.

.
Showing posts with label augusta. Show all posts
Showing posts with label augusta. Show all posts

Friday, June 15, 2018

Sicilia: la raffineria di Augusta verra' venduta all'Algeria per raffinare petrolio algerino

Augusta, Siracusa - la raffineria sul mare, ora algerina

-----



 Skikda, Algeria







Sonatrach to ship Algerian crude to the Augusta refinery 
and send oil products back to Algeria after refining





Eccoci qui.

Adesso non solo teniamo le raffinerie sul suolo italiano per far far profitto all'ENI e compari,
ma ce le teniamo per raffinare il petrolio altrui, ingoiandoci tutti i veleni del caso per conto terzi.

Siamo in Sicilia, ad Augusta dove la raffineria della Exxon Mobil, gestita dalla sussidiaria italiana Esso e' stata venduta alla ditta Sonatrach, petrol-ditta di stato dell'Algeria.

La raffineria produce circa 200mila barili al giorno e gli Algerini se la sono comprati per "ridurri propri costi" per l'approvvigionamento di prodotti petroliferi.

Arrivera' qui petrolio dall'Algeria, verra' raffinato, e poi il petrolio pulito sara' rimandato all'Algeria.

Ai Siciliani la monnezza che resta.

Non solo: verra' qui processato petrolio appena estratto, il cosiddetto "Algerian Sahara Blend" ma anche, e questo e' importante, "carburante residuo" proveniente dalla raffineria Skikda della Sonatrach, per un totale di circa 16.5 milioni di tonnellate l'anno.

Cioe' gli andremo a raffinare pure lo scarto delle loro raffinerie!

E non c'e' solo la vendita della raffineria di Augusta, ma anche tre terminal per lo stoccaggio del petrolio, ad Augusta, Napoli e Palermo, e pure la rete di oleodotti associata alla raffineria di Augusta.

E cosi, i circa 660 operai della Esso Italiana verranno trasferiti alla Sonatrach.

Perche' hanno scelto la Sicilia per fare questo sporco lavoro?

Beh, certo, perche' l'Italia glielo ha permesso, e perche' l'Italia e' geograficamente vicina.

Il CEO della Sonatrach, Abdelmoumen Ould Kaddour, dice:



“The geographical proximity of Italy and the privileged relations that have always linked Sonatrach to this country make it natural that our first acquisition in refining should be in Italy. The Augusta refinery represents an ideal asset geographically and in terms of potential synergies with the Skikda refinery."

L'Algeria, dice, ha  rapporti privilegiati con l'Italia, e questo fa si che la loro prima raffineria fuori dall'Algeria debba essere in Italia.

Forse perche' siamo gli unici scemi a permetterlo!

L'idea della Sonatrach e' semplice: processare da se il proprio petrolio invece che venderlo non raffinato a terzi; solo che lo faranno in Italia. 

E in Algeria? In Algeria stanno costruendo altre tre raffinerie: nelle localita' di Hassi Messaoud, Tiaret, and Biskra, oltre che modernizzare Skikda, quella gia' esistente.
Ma non gli basta per soddisfare la domanda interna, e quindi, perche' non comprare la raffineria di Augusta?

Solo un piccolo ricordo: la raffineria di Augusta e' vecchia, e' nata vecchia. Il signor Angelo Moratti la installo' pezzo pezzo dal Texas, nel 1951 dove era considerata (nel 1951!) obsoleta. E ce la siamo presi noi. E ora, 70 anni dopo, le operazioni continuano, ma in mano agli algerini.

Quella raffineria non andava venduta.
Quella raffineria andava smantellata. 

Friday, March 21, 2014

L'inquinamento a Siracusa e i monitoraggi fuorilegge



Qui la situazione a Augusta-Priolo

Qui la situazione a Gela


In tutti questi SIN operano impianti petrolchimici - e non solo


Augusta-Priolo:
raffinazione di greggio, produzione di prodotti chimici di base, cementerie, discarica di rifiuti industriali (Eternit)

Gela:
estrazione e raffinazione di greggio, produzione di polietilene, zolfo fuso, concimi, cementerie,
area di stoccaggio oli, discarica rifiuti industriali

Milazzo:
raffinazione di greggio, acciaieria, centrale termoelettrica,
recupero di piombo da batterie usate







Tabelle con la mortalita' ad Augusta-Priolo (Siracusa).
Uomini (in alto) e donne (in basso).
La colonna da leggere e' la terza con gli SMR



Tabelle con la mortalita' a Milazzo (Messina).
Uomini (in alto) e donne (in basso).
La colonna da leggere e' la terza con gli SMR



Tabelle con la mortalita' a Gela (Caltanissetta).
Uomini (in alto) e donne (in basso).
La colonna da leggere e' la terza con gli SMR
----


The only absolutely safe concentration 
for benzene is zero.



Della questione Sicilia e inquinamento da petrolchimico abbiamo parlato tante volte: e' una storia di scintillanti promesse che dopo 50 anni si trasformano in incubi infiniti.

Qui ad esempio vari documentari e immagini su cio' che petrolio e raffinerie hanno lasciato dietro di loro.

Qui le emissioni senza freni a Siracusa.


Adesso c'e' una interrogazione a firma di Angelo Bonelli, Fabio Granata, Carmelo Sardegna e Giuseppe Patti, alla commissione europea per l'ambiente e al commissario per l'ambiente Janez Potocnik, dove si denuncia il fatto che nel siracusano non ci sia un monitoraggio decente di inquinanti.
A Siracusa ci sono due centraline per monitorare l'inquinamento e da cui si rilevano solo le concentrazioni di benzene, e non di SO2, CO, NO2, O3, PM10, PM2.5,  nichel, cadmio, arsenico e benzopiren, come invece prevede la legge.  Anche il monitoraggio del benzene procede a singhiozzi: i dati non sono sempre accessibili via web e una delle due centraline per tutto il 2014  ha ancora poco o nulla.

