.

.
Showing posts with label testa. Show all posts
Showing posts with label testa. Show all posts

Wednesday, July 6, 2016

Ombrina: la fine delle trivelle Rockhopper Exploration, l'inizio della responsabilita' di tutti






19 Luglio 2016
Foto F. Zulli

Grazie a Assunta di Florio!




What shall Cordelia speak? 
Love, and be silent.
King Lear 1.1.68



Eccoci qui, ad otto anni esatti dall'inizio di quella che sembrava una battaglia impossibile. Dopo avventure rocambolesche, tutto quello che resta di Ombrina Mare viene smantellato a spese della Rockhopper Exploration, UK.

E' la testa di un pozzo esplorativo, a cinque chilometri da riva in Adraitico, che a vederlo adesso fa anche tenerezza. E' una montagnola verticale di ferri verdi e rossi di un paio di metri o poco piu' che esce quasi spaventata dal mare. L'incubo FPSO, gli oleodotti, le navi cisterna, l'inquinamento da petrolio sono svaniti. Presto non resteranno neanche quei ferrami a ricordarcelo.

Com Ombrina sono finiti i sogni petroliferi di Sergio Morandi, di Chicco Testa, di Confindustria Abruzzo, di Paolo Primavera, di Sam Moody, e di tutti i loro azionisti inglesi. Quante avventure in questi anni. Quanti alti e bassi, quante notti a coordinare fra di noi, quante conferenze, quante domande per cercare di capire, quante idee per mettere pressione alla chiesa, ai politici. Nel mezzo di tutto questo abbiamo messo KO una ditta di petrolio -- la Mediterranean Oil and Gas -- e fatto si che il governo nazionale passasse una legge di protezione dalle trivelle entro le prime 12 miglia da riva.

L'abbiamo fatto noi, persone normali, da San Vito Marina.

Non lo sapevamo allora, ma con il sapore della vittoria e a riguardarli indietro sono stati anni belli, di lotta contro l'insperabile, di un piccolo e grande popolo che ha capito e che si e' dato da fare prima che fosse troppo tardi. Otto anni.

E' una vittoria di noi tutti, come tante in questa storia del petrolio d'Abruzzo, una vittoria in cui i politici hanno contato ben poco, segno che di questi tempi il potere di internet, del passaparola sui social media, assieme alla forza di volonta', all'intelligenza, alla perseveranza possono fare tanto. 

Una delle cose piu' belle e' che dal sito della Rockhopper la parola "Ombrina Mare" non compare piu' da tempo, e credo che questo sia il segnale che e' proprio finita anche per loro. Non ne parlano piu'. Si sono arresi. Scompaiono.

Ma il lavoro non e' finito. E non e' solo il petrolio. Il lavoro che resta e' di adesso meritarlo il mare trivelle-free. Il lavoro che resta e' di non deturparlo quel resta dell'Adriatico. Di non gettare le cicche fra la sabbia, le carte sugli scogli, la monnezza dopo il pranzetto. Di pulire la monnezza che c'e'.  Di far si che i fiumi non portino liquami e fertilizzanti a mare. Di far si che le villette non arrivino a faccia a faccia con la sabbia. Di far si che le generazioni future abbiano inoculato il vaccino dell'attivismo preventivo e non di fare sterili proteste quando e' troppo tardi. Di trasmettere loro la voglia di fermare gli altri mostri che inevetabilmente verranno.

In una parola, di volergli bene a quel mare noi e chi verra' dopo.
 





Thursday, March 24, 2016

Marcello Pittella, governatore lucano e il "dialogo" sul referendum

 Invece di tutti i blabla sul referendum, ci dica cosa vuole fare per le emissioni 
selvagge del Centro Oli di Viggiano, courtesy of ENI.



Ci mancava solo Marcello Pittella, il governatore della Basilicata che cambia parere come cambia il vento. Occorre ricordare che Marcello Pittella e' (era?)  uno dei nove governatori in favore del referendum e che adesso, folgorato sulla via di Renzi, decide, cosi sembra, di cambiare idea.

Dice:

“Leggo le quotidiane esternazioni di alcuni miei colleghi presidenti di Regione del Sud sul tema referendum anti-trivelle. E dico: basta. Non se ne può più. Siamo in presenza di un attacco al Governo del tutto fuori luogo, che non condivido assolutamente e dal quale prendo le distanze, specie quando sento utilizzare in pubblico – come ha fatto recentemente in televisione Michele Emiliano – un linguaggio colorito, infarcito di offese personali nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri, che stonano, per non dire altro, in bocca ad un uomo delle Istituzioni."

Non guardo la televisone italiana e non so cosa abbia detto Michele Emiliano, governatore della Puglia. Ma qualsiasi cosa abbia detto, e' vergognoso, semplicemente vergognoso che un governo lavori per mesi per fare ostruzionismo contro il referendum, e poi quando riesce ad ammazzare solo 5 quesiti su 6, dica alla gente "e' un referendum inutile",  non andate a votare.

Grazie!

Sono stati loro ad ammazzare l'essenza del referendum, appunto, uccidendo 5 quesiti su 6, invitando all'astensionismo e sprecando almeno 300 milioni di euro, rifiutandosi di accorpare il referendum alle amministrative di Giugno, ed ora cercano di dire che il referendum e' inutile. Roba che gli ignavi di Dante sono dei signori.

Dal mio punto di vista, il governo, i ministri e tutti quelli che lavorano per sprecare soldi pubblici meritano tutte le "parole colorite" e le "offese personali" possibili, e di piu'.  Matteo Renzi ai miei occhi e' solo un politicuccio senza stoffa, poco intelligente, poco lungimirante, poco amante dell'Italia.

Quello che stona, caro Marcello Pittella, non sono le parole di Michele Emiliano, ma il modo in cui lei governa la sua regione, la Basilicata. Piu di altri lei dovrebbe sapere cosa significhi avere petrolio in mare o in terra, visto lo schifo che l'ENI ha fatto in Basilicata e per cui lei non ha fatto niente di niente. Piu' di altri lei dovrebbe battersi per abbracciare una vera economia moderna, green, lontana dalle fossili, in terra o in mare. Pozzi nuovi o vecchi.

Ogni settimana al Centro Oli succede qualcosa, e lei puntualmente o non dice niente o minimizza.

Al diavolo le parole forti. Ci vogliono i fatti, non gli sceneggiati, capisce?

Lei avrebbe dovuto essere il primo a dire: basta petrolio, in terra, in mare, con ogni strumento possibile. E invece e' qui a cercare di democrazia-cristianizzare il voto, e di creare pure qui la festa dei tarallucci e vino.

E' vergognoso.


