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Saturday, March 23, 2019

I siti del MISE censurati. Luigi Di Maio, cosa ha da dire?



Sono mesi che si verificano errori imprevisti!
Che vergogna.




Un tempo da questo sito si poteva accedere al titolo, alla sua storia.
Ecco invece cosa viene fuori adesso.



Gli italiani invece non sanno niente, grazie alla censura
(non ci sono altre parole!) del MISE

Luigi di Maio: e' uno scandalo



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Non ci siamo. Credo di avere avuto tanta pazienza, di avere scritto e richiesto informazioni scritto piu' e piu' volte ai ministeri in questione,  senza mai avere avuto risposte soddisfacenti e senza mai che i siti in questione del MISE fossero ripristinati.

Iniziamo dall'inizio.

Gia verso la fine del 2018 (credo che fosse Ottobre) mi accorsi che c'era qualcosa che non andava coi siti ministeriali. Quello del MISE non mostrava niente di rilevante, pareva propaganda; quello dell'ambiente invece era ancora in piedi. All'inizio pensai che fosse colpa del mio browser, che ci fosse qualcosa di strano dagli USA, o con magari qualche firewall da casa mia o dall'universita'.

Ma niente.

VPN, cambio di browser, computer e account non cambiarono la situazione. Il sito del MISE era essenzialmente una scatola vuota, almeno per quanto riguardava il petrolio.  Poteva solo essere un problema a monte. E cosi pensai che stavano facendo cambi, manutenzione, qualcosa.

Pero' mi faceva davvero strano che *tutte* le pagine con gli iter petroliferi erano perse.

E' stato cosi per mesi, finche'  a un certo punto pure quello dell'ambiente e' saltato!

Almeno al MISE avevano messo qualche pagina per passatempo, inutile ma esistente, con iniziative pseudogreen di Sergio Costa, roba fluff certo, ma qualcosa. E invece all'ambiente esce... errore!! Cioe' il Ministero dell'ambiente non dava informazione alcuna, neanche roba fluff.

Queste pagine, a mio avviso, sono fondamentali. Perche' danno informazioni, riassunti, mappe, documenti, tutto in un unico posto. E' una delle poche cose buone fatte dai ministeri passati.

Lo so che adesso ci sono un sacco di galli e galletti e galline del petrolio, ma c'e' stato un tempo, all'inizio di questa mia avventura, in cui questi documenti non erano pubblici. Solo il BUIG nel 2007 era in rete, ed anzi era pure difficile da trovare. Per tutto il resto dovevi andare fisicamente al Ministero.

A Roma. 

E infatti ci siamo andati: non io personalmente ma Erik Fortini e altri petrol-attivisti dall'Abruzzo, fra cui miei cari amici che andarono apposta in uno di quei maestosi edifici dell'era fascista a fare le fotocopie del malloppo di Ombrina della prima ora nel 2010. E' stato da li che abbiamo mandato le prime osservazioni.

Ricordo anche vari email scritti a burocrati a Bruxelles indicando loro che non era certo nello spirito della partecipazione popolare di Aarhus che il governo italiano non rendeva accessibili i documenti al popolo. A un certo punto telefonai pure a Franco Terlizzese, durante l'affaire Ombrina Mare, e ripetei anche a lui che non andava bene questa mancanza di coinvolgimento pubblico. Gli dissi che avevamo mandato decine e decine di email ma che non sapevamo se fossero arrivati, e se ne voleva di piu' eravamo pronti a inviarne di nuovi. Lui mi disse che gli avevamo intasato la casella postale!

E poi, pian piano e' iniziata la digitalizzazione. Ora, forse l'avrebbero fatto lo stesso, ma il punto e' che c'e' stato un po di pressione anche qui, e che e' stato qualcosa per cui abbiamo dovuto lavorare e mi secca non poco che gli attuali ministri pensino di poter tornare indietro, e non si sa perche'. Avere quelle scartoffie e quelle mappe in rete, a mio avviso, e' stata un altra conquista democratica che non e' piovuta dal cielo e per il quale l'Abruzzo ha quantomeno messo pressione.

Torniamo alla storia piu' recente.

A un certo punto mi accorgo che gli Australiani vogliono tornare a trivellare in Sicilia e in Emilia Romagna. Ci sono fior di comunicati agli investitori (e anche qui altri galletti che fanno finta che le abbiano fatte loro queste scoperte!) e voglio sapere cosa ha da dire il governo italiano.

