nominato "non executive director" della Medoilgas nel 2012.

Siamo a circa cinque chilometri e mezzo dal centro di Foggia e il Comitato VIA espresse parere negativo, gia' il giorno 19 Giugno 2012, per la vicinanza al centro pugliese. La Medoilgas ha fatto ricorso al TAR il quale ha confermato la bocciatura di Masseria Sipari 1 dir il giorno 3 Dicembre 2014, con queste semplici parole: “il pozzo esplorativo interessa un’area troppo prossima al centro residenziale”

Chiaro e semplice.  Non e' tuttapposto - proprio per niente.

Ecco, spero che ci siano altri tribunali, ed altri funzionari che sappiano usare questa sentenza pugliese e vietare qualsiasi nuova opera petrolifera a cinque chilometri dai centri abitati, grandi o piccoli che siano. Quello che e' pericoloso per Foggia, lo e' anche per Cremona, Ravenna, Ortona, Ragusa e Rossano Calabro.  Nessuno deve vivere con l'angoscia che la centrale o il pozzo sotto casa possano scoppiare da un momento all'altro.

Le foto dei due scoppi di Ravenna - Settembre e Dicembre 2014 - sono qui.

La sentenza di Foggia completa e' qui.


 


Friday, December 5, 2014

Foggia: bocciato pozzo Masseria Sipari, Medoilgas di Sergio Morandi e Chicco Testa


Il pozzo Masseria Sipari 1 Dir della Medoilgas avrebbe dovuto 
sorgere a pochi chilometri dal centro di Foggia
nella concessione Torrente Celone.








Qui il ricorso di Sergio Morandi dopo la prima bocciatura.

Grazie ad Assunta per la segnalazione.


Poveri Sergio Morandi e Chicco Testa. Non gliene va bene una.

A Foggia gli hanno ri-bocciato un altro dei loro proposti pozzi esplorativi di petrolio, il Masseria Sipari 1 Dir, a causa del fatto che:

“il pozzo esplorativo interessa un’area troppo prossima al centro residenziale”

come era stato gia' confermato dal parere negativo del Comitato VIA del 19.6.2012.

Per capire la pura follia del caso, si tratta di un pozzo a circa 5 km dal centro di Foggia e a soli 2.5 dall'aereoporto!  Come ci hanno anche solo pensato ad una cosa del genere! E' tutto qui, presentato nel 2011.

Il Comitato VIA gli aveva quindi gia' detto no il 19 Giugno 2012, ma la Medoilgas aveva presentato ricorso dopo pochi giorni, il 29 Giugno 2012. Finalmente il buon senso ha prevalso ed il TAR Puglia di Bari ha decretato che no, il pozzo non si puo' fare perche' e' troppo vicino alle case.


Questo mi fa veramente piacere, perche' intanto vuol dire che inizia ad essere accettata l'idea che e' assolutamente folle trivellare cosi vicino alle case, perche' crea un precedente, e perche' porta il messaggio che non sono Chicco Testa e Sergio Morandi a comandare in Italia.

Ben fatto.

Ecco il provvedimento iniziale, del 2012:





Ecco quello del 2014








Saturday, September 14, 2013

Acidi a Foggia, Pisa, Adriatico. A Viterbo e Parma con fracking?


E' questo un post lunghissimo, e sono quasi le 12:30 di notte. Ho sonno, ma una volta inziato a scovare uno trova una scatola di Pandora da cui pare che non si esca mai.

Quante cose non sappiamo? Sono qui da sei-sette anni che indago, e quanto marciume ancora c'e' sotto che non ho ancora scovato? Quando finisce la litania di imbrogli e di bugie?

Fino a quando potranno ENI e Medoilgas e ENEL e Cygam gas e compagni continuare a mentirci dicendoci che e' solo "acqua e composti biodegradabili" mentre loro continuano a fare quello che gli pare del nostro territorio senza che nessuno sappia niente?

E soprattutto senza che i nostri colti ed intelligenti politici si pongano dubbio alcuno quando gli viene detto che e' "tuttapposto?"

Ed eccomi qui.