Col Governo siamo chiamati a confrontarci in modo serio e costruttivo. E anche alla luce degli importanti e strategici risultati ottenuti proprio in forza del dialogo avviato nei mesi scorsi con Matteo Renzi e i suoi Ministri, non posso accettare che si strumentalizzi a fini politici, o ancora peggio per ritorsioni di carattere personale, una bella pagina di democrazia, qual è quella alla quale gli italiani saranno chiamati a dare vita fra meno di un mese.

In modo serio e costruttivo? E da quando in qua Matteo Renzi si comporta in modo serio e costruttivo con l'Italia?  Questo governo non e' stato votato da nessuno e dobbiamo "confrontarci" con quest'uomo e il suo entourage dopo lo squallore con cui Matteo Renzi e' arrivato alla poltrona? O con questo Matteo Renzi che all'ONU va a fare proclami sull'energia green e quanto sono belle le rinnovabili e poi invece che fa tagli retroattivi agli incentivi sulle rinnovabili stesse? O con Matteo Renzi che difende a spada tratta le trivelle senza ascoltare la gente?

Il dialogo, lo si fa con gente che ascolta, che non imbroglia, che non lavora a servizio dei petrolieri. Il dialogo lo si fa quando c'e' rispetto e onesta' da parte dei governanti. Chi sta strumentizzando il voto a fini politici se non il governo che propaganda messaggi falsi? Chi fa ritorsioni di carattere personale? Dov'e' questa bella pagina di democrazia quando il voto e' stato cosi bistrattato e quando meta' del PD chiede astensionismo e spreco di soldi?

Caro Pittella, perche' non ci dice invece cosa ha fatto lei per la Basilicata? Per proteggere i lucani dalla monnezza del Centro Oli? Per evitare la costruzione di Tempa Rossa? Per indagare chi e come ha inquinato il Pertusillo? Quando si assicurera' che l'ARPAB funzioni tutti i giorni e non solo quando fa comodo ai petrolieri? Quando chiedera' una indagine sull'inquinamento ENI in Basilicata? Quando condannera' pubblicamente questa ditta che ha avvelenato Viggiano e tutta la democrazia lucana?

Ah, si dobbiamo prima fare il "confronto serio e costruttivo" con l'ENI per sentire che la fiaccola e' un gran ben "dispositivo di sicurezza" e bercela tutta, vero?

Certo.


Forse sfugge a qualcuno che le Regioni – e con esso il Governo nazionale – hanno di fatto già vinto la battaglia per vietare nuove trivelle nel nostro mare entro le dodici miglia dalla costa. E il quesito sul quale saremo chiamati a pronunciarci, recandoci alle urne, come io farò, domenica 17 aprile, riguarda solo ed esclusivamente la durata delle autorizzazioni già concesse ed attive da decenni.
Ho detto “no”, e lo confermo, alle estrazioni in mare. Poi si può condividere o meno ciò che autorevolmente e legittimamente dice il prof. Romano Prodi, che giudica un “suicidio” per il Paese la eventuale vittoria dei “sì”, ove mai il quorum fosse raggiunto. Un dato però è certo: gli italiani vanno messi nelle condizioni di approfondire e di farsi una idea personale sulla reale posta in gioco.
Non serve a nessuno, meno che mai alle Regioni del Mezzogiorno, trasformare il referendum sulle trivelle in mare in una scelta di campo all’interno del Partito Democratico, per farne materia di scontro ideologico contro il Governo e il suo premier.

No, tesoro. Ecco qui altri imbrogli. Il governo nazionale e le regioni hanno soltanto risposto all'enorme, enorme, enorme rabbia del popolo, specie d'Abruzzo che si e' rivoltato contro Ombrina Mare. Se era per il governo -- Renzi, Letta, Monti, Berlusconi avremmo pozzi e raffinerie in tutta Italia. Devo proprio ricordare qui la storia di Ombrina e del perche' si e' arrivati a questo limite delle 12 miglia?

Bene, per l'ennesima volta:

1. Fino al 2010 *non c'erano regole*. Potevi mettere il pozzo a 2km da riva se volevi. Negli USA, dal 1981, il limite sulle East and West coasts e' di 100 miglia. 125 in Florida. 160 e 200 chilometri.

2. 2010: L'Abruzzo, me inclusa, porta avanti una lotta feroce contro Ombrina a 5km da riva. Arriva il Golfo del Messico. La Prestigiacomo approva la legge con il divieto di 5 miglia da riva e 12 miglia in presenza di riserve naturali sulla costa. Ombrina muore.

3. 2012 Arriva il galantuomo di Corrado Passera a decidere di cambiare le leggi. Il divieto e' di 12 miglia per tutta l'Italia, ma *solo* per concessioni future. Siccome tutti i mari italiani sono gia' lottizzati e assegnati, il divieto di fatto diventa inutile e inapplicabile. Non esistono concessioni future, sono tutte gia' passate. Addirittura i capi delle ditte petrolifere interessate scrivono lettere di ringraziamento ai politici, fra cui a Corrado Clini per avere cosi furbescamente risolto il loro problema: trivellare sottocosta. Ombrina resuscita.

4. 2013-2015 L'Abruzzo si ribella, manifestazione dopo manifestazione. Migliaia di persone scendono in piazza. Ombrina diventa un tema nazionale, e nelle elezioni. Luciano D'Alfonso dice che gli "ufo petroliferi" in Abruzzo mai e poi mai. Ci si organizza per i referendum nazionali.

5. Il governo capisce che non ha alternative. Per non perdere la faccia, e per evitare i referendum, figuracce e dibattiti a scala nazionale, decidono di reinstaurare il limite delle 12 miglia per tutte le concessioni passate e future. Ombrina muore di nuovo. L'idea e': sacrifichiamo un po di concessioni, ammazziamo Ombrina cosi gli abruzzesi si stanno zitti, ma teniamoci la gente rabbonita e non arriviamo al referendum nazionale.

6. Dei 6 quesiti iniziali, resta in piedi solo uno. Si vota il 17 Aprile.

7. Visto che non ci sono riusciti a fermare il referendum in toto, non sapendo cosa fare, i politicanti italani invitono all'atensionismo, accusano i pro-si di populismo, dicono che senza trivelle torneremo alle caverne, tirano in ballo discoccupazione e Croazia.  Questo e' populismo.

Quindi, il limite delle 12 miglia e' *grazie a noi* non certo grazie al suo "dialogo", al suo "rapporto dialettico" o alla sua "stagione delle riforme".

No. E' perche' la gente si e' ribellata. Punto e fine.

Poi, lei parla di "condizioni di approfondire e di farsi una idea personale sulla reale posta in gioco".

