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Friday, January 31, 2014

Affondiamo il Pozzo Pergola



Ecco i link per le osservazioni brevi e per quelle brevissime
da mandare agli uffici regionali della regione Basilicata.
Scegliere una delle due.

Mettere data e nome e inviare con la posta elettronica certificata a

ambiente.territorio@cert.regione.basilicata.it

E mettere in cc i seguenti: 

nopozzopergola@gmail.com
salvatore.lambiase@regione.basilicata.it
sindaco.marsiconuovo@rete.basilicata.it


Tutto sara' raccolto qui, per testimonianza futura


Per farsi la Posta Elettronica Certificata (PEC), qui
Nota bene: solo in Italia esiste il concetto - malato - di posta elettronica certificata.

Se non si ha la PEC mandare lo stesso agli indirizzi di cui sopra

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L'ENI continua, i politici di Basilicata dormono e cosi, eccoci qui di nuovo una volta a bombardare gli uffici regionali lucani con le nostre osservazioni di contrarieta'.

Come sempre, e' importante la partecipazione di tutti.

Il pozzo non verra' fermato sulla squisitezza delle argomentazioni, secondo me, quanto invece dallo scandalo popolare, dal fatto che (io spero) da ogni parte di Italia arrivera' fermo e forte e chiaro il no di un popolo intero.

Siamo in Basilicata, provincia di Potenza, zona sismica uno, la piu' pericolosa.

Il progetto Pergola prevede la costruzione di un pozzo, di un oleodotto associato di sette chilometri che si snodera' vicino e dentro a case, campi, parchi, zone protette e riserve acquifere impattando tutto quello che trovera' per strada. La destinazione finale del petrolio e' il centro oli di Viggiano, aumentando ancora il quantitativo di materiale trattato e i rischi di inquinamento.

E' un vero scandalo, perche' i signori politici di Basilicata continuano a promettere che tuteleranno il territorio, che tutto sara' fatto nel rispetto dell'ambiente che "ghepensomi".

L'ENI dal canto suo non si vergogna neanche un po a dire che gli effetti sono "lievi/trascurabili/nulli".

E certo, da San Donato Milanese, a 1000 chilometri di distanza e' tutto lieve/trascurabile/nullo.
Che vuoi che dicano?

Fanno veramente piangere.


Ne abbiamo fatte anche per varie concessioni in Puglia, Sicilia, Abruzzo, Sardegna, da ogni parte d'Italia.

La scadenza per dire il proprio no alla regione e' il 10 Febbraio.

Le istruzioni per inviare i testi sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al mio testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti della montagna? - in modo da non mandare alla regione testi tutti uguali anche se loro sono tenuti ad accettare tutto quello che arriva e a tenerne conto. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Inviare con la posta elettronica a

salvatore.lambiase@regione.basilicata.it
sindaco.marsiconuovo@rete.basilicata.it
nopozzopergola@gmail.com

4. Se si preferisce usare la carta, si puo' inviare tutto anche

 Regione Basilicata


 Osservazioni all'autorizzazione (VIA) del progetto "Pergola"
Dipartimento Ambiente
Territorio e Politiche della Sostenibilita
Ufficio Compatibilita Ambientale 
Via Verrastro 5
85100 Potenza





Se si vogliono usare fax:

REGIONE  BASILICATA 

UFFICIO RELAZIONI PUBBLICO 0971.668154

AMBIENTE TERRITORIO SOSTENIBILITA' 0971.669082


5. L'invio all'indirizzo nopozzopergola@gmail.com  e' solo per mettere tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future e per rompere le scatole ai politici. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare qualche tempo fa.

6. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

Ormai sono diversi mesi che mandiamo osservazioni su vari testi di petrolieri, e la metodologia e' abbastanza collaudata.

Basta solo che ora facciamo sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa.

La legge obbliga gli enti regionali a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali.

E' un modo per noi cittadini di riprenderci la nostra democrazia e di non delagare a nessuno il nostro futuro.

E' un diritto che e' sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Non esistono limiti di residenza, per cui tutti possono fare sentire la propria voce. E' un bel modo di dimostrare solidarieta' fra noi. 

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Monday, January 13, 2014

Oleodotti, parchi e fiumi - New Jersey vs. Basilicata

“Voting yes for this project would sound the death knell for Pinelands protection”

Leslie M. Ficcaglia, Commissione per la gestione del Parco Pinelands
sul perche' della bocciatura della costruzione di un oledotto in una foresta protetta


“I think it’s very important that we’re talking about a business. We’re not talking about a government entity trying to do good for people. We’re talking about a business that has collaborated with government to promote their bottom line. Whenever I see that, I always revert back to what is my responsibility.”

Commissioner Robert Jackson.


Il raddoppio della Basilicata e' partito alla grande.

L'ENI infatti annuncia di volere costuire il pozzo Pergola 1 a Marsico Nuovo, sull'Appennino, a mille metri di altezza e con tutto quello che ne consegue -- strade di accesso, viavai di camion e soprattutto un nuovo oleodotto di otto chilometri per trasportare il petrolio dal pozzo fino alla raffineria di Viggiano, il "Centro Oli". Oltre a Pergola 1 ci sono i pozzi Caldarosa 1 e Caldarosa 2 che invece dovrebbero sorgere a due passi da siti di interesse comunitario (SIC ) e zone di protezione speciale (ZPS) dell’Appennino Lucano, Monte Volturino e il Monte Caldarosa.

Molte sono le preoccupazioni dei cittadini - l'inquinamento delle sorgenti che alimentano due fiumi della zona, il Sele e l'Agri, la trasformazione dell'area in un nuovo distretto minerario e possibili sversamenti ed instabilita' sismiche in una zona gia' fraglie per conto suo.

Da questo altro lato dell'oceano ecco allora una storia simile, nel New Jersey. Anche qui l'idea era di costruire un oleodotto di 22 miglia nel parco detto Pinelands, dove sorgono fiumi, pini, e quercie secolari. Soprattutto, Pinelands siede sopra un enorme bacino idrico conche da da bere a vari milioni di persone. Il progetto era proposto dalla South Jersey Gas e doveva connettere una nuova centrale a gas alla contea di Cape May, attraversando il parco stesso.

Il governatore Chris Christie - un repubblicano - considerava l'oledotto uno strumento importante di sviluppo per il suo stato, acquifero o non acquifero. E cosi i progetti sono andati avanti. Erano stanziati anche 8 milioni di dollari per rendere il tutto "environmentallu friendly", per preservare vari ettari di terra attorno all'oleodotto.

Entrano in scena le proteste popolari e la presa di posizione di ben quattro governatori precedenti, due repubblicani e due democratici.

Alla fine la Commissione che gestisce il parco ha detto no al progetto, e le motiviazioni sono che il loro dovere non e' di creare posti di lavoro o di generare energia. Il loro dovere e' di proteggere il parco ed non l'oleodotto.

Le parole piu' belle sono state quelle del Commissioner Robert Jackson che dice:

“I think it’s very important that we’re talking about a business. We’re not talking about a government entity trying to do good for people. We’re talking about a business that has collaborated with government to promote their bottom line. Whenever I see that, I always revert back to what is my responsibility.”

"E' molto importante sapere che stiamo parlando di un business. Non stiamo parlando di una entita' governativa che vuole fare qualcosa di buono per la gente. Parliamo di un business che ha collaborato con il governo per avanzare i propri interessi. Quando vedo cose di questo genere, cerco sempre di tornare alle mie responsabilita'."

Speriamo che anche in Basilicata gli addetti all'ambiente possano fare gli stessi ragionamenti ed usare questa parola cosi' bella: responsabilita'.