Dopo avere scoperto l'acidizzazione dei pozzi in Val D'Agri e a Trecate-Villafortuna decido di vedere cosa accade altrove.

Scopro che a un certo punto l'ENI decide di fare le cose in grande, e di pompare acidi HCl e HF un po dappertutto in Italia per aumentare produttivita' e profitti dei pozzo.

Ed infatti eccoli qui. Perche' fermarsi ai pozzi di Trecate e della Val D'Agri? Spremiamo tutto lo spremibile, no?

E cosi nel 2009 i nostri eroi firmano un contratto con la BJ Services Company d'Olanda, gia' in partnership con l'ENI per l'acidizzazione della Val D'Agri e di Trecate. La sede italiana scelta dalla BJ services e' Pescara e da qui il loro intento era di

provide acid stimulation services on a number of wells to maximize the inflow area of the wellbore in oil and gas formations throughout Italy, both onshore and offshore

offrire servizi di stimolazione acida su un numero di pozzi per massimizzare l'area di flusso nei pozzi da formazioni di petrolio e di gas in Italia, sia onshore che offshore.

Si parla di pozzi in nord Italia che riceveranno trattamenti ad alta pressione e con formule apposta per le alte temperature. Quelli del sud Italia invece riceveranno stimoli post trivelle in formazioni calcaree.  E poi ce n'e' anche i pozzi nel Mare Adriatico.

Quelli della BJ dicono che useranno delle "pompe speciali" per andare incontro alle necessita' del loro cliente ENI:

With five 2000 HHP Wolverine™ pumps designed to accommodate high pressure and rates, the equipment is ideal for meeting the customer’s acid fracturing work requirements in northern Italy.

Con cinque pompe HHP Wolverine che sono state disegnate apposta per lavorare ad alta pressione, l'apparecchiatura e' ideale per fronteggiare le necessita' di fratturazione acida dei lavori del cliente nel nord Italia.

La BJ Services e' stata poi assorbita dalla Baker Hughes.

Ma dove hanno usato questi acidi?
Nel nord, nel sud e in Adriatico?

Si ma dove? 

Ho cercato, ma non e' dato sapere esattamente le localita' in cui sono stati usati gli acidi oppure non sono riuscita a trovarli io.

Non ancora. E' solo perche' e' tardi.

Ma poi decido di indagare un po di piu' e scopro che non c'e' solo la BJ services, ma anche la nostra amica Medoilgas che dichiara di avere usato acidi in Italia nel 2005, precisamente nella concessione Torrente Baganza, nei pressi di Parma.

Eccola Torrente Baganza


Dicono:

A fracturing and acidizing intervention to the Torrente Baganza 5Dir well, in the Monte Ardone concession onshore Northern Apennines, is scheduled for the last quarter of 2005. Successful results would improve the gas production of the field and provide a methodology to improve productivity of a number of equivalent low permeability sandstone reservoirs.

Interessante che usano anche le parole "fracturing and acidizing intervention". Non so cosa vogliano dire esattamente in questi contesto, e non c'e' scritto molto di piu' nel testo.

Vorrei indagare di piu, perche' fracturing and acidizing non mi suona mica tanto bene. Ma il tempo e' tiranno.

Prima di andare a letto pero', per curiosita' decido di vedere che succede nei campi geotermici.

E voila'.

Gia' nel 1985 c'era stata l'ENEL, che avevao deciso di stimolare con acidi i suoi pozzi di geotermia, a Latera, in provincia di Viterbo. 

Nel 1985!

Dicono: 

As part of a general program of geothermal well stimulation set up by ENEL (1), stimulation was performed on wells L1, L6 and L14 in the Latera geothermal field (northern Latium, Italy) with the aim of increasing injectivity. In wells L1 and L6 water was injected at high rates to hydraulically fracture the formation. On these wells acid injection was also carried out. The operations considerably increased short term injectivity (days); for longer period (weeks-months) no significant improvements were observed on wells L1 and L6. A stress analysis model was used to understand better the phenomena induced by hydraulic fracturing with the injection of cold water in a formation with temperatures of 200°C. This made it possible to explain why the artificially created fractures did not close completely at the end of stimulation. On well L14 matrix acidizing was performed with the aim of combating the strong skin effect present. In this case a notable increase in injectivity was achieved.