E chi deve darle le condizioni di approfondire? L'ENI? Debora Serracchiani? Amici della Terra? La geologa disoccupata? L"AGI di proprieta' dell'ENI? Lei?

Avete tutta la stampa a vostro servizio: dal Sole 24 Ore all'Unita' che manda gli editoriali di Chicco Testa, petroliere pure lui. Avete tutto. Se la gente non vi crede, forse e' perche' nel 2016 il tempo di giocare con l'opinione pubblica e' finito da tempo.


Lo dico in particolare a Michele Emiliano, che ha oggi utilizzato il palcoscenico offertogli a Bari dalla Coldiretti nazionale e da quelle di Puglia e Basilicata per una nuova intemerata populista, alla quale non mi è stata offerta la possibilità di replicare dinanzi a più di quattromila persone: non è utilizzando toni da Masaniello che faremo il bene del Sud e delle sue popolazioni. Le nostre Regioni – caro Michele – devono poter collaborare insieme con le Istituzioni nazionali, in un rapporto dialettico ma corretto, per consolidare la stagione delle riforme avviata in questi ultimi due anni che, da sola, può garantire una prospettiva di sviluppo dopo lustri di assoluto silenzio da parte del Governo nazionale sulle sacrosante istanze del Mezzogiorno.

Ancora con queste accuse populistiche? Ma scusi, la politica a chi serve? Al popolo no! E il popolo non e' scemo. O forse lei pensa che la politica servi per aggiustare le apparenze e per rabbonire il popolo cosi ENI e amici possano continuare a fare il loro comodo in Basilicata e nel resto d'Italia?

Caro Pittella, il tempo del panem e circensem e' passato da molto. Ci vogliono i fatti.

Rileggo quello che lei dice. Rapporto dialettico, le nostre regioni devono collaborare con le istuituzioni, stagione delle riforme, prospettiva di sviluppo? Ma stringi stringi cosa sta dicendo, Pittella?

Sta dicendo che le trivelle vanno bene? Non si capisce niente! Parli semplice. Trivelle si o no? Dopo 20 anni di ENI in Basilicata, lei dovrebbe sapere piu' di altri che le trivelle non portano niente di buono alle popolazioni. E non c'e' nessun "rapporto dialettico" che possa dimostrare il contrario. 

Qualsiasi cosa abbia detto Michele Emiliano, almeno ha avuto il coraggio di dare pane al pane.

E lei?

Ah, certo lei e' quello che ha firmato il raddoppio petrolifero in Basilicata, cercando di arrampicarsi sugli specchi per giustificare l'ingiustificabile con la sua stessa gente.

Un atteggiamento non-populista che ha portato ad un ottimo dialogo e in cui sicuramente ha vinto la Basilicata.

Un vero statista.



Agli elettori vanno dette le cose come stanno. E cioè che essi, col proprio voto, saranno chiamati ad abrogare una norma che consente alle compagnie petrolifere che già operano al largo delle nostre coste (e non ad altre) di estrarre gas e petrolio entro le dodici miglia marina fino all’esaurimento del giacimento, senza limiti di tempo. Tutto il resto non c’entra niente. Non c’entra la politica energetica nazionale. Non c’entra lo scontro tra renziani e minoranza dem. Non c’entrano le strumentalizzazioni populistiche e demagogiche di alcune forze di opposizione che da tempo hanno elevato il tema petrolio a strumento indebito di lotta politica.

Ogni giorno in piu' sara' un giorno in piu' di monnezza in mare, di H2S e di VOC e di CO2 in atmosfera e nei polmoni della gente. E vedremo cosi' altri scenari come Ragusa, dove la concessione data nel 1984 continua ad essere usata per trivellare, facile facile, nel 2016, altri 12 pozzi. Continueremo verso il baratro dell'economia fossile, avvallando lo status quo, e senza il coraggio di cambiare registro.

A quando l'economia green per l'Italia? A quando l'Energiewende d'Italia? Di Basilicata? 

Mi auguro che nei prossimi giorni si recuperino sobrietà, moderazione, senso di responsabilità e rispetto delle Istituzioni. Personalmente lavorerò per questo, nella convinzione – peraltro confermata dai fatti – che il dialogo e la correttezza pagano sempre.”

Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur.  E cioe' mentre lei fa i suoi bla bla, a Viggiano si continua a morire.


Monday, December 29, 2014

Ombrina, le contro-osservazioni dei petrolieri e i cinque chilometri di Foggia

** Email inviata il giorno 24 dicembre 2014. Risponderanno i nostri eroi o faranno finta di niente, e in Italia ci sono due metri e due misure, una per i petrolieri e un altra per la gente normale? **


** Altre sollecitazioni reiniviate il giorno 13 Gennaio 2015 **


Voi vedere che quando arrivano le osservazioni del pubblico o dei privati la comissione VIA e tutti questi gran dirigenti le girano alle societa' petrolifere?


Invito tutti a fare copia incolla (o a scrivere testi ex novo)
e a lamentarsi con questi signori che non hanno capito
che la sovranita' appartiene al popolo,
che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


dva-udg@minambiente.it;
dva@minambiente.it;
fornari.dario@minambiente.it
dva-II@minambiente.it;
dva-IV@minambiente.it

Dario Fornari

Giuseppe Lo Presti

Antonio Venditti

Angelo Presta

Mariano
 Mariano Grillo

--------------------

Gentile Dr. Fornari,
Gentile Dr. LoPresti,
Gentile Dr. Venditti,
Gentile Dr. Presta,
Gentile Dr. Grillo,


Mi chiamo Maria Rita D'Orsogna e scrivo questo email in qualita' di cittadino d'Abruzzo
riguardo la proposta petrolifera 'Ombrina Mare'  d30 BC MD da parte della Medoilgas Italia, ora Rockhopper Italia.


Spero che possiate aiutare a capire vari interrogativi:



1. Ho notato che alla Medoilgas e' stato concesso di inviare "contro-osservazioni" sul progetto Ombrina, presentate nell' Ottobre 2014. Queste contro-osservazioni sono in relazione alle osservazioni presentate dai cittadini, e in particolare dalla sottoscritta. Le nostre osservazioni, a loro volta, erano state scritte in merito alla proposta iniziale della Medoilgas.



Perche' la Medoilgas ha potuto mandare contro-osservazioni? Secondo quale legge? E' giusto che alla Medoilgas spetti la prima e l'ultima parola? A rigor di logica questo dovrebbe essere un "one shot game" in cui la Medoilgas fa la sua proposta, e noi cittadini rispondiamo. E poi le decisioni devono essere prese in base a queste due argomentazioni. Altrimenti non e' un processo democratico. E se alla Medoilgas e' stato concesso di mandare contro-osservazioni, questo vuol dire che noi possiamo mandare contro-contro-osservazioni? Se si, perche' nessuno ci ha comunicato questo fatto?