Quando il benzene viene montiorato i risultati non sono confortanti: a fronte di un valore limite
di 5 nanogrammi al metro cubo, a Siracusa si registrano tassi di 111.5 nanogrammi al metrocubo.

Un fattore 20 di differenza.

Il benzene e' un cancerogeno. 

Il limite del 5 nanogrammi non viene incluso nelle pagine web dell'ARPA Sicilia,  rendendo impossibile al cittadino normale sapere se 111.5 sia un valore alto, medio, accettabile o no. La cittadinanza non e' neanche a conoscenza di eventuali piani di evacuazione.

Il risultato e' che a Priolo le falde acquifere sono inquinate e non ci sono progetti realistici e adeguati per intervenire e per bonifica.

La situazione si ripete, mutatis mutandis, in altre realta' siciliane petrolizzate come Gela e Milazzo.

L’incidenza di neonati geneticamente malformati e' uno strabiliante 5.6%.

Un bambino su 18 nasce malformato.

A Gela il tasso di tumore infantile e' del 159% superiore rispetto alla media regionale - peggio di Taranto. La mortalita' maschile per il tumore e' superiore del 18% alla media regionale, per il tumore allo stomaco del 47%, alla pleura del 67%, alla vescica del 9,6%, per il morbo di Hodgkin del
72%,  per il mieloma multiplo del 32%, per le malattie del sistema circolatorio del 14%.

SMR sta per Standardized Mortality Ratio e rappresenta l'aumento di mortalita' in un campione rispetto alla popolazione generale. Un fattore 100 significa che il numero di morti nel campione e' lo stesso che nella popolazione generale. Un fattore superiore, significa che il numero di morti  e' superiore, un fattore inferiore a 100 significa che la mortalita' e' inferiore. Un SMR 200 significa per esempio, che la mortalita' e' doppia rispetto a quanto dovrebbe essere.

La regione Sicilia ha pubblicato per Milazzo (Messina), Augusta-Priolo (Siracusa) e Gela (Caltanissetta) i tassi di SMR sulla mortalita' di varie malattie per uomini e per donne.

Ecco Milazzo:

Mortalita' per tumore maligno del colon e del retto negli uomini? SMR 152
Mortalita' per tumore maligno del sistema nervoso centrale per le donne? SMR 187
Mortalita' per tumore maligno della trachea, bronchi e polmoni nelle donne?  SMR 199
Mortalita' per tumore maligno ai testicoli? SMR 400
Mortalita' per mieloma multiplo negli uomini?  SMR 424
Mortalita' per tumore maligno delle ossa e del connettivo nelle donne? SMR 461
Mortalita' per tumore alla pleura negli uomini? SMR 518
Mortalita' per morbo di Hodgkin negli uomini? Uno strabiliante SMR 1000 - dieci volte di piu'.


Ecco Augusta-Priolo:
 
Mortalita' per tumore maligno del colon e del retto negli uomini? SMR 141
Mortalita' per tumore maligno della trachea dei bronchi e dei polmoni nelle donne? SMR 143 
Mortalita' per leucemie negli uomini? SMR 164
Mortalita' per tumore all'utero nelle donne? SMR 164
Mortalita' per tumore al sistema linfoematopoietico? SMR 168
Mortalita' per il tumore maligno della pleura negli uomini? SMR 186
Mortalita' per  leucemia nelle donne? SMR 217
Mortalita' per tumore del mieloma multiplo nelle donne? SMR 377
Mortalita' per morbo di Hodgkin negli uomini?  SMR 600
Mortalita' per il melanoma negli uomini? SMR 670
Mortalita' per tumore al testicolo? SMR 800 - otto volte di piu'.

Ecco Gela:

Mortalita' per tumore maligno delle ossa e del connettivo nelle donne? SMR 140
Mortalita' per tumore allo stomaco negli uomini? SMR 147
Mortalita' per linfoma non Hodgkin nelle donne?  SMR 148
Mortalita' per tumore alla pleura negli uomini? SMR 167
Mortalita' per morbo di Hodgkin negli uomini?  SMR 172
Mortalita' per tumore alla vescica nelle donne? SMR 181
Mortalita' per tumori ai bambini (tutti i tumori 0-14 anni, maschi) SMR 259
Mortalita' per morbo di Hodgkin nelle donne?  SMR 1000 - dieci volte di piu'.

-------------------- 

Sulla questione dell'inquinamento delle citta' siciliane al petrolio


Alla commissione europea per l’ambiente
Al commissario europeo per l’ambiente Janez Potočnik


Oggetto: Sicilia , siti Priolo, Milazzo e Gela. Violazione direttive europee qualità aria e convenzione Aarhus.


Nella regione Sicilia insistono tre SIN Milazzo, Priolo e Gela, siti di interesse nazionale da bonificare, ad alto rischio ambientale.

In queste tre aree la rete di monitoraggio della regione Sicilia gestita dall’agenzia regionale per la protezione ambientale monitora solo il benzene.

Esiste un’altra rete denominata SIRVIANET, la cui accessibilità via web non sempre è possibile che pubblica dati derivanti dalle reti di monitoraggio delle province e dei comuni successivamente valicati dall’Arpa.