Posso credere a quel che leggo? Cioe' che hanno fatto fracking anche in provincia di Viterbo, nel 1985?

Non so bene. Occorrerebbe indagare meglio anche qui. Per l'intanto questo e' quello che dicono


Ciascuno puo' interpretare come vuole. 

Fine della storia?

No, perche' passano vari anni e finalmente nel 2006 anche nel Larderello, in provinicia di Pisa, in Toscana, l'ENEL ha la bella idea di usare gli acidi nei campi di geotermia per dissolvere carbonati, argille, mica e feldspati. Si parla di cinque pozzi trattati sia con HCL che con HF:

At the Larderello geothermal field (Italy), several stimulation methodologies have been used successfully by ENEL (Capetti, 2006). Among them, chemical stimulation operations were carried out by injection of  acid mixtures. First, various laboratory tests were realised on reservoir rock samples to optimize the  HCl/HF ratios and the effect on mineral dissolution. Field tests have shown impressive results on five deep wells for reservoir rocks composed of phyllites, hornfels and granites: the improvement of injectivity, respectively productivity ranged from a factor 4 to 10.

Sono riusciti ad aumentare la produzione di 4-10 volte grazie agli acidi.



Sono stanca.

Ma prima di spegnere tutto ecco che mi compare la Cygam Energy a Foggia.

Nel 2007 questa ditta, canadese, trivello' il pozzo Posta Piana 1 nei pressi del capoluogo pugliese che poi venne acidizzato nell'Aprile del 2007 per aumentarne la capacita' produttiva.

Purtroppo pero' nonostante la stimolazione con acidi non ci furono molti miglioramenti e nel 2008 il pozzo fu abbandonato.

The prior year impairment relates to the evaluation and subsequent unsuccessful application for interests in permits in Egypt ($441,074) and to the Posta Piana well ($5,017,272) in Italy which was
drilled and cased in late 2007, and acidized and subsequently abandoned in 2008. Whilst the
Posta Nuova permit expires in 2011 and the Company expects to continue to investigate other
resource targets on this permit, the Company determined, in accordance with accounting
guidelines, that the non-cash write-down was required to reflect the impairment of this asset.

Ci hanno perso 5 milioni di dollari.




Acidi o non acidi, l'UNMIG lo classifica tuttora come sterile.

In queste due ore: acidi in almeno sei localita' italiane. E in alcuni casi compare la parola fratturazione idraulica. E loro che propagandano che e' tutto biodegradabile. 

E' ora di andare a letto.








Tuesday, May 14, 2013

Fracking a Foggia?




The hydraulic fracturing stimulation technique pumping energized fluids introduced in the Roseto-Montestillo field has proved to be very successful in recovering well productivity

ENI Exploration & Production, 15-17 Aprile 2013, Cairo


Durante il periodo 15-17 Aprile 2013 un gruppo di ricercatori ENI ha presentato un lavoro dal titolo "Revitalizing Mature Gas Field Using Energized Fracturing Technology In South Italy" presso la 2013 North Africa Technical Conference and Exhibition a Il Cairo, Egitto.

Gli autori, Luis E. Granado, Roberta Garritano, Raffaele Perfetto, Roberto Lorefice, Roberto L. Ceccarelli, tutti dell'ENI, affermano di avere "rivitalizzato" un pozzo di gas gia' sfruttato in passato usando nuovissime tecniche di fratturazione idraulica che incluono l'uso di fluidi "energizzanti" a base di zirconati.

Il campo scelto e' quello di Roseto-Montestillo, nei pressi di Lucera e la concessione e' la Tertiveri.

Nel testo si dice che a causa della delicatezza delle operazioni, si sono dovuti usare molti accorgimenti in tutte le fasi di progettazione, trivellamento, completamento e successiva stimolazione dei pozzi.  E' stato necessario usare "elevatissime pressioni di pompaggio" e hanno avuto problemi con i proppanti, che servono a mantenere aperte le fessure dopo le operazioni di fracking. Alla fine pero' sono arrivati ad "ottimi guadagni" in produttivita' e allo stesso tempo hanno ridotto il quantitativo dei fluidi di perforazione.