In democrazia e' importante che tutti vengano trattati allo stesso modo, anche se siamo in Italia. La Medoilgas ha gia' avuto i suoi canali preferenziali quando in questo ministero c'era Clini, e non e' assolutamente giusto che le siano concessi privilegi rispetto a noi cittadini.


Spero che possiate far luce su questo modo antidemocratico di gestire la cosa pubblica e che in seguito queste contro-osservazioni non vengano piu' accettate, quale che sia il proponente.
I progetti si scrivono per bene dall'inizio.





2. E' notizia di qualche giorno fa che l'autorizzazione per il proposto pozzo Masseria Sipari 1 dir della stessa Medoilgas e' stata negata per la seconda volta, questa volta dal TAR della Puglia che ha decretato che “il pozzo esplorativo interessa un’area troppo prossima al centro residenziale”. Questa sentenza conferma il parere negativo espresso dal Comitato VIA il giorno 19  Giugno 2012, per gli stessi motivi: il pozzo e' troppo vicino alle case dei residenti.


La localita' scelta per il pozzo Masseria Sipari 1 dir dista fra i cinque e i sei chilometri dalla periferia sud della citta' di Foggia. Ombrina Mare nel suo punto piu' vicino alla riva, in localita Vallevo, a San Vito Marina dista circa 5.5 km da riva, esattamente la stessa distanza dal pozzo Masseria Sipari 1dir da Foggia Sud.


In che modo la decisione del TAR influenza l'autorizzazione alla AIA per il pozzo Ombrina Mare? In fin dei conti si tratta esattamente delle stesse preoccupazioni: la vicinanza di un pozzo di idrocarburi alle case e alle vite delle persone. Per di piu', mentre a Masseria Sipari si trattava di un pozzo esplorativo di gas, qui si tratta di una proposta piattaforma di permanenza pluridecennale, con circa 4-6 pozzi estrattivi di petrolio ed una nave FPSO, con il suo via-vai continuo di petroliere, nei pressi della costiera teatina.


Ombrina portera'  rischi di gran lunga superiori rispetto al pozzo Masseria Sipari 1 dir. Se va protetta Foggia, va protetta anche San Vito Marina, anche se i residenti sono numericamente inferiori, perche' la vita di ciascuno merita sicurezza, a prescindere da quanto grande sia il proprio comune di residenza.

 



3. Infine, in che modo questa decisione del TAR si applica ad altri pozzi e impianti petroliferi d'Italia? La stragrande maggioranza dei pozzi proposti o esistenti nella nazione - oltre che gli impianti di stoccaggio a Rivara, a Bordolano, a San Benedetto del Tronto, o il Centri Oli a Tempa Rossa - sono a pochi chilometri da centri abitati, e la logica comune porterebbe a pensare che cio' che e' pericoloso per la citta' di Foggia, lo sia anche per le altre comunita' interessate dalla futura presenza di centri petroliferi.
Grazie e buon Natale,


Maria Rita D'Orsogna

Tuesday, December 16, 2014

Ravenna, Cremona e la lezione di Foggia




Ravenna, centrali gas vicino alle case

 

Cremona, pozzi a 40 metri da faglie sismogenetiche!


Cinisello Balsamo, la centrale di stoccaggio attraversata dalla tangenziale

Qui la panoramica con tutto l'abitato a due passi


Stoccaggi e pozzi sulle faglie sismogenetiche.
Solo in Italia.



Foggia, il pozzo Masseria Sipari 1dir bocciato


Il giorno 10 Dicembre 2014 c'e' stata una esplosione a Ravenna, non lontano dal centro cittadino, con scoppi, botti, evacuazione e fiamme di varie decine di metri nei pressi nella centrale di smistamento del gas della SNAM. Per fortuna nessuno si e' fatto male. A me sono arrivate varie segnalazioni: 

".. è stato davvero impressionante. Abito a qualche chilometro dal posto dov'è successo e i vetri vibravano talmente forte che sembrava un vento tremendo. Ho aperto le finestre e vento non ce n'era, c'era solo un rumore stranissimo tipo quello che di sprigiona dai cannelli del gas degli operai che saldano le guaine catramate nei tetti."

"e' stato pauroso, vedevo le fiamme da casa mia, i vetri vibravano fortissimo, sembrava che ci fosse un gran vento e invece erano le fiamme" 

E non era neanche la prima volta che succede: a Settembre 2014 c'e' stata una esplosione simile non molto distante da questo scoppio, con simili fiammate, evacuazioni e paura.

E' normale tutto questo?  Io credo di no, e credo che pensi allo stesso modo qualcunque persona di buon senso. Si obiettera' che queste sono cose costruite tanti anni fa, e che il gas ci serve, e varie altre giustificazioni. Ma dalle lezioni del passato occorre pure imparare qualcosa, e la domanda e': vogliamo continuare cosi? A riempire i centri cittadini d'Italia di pozzi e di centrali e di oleodotti e di raffinierie?

E non ci sono solo centrali di smistamento in centri cittadini, ma anche pozzi di gas trivellati vicino a centri residenziale e peggio ancora, faglie sismogenetiche. A Bordolano, per esempio, in provincia di Cremona, sono stati costruiti sette nuovi pozzi di stoccaggio di gas pericolosamente vicini ad una faglia attiva. Si tratta della ITCS002, che scorre a soli duecento metri di profondita' maggiore rispetto al piu' profondo dei sette pozzi.  Secondo l'Istituto Nazionale di Vulcanologia, Sismologia e Tettonofisica, la faglia ITCS002  e' capace di generare terremoti di magnitudo massima 6.1.

O vogliamo parlare dello stoccaggio di Brugherio a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano che e' invece attraversato a meta' dalla tangenziale Nord di Milano?

Tuttapposto.

Ma alla fine, la saggezza sta nelle parole semplici e chiare del TAR della Puglia. Qui la filiale italana della Medoilgas, ditta inglese ora passata alla Rockhopper delle isole Falkland e proponente, fra l'altro di Ombrina Mare, aveva proposto di trivellare un pozzo esplorativo di gas a pochi chilometri dal centro di Foggia, come parte della concessione Torrente Celone. Chicco Testa, il noto opionista che non perde l'occasione di difendere le trivelle, e' stato nominato "non executive director" della Medoilgas nel 2012.