Da valutazioni effettuate la rete di monitoraggio della qualità dell’aria non risulta conforme alle disposizioni di legge regolate dal Dlgs 155/10 e dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria .
In particolare la rete di monitoraggio dell’ARPA Sicilia a Siracusa ha due stazioni classificate con il nome di MEGARA e SASOL.

Dette stazioni non rispondono ai requisiti di legge in quanto non monitorano gli inquinanti previsti come : SO2, CO, NO2, O3, Pm10, Pm2,5, e i valori obiettivo per nichel, cadmio, arsenico e benzopirene cosi come disciplinati dalla direttiva europea del 2004/107/CE.

La stazione in oggetto monitora solo il benzene. Ma questa situazione è analoga per altre realtà territoriali alto rischio ambientale e classificate come SIN come Milazzo e Gela.

Per quanto riguarda il benzene non è riportato nel sito di ARPA Sicilia il valore medio annuo relativo al 2013 che per legge è previsto in 5 nanogrammi/metro cubo .

Nella stazione MEGARA di Siracusa si riscontrano gravi superamenti del benzene, seppur su base giornaliera: ad esempio il 4 e 5 gennaio 2014 il benzene ha raggiunto il valore di 111,5 nanogrammi/ metro cubo nella stazione MEGARA. Per quanto concerne la stazione SASOL per il 2014 non sono pubblicati dati.

Per quanto riguarda le due stazioni di Milazzo i dati del benzene non sempre sono riportati e risultano n.d. Nella stazione Pace del Mela si riscontrano valori giornalieri ampiamente superiori a 5 ng/mc ma non si conosce il dato annuale.

L’assenza della pubblicazione del report annuale sul benzene da parte di ARPA Sicilia non consente di conoscere se l’ente preposto alla vigilanza , l’ARPA, abbia certificato la violazione del superamento del valore dei 5 nanogrammi / metro cubo in base al quale devono scattare le misure come previsto dall’art.9 del decreto legislativo 155/10.

Nel sito Arpa Sicilia sono pubblicati i dati della rete SIRVIANET ma anche questa rete non risponde a requisiti di legge in quanto non sono disponibili i dati dei seguenti inquinanti: CO, delle PM2,5 e degli IPA con un monitoraggio incompleto di NO2 e SO2 nel resto delle stazioni di monitoraggio si registra il non rilevamento degli idrocarburi non metanici.

A proposito dell’incompletezza dei dati delle stazioni di monitoraggio e della loro non conformità con la legge prima il DM 60/02 e poi il DLgs 155/10 allego una lettera del Dott. Francesco Licata Di Baucina che in data 17.010.2014 conferma quanto da noi contestato in una conferenza stampa del 16.01.2014 tenutasi a Siracusa, ovvero la non conformità alla legge della rete monitoraggio Arpa Sicilia.

In base al DM 60/02 e oggi con l’art.5 comma 1 del Dlgs 155/10 alla valutazione della qualità dell’aria e all’adozione delle misure di risanamento provvedono le regioni, ed in questo caso la regione Sicilia che ancora oggi non ha provveduto all’adozione del piano di risanamento dell’aria regionale cosi come anche previsto dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria.

Quello che lascia preoccupati in tema di inquinamento ambientale e quindi delle gravi conseguenze in materia di tutela della salute è che la rete di monitoraggio non risponde alle esigenze di informazione al pubblico dei dati prevista dal DM 60/02 poi dal Dlgs 155/10 e delle direttive europee sulla qualità dell’aria e della convenzione di Aarhus.

L’assenza dei dati e di una pubblica informazione degli stessi crea un ombra preoccupante su quelle che negli anni sono state le conseguenze all’ambiente in materia di contaminazione delle falde , dei terreni , delle acque,dell’aria e di quale può essere il livello di contaminazione delle matrici biologiche e della catena alimentare.

Le conseguenze ambientali descritte hanno una diretta conseguenza sulla salute della popolazione residente limitrofa al polo petrolchimo di Priolo, Augusta, Melilli, Gargallo e della città di Siracusa.

Gli scriventi chiedono alla commissione europea per l’ambiente di verificare se l’Italia, in relazione alla regione Sicilia ed in particolare per i tre siti di Siracusa, Milazzo e Gela ha violato le direttive in materia di qualità dell’aria e della convenzione di Aarhus.

In particolare per mancata:

1. adozione piano risanamento aria da parte della regione Sicilia

2. misurazione di sostanze inquinanti dannose alla salute nelle aree ricadenti nel perimetro del Sin e se si diffondano gas, vapori, sostanze aereiformi e sostanze solide ( polveri ecc ) contenenti sostanze pericolose per la salute dei lavoratori operanti all’interno degli impianti e per la popolazione dei vicini centri abitati di Priolo, Melilli, Augusta, Siracusa, Gela e Milazzo riguardo a Benzoa pirene, idrocarburi non metanici, Ipa,composti solforati quali propilmercaptano, tiofene, isobutilmercaptano, diossine, furani, benzene, metalli pesanti e polveri

3. verifica se i livelli degli inquinanti succitati provenienti dai fumi dei camini, delle torce o da emissioni fuggitive si ritrovino nei terreni circostanti dei siti succitati

4. pubblicizzazione alla popolazione del livello degli inquinanti nell’aria

INOLTRE NON E’ NOTO:

1. se all’interno degli impianti produttivi ricadenti nel polo petrolchimico siano osservate tutte le misure idonee ad evitare la dispersione incontrollata di fumi, polveri e inquinanti nocivi alla salute dei lavoratori e della popolazione limitrofa.