Purtroppo l'unico sito da cui la notizia e' reperibile e' quello della "Society of Petroleum Engineers"
e i dettagli sono pochi.

Dai siti ministeriali non vi e' traccia di tale intervento: i pozzi nella concessione Tertiveri sono elencati tutti come in produzione o non produttivi e non vi sono altre specifiche.

Le domande che ci si pongono allora sono sempre le stesse:

Perche' queste cose le dobbiamo apprendere dalla "Society of Petroleum Engineers" in un convegno al Cairo e non da appositi enti informativi italiani?

L'ENI aveva i permessi per fare fracking? Cosa esattamente hanno pompato nel sottosuolo? Quanto tempo sono durate queste operazioni? Quando e' successo? La gente lo sapeva?  In quali altre localita' si vuole fare fracking in Italia?

I nostri ministri lo sanno cos'e' il fracking?

E veramente vogliamo andare avanti cosi, a casaccio? Che chi prima arriva fa un po quel che gli pare e poi lo dobbiamo venire a sapere da una mezza paginetta di un convegno in Egitto? E se non c'era il convegno quando l'avremmo saputo?

Cosa aspettiamo ad aprire un dialogo nazionale, non solo sul fracking ma in generale sul modo in cui intendiamo proteggere (o non proteggere) il sottosuolo dalle trivelle - di petrolio, gas, con fracking, senza fracking, in mare, in terra o per stoccaggi di dubbia utilita'?

Infine: perche' non seguiamo l'esempio della Francia che ha vietato il fracking gia' nel 2011?







Sunday, April 1, 2012

Tremila delfini morti e le esplorazioni petrolifere in Peru











The dolphins may have been killed by the impact of
off-shore oil exploration and drilling in the region


Carlos Yaipen, direttore
Organization for Research and Conservation of Aquatic Animals



Ogni tanto su Facebook qualcuno posta immagini di delfini o di cetacei spiaggiatisi lungo le coste italiane. Si sono spiaggiati per cause naturali? Per colpa delle ispezioni sismiche? Per colpa delle correnti marine?

Non lo sapremo mai con certezza a causa dei pochi studi, e della difficolta' di farli questi studi. E' un vero peccato - che i delfini muoiano, e poi che non si riesca a capire il perche', in modo da evitarle queste morti.

Quello che pero' si sa e' che le esplorazioni sismiche, con i loro sonar, e il loro disturbare il sistema uditorio degli animali marini sicuramente non sono benevoli a delfini e cetacei, perche' causano lesioni, danni all'udito e al sistema dell'orientamento, confusione, e emoraggie interne.

Qui su PlosOne del 2009 uno dei pochi studi in cui si parla dello spiaggiamento di sette cetacei nella zona di Foggia. Si afferma che le ispezioni sismiche possono essere una concausa di queste morti. Qui un altro studio sullo stesso tema.

E per chi volesse saperne di piu' sul tema spiaggiamenti e petrolio, consiglio l'ottimo testo di Guido Pietroluongo.

In gergo, gli spiaggiamenti e le morie di delfini e cetacei si chiamano UME - unexplained mortality events - eventi mortali inspiegati.

La successione di morte di delfini e cetacei in collegamento con le ispezioni sismiche non e' un fatto nuovo, anzi si ripetono in Nuova Zelanda, in Spagna, in Australia, e ora anche in Peru.

Nel 2011 infatti ci sono stati ben 3,000, si tremila delfini morti lungo le coste di Lambayaque, in Peru, attribuibili, secondo il quotidiano Peru21, alle esplorazioni sismiche nella zona.


Catastrophe for Dolphins in Peru from BlueVoice.org on Vimeo.


Questo e' confermato dal direttore dell'ORCA, l'Organizzazione Scientifica per la Ricerca e la Conservazione di Animali Acquatici, Carlos Yaipen che dice

“The oil companies use different frequencies of acoustic waves and the effects produced by these bubbles are not plainly visible, but they generate effects later in the animals. That can cause death by acoustic impact, not only in dolphins, but also in marine seals and whales".