Ma niente. Niente. Tutto e' oscurato.

Perche'? Non lo so. Per censura? Per ignoranza? Perche' avevano promesso niente piu' trivelle ed ora invece ci sono queste ditte che dicono di avere avuto permessi e quindi meglio non mostrarli quei permessi?

A tuttora non so la risposta.

E cosi posso solo scrivere i miei blog, e appena trovato un po di tempo, ai ministeri in questione.

Il 31 Gennaio 2019 mando questo:


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Da: D'Orsogna, Maria-Rita R [mailto:dorsogna@csun.edu]
Inviato: giovedì 31 gennaio 2019 09:04
A: Segreteria DGS-UNMIG
Oggetto: pagine web scomparse?



Gentile segreteria dell'UNIMG, scrivo perche' vorrei sapere dove sono andate a finire le pagine web con tutti i dettagli dei vari permessi petroliferi in Italia.

Ad esempio, cliccando su vari link, un tempo attivi come i seguenti:

unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/elenco.asp?tipo=ICM

unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/regioni/regione.asp?


e molti altri, vengo rimandata sempre qui:

https://unmig.mise.gov.it/index.php/it/

e dove si dice che

Il sito UNMIG si rinnova - Continua l'attività di manutenzione programmata per migliorare il servizio e allinearlo a standard più avanzati. 

Pero' le informazioni non ci sono! E per quanto mi sia impegnata, non sono riuscita a trovare nessuna informazione su nessun pozzo, permesso, ditta petrolifera operante in Italia. Sono varie settimane che cerco di capire e di scovare ma non riesco a risalire a niente.

Spero che si tratti di un qualcosa di temporaneo (fino a quando?) perche' questo non e' un servizio migliore o con standard piu avanzati, ma inizia a sapere un po' di censura.

La trasparenza era uno dei cavalli di battaglia del M5S; soprattutto e' un diritto sancito da vari trattati che l'Italia ha firmato: la gente ha il diritto di sapere cosa si agita nel proprio sottosuolo.

Grazie,
MR


Mi viene risposto questo, dopo una settimana!!  


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From: Segreteria DGS-UNMIG
Sent: Thursday, February 7 2019 2:03 PM
To: D'Orsogna, Maria-Rita R
Subject: R:  pagine web scomparse?

 

Gentile Maria Rita D’Orsogna,

le informazioni pubblicate nella versione precedente sito DGS-UNMIG sono presenti anche nella nuova versione del sito.

I dati non sono più consultabili con le modalità fornite in precedenza ma sono pubblicati in formato CSV, in linea con le indicazioni Open Data, e sono disponibili per il download e la successiva elaborazione offline.

In particolare l’elenco dei titoli minerari è pubblicato alla pagina https://unmig.mise.gov.it/index.php/it/dati/ricerca-e-coltivazione-di-idrocarburi/elenco-dei-titoli-minerari-vigenti

La divisione Sistemi informativi del Ministero, con la collaborazione della DGS-UNMIG, sta procedendo allo sviluppo di funzionalità di consultazione interattiva analoghe a quelle fornite nella versione precedente del sito.

Cordialmente  





Ora se uno clicca sul link di cui sopra cosa viene fuori?

Un pdf con... le pagine del BUIG!! Ma quello posso scaricarmelo anche da me! E il BUIG, cioe' il Bollettino Ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse, contiene informazioni striminzite, e non tutti gli iter. Mi sento presa in giro, specie perche' mentre che loro fanno viaggi pindarici con questa "funzionalita' di consultazione interattiva" le informazioni non ci sono, e nessuno sa dire esattamente quando questo lavoro finisca. Ovviamente la domanda e': ma mentre che sviluppano questa opera maestra, non era meglio lasciare il mondo come stava e sostituire le cose a lavoro finito?

Non si sa. La mia ultima missiva e' qui:

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From: D'Orsogna, Maria-Rita R
Sent: Thursday, February t, 2019 6:50 PM
To: Segreteria DGS-UNMIG
Subject: Re: pagine web scomparse?


Grazie della risposta, ma non ci siamo proprio.

L'elenco a cui rimandate in pdf (o in csv) non e' assolutamente dettagliato. Sono solo le pagine del BUIG!