2. se i valori di emissione delle sostanze inquinanti come diossine, furani, composti solforati, idrocarburi non metanici, benzoapirene, metalli pesanti, benzene, monossido di carbonio, Ipa, polveri e tutto quanto espressamente previsto dalla legge siano conformi alle disposizioni normative comunitarie, nazionali e regionali in vigore

3. quali siano i piani di evacuazione in caso di incidente rilevante, dato che la popolazione non è informata dell’esistenza dei suddetti piani.


INFORMIAMO LA COMMISSIONE EUROPEA PER L’AMBIENTE CHE:

1. è stato accertato che le falde sono state inquinate da Idrocarburi come nel caso di Priolo.
ad oggi nessun piano di bonifica e risanamento ambientale è stato avviato nei siti inquinati, tranne sporadici e non complessivi interventi nonostante ingenti risorse economiche, anche comunitarie, siano state investite .

2. le conseguenze dell’inquinamento sulla salute della popolazione destano preoccupazione. A Priolo-Siracusa vi è un’incidenza di nascituri geneticamente malformati pari al 5.6%. Ad esempio lo studio epidemiologico dell’ISS denominato studio Sentieri nel periodo 1995-2000 e 2001 -2005 ha evidenziato un eccesso di mortalità tra la popolazione di Priolo, Melilli, e Siracusa. A Gela invece secondo lo studio dell’osservatorio regionale epidemiologico il tumore infantile è al +159,2%. L'analisi delle tabelle sulla «mortalità» in alcuni casi sono persino peggiori rispetto a quelle di Taranto. Rispetto alle città più vicine, a Gela i maschi muoiono di più per tutti i tipi di tumore (+ 18,3%), per il cancro infantile (+ 159,2%), per il tumore allo stomaco (+ 47,5%), alla pleura (+ 67,3%), alla vescica (+ 9,6), o per morbo di Hodgkin (+ 72,4), del mieloma multiplo (+ 31,8) e delle malattie del sistema circolatorio (+ 14,2). A Milazzo l’analisi per le specifiche sedi tumorali ha permesso di osservare tra gli uomini eccessi statisticamente significativi sul livello di confronto locale per il tumore maligno del colon e del retto (SMR=152) e del mieloma multiplo (SMR=424).Tra le donne eccessi statisticamente significativi sono stati osservati per il tumore maligno del sistema nervoso centrale sia sul confronto locale (SMR=187) che regionale (SMR=203), mentre sul confronto locale per il tumore maligno della trachea, bronchi e polmoni (SMR=199) e tumore maligno delle ossa e del connettivo (SMR=461).

Siracusa 5 marzo 2014

Wednesday, February 26, 2014

Sicilia - la regione piu' povera d'Italia 2011, 2012, 2013


Secondo l'Istat la Sicilia per l'anno 2012 e' la regione piu' povera d'Italia al 29.6%



In Sicilia hanno petrolio da 60 anni.
Gli ha portato un sacco di ricchezza.




Anche nel 2013, la Sicilia e' la piu' povera.
Il tasso di poverta' sale al 32.5%.

Dunque, per tre anni di fila, la Sicilia e' la regione piu' povera d'Italia.
2011 - 2012 - 2013

Il trend e' in aumento

27.3% - 29.6% -  32.5%

Ma tranquilli che Renzi e i petrolieri risolveranno tutto!



Un bellissimo documentario franco-italiano



Production : C4 Production
Regia : Bruno e Fabrizio Urso
France 3 (France) International Sales




Possono bastare?

Thursday, February 7, 2013

La Edison Vega e le trivelle siciliane

 La Edison a 11 miglia dal Sito di Importanza Comunitario Fondali del Fiume Irminio.
C'e' qualcosa di sacro in Italia? Anche qui ci ritroveremo con "erba e fango?"


Mi arriva anche questo, la Vega della Edison che raddoppia le sue trivelle al largo di Ragusa, Sicilia
E' sempre la stessa storia, mandano le valutazioni di impatto ambientale scritte con i piedi con i progetti di 30 anni fa. Grazie a Mike il Cavaliere.

------



Peter Pan EDISON e la piattaforma

(La foto è tratta dalla copertina della Sintesi non Tecnica Vega B)



Gent.issima Prof. D’Orsogna,

Non sono un geologo ENI, non sono un geologo EDISON, non ho mai lavorato all’università, neanche come bidello. Da piccolo volevo fare l’astronauta o il panettiere. Fallimento totale in entrambi i casi. Sono solo un semplice cittadino siciliano che adora la sua terra: alcune persone mi hanno affibiato il soprannome di Mike il Cavaliere, forse perché mi piacciono i cavalli.

Fin da quando ero giovane mi hanno sempre attirato gli impianti petroliferi. Come erano belli. Bastava che guardavo l’orizzonte di Cava d’Aliga (frazione del comune di Scicli) e avevo di fronte Vega A. Quella piattaforma sembrava un castello e pensavo si facessero sempre feste. Aveva tantissime luci ,….erano bellissime.

Per la verità l’impianto che mi attirava ancor di più era il petrolchimico di Gela, soprattutto di sera. Quando ci passavo col treno TBV (treno a bassa velocità), per andare ad Agrigento, mi alzavo per ammirare il paesaggio: …stupendo, ….sembrava di essere sulla luna.

Col tempo, purtroppo, forse a causa delle “cattive” letture fatte, quali i registri tumori riguardanti i Territori Siciliani, ho cambiato idea ed opinione.