Esattamente quello che andiamo ripetendo da mesi e mesi.

Nel Febbraio 2012 avevano ritrovato circa 264 carcasse di delfini morti a 500 miglia a nord di Lima, la capitale del Peru', presso la citta' di Chiclayo.

A Marzo 2012 un altra moria di 615 delfini un po piu a sud, vicino a San Jose.
Ma non ci sono solo delfini spiaggiati, ci sono anche le sardine avvelenate e trovate morte sulla riva di Lambayeque.

Un'altra possibilita' che avanza Jorge Cabrejos, che rappresenta i pescatori della zona, e' invece, visto che nella zona ci sono gia' trivelle attive, che ci siano stati riversamenti di petrolio a contaminare il plankton, mangiato dalle sardine, mangiate dai delfini, morendo sardine e delfini.

E cosa esattamente c'e' nella zona? Come riporta il blog di Jeff Phillips, vicino alle zone di morte dei delfini del Peru' c'e' un blocco di esplorazioni petrolifere detto "Block Z34", proprio nei pressi della citta' di Chiclayo, dove gia' estraggono gas naturale.

Le ditte che estraggono o che fanno esplorazioni petrolifere sono la "Gold Oil" di Londra, la corporazione peruviana "Petrotech" in cui partecipano anche la Corea del Sud e la Colombia e la ditta americana BPZ, di Houston.

Le esplorazioni sismiche sono effettuare dalla ditta cinese BGP con la sua nave "Pioneer".

Ma ce di piu'. Nella stessa zona del Peru' ci sono stati terremoti del grado 4.8 della scala Richter, in Febbraio, due giorni dopo il ritrovamento dei 264 delfini e prorpio nella stessa zona. Coincidenza? Caso? Chi lo sa.

Le autorita' dicono che non si sa e che occorre fare indagini piu' approfondite.

Gli scienziati invece dicono che invece quando ci sono morie di delfini solo l'otto-dieci per cento finiscono sulle spiagge. Il resto resta disperso in oceano, per cui i delfini morti poterbbero essere molti molti di piu' delle carcasse ricoverate.

Ecco qui le immagini:



A volte mi chiedo chi siano le bestie vere in tutto questo.

Monday, April 18, 2011

Menomale che la Puglia c'e'


"Non sono pervenuti atti da parte della regione Abruzzo"
Commissione VIA che ha approvato la d505 - Petroceltic, Vasto

Aggiornamenti su d505:

1. Il presidente del consiglio regionale di Puglia, Onofrio Introna, ha richiesto un consiglio regionale speciale fra Abruzzo, Molise e Puglia per discutere della d505 Petroceltic e sul da farsi.

Il presidente del consiglio regionale d'Abruzzo e' Nazario Pagano, quello del Molise Michele Picciano.

2. Martedi 19 Aprile alle ore 16 a Foggia riunione di tutte le associazioni per mettere a punto iniziative di protesta per dire NO al petolio in Adriatico.

3. Qui petizione da firmare
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Gianni Chiodi, Enrico di Giuseppantonio, Eugenio Caporrella e Remo Di Martino si devono solo vergognare.

Il giorno 14 Aprile c'e' stata una riunione di emergenza a Peschici, nel Gargano, per parlare della concessione d505, quella che autorizza l'airgun - l'inizio delle trivellazioni - nei mari dell'Adriatico, fra VAsto, Termoli e le isole Tremiti. Cosi' dopo una settimana, si organizzano da tutta la Puglia, invitano anche Molisani e Abruzzesi e si mettono all'opera contro la Petroceltic.

Ovviamente, io non ero presente, ma i racconti che circolano, puntano in una sola direzione: hanno una classe politica degna di questo nome.

Alla riunione c'era il presidente del consiglio regionale, molti amministratori e sindaci, il presidente della provincia di Foggia, gente di destra e di sinistra, indisitintamente. Hanno deciso di presentare ricorso al TAR, e che si fara' una grande manifestazione a Roma o a Termoli, che e' a meta' strada fra Abruzzo e Puglia.

Il 27 Aprile sono pure riusciti ad avere un incontro con Stefania Prestigiacomo, cosa che in Abruzzo non e' mai stata possibile a causa dell'ignavia dei nostri politici.

