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Friday, May 4, 2012

ENI: vengo, ti avveleno, e me ne vado




"E' vero dottore che ho livelli di piombo troppo alti?"
Come se avere il piombo nel sangue fosse normale.


L'ENI di Gela chiude per un anno.

Dicono che la crisi continua ad essere preoccupante perche' c'e' un "crollo dei margini" e che siccome abbiamo un "surplus" dovuto alla scarsa domanda, e' bene chiudere la raffineria.

Leggi: non guadagnano quanto vorrebbero e siccome la benzina costa caro, e il fotovoltaico spopola, loro sono in "crisi".

Non tutta la raffineria verra' chiusa, ma ci saranno lo stesso 500 lavoratori mandati allo stop per un anno e in Cassa Integrazione.

Nel frattempo incaricano l'Universita' la Sapienza di studiare l'inquinamento prodotto nelle falde acquifere della zona.

Interessante che lo facciano nel 2012 - le falde sono inquinate da decenni e lo sanno tutti!

A Gela l'acqua "non e' potabile ma e' bevibile"

A Gela gli abitanti hanno arsenico, piombo, mercurio nel sangue.

A Gela 1 bambino su 20 nasce con deformazioni di qualche genere - al cervello, agli organi genitali, ai polmoni.

A Gela il tasso di tumore e' di gran lunga sopra la media nazionale per quasi tutti i tipi di cancro.

A Gela ci sono concentrazioni di inquinanti milioni di volte superiore a quanto consentito dalla legge.

A Gela le mamme hanno la diossina nel latte.

A Gela gli uomini hanno forti problemi di infertilita'.




A Gela si muore di inquinamento.

A me, l'ENI disse che quello e' il prezzo da pagare per il progresso - 18 gennaio 2008, Pescara.

Secondo Wikipedia, l'ENI ha fatturato nel 2011 circa 110 miliardi di euro, con un utile di circa 7 miliardi di euro.

Io non so se quei lavori torneranno fra un anno o se saranno tagli permanenti. Ma visto lo scenario italiano e mondiale, potrebbe essere che non tornano piu'. Dopotutto anche in Italia pian piano il fotovoltaico prende piede e da diverse parti si sentono gli impianti "tradizionali" in crisi.

Lo dicono pure i capi!

E allora, possibile che non si potevano usare tutti quegli utili per trovare una soluzione vera per i lavoratori mandati in cassa integrazione? Non potevano usare quei settemila miliardi di euro per fare una qualche sorta di riqualificazione agli operai? Insegnarli a mettersi in proprio, ad utilizzare la loro conoscenza tecnica per - che so - imparare a mettere i pannelli solari, ripararli o qualsiasi altro tipo di attivita'? O meglio ancora, per iniziare a fare delle bonifiche? A cercare di rimediare in qualche modo il danno ambientale  hanno causato?

Insomma ridare qualcosa indietro a questa comunita' a cui l'ENI ha dato solo tumori, diossina e disperazione.

E si, l'ENI ci avrebbe perso economicamente - le bonifiche non portano soldi, istruire i tuoi operai non porta soldi -  ma avrebbe almeno iniziato a chiedere un pochino scusa per tutto il dolore che ha causato nel corso di decenni e su intere generazioni. E non c'e' prezzo per una donna che perde il proprio feto per inquinamento, o che se lo vede nascere microcefalo per colpa dei fumi tossici.
 
Questo mostra solo una cosa: i petrolieri - l'ENI ma tutti gli altri allo stesso modo,  sono tutti uguali - arrivano, distruggono e se ne vanno, senza guardare in faccia nessuno, se non i propri  tornaconti.

50 anni fa l'ENI voleva aprire a Taormina. Gli dissero di no e puntarono sul turismo. Gela invece gli disse si.

Il turismo a Taormina non chiude, l'acqua si puo' bere e la gente nasce normale.

Non e' vero che o si muore di trivelle o di fame.