Forse la colpa di tutto ciò è stata l’interruzione della serie televisiva “Dallas”. Se avessero continuato a trasmetterla, non avrei “perso tempo” a guardare e vedere altre cose.

Tempo fa ho sentito dire che la società EDISON che gestisce la piattaforma Vega A, insieme alla ENI quale socio di minoranza al 40 % (se non sbaglio quest’ultima società mi sembra che sia un “ospite fissa” nel suo blog) vorrebbe fare un’altra piattaforma che sarà distante circa 6 km a nord ovest dalla prima. Si chiamerà VEGA B. Anzi, già quasi trent’anni fa pensavano di chiamarla così.

Ma come è possibile ? Da cinquant’anni ci dicono che abbiamo un petrolio che fa schifo, sarà anche per questo che non ci pagano, come dovrebbero, quell’elemosina che chiamano royalties (ma questo è un altro discorso). Dicono che abbiamo il mare, …lo chiamano oro blu, siamo pieni di giacimenti culturali e…. cosa fanno?.... da cinquant’anni ci inzozzano con trivelle e impianti petrolchimici e schifezze simili. Gela, Augusta, Milazzo un tempo avevano delle coste stupende. I primi chalet sul mare nacquero a Gela. Oggi sfido chiunque a pensare di passarci un solo giorno di vacanza (solo uno.. non di più).

Nella più che probabile ipotesi che la mia terra passi altri cinquant’anni con questi “puzzolenti inquilini” mi sono documentato e vorrei raccontarle questa storia.

Sembra che la piattaforma Vega B faccia parte di un progetto approvato dal Ministero attraverso un Decreto nel lontano 1984 (Decreto del Ministro dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato (MICA) del 17 febbraio 1984). Questo Decreto unificava una Concessione ed un Permesso di Ricerca ed istituiva un’unica Concessione denominata “C.C6.IS”, con scadenza 28 dicembre 2012 . Il Decreto approvava uno specifico piano di lavori ed annullava il piano di lavoro relativo alla Concessione precedente.

Questo Decreto del 1984, secondo quanto riportato nella Sintesi non Tecnica (scaricata da internet) che la società ha elaborato per la realizzazione di Vega B, approvava un progamma di lavori in cui erano previste due piattaforme che potevano ospitare n° 24 pozzi ciascuna. Di queste due piattaforme ne fu realizzata solamente una, negli anni “80, la Vega A.

Ora la società EDISON vorrebbe realizzare la seconda, la Vega B. Solo che la Vega B, che la EDISON propone, nell’attuale progetto si presenta più piccola e potrà ospitare fino ad un massimo di dodici pozzi. Inoltre, viene dichiarato che non sarà presidiata in quanto sarà telecontrollata da Vega A.

Il fatto che dichiarino che non ci saranno persone nella nuova Vega B è forse da attribuirsi all’ intenzione di evitare quei “futili problemi” relativi alla sicurezza dei lavoratori ? …Se non ci sono persone, non ci sono neanche i dispositivi di sicurezza per gli stessi.

Il fatto che dichiarino che sarà “telecontrollata” da Vega A, lascia forse pensare che esistesse una tale possibilità già trentanni fa ? Non lo so, Io, trent’anni fa conoscevo solo il “Teletrasporto di Star TreK”.

Mi pare che la nuova Vega B, come viene descritta nel progetto presentato nella Sintesi non Tecnica che la EDISON ha presentato, è completamente diversa da quella che volevano realizzare trent’anni fa. Quindi forse dovrebbe essere considerato un nuovo progetto.

Inoltre, l’autorizzazione all’esercizio definitivo nell’area della concessione “C.C6.IS” è stata accordata successivamente alla Società con Decreto n° 1040 emanato dallo stesso Ministero in data 15 febbraio 1988 ( da Sintesi non Tecnica pag 13).

In quest’ultimo Decreto del 1988 si autorizzava all’esercizio definitivo il complesso Vega che veniva definito come composto da: piattaforma fissa di produzione “Vega A”, sea-lines, boa di ormeggio e serbatoio galleggiante “Vega Oil” (ora sostituita dalla FSO Leonis - ndr). Da notare che non viene citata in alcun modo la piattaforma Vega B.

Sempre nello stesso Decreto n° 1040, viene richiamata una dichiarazione datata 18.8.1987 con la quale, la Società SELM (l’ex società concessionaria - ndr), nella persona dell’Ing. Giuseppe Testaverde, Direttore per la realizzazione del “Progetto Vega”, affermava che:

[“le opere relative alla piattaforma fissa “VEGA”, sealines e serbatoio galleggiante “VEGA OIL”sono conformi al progetto depositato presso la sezione U.N.N.I. e il Ministero della Marina Mercantile”].

Sembra alquanto “strano” che l’ing Testaverde si sia “dimenticato” di far notare che non era stata realizzata la seconda piattaforma Vega B.

Cara Prof., immagini per un attimo se un “normale mortale” presenti agli Enti, preposti a concedere autorizzazioni, un progetto di due piccole villette e ne realizzi una sola. Poi, dopo qualche anno, fa fare al “geometro” che ha ideato il progetto una dichiarazione in cui scrive: “le opere relative sono conformi al progetto realizzato”.

Dopo trent’anni, il “normale mortale” si presenta agli stessi Enti e dichiara di voler realizzare quel “vecchio” progetto.

Domanda (mi scusi la volgarità): il “normale mortale” da chi viene preso a …calci nel culo, dal “geometro” o dal rappresentante dell’Ente ?