I politici di Puglia hanno fatto tutto questo, politici che gli Abruzzesi sognano.

All'incontro non c'era ne Enrico di Giuseppantonio, ne Guerino Testa, ne alcun assessore regionale o proviciale d'Abruzzo. Gli unici erano - come sempre - i volontari e santa Fabrizia.

Si e' svegliato anche il Molise, il cui assessore regionale all'ambiente, Salvatore Muccilli dice di essere contrario alle trivelle per proteggere il turismo.

Dall'Abruzzo di Gianni Chiodi niente.

Nazario Pagano ha qualcosa da dire? Rispondera all'invito di Introna? E noi? Siamo persone o persiane che stanno a guardare alla finestra?

Qualsiasi cosa Gianni Chiodi dira' sara' troppo tardi adesso. Sono sicura che dira' cose come "non avevamo le carte", o "tanto e' Roma a decidere alla fine", oppure peggio che "stiamo millantando una situazione falsa".

Sono veramente stanca e schifata di questa gente.

Anche per Ombrina Mare, Roma ha deciso, e ha deciso no - grazie al sentimento popolare e grazie alle nostre lettere di protesta.

Stessa storia per altri pozzi Northern Petroleum lungo l'Adriatico pugliese, e grazie alla politica di Puglia. Si sono messi all'opera e li hanno sconfitti.

La cosa che mi fa tristezza, e non so se chi legge possa capire come io mi possa sentire, e' che a suo tempo mandai le stesse cose che scrivevo per l'Abruzzo agli avvocati di Puglia. Loro le hanno usate, per i loro ricorsi al TAR, per le richieste alla Camera, e le hanno usate bene.

Sulla stessa scia, in data 13 Aprile 2011, i politici di Puglia hanno gia' fatto una interrogazione alla Camera dei Deputati chiedendo di revocare l'autorizzazione concessa con decreto del Ministero dell'ambiente e della Tutela del territorio e del mare.

Scorro i testi e le parole di questi politici e rileggo le mie parole, le cose che vado predicando da anni come Cassandra, e che per i politici d'Abruzzo sono passate sotto l'acqua dei ponti, infastidita da questa qui che non se ne va e non lascia che la gente si dimentichi della faccenda petrolio.

Sono amargeggiata, si per cosi tanta mollezza e perche' mi sento presa in giro da Gianni Chiodi. Essendo cosi lontana, non so cosa altro fare, se non mandare l'ennesimo comunicato stampa.

Da come la vedo io, a Gianni Chiodi e a quegli incapaci della regione Abruzzo non gliene importa niente, ne del petrolio, ne dell'Abruzzo, ne del Parco della costa teatina, ne del futuro, e di nessuno di noi.

Ma sono una che crede nel karma della vita e un giorno lo so che Gianni Chiodi se ne dovra' pentire e se ne dovra' pentire amaramente.

Thursday, December 3, 2009

La mia California


E' tardi e sarebbe piu' saggio andare a dormire. Ma prima di chiudere il mio computer oggi ho visto questo articolo della Repubblica sulla California e ho avuto voglia di parlarne perche' in questo momento mi sento felice di avere fatto di questo posto la mia casa. Cosi, pensieri notturni, per una volta.

E' una storia lunga, che parte dalla mia un po' tormentata infanzia, in questa mia vita sospesa da sempre fra due mondi diversissimi - il Bronx, San Iorio, Santa Monica, San Vito Marina - ma che in qualche modo sono diventati parte di me allo stesso modo e che si complementano in un modo che nemmeno io so definire ma che mi e' naturale ormai.

Qualche giorno fa un giornalista di Roma, Hermes Pittelli che ha pazientemente seguito la faccenda petrolio venendo a sentire le mie conferenze in mezza Italia (Brianza, Corropoli, Vasto, Chioggia e Chieti - deve esserselo imparato a memoria!) mi ha chiesto perche' io facessi tutto questo e perche' da due anni a questa parte io mi sia dedicata anima e corpo alla lotta al petrolio in Abruzzo.