Siamo a circa cinque chilometri e mezzo dal centro di Foggia e il Comitato VIA espresse parere negativo, gia' il giorno 19 Giugno 2012, per la vicinanza al centro pugliese. La Medoilgas ha fatto ricorso al TAR il quale ha confermato la bocciatura di Masseria Sipari 1 dir il giorno 3 Dicembre 2014, con queste semplici parole: “il pozzo esplorativo interessa un’area troppo prossima al centro residenziale”

Chiaro e semplice.  Non e' tuttapposto - proprio per niente.

Ecco, spero che ci siano altri tribunali, ed altri funzionari che sappiano usare questa sentenza pugliese e vietare qualsiasi nuova opera petrolifera a cinque chilometri dai centri abitati, grandi o piccoli che siano. Quello che e' pericoloso per Foggia, lo e' anche per Cremona, Ravenna, Ortona, Ragusa e Rossano Calabro.  Nessuno deve vivere con l'angoscia che la centrale o il pozzo sotto casa possano scoppiare da un momento all'altro.

Le foto dei due scoppi di Ravenna - Settembre e Dicembre 2014 - sono qui.

La sentenza di Foggia completa e' qui.


 


Friday, December 5, 2014

Foggia: bocciato pozzo Masseria Sipari, Medoilgas di Sergio Morandi e Chicco Testa


Il pozzo Masseria Sipari 1 Dir della Medoilgas avrebbe dovuto 
sorgere a pochi chilometri dal centro di Foggia
nella concessione Torrente Celone.








Qui il ricorso di Sergio Morandi dopo la prima bocciatura.

Grazie ad Assunta per la segnalazione.


Poveri Sergio Morandi e Chicco Testa. Non gliene va bene una.

A Foggia gli hanno ri-bocciato un altro dei loro proposti pozzi esplorativi di petrolio, il Masseria Sipari 1 Dir, a causa del fatto che:

“il pozzo esplorativo interessa un’area troppo prossima al centro residenziale”

come era stato gia' confermato dal parere negativo del Comitato VIA del 19.6.2012.

Per capire la pura follia del caso, si tratta di un pozzo a circa 5 km dal centro di Foggia e a soli 2.5 dall'aereoporto!  Come ci hanno anche solo pensato ad una cosa del genere! E' tutto qui, presentato nel 2011.

Il Comitato VIA gli aveva quindi gia' detto no il 19 Giugno 2012, ma la Medoilgas aveva presentato ricorso dopo pochi giorni, il 29 Giugno 2012. Finalmente il buon senso ha prevalso ed il TAR Puglia di Bari ha decretato che no, il pozzo non si puo' fare perche' e' troppo vicino alle case.


Questo mi fa veramente piacere, perche' intanto vuol dire che inizia ad essere accettata l'idea che e' assolutamente folle trivellare cosi vicino alle case, perche' crea un precedente, e perche' porta il messaggio che non sono Chicco Testa e Sergio Morandi a comandare in Italia.

Ben fatto.

Ecco il provvedimento iniziale, del 2012:





Ecco quello del 2014








Thursday, November 27, 2014

Ombrina: gli schifosi



Mi ribolle letteralmente il sangue.

E non perche' questi poco di buono dei petrolieri continuano ad insistere con le facce di petrolio e le loro favole che le trivelle non inquinano, fanno bene all'economia, e che il futuro e' nel fare i buchi.

No, sono indignata perche' non e' una partita alla pari. Perche' i signori del petrolio pensano di poter fare della democrazia quel che vogliono e perche' quei burocrati senza nome e senza amore di Roma glielo lasciano fare. Perche' c'e' gente come Giovanni Legnini, Stefania Pezzopane, Fabrizio di Stefano, che sono solo buoni a parlare e a dire assurdita', ma quando si tratta di fare il lavoro vero scompaiono, e anzi rendendo la vita difficile a chi il lavoro cerca di farlo con mille difficolta, senza staff, senza soldi, senza aiuto. In questo caso, quel qualcuno e' la sottoscritta.

Ci ho perso due settimane di tempo almeno a fare queste benedette osservazioni su Ombrina Mare. Due settimane in cui non ho fatto niente altro. Gratis.

Ero a Santa Barbara, al Kavli Institute for Theoretical Physics, in riva al mare, fra Luglio ed Agosto. In teoria a fare il mio lavoro e a impare i meccansmi che rendono i batteri resistenti agli antibiotici e a farci modellistica matematica. Ero contenta - avevo una casa vicono al mare, l'estate in California e' sempre bella, e sarebbe stato un mese di calma, per me, senza il trambusto degli studenti, delle scadenze, dei meeting. Avevo anche deciso di allentare la presa sul petrolio, perche' mi avrebbe fatto bene pensare alle cose che alla fine sono il mio mestiere.

E invece no, questo incubo deve inseguirmi pure quando e' tutto pronto per fare dell'altro. A Luglio arrivano questi benedetti malloppi di Ombrina a cui i signori politici e compagnia varia non sono capaci di dire no, e si inventano procedimenti, provvedimenti, carte, ricorsi e contro ricorsi. Ma non sanno mai mettere la parola fine, una volta per tutte. E quando finisce?

E siccome loro parlano e si inventano questi nuovi misteriosi procedimenti legali, ovviamente ci deve essere qualcuno che se ne occupa.

E quindi, invece che fare quello che volevo fare, mi sono dovuta spaccare in quattro. Prima per leggermi centinaia di pagine su Ombrina, cercando di capire, di analizzare e di controbattere in modo puntuale ed onesto, e poi per supplicare mezza Italia a scrivere le osservazioni, facendo i template, speiegandogli come fare, aiutandoli a mandare testi al ministero, e ringraziando ogni singola persona. Uno ad uno.

E mica questo l'ha fatto Giovanni Legnini? O Stefania Pezzopane? O Fabrizio di Stefano? E neanche l'hanno fatto tutti quelli che vanno a pontificare nelle televisioni e si fanno i belli ripetendo pappagallescamente le cose che hanno imparato da me. E non l'hanno fatto neanche tutti quelli che con Ombrina Mare ci si sono fatti la campagna elettorale. No. L'ha fatto la sottoscritta da Los Angeles assieme a Ilaria, Iolanda, Francesco, Antonio e Assunta che mi hanno aiutata.

E alla fine sono arrivati centinaia e centinaia di testi al ministero. Per la stragrande maggioranza coordinati da me. Ho cercato di coinvolgere tutti quelli a cui potevo pensare - accademici americani, associazioni francesi, inglesi e tedesche che ho conosciuto nel corso degli anni, amici e amanti del mare di Calfornia. Addirittura e' comparso un articolo sul Sole 24 ore sul fatto che fossero giunti cosi tanti testi, da ogni angolo del pianeta.