Ovviamente io non so cosa fosse contenuto in quel vecchio progetto inserito e approvato in quel Decreto nel lontano 1984 e nella mia ingenuità mi sono chiesto:-

Ma come mai Edison ed ENI tirino fuori un vecchio progetto di più di trent’anni fa ?

Perché, come Peter Pan, la EDISON va alla ricerca di una piattaforma che forse non c’è ?

In effetti, sulle prime, confesso di aver dato ragione alla EDISON, anche a me piace il “vintage”. Ma …forse …la verità è un’altra.

Il Decreto 128/2010, il cosidetto Decreto Prestigiacomo, VIETA attività di prospezioni, ricerca e coltivazione di idrocarburi ad una distanza inferiore di dodici miglia dal perimetro delle aree marine a qualsiasi titolo considerate protette.

Con l’emanazione del Decreto Legge n° 83 del 2012 (Decreto Passera) convertito nella Legge 134-2012, tale limite, per i nuovi progetti è stato confermato, mentre, non viene considerato per i vecchi progetti già approvati.

Ah, ho capito, nelle vicinanze c’è qualche area marina protetta che risulta essere ad una distanza inferiore alle dodici miglia da dove realizzeranno Vega B.

Quindi, per ovviare al problema, fanno passare questo nuovo progetto come se fosse un vecchio progetto non realizzato.

“Sembrerebbe” di no. Infatti, nella Sintesi non Tecnica i progettisti della società dichiarano che la piattaforma Vega sarà realizzata ad una distanza maggiore di dodici miglia dalle coste. A pag 55 gli stessi progettisti della Società scrivono:

[… le aree protette istituite, in corso di istituzione e di reperimento sono tutte ubicate a considerevole distanza dalle aree interessate dal progetto] … [In considerazione di quanto sopra esposto non si rilevano elementi di contrasto con la normativa vigente in tema di aree protette].

Bah, …..come al solito pensavo di essermi sbagliato.

Nei giorni seguenti ho fatto qualche ricerchina su internet, e ….con mia grande meraviglia vedo che forse i progettisti nello scrivere questa frase erano ….un po’ “distratti” (fumo, alcol, popper ?) ed hanno dimenticato che in provincia di Ragusa sono state istituite ben dieci aree protette quali:

SIC/ ZPS ITA 80001 Foce del Fiume Irminio;

SIC/ ZPS ITA 80002 Alto Corso del Fiume Irminio;

SIC/ ZPS ITA 80003 Valle del Fiume Ippari;

SIC/ ZPS ITA 80004 Punta Braccetto c.da Cammarana;

SIC/ ZPS ITA 80005 Isola dei Porri;

SIC/ ZPS ITA 80006 C. Randello, P. Marinaro;

SIC/ ZPS ITA 80007 Spiaggia di Macanuco;

SIC/ ZPS ITA 80008 Contrada Religione;

SIC/ ZPS ITA 80009 Cava d’Ispica;

SIC/ ZPS ITA 80010 Fondali foce del F. Irminio

Inoltre, i progettisti non hanno considerato neanche le tre Bandiere Blu 2012, assegnate il 14 maggio dal FFE alla provincia di Ragusa per le località di Pozzallo, Santa Maria del Focallo e Marina di Ragusa.

Mah … che cosa posso dire ?

L’unica cosa che mi viene in mente: dimostrano che non hanno mai messo piede in queste zone, è vorrei “invitarli” in provinicia di Ragusa (beninteso, …il gelato lo offro io).

Ancora qualche giorno dopo ho cercato di capire quale dovrebbe essere il punto esatto dove la EDISON vuole realizzare questa piattaforma. Anche stavolta la Sintesi non Tecnica presentata dalla Società mi ha aiutato. Devo dire che è fatta molto bene, ….Complimenti. Se non fosse per qualche …..“dimenticanza”.

Da questo studio rilevo che le coordinate geografiche dove dovranno ubicare la nuova piattaforma Vega B sono le seguenti:



COOOSA…… MA ALLORA………. SONO PROPRIO DI FRONTE AL SITO SIC

ITA 80010 FONDALI DEL FIUME IRMINIO.

Cerca e …ricerca e vedo che, attualmente, O MEGLIO, da almeno un anno questo sito SIC è stato riperimetrato. In adempimento a quanto comunicato dalla Commissione Europea (nota MATTM-PNM nr.22044 del 25/10/2011), La Regione Sicilia ha emanato due circolari:

Circolare n° 8756 del 10/02/2012

Circolare dell’Ass. Territorio e Ambiente Regione Sicilia – prot 47993 del 23 agosto 2012

Le Circolari sono state inviate agli Enti Istittuzionali compreso il Ministero dell’Ambiente, il quale, non può non sapere. Le Circolari sono sostanzialmente le stesse e Le cito l’ultima:



…Vista l’importanza che tali modifiche rivestono sulle valutazioni di progetti, piani e programmi che interessano la rete Natura 2000 e sulle attività di tutela di habitat e specie comunitarie, si riscontra che occorre adempiere a quanto già comunicato dalla Commissione Europea (nota MATTM-PNM nr.22044 del 25/10/2011) in ordine alla tutela da assicurare sia alle aree precedentemente riconosciute (come SIC e/o ZPS) sia a quelle per le quali è stato proposto, da questo Assessorato, un aggiornamento cartografico dei perimetri (c.d. principio di precauzione). Tale importante prescrizione cui ottemperare era già stata segnalata nella circolare di questo Assessorato n.8756 del 10/02/2012 (GURS n. 11 del 16/3/2012).