Dove sono le vecchie cartine interattive, con le coordinate, le mappe google, la storia dei permessi, l'elenco per regione, per ditta trivellante, per sezione in cui bastava cliccare e non scrollare giu' per elenchi lunghissimi?

Quei siti erano utilissimi e non capisco perche' nella "foga del cambiamento" non abbiate potuto tenere le cose utili.

Mi viene detto: La divisione Sistemi informativi del Ministero, con la collaborazione della DGS-UNMIG, sta procedendo allo sviluppo di funzionalità di consultazione interattiva analoghe a quelle fornite nella versione precedente del sito.
Personalmente sono vari mesi che attendo di vedere queste interazioni interattive. Mesi.

Quando verranno messe su? Esiste una stima del tempo necessario? Perche' ci vuole cosi tanto tempo? E perche' nel frattempo non tener su le cose che invece erano utili?

Non capisco la logica, e mi dispiace dirlo ma al cittadino comune tutto questo manda un solo messaggio: censura.

MR


E poi ho ben pensato di volerne scrivere un giorno, su questo blog, se non altro per farli vergognare, ma ho mille cose da fare e ho messo un po in standby.

A un certo punto il sito del Ministero dell'Ambiente torna attivo, come prima.
Come era morto cosi e' risuscitato.

E poi qualche giorno fa, il 19 Marzo 2019 per essere precisi, il Senatore Gianluca Castaldi del M5S, che avevo messo in CC in tutti questi email mi scrive per dirmi che ha stilato una interrogazione parlamentare sul fato del sito del Minsitero dello Sviluppo Economico.
 
La mando qui, credo che sia un testo di interesse pubblico.

A lui: grazie per l'interessamento, a chi legge e a chi siede dietro le sedie del Ministro dello Sviluppo Economico, da Di Maio al tecnico della rete: datevi da fare! 

Vediamo come va a finire.


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MANTOVANI, CASTALDI, LANZI - Al Ministro dello sviluppo economico -

Premesso che:

1.dallo scorso 4 gennaio è online la nuova versione del sito della DGS UNMIG - Direzione Generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche del Ministero dello sviluppo economico - che, secondo la notizia riportata sullo stesso sito, è stato sottoposto ad una manutenzione programmata "con l’obiettivo di migliorare il servizio e allinearlo a standard più avanzati";

2.a quanto risulta all'interrogante, nella versione precedente del sito erano presenti i dati di tutte le attività minerarie ed energetiche, ciascuna delle quali corredata dai provvedimenti relativi all’iter di concessione, allo stato attuale dell’intervento e alle scadenze future. Tutti questi dati dettagliati risultano attualmente "oscurati";

3.a titolo di esempio, si cita la pagina sulla "Ricerca e coltivazione di idrocarburi" dove è attualmente presente solo l'elenco dei titoli minerari vigenti ma non è possibile accedere ai relativi provvedimenti sui diversi permessi di ricerca e concessioni di coltivazione. Per quanto invece riguarda le istanze per il conferimento di nuovi titoli, non è possibile accedere ai documenti connessi all'iter dell'istanza stessa;

4.tale medesimo "oscuramento" riguarda i provvedimenti, i documenti o le procedure inerenti le attività sullo stoccaggio del gas naturale e i titoli minerari per la ricerca e coltivazione di risorse geotermiche;

5.considerato che:

6.a parere dell'interrogante, questo oscuramento dei dati non è giustificato dalla manutenzione del sito della DGS UNMIG o da altre motivazioni tecniche. Risulta infatti buona pratica costruire un nuovo sito web in un’area privata e contemporaneamente mantenere accessibili online le informazioni nella modalità già in essere, specialmente se le informazioni fornite sono ancora attuali e di interesse per la consultazione, per giungere allo spegnimento del vecchio sito e alla messa online del nuovo solo quando questo sia in grado di fornire tutte le informazioni necessarie;

7.i due siti web, il vecchio e il nuovo, avendo due nomi a dominio diversi potrebbero anche convivere contemporaneamente e il nuovo sito potrebbe temporaneamente rinviare al vecchio quando l’utente richieda di visualizzare i dati dettagliati delle attività oggetto di interesse;

8.questo oscuramento si sta protraendo per un tempo eccessivamente lungo, essendo trascorsi oltre due mesi da quando le informazioni sono scomparse dal sito;

9.rilevato infine che:

10.tale oscuramento rischia di limitare fortemente il diritto di accesso da parte dei cittadini e degli addetti ai lavori ai dati e ai documenti gestiti dal Ministero dello sviluppo economico connessi alle attività descritte;

11.tutte le pubbliche amministrazioni devono attenersi al principio della trasparenza inteso, ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, come accessibilità totale dei dati e documenti da loro detenuti, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all'attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche;

12.l’oscuramento di tali dati determina una errata o incompleta informazione nei confronti dei cittadini dei territori dove sono presenti attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi, generando sospetti di mancanza di trasparenza da parte di una pubblica amministrazione;

13.si chiede di sapere:

14.se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati;

15.quali siano le motivazioni che hanno determinato l'oscuramento dei documenti, dei provvedimenti e altri dati relativi alle attività minerarie ed energetiche riportate sul sito della DGS UNMIG, escludendo le cause dovute alla manutenzione del sito stesso e altre giustificazioni tecniche;

16.se sia intenzione ripristinare, in tempi urgenti, l'accesso a tali dati in modo da permettere ai cittadini e agli addetti ai lavori una corretta informazione e conoscenza delle suddette attività, tutto ciò in coerenza con il principio della trasparenza cui devono attenersi le pubbliche amministrazioni secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.

















Friday, March 21, 2014

L'inquinamento a Siracusa e i monitoraggi fuorilegge



Qui la situazione a Augusta-Priolo

Qui la situazione a Gela


In tutti questi SIN operano impianti petrolchimici - e non solo


Augusta-Priolo:
raffinazione di greggio, produzione di prodotti chimici di base, cementerie, discarica di rifiuti industriali (Eternit)

Gela:
estrazione e raffinazione di greggio, produzione di polietilene, zolfo fuso, concimi, cementerie,
area di stoccaggio oli, discarica rifiuti industriali

Milazzo:
raffinazione di greggio, acciaieria, centrale termoelettrica,
recupero di piombo da batterie usate







Tabelle con la mortalita' ad Augusta-Priolo (Siracusa).
Uomini (in alto) e donne (in basso).
La colonna da leggere e' la terza con gli SMR



Tabelle con la mortalita' a Milazzo (Messina).
Uomini (in alto) e donne (in basso).
La colonna da leggere e' la terza con gli SMR



Tabelle con la mortalita' a Gela (Caltanissetta).
Uomini (in alto) e donne (in basso).
La colonna da leggere e' la terza con gli SMR
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The only absolutely safe concentration 
for benzene is zero.



Della questione Sicilia e inquinamento da petrolchimico abbiamo parlato tante volte: e' una storia di scintillanti promesse che dopo 50 anni si trasformano in incubi infiniti.

Qui ad esempio vari documentari e immagini su cio' che petrolio e raffinerie hanno lasciato dietro di loro.

Qui le emissioni senza freni a Siracusa.


Adesso c'e' una interrogazione a firma di Angelo Bonelli, Fabio Granata, Carmelo Sardegna e Giuseppe Patti, alla commissione europea per l'ambiente e al commissario per l'ambiente Janez Potocnik, dove si denuncia il fatto che nel siracusano non ci sia un monitoraggio decente di inquinanti.
A Siracusa ci sono due centraline per monitorare l'inquinamento e da cui si rilevano solo le concentrazioni di benzene, e non di SO2, CO, NO2, O3, PM10, PM2.5,  nichel, cadmio, arsenico e benzopiren, come invece prevede la legge.  Anche il monitoraggio del benzene procede a singhiozzi: i dati non sono sempre accessibili via web e una delle due centraline per tutto il 2014  ha ancora poco o nulla.

Quando il benzene viene montiorato i risultati non sono confortanti: a fronte di un valore limite
di 5 nanogrammi al metro cubo, a Siracusa si registrano tassi di 111.5 nanogrammi al metrocubo.

Un fattore 20 di differenza.

Il benzene e' un cancerogeno. 

Il limite del 5 nanogrammi non viene incluso nelle pagine web dell'ARPA Sicilia,  rendendo impossibile al cittadino normale sapere se 111.5 sia un valore alto, medio, accettabile o no. La cittadinanza non e' neanche a conoscenza di eventuali piani di evacuazione.

Il risultato e' che a Priolo le falde acquifere sono inquinate e non ci sono progetti realistici e adeguati per intervenire e per bonifica.