Non so se ci si possa rendere conto dell'enorme fatica nell'organizzare tutto questo. E non era neanche la prima volta visto che gia' nel 2010 era la stessa canzone. Ho pure allegato il mio testo di oltre cento pagine.

E' una faticaccia, ma veramente. Alla fine della giornata, dopo i corsi al KAVLI - a fare il petrolio. E tutto il resto - il mio riposo, il mare di Santa Barbara, le cene sociali, e' tutto scomparso.

Ebbene, dopo tre mesi, scopro che... quei galantuomini del ministero hanno lasciato alla Medoilgas di Ombrina e di Sergio Morandi e di Chicco Testa che si scrivessero delle "controdeduzioni".

Interessante che quasi tutte queste "controdeduzioni" sono dirette a cio' che ho scritto io - OSPAR, i fanghi, le analisi dell'ARTA del 2008, l'H2S. E' come se si fossero scaraventati sul mio testo e sul mio blog (che menzionano allegramente) per vivisezionarlo.

Mi arrabbio pero', ma veramente. Non funziona cosi in una democrazia. Ma neanche per niente. Non e' giusto. Non e' leale. Non e' una partita ad armi pari.

Loro hanno scritto un progetto? Noi abbiamo la possibilita' di rispondere. Punto. E poi il ministero - che in teoria dovrebbe essere dalla parte dell'ambiente e non dei petrolieri - dovrebbe decidere SENZA lasciare ai petrolieri di poter scrivere controdeduzioni perche' e' una partita impari che non finisce mai allora.

Chi e' la Medoilgas o la Rockhopper o Sergio Morandi o Chicco Testa per poter avere l'ultima parola? O cosa, mi devo rimettere a fare tutto il lavoro e scrivere contro-contro-deduzioni?

Chi credete di essere?

In un paese civile, sarebbe un one-shot-game. Dove e' uguale per tutti e non che Mr. Petrolio e' piu' importante e allora a lui e' concesso di poter continuare ad insistere, e persistere diabolicamente.

E' una regione intera che grazie a tutto il mio peregrinare, e cercare di spiegare cosa fosse l'airgun, l'H2S, la sismicita' indotta, le royalties basse, in *tutti* i modi ha cercato di dire a Roma e a quegli inutili politici che abbiamo che qui le trivelle non ce le vogliamo. E' cosi difficile avere il coraggio di dire: caro Morandi, caro Testa qui le trivelle non ce le potete fare, perche' siete due contro un milione, perche' avete il conflitto di interessi, e perche' per voi l'Abruzzo e' solo una terra da bucare e da spremere per tirare fuori monnezza?

Evidentemente no. 

Parole cosi semplici, parole cosi chiare, parole che nessuno di questi politici dei miei stivali dal 2008 ad oggi ha avuto il coraggio di mettere nero su bianco una volta per tutte.

Tutti buoni a parlare, nessuno che sa agire, veramente e con la convizione di voler dire di no. Volere e' potere e qui, alla fine, non lo vuole veramente nessuno.

Non ho la forza emotiva di leggere queste "controdeduzioni" in dettaglio, ma vedo che e' essenzialmente rivolto alle cose che ho scovato nel corso del tempo - lo zolfo, l'indice API, gli errori nelle tabelle della MOG, il mio blog, l'OSPAR.  Ci sono pagine interminabili di nomi, e li riconosco tutti o quasi, perche' li ho contattati ad uno ad uno.

Ed ora forza, a tutti quelli che con Ombrina si sono solo fatti pubblicita' e campagna elettorale. Andate avanti.

MR

















Thursday, August 14, 2014

Mediterranean Oil and Gas, 12 Agosto 2014 - RIP






 Sergio Morandi

Chicco Testa - pensavate di poterci trivellare, eh?


''What a waste of 3 years time and effort.
Luckily I only lose about £30k, but don't cry,
I did ok out of one of my others recently '




La costa teatina, oggi

E' cosi' e' finita anche la Medoilgas di Londra.

Il giorno 11 Agosto 2014 l'acquisizione della Mediterranean Oil and Gas da parte della Rockhopper Exploratione' stata completata. Dal giorno 12 Agosto 2014 le azioni della Medoilgas, sotto il titolo MOG, non sono piu' valutate alla borsa di Londra.  Erano precedentemente scambiate sotto la sezione AIM - Alternative Investment Market - che permette maggior flessibilita' azionarie a ditte minori.

Oltre che in Italia, la Medoilgas aveva interessi a Malta ed in Francia, ma il suo principale progetto era Ombrina Mare in Abruzzo. Gia' l'anno scorso la Medoilgas aveva venduto alcune delle sue concessioni, alla Canoel di Canada alla ricerca di liquidita'.

Il direttivo londinese costituito da Keith Henry, William Higgs, Christopher Kelsall, Sergio Morandi, Peter Jackson and Enrico Testa si e' dimesso da ogni incarico. Keith Henry, il Chairman dell'esecutivo ha commentato il termine delle attivita' di Ombrina con queste parole:

“With this transaction now completed and the reins handed over to Rockhopper, I would like to take this opportunity to thank the Board of MOG, and in particular Bill Higgs and Chris Kelsall, as the executives stepping down from the Company, for their efforts in guiding MOG to this successful conclusion. I am delighted that the MOG team in Italy will continue to play an important role as they join the Rockhopper team, and I wish all of them good luck for the future”.

"Con il termine di questa transazione e con la guida ora passata alla Rockhopper, vorrei ringraziare l'esecutivo della Medoilgas e in particolare Bill Higgs e Chris Kelsall per i loro sforzi nello guidare la MOG verso questa conclusione in modo positivo. Sono contento che la squadra della MOG in Italia continuera' a giocare un ruolo importante come parte della Rockhopper e auguro loro buona fortuna per il futuro."

Sia Sergio Morandi che Enrico (Chicco) Testa avranno altri ruoli dirigenziali presso la Rockhopper, con sede presso le isole Falkland. Gli altri membri dell'esecutivo non saranno invece parte della Rockhopper.


Restano aperte molte domande: come si comporteranno le autoritia' italiane impegnate nella valutazione di autorizzazione integrata ambientale su Ombrina Mare, visto che la ditta proponente non esiste piu'? Come sara' possibile sapere se la Rockhopper Exploration avra' tutte le garanzie per operare Ombrina, visto che tutte le valutazoni espresse finora, su capitali sociali, su infrastrutture, su organizzaizione interna e con altre ditte, e' stata fatta sulla Medoilgas e non sulla Rockhopper? Occorre una valutazione ex novo?