Si ritiene necessario, quindi, che i soggetti ed Enti istituzionali in indirizzo (Tra i quali c’è anche il Ministero Dell’Ambiente – ndr) preposti al rilascio di pareri di natura ambientale ed alla sorveglianza dei siti Natura 2000, ricorrano al seguente indirizzo del Sistema Informativo Territoriale Regionale (SITR), al fine di reperire i nuovi perimetri aggiornati e quelli vigenti, mediante servizio informatico web-GIS…

Non sono un “Ente Preposto” ma al servizio informatico web-gis ci vado lo stesso e ….cosa ti scopro: l’area dove dovrebbero costruire Vega B è distante meno di dodici miglia dal vertice del perimetro sud-ovest del sito SIC (11,2 miglia - ndr).





E ….ma stavolta la “lampadina” mi si è accesa a me e non alla EDISON.

Quei “furbastri” della EDISON, sapendo che le dodici miglia non c’erano, per aggirare l’ostacolo delle dodici miglia del Decreto Prestigiacomo e rientrare nel Decreto Passera, cosa ti vanno a scovare ? Un presunto vecchio progetto che, se esiste, è completamente difforme da quello presentato ? Uhm, ma che bravi.

Credo che il progetto che hanno presentato è da considerarsi un nuovo progetto e, così com’è ubicato, sulla base del Decreto Prestigiacomo, dovrebbe essere rigettato dalla Commissione che si occupa dei progetti VIA.

Ma c’è di più.

La Concessione “C.C6.IS” è scaduta il 28 dicembre 2012,

A tal proposito, Le riporto per intero il comma 1 dell’art 13 del Dlgs 625 del 1996, ATTUALMENTE VIGENTE, l’ho visto su NORMATIVA (l’articolo risulta modificato solamente nel comma 9, non nel comma 1 - ndr):



DECRETO LEGISLATIVO 25 novembre 1996, n. 625

Attuazione della direttiva 94/22/CEE relativa alle condizioni di rilascio e di esercizio delle autorizzazioni alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. (GU n.293 del 14-12-1996 - Suppl. Ordinario n. 219 )

Art. 13

(Conferimento ed esercizio delle concessioni di coltivazione e di stoccaggio)

1. La durata della concessione di coltivazione in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale e' di venti anni (prima era di trenta – ndr); l'estensione della concessione non puo' superare i 150 chilometri quadrati; dopo quindici anni dal conferimento il concessionario, quando e' necessario al fine di completare lo sfruttamento del giacimento, ha diritto ad una proroga di dieci anni se ha eseguito i programmi di coltivazione e di ricerca e se ha adempiuto a tutti gli obblighi derivanti dal decreto di concessione.

NON credo che il dimenticarsi di realizzare una piattaforma inserita in un progetto approvato in un Decreto del Ministero significhi: aver eseguito i programmi di coltivazione e aver adempiuto a tutti gli obblighi derivanti dal Decreto di Concessione e di conseguenza avere diritto ad un’altra proroga di dieci anni.

In buona sostanza, se l’EDISON si ostina a considerare VEGA B, un vecchio progetto, dichiara al tempo stesso di non averlo realizzato. Di conseguenza la non realizzazione dei lavori approvati potrebbe costituire motivo di rigetto dell’Istanza di Proroga.

Normalmente le leggi dovrebbero essere rispettate. … O no ??

E’ come se l’EDISON a posto di comportarsi come una grande Società, quale si ritiene di essere, si comporti come un giocatore di poker che gioca in due tavoli diversi. In alcuni casi barando (vedi il fatto di dichiarare che non ci sono aree protette nelle vicinanze di dove verrà realizzata Vega B).

Tutto ciò è normale ??

Gentile Professoressa lei forse ora si starà chiedendo come finirà ?

In uno Stato con la S maiuscola, certe storie neanche iniziano.

In uno Stato con la S maiuscola, le leggi cercano di farle rispettare a tutti.

Altri stati adeguano le leggi ai potenti di turno.

E noi in ITALIA ? ……Non lo so, ma mi viene in mente il caso ILVA.

E’ un bella giornata di sole e sto guardando il mio mare blu. Finchè dura, va bene così.

Mike il Cavaliere

Sunday, August 5, 2012

I criminal proceedings dell'ENI per il 2011



Eni men and women 
have a passion for challenges, continuous 
improvement, excellence and particularly 
value people, the environment and integrity.

Rapporto ENI, 2011

Esepcially when it comes to polluting the air, 
the water, the food and the hopes of people worldwide.

Sindaco Luciano Lapenna: si vergogni,
ecco cosa avete accolto oggi a Vasto.


Come tutti gli anni, la SEC americana rende noti i profili legali e finanziari delle ditte quotate a Wall Street. Come tutti gli anni l'ENI manda il suo testo.

Visto che Scaroni arriva ora a Vasto e' bene ricordare agli abruzzesi di cosa l'ENI -- questa ditta di morte, corruzione e propaganda -- e' responsabile in giro per il mondo.

Ecco qui i principali disastri dell'ENI e delle sue consociate per cui ci sono procedimenti criminali - certificato dall'ENI stessa: sono pagine e pagine fitte fitte di schifi - e non ci sono altre parole per dirlo - incendi, imbrogli, mancati pagamenti, antitrust, bimbi nati deformi, avvelenamento di acqua e cibo, danni all'ambiente, alla bellezza, frode, tangenti, inciuci di varia natura.

Angola, Priolo, Libia, Marghera, Lago Maggiore, Pineto, Tortoreto, Falconara Marittima, Pedaso, Algeria, Iraq, Crotone, Kazakhstan, Argentina, Molfetta, Porto Torres, c'e' n'e' per tutti.