Friday, March 7, 2008

L'ENI a Gela










2016:

emissioni fuggitive, pet coke, terreno, mancanza di bonifiche, ipotesi danneggiamento e contravvenzione al codice dell'ambiente
emissioni in atmosfera, inquinamento del terreno
contaminazione delle acque
incidenti probatori per malattie professionali per amianto
sversamento, incendi, topping
  

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Costretti a respirare sostanze tossiche quali il dicloretano e l'acido cloridico
A toccare con le mani il mercurio
A stare a contatto con l'amianto

Grande concentrazione di mercurio, benzene, dicloretano, 
idrocarburi clorurati, cloruro di vinile

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le cui patologie sono da ricollegare all'inquinamento industriale

Richiesta di risarcimento milionario per un primo gruppo di 12 bambini nati con malformazioni
Accertato il nesso di causalita' fra l'inquinamento industriale e le patologie di cui sono affetti

Spina bifida e palatoschisi

75 persone

danno morale subito (stato di sofferenza e patimento interiore per le lesioni riscontrate)
danno da lesione del rapporto parentale (perdita delle aspettative di proficuo scambio tra genitori, figli, conuigi e lo sconvolgimento assoluto dei rapporti tra i soggetti e le ordinarie abitudini di vita)


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2008:


A Gela esiste una raffineria di petrolio di proprieta' dell'ENI. La scorsa estate la trasmissione televisiva L'Italia in diretta, su Rai 3, dedico' al petrolchimico siciliano una puntata intera. A quel tempo non sapevo ancora dei malaugurati piani ENI per l'Abruzzo, ma la trasmissione mi scosse molto. Ne parleremo piu avanti.

La storia di Gela e' drammatica e non molto diversa da quella di Viggiano o di altre parti dove l'ENI ha messo lo zampino, il dito e il braccio tutto. Anche a Gela, sorpresa delle sorprese, l'ENI dirige un centro di desolforizzazione del petrolio, ed anche a Gela hanno emissioni insalubri di idrogeno solforato e di altre schifezze.


 Corriere di Gela - 

 Un neonato microcefalo e' un bimbo con uno sviluppo 
limitato del cervello che restera' tale per tutta la vita.

"Il petrolchimico responsabile anche dell’infertilità maschile"

"La notizia riportata la settimana scorsa dal nostro giornale e da altri organi di stampa del nord, relativa ai bimbi malformati a Gela per via del’inquinamento del petrolchimico locale, ha suscitato allarme e reazione nella nostra città. Su 13.000 bambini nati dal 1991 al 2002, ben 520 hanno malformazioni: la percentuale dei neonati microcefali a gela è dieci volte maggiore alla media nazionale. Inoltre 9 operai dell’impianto “clorosoda” (chiuso da dieci anni) sono morti negli ultimi 5 anni e una ventina sono ammalati. E ancora circa 7.000 dipendenti si sono succeduti negli impianti che hanno fortemente inquinato acqua e cibi in città.

Cento famiglie gelesi sono riunite in comitati per costituirsi parte civile in un eventuale processo a carico dei vertici dell’Eni. Già è stata depositata una perizia allarmante sull’aumento dei tumori in città. Il sindaco Rosario Crocetta ha detto che “la città ha diritto a un risarcimento”. Risulta anche che tanti medici prescrivono il ”viagra” (la pillola americana dell’amore) non solo agli anziani che non intendono disarmare, ma anche a molti...giovani gelesi, per le loro performance, in considerazione della loro scarsa fertilità.

L’allarme generale ha effetti andrologici e sono state innestate anche gravi patologie genetiche (tumore ai testicoli), riduzione dell’organo sessuale tra i giovani gelesi di oggi, rispetto ai loro coetanei di una generazione fa.

L’inchiesta giudiziaria sull’impianto petrolchimico di Gela è tutt’ora aperta. E già è noto quanto è costato (in vite umane) il cosiddetto “benessere” del petrolio rinvenuto nel sottosuolo locale. La rivoluzione industriale ha portato a Gela varie malattie: nevrosi, depressioni, svogliatezza, tumori, infertilità, malessere nelle vie respiratorie e anche la...mafia."

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A parte la mafia sono tutte cose che andiamo dicendo da mesi. E' tutto chiaro a tutti ormai meno che ai nostri politici locali che come struzzi mettono la testa sottoterra, fanno finta di non sapere, non vedere e accusano gli altri di essere disfattisti.

Arrivera' un giorno...