Quale che sia la risposta a queste domande, un fatto resta certo: la Medoilgas ha chiuso i battenti per i troppi ritardi sul loro fiore all'occhiello, Ombrina Mare e questo grazie a noi, popolo d'Abruzzo - eche dal 2008 ad oggi ha ostacolato la Medoilgas con ogni mezzo dal primo giorno ad oggi.

La fine delle operazioni della Medoilgas deve darci fiducia e renderci ottimisti: sebbene come individui possiamo far ben poco, e' come collettivita' che abbiamo un enorme potere e la fine della Medoilgas ne e' prova.

 

Friday, July 4, 2014

Ombrina: Sergio Morandi guadagna 250mila euro l'anno per petrolizzarci




Lo so, ha un po il sapore di un pettegolezzo, ma e' la verita'.

La Medoilgas ha reso noto ai suoi azionisti i dettagli del piano di cessione alla Rockhopper ed il futuro ruolo degli attuali dirigenti. Nella nota ci sono anche tutte le dichiarazioni sulle attuali compensazioni dei dirigenti della Medoilgas stessa.

E quindi possiamo sapere cosa faranno Sergio Morandi e Chicco Testa ora che la Medoilgas passa alla Rockhopper.

Intnato, in questo momento il direttivo della Medoilgas e' composto da Keith Nicholas Henry, William George (Bill) Higgs, Peter McIntosh Jackson, Christopher David Kelsall, Sergio Morandi ed Enrico Testa.

Sergio Morandi occupa il ruolo di Chief Operating Officer, ed Enrico (Chicco) Testa quello di Non-executive director.

I dirigenti della Medoilgas sono dunque in sei. 

Di questi sei, quattro, secondo il comunicato agli investitori mandato il 20 Giugno 2014, termineranno i propri rapporti con la Medoilgas e non ne avvieranno di nuovi ne con la Rockhopper ne con le sue sussidiarie. Si tratta di Bill Higgs, Keith Henry, Peter Jackson e David Kelsall che
non ne vogliono sapere piu niente della Medoilgas.

Invece, guarda caso sia Sergio Morandi che Chicco Testa resteranno a collaborare direttamente o indirettamente con la Rockhopper

Dal documento emergono anche alcuni interessanti particolari, come le compensazioni dei vari manager.

E che pensiamo che Sergio Morandi fa tutto quello che fa a gratis? O che lo fa a gratis Chicco Testa?

No.

Il contratto di impiego fra Sergio Morandi e la Medoilgas Italia e' stato stipulato il 16 Agosto 2007. Il salario di Morandi e' fissato a di 250 mila euro l'anno. In piu' Sergio Morandi ha diritto, da contratto, ad una Audi A5 TD, anche per uso privato e per membri della sua famiglia e  ad assicurazioni private sulla salute e sulla vita per se stesso e per i suoi familiari.  Ha diritto ad avere opzioni per comprare le azioni della ditta, e a bonus a discrezione.

Secondo la circolare della Medoilgas Sergio Morandi molto probabilmente passera' a lavorare per la Rockhopper. Gli spettera' un bonus variable fra i 95 e i 120 mila euro.

Enrico Testa viene pagato 37.500 euro all'anno in qualita' di consulente della Medoilgas e molto  diventera' non-executive director di una delle sussidiarie della Rockhopper.

A noi abruzzesi nessuna di quelle cifre verra' mai in tasca.

Ma la soddisfazione di non dargliela per vinta a questi speculatori del mare, e di continuare a viverlo il nostro mare blu, e di fargliela vedere a questi qui chi e cosa e' la gente d'Abruzzo, non ha prezzo.

Monday, June 2, 2014

Dicono di me: "Il riferimento scientifico del popolo No Triv"

** Il giorno 22 Agosto 2015 la "borghesia del Nord" 
compra una pagina sul Corsera per sostenere Renzi **

Paura, eh? 

209 "esponenti dell'elite economico-finanziaria" a 140 euro ciascuno




*** 






"Chi e' il riferimento scientifico del popolo No Triv: Una prof di matematica, autodidatta, che non vorreste come insegnante per i vostri figli"

Sarei io.

L'articolo compare su un sito dal titolo "Contro l'Italia del No" e non e' firmato, quindi non so dire esattamente chi l'ha scritto, sebbene affianco al titolo dell'articolo c'e' la foto di Chicco Testa con un suo editoriale a un lato.

Ma non solo non e' firmato l'articolo -- che lascia gia' spazio a domande su chi scaglia la pietra e nasconde la mano -- ma non e' firmato neanche il sito: non c'e' nulla di preciso e non si sa da chi sia gestito.

Sotto la pagina del sito si vedono pero' un po di loghi: il Rottamatore.it e Dotmedia.it



Bene. Allora inizio con il cercare a chi e' registrato il dominio di Contro l'Italia del no.

Il sito e' stato registrato a Marzo di quest'anno, da una certa Giuseppina Gallotto a via degli Scialoja 18, a Roma e per conto di una certa Quicktop, Societa' a Responsabilita' Limitata.

Ecco:
 
[Querying whois.nic.it]
[whois.nic.it]
*********************************************************************
* Please note that the following result could be a subgroup of      *
* the data contained in the database.                               *
*                                                                   *
* Additional information can be visualized at:                      *
* http://www.nic.it/cgi-bin/Whois/whois.cgi                         *
*********************************************************************
Domain:             controlitaliadeino.it
Status:             ok
Created:            2014-03-04 13:38:03
Last Update:        2014-03-04 14:10:13
Expire Date:        2015-03-04
Registrant
  Name:             GIUSEPPINA GALLOTTO
  Organization:     QUICKTOP SRL
  ContactID:        GIF-0000051804R
  Address:          via degli Scialoja, 18
                    Roma
                    00196
                    RM
                    IT
  Created:          2014-03-04 13:38:03
  Last Update:      2014-03-04 13:38:03

Prima domanda: chi e' Giuseppina Gallotto?

Non si sa bene, da internet non compare granche', a parte il fatto che e' la stessa che ha aperto il sito Thefrontpage.it a firma di Fabrizio Rondolino e Claudio Velardi e che fa parte anche questo sito qui del gruppo il Rottamatore.it e con link a Dotmedia.it

Claudio Velardi, che firma Thefrontpage.it ha speso "una vita nel Pci fino ai Ds, come capo dello staff di Massimo D’Alema a Palazzo Chigi nel 1999, oggi liberale convinto".

Un amico di D'Alema, e va bene.