Occorre leggere per bene il file per capire la vera portata dell'impronta di morte e di anti-democrazia di questa "vera grande azienda corrotta italiana", come dice Julian Assange, di Wikileaks:


1) Causa sulla qualita' dell'acqua inquinata nel sottosuolo - Gela. raggiunta la prescrizione in un caso, ENI condannata al pagamento di costi e a risarcire le vittime.

2) Accusa di incendio negligente - Priolo. ENI vs. Ministero Ambiente, incendio 30 Aprile e 1-2 Maggio 2006

3) Investigazione della magistratura sulla qualita' dell'acqua inquinata nel sottosuolo - Gela

4) Incidente fatale con 4 morti - Molfetta

5) Sequestro di terreno inquinati da scarti industriali collegabili alla Pertusola Sud - Cassano allo Jonio, Cerchiara di Calabria

6) Investigazione della magistratura su malattie tumorali di impiegati alla Marlane - Praia a Mare.
Manslaughter, culpable injuries, environmental disaster, negligent conduct.

7) Investigazione della magistratura su gestione illegale di rifiuti - Crotone
Environmental disaster, poisoning of substances used in the food chain

8) Investigazione della magistratura su gestione di raffineria ed inquinamento - Porto Torres
Environmental damage, poisoning of water and crops

9) Investigazione della magistatura sull'inquinamento prodotto da impianti petrolchimici - Mantova
Environmental damage

10) Investigazione della magistratura sull'inquinamento della laguna di Venezia - Porto Marghera
Environmental damage

11) Accusa di danni all'ambiente per l'inquinamento causato dalla Pertusola Sud - Crotone
discariche sul lungo mare 800 milioni di euro di danni ambientali

12) Accusa di danni all'ambiente per l'inquinamento causato dal DDT sul Lago Maggiore - Pieve Vergonte danni all'ambiente da 1.8 milioni di euro

13) Accusa di danni all'ambiente per l'inquinamento causato da impianti petrolchimici - Avena, MAssa Carrara. Unavoidable environmental damage, 139 milioni di euro, damage to the natural beauty of this site, 80 milioni di euro, loss of profit and property, 19 milioni di euro.

14) Accusa da parte del Ministero dell'Ambiente per le forti concentrazioni di mercurio nel mare - porto di Augusta.

15) Richiesta di recupero fondi da parte di Volare Group

16) Richiesta di dati per indagare la relazione di causalita' fra inquinamento dalla raffineria di Gela e la nascita di 18 bambini nati malformati a Gela.

17) Mancato rispetto dei tempi di costruzione di linea ferroviaria da Milano a Bologna in ditte a maggioranza Saipem- ENI. Levitazione dei costi da 800 milioni di euro a 1,770 milioni di euro.

18) Contenziosi sulla costruzione di linee ferroviarie da Milano a Verona da un consorzio a maggioranza Saipem- ENI

19) Contenzioso con la ditta francese Fos Caveau - Parigi da un consorzio al 50% Saipem-ENI. 264 milioni di euro per danni. Fraudulent and serious culpable behaviors.

20) Accuse di posizione dominante della Snam per il trasporto e la distribuzione del gas in Italia. 2 milioni di euro di danni.

21) Accuse di antitrust nel settore del gas naturale per il trasporto del gas dalla Russia

22) Accuse di comportamento anti-concorrenziale nel trasporto del gas

23) Accuse di concorrenza sleale nel mercato dei prezzi del gas e dell'energia

24) Accuse di accordi anti-competitivi nel commercio di elastomeri (gomma artificiale)

25) Accuse di imborgli nel convertire i volumi reali di gas venduti dal gestore che fa capo all'ENI e poi acquistati dai cittadini - Argentina

26) Investigazione da parte dell'Authority dell Elettricita' e del Gas per non trasparenza nella gestione delle bollette per i cittadini. ENI paga 722 mila euro.

27) Investigazioni su pagamenti illeciti. 9 persons were guility for the above mentioned crimes. Payment of all damages.

28) Investigazione su ENI "managers who were allegedly bribed" in transazioni petrolifer

29) Consorzio TSKJ, indagine su tangenti date in Nigeria. 240 + 125 milioni di danni = 365 milioni di euro multa USA, in Italia non si sa. La piu' grande multa mai data dal governo USA sotto il FCPA - Foreign Corrupt Practices Act.

30) Accusa di uso improprio di strumenti per misurare il gas, pagamento e modo di mandare le bollette ai clienti. Violations pertaining to recognition and payment of the excise on natural gas amounting to 20

31) Investigazione per frode in contratti petroliferi.

32) Investigazone in Kazashstan per irregolarita' nella gestione di campi petroliferi nel progetto  Kashgan e nell'impianto Karachganack. International corruption.

33) International corruption in Algeria

34) Certain "illicit payments to Libyan officials" - paganenti illegali a ufficial del governo libico -  in violazione della stessa FCPA gia' violata in Nigeria.

35) Criminal conspiracy and corruption in Iraq con ENI Zubair.

36) Non pagamento di tasse municipali in relazione al trivellamento di piattaforam petrolifere a Pineto (Teramo). 17 milioni di euro. Simili richieste presentate da Falconara Marittina, Tortoreto e Pedaso.

37) Non pagamento di tasse in Kazakhstan. 32 milioni di euro.

38) Deduzioni fiscali improprie contro il governo dell'Angola.


Ecco cosa Vasto sta premiando.
Auguri, e buone tangenti e buon inquinamento a tutti.