Non me la faccio quasi mai questa domanda perche' sono cosi impegnata a scrivere, a leggere, a fare, a rompere le scatole che non ho quasi mai il tempo di riflettere. Lo faccio e basta, perche' e' giusto cosi' e perche' tutti dovrebbero farlo.

Ma pensadoci un po di piu', la risposta piu' vera e piu' breve che sono riuscita a trovare a queste domande e' che e' perche' sono americana e ancor di piu' californiana, dopo undici anni di vita qui.

Lo so che in Italia questo paese viene visto come il luogo cattivo dove ti lasciano morire in strada se non hai l'assicurazione, dove c'e' la pena di morte e dove mangiano le fettuccine Alfredo - che e' vero, sono orrende.

Ma e' anche - per me - il posto dove tutti si sentono artefici del proprio destino, dove basta volerle le cose, e volerle di piu' di chi ti ostacola, dove se insisti ed insisti ed insisti ancora non potrai che arrivare alla meta che vuoi, e dove tutti possiamo contribuire al bene della societa'.

Questo articolo della Repubblica dice cose che io vedo tutti i giorni. Qui la gente vernicia le case con pitture speciali per risparmiare energia, la mia scuola mette pannelli solari sui tetti dei parcheggi, le emissioni di CO2 le mandiamo alla foresta tropicale. Smantellano parcheggi per farci campi di calcio, la gente pianta giardini che consumano meno acqua. Per moda ecologica nessuno qui piu' usa sacchetti di plastica, San Fransico e Los Angeles si fanno la guerra a chi ricicla di piu', a chi diventera' per prima la citta' a zero rifiuti. Nessuno fuma. Il polistirolo in alcune citta' e' vietato. Abbiamo il vuoto a rendere dal 1986 che porta soldi allo stato e ci fa reciclare oltre l'85% delle lattine e del vetro.

Facciamo referendum per decidere che le galline d'allevamento devono avere lo spazio sufficiente per allungare le ali nella gabbia o per obbligare le ditte fornitrici di energia a distribuire entro il 2010, il 20% di energia rinnovabile. La gente compra macchine ibride e sul mercato ci sono gia' macchine elettriche al 100%. La Chevron e' obbligata ad andare sui giornali che dire che le estrazioni di petrolio fanno venire il cancro a chi gli sta vicino.

Ricordo la storia di un signore sul Los Angeles Times di qualche anno fa che regalo' il sistema fotovoltaico alla sua parrocchia per renderla al 100% solare e perche' diceva era giusto cosi'. Siamo lo stato dove Arnold Schwarzenegger ha portato in causa il governo Bush perche' non consentiva alla California di abbassare i limiti delle emissioni delle macchine.

Nessuno dice che non si puo'. Tutti dicono che ci dobbiamo provare e lavorarci sodo.

E' contagioso. Io ho imparato qui a reciclare tutto, a fare il compostaggio, a comprare verdure prodotte solo dai contadini della zona, a non usare l'asciugatrice, a chiudere il rubinetto quando non serve e solo perche' attorno a me si respira un clima secondo il quale e' la cosa giusta da fare, e tutto dipende da ciascuno di noi. E non sono cosi' speciale. Lo fanno in tanti.

E' bello e mi fa sentire che tutti possiamo fare qualche cosa di buono per il pianeta e che se le cose partono dal basso e le moltiplichiamo per tutti noi, il mondo cambia. E questo vale anche per l'Italia.

E' questo spirito che ha animato tutte le cose che ho fatto in Abruzzo. L'idea che se tutti facciamo qualcosa, un email, una parola, una lettera, un po di tempo, non possiamo che vincere, per il petrolio e per ogni altra cosa che ci riporta la nostra dignita' di cittadini, di persone e non di succubi della Casta, dell'ENI, della Petroceltic di una giunta regionale inutile e anacronistica.

Ogni cosa che abbiamo fatto, l'abbiamo fatta tutti noi, insieme, e io spero che alla fine di questa storia resti nella societa' d'Abruzzo il profumo dell'idealismo, del fare le cose perche' e' giusto cosi, del volere il bene della nostra terra, della nostra gente e niente altro.


Buona notte.