Andiamo a vedere allora un altro logo che compare sulla pagina di Thefrontpage.it e di Contro L'Italia del no.it, quello di Dotmedia.it che dice di se stessa:

Siamo un’agenzia di comunicazione nata dalla fusione e integrazione di figure professionali, creative e tecniche. Provenienti da settori diversi, editoria, pubblicità, web agency, e con una solida esperienza nel campo della comunicazione, siamo in grado di valutare ogni progetto nella sua completezza e nella sua complessità, sviluppando ogni aspetto e stimando ogni possibile percorso alternativo all’advertising tradizionale.

Interessante che questa Dotmedia.it abbia sede allo stesso identico indirizzo della Quicktop Srl, via Scialoja 18 Roma.



Quindi in qualche maniera tutti questi siti - Thefrontpage, Contro L'Italia del No,  Dotmedia, Il Rottamatore, Quicktop sono tutti collegati fra loro.

Ma andiamo a vedere chi e' Quicktop srl.

E chi potevano essere?

Lobbisti all'italiana.

Eccoli qui, si presentano da soli.

http://quicktoponline.wordpress.com

Comunicazione per dialogare con le istituzioni  nell'epoca della complessita', della decisione debole, 
dello stato stratificato,  dei network sociali decisionali per fare le politiche invece di subirle

Per fare le politiche invee di subirle.
Mmh.

 

Questi lobbisti si occupano di comunicazione strategica, di monitoraggio, di relazioni istituzionali, di marketing relazionale. 

Si occupano pure di me e di trivelle, di Ombrina Mare, di sismicita' indotta, di fanghi. 

Sanno benissimo del potere "dei network sociali decisionali", il che vuol dire che forse gli diamo un po fastidio. Non e' una novita' ma ora c'e' una prova. 

Andiamo avanti. 

Cosa sara' mai quel "Licenziataria del marchio Reti" che compare sulla pagina di Quicktop Srl? 

Bene, clicchiamo sul link "Reti"ed ecco cosa viene fuori 



Reti si occupa di "Lobbying, Media and Public Affairs"


In una parola il marchio Reti è sinonimo di lobbying, in passato opaca attività affidata a mediocri mediatori, oggi strategia, metodo, progetto.


Perfetto.

Allora andiamo a vedere sotto "chi siamo" cosa viene fuori e chi sono i non-mediocri strateghi della comunicazione in rete. 

Eccolo, tale Massimo Micucci che si occupa di lobbying sotto tutti i suoi aspetti, per creare comunita' di interessi, per aumentare il consenso o ridurre il dissenso, per creare gruppi di pressione e con la redazione di "position paper" mirati.
Come dire: cerchiamo di fare il lavaggio al cervello alle persone!


Resta solo da vedere a chi e' registrato il sito il Rottamatore.it.

Ma certo, allo stesso Micucci, dal dicembre 2013.

Facendo un altro po di googling, viene fuori che nel Gennaio 2014 Massimo Micucci contatto' quelli del M5S per regolamentare la professione di lobbista. In quella occasione,  Gad Lerner lo defini' come il presidente di Reti, "la società di lobbying e pubbliche relazioni fondata una decina d’anni fa dall’ex braccio destro di Massimo D’Alema Claudio Velardi."

Ecco qui, un altro legame a Massimo D'Alema.

Anche sul sito de il Rottamatore c'e' un bel link che porta a Contro l'Italia del no, e anzi i due siti si reciclano i pezzi "giornalistici", come dire, non hanno neanche i contenuti e se li condividono fra loro.

E l'indirizzo? Beh, e' sempre lo stesso: Via degli Scialoja 18, Roma. Si vede che ci sta un sacco di gente e di personale in questo ufficio.

Qui comunque, su il Rottamatore.it gli articoli li firmano con nome e cognome. Cosi si puo' leggere un bellissimo intervento di Irene Botta dove si dice che sul fracking non si deve fare di tutta erba un fascio, che non e' vero che l'acqua del rubinetto prende fuoco e che si, ci sono stati casi di inquinamento delle falde ma che questo e' dovuto alle non perfette cementificazioni dei pozzi. E quindi? Ovviamente parlano quelli dell'ENI nel pezzo della Botta, mica le persone indipendenti...

Ecco qui:
REGISTER.IT SPA - Whois Server Version 1.4 The Registry database contains ONLY .COM, .NET and .ORG domains.  
Registered through: Register.it S.p.A. (http://we.register.it) Domain name: ILROTTAMATORE.COM  
Created on: 2013-12-04 Updated on: 2013-12-04 Expires on: 2014-12-04  
Registrant Name: MASSIMO MICUCCI Contact: Massimo Micucci
Registrant Address: Via degli Scialoja 18  
Registrant City: Roma Registrant Postal Code: 00182  
Registrant Country: IT  
Administrative Contact Organization: Massimo Micucci
Administrative Contact Name: Massimo Micucci
Administrative Contact Address: Via degli Scialoja 18  
Administrative Contact City: Roma Administrative 
Contact Postal Code: 00182 Administrative 
Contact Country: IT  
Administrative Contact Email: m.micucci@retionline.it
 Administrative Contact Tel: +39 334 7262363

Ma poi basta vedere che al sito de il Rottamatore ci sono anche tutti gli altri discussi prima


Il cerchio qui si chiude, perche' invece Chicco Testa, assieme a Claudio Velardi, e a Massimo Micucci e' sotto il Chi Siamo della pagina.



Notare che il Chicco dimentica di dire -- anche qui! -- del suo ruolo presso due ditte del petrolio: la Medoilgas e la Cadogan Petroleum.

Come dire: rottamiamo tutto, ma non i suoi interessi personali!!!

Eccolo qui, Chicco Testa all'inaugurazione de Il Rottamatore, il 14 Marzo 2014 assieme a Claudio Velardi.




In quella occasione, uno dei fondatori,  Massimiliano Gallo rivela che l'idea del Rottamatore e' nata

“poco dopo la vittoria delle primarie di Matteo Renzi per cercare di dare una forza giornalistica e culturale all’idea di rottamare l’Italia, attraverso una sorta di pungolo da utilizzare qualora il premier si dovesse impigrire. Un “rottame felice” che vuol boicottare l’Italia dei “no alle infrastrutture sempre e comunque”, della giustizia ingiusta, delle burocrazie paludose, a vantaggio di un’informazione allegra anche di fronte a temi importanti.

Ed ecco, che ricompare anche la nostra amica, Giuseppina Gallotto, qui come

Giusi Gallotto, giovane manager e Patrizia Feltig, ambientalista ragionevole, si uniscono al dream team che promette informazione a 360 gradi, programmazione quotidiana della notizia, al servizio di cyber utenti e addetti ai lavori. 

Sicuramente. Un dream team fatto di ambientalisti ragionevoli, di politici, di amici di amici, e fatto per lobbysti, affaristi e non-executive directors di due ditte petrolifere!!!


Evviva.