La situazione si ripete, mutatis mutandis, in altre realta' siciliane petrolizzate come Gela e Milazzo.

L’incidenza di neonati geneticamente malformati e' uno strabiliante 5.6%.

Un bambino su 18 nasce malformato.

A Gela il tasso di tumore infantile e' del 159% superiore rispetto alla media regionale - peggio di Taranto. La mortalita' maschile per il tumore e' superiore del 18% alla media regionale, per il tumore allo stomaco del 47%, alla pleura del 67%, alla vescica del 9,6%, per il morbo di Hodgkin del
72%,  per il mieloma multiplo del 32%, per le malattie del sistema circolatorio del 14%.

SMR sta per Standardized Mortality Ratio e rappresenta l'aumento di mortalita' in un campione rispetto alla popolazione generale. Un fattore 100 significa che il numero di morti nel campione e' lo stesso che nella popolazione generale. Un fattore superiore, significa che il numero di morti  e' superiore, un fattore inferiore a 100 significa che la mortalita' e' inferiore. Un SMR 200 significa per esempio, che la mortalita' e' doppia rispetto a quanto dovrebbe essere.

La regione Sicilia ha pubblicato per Milazzo (Messina), Augusta-Priolo (Siracusa) e Gela (Caltanissetta) i tassi di SMR sulla mortalita' di varie malattie per uomini e per donne.

Ecco Milazzo:

Mortalita' per tumore maligno del colon e del retto negli uomini? SMR 152
Mortalita' per tumore maligno del sistema nervoso centrale per le donne? SMR 187
Mortalita' per tumore maligno della trachea, bronchi e polmoni nelle donne?  SMR 199
Mortalita' per tumore maligno ai testicoli? SMR 400
Mortalita' per mieloma multiplo negli uomini?  SMR 424
Mortalita' per tumore maligno delle ossa e del connettivo nelle donne? SMR 461
Mortalita' per tumore alla pleura negli uomini? SMR 518
Mortalita' per morbo di Hodgkin negli uomini? Uno strabiliante SMR 1000 - dieci volte di piu'.


Ecco Augusta-Priolo:
 
Mortalita' per tumore maligno del colon e del retto negli uomini? SMR 141
Mortalita' per tumore maligno della trachea dei bronchi e dei polmoni nelle donne? SMR 143 
Mortalita' per leucemie negli uomini? SMR 164
Mortalita' per tumore all'utero nelle donne? SMR 164
Mortalita' per tumore al sistema linfoematopoietico? SMR 168
Mortalita' per il tumore maligno della pleura negli uomini? SMR 186
Mortalita' per  leucemia nelle donne? SMR 217
Mortalita' per tumore del mieloma multiplo nelle donne? SMR 377
Mortalita' per morbo di Hodgkin negli uomini?  SMR 600
Mortalita' per il melanoma negli uomini? SMR 670
Mortalita' per tumore al testicolo? SMR 800 - otto volte di piu'.

Ecco Gela:

Mortalita' per tumore maligno delle ossa e del connettivo nelle donne? SMR 140
Mortalita' per tumore allo stomaco negli uomini? SMR 147
Mortalita' per linfoma non Hodgkin nelle donne?  SMR 148
Mortalita' per tumore alla pleura negli uomini? SMR 167
Mortalita' per morbo di Hodgkin negli uomini?  SMR 172
Mortalita' per tumore alla vescica nelle donne? SMR 181
Mortalita' per tumori ai bambini (tutti i tumori 0-14 anni, maschi) SMR 259
Mortalita' per morbo di Hodgkin nelle donne?  SMR 1000 - dieci volte di piu'.

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Sulla questione dell'inquinamento delle citta' siciliane al petrolio


Alla commissione europea per l’ambiente
Al commissario europeo per l’ambiente Janez Potočnik


Oggetto: Sicilia , siti Priolo, Milazzo e Gela. Violazione direttive europee qualità aria e convenzione Aarhus.


Nella regione Sicilia insistono tre SIN Milazzo, Priolo e Gela, siti di interesse nazionale da bonificare, ad alto rischio ambientale.

In queste tre aree la rete di monitoraggio della regione Sicilia gestita dall’agenzia regionale per la protezione ambientale monitora solo il benzene.

Esiste un’altra rete denominata SIRVIANET, la cui accessibilità via web non sempre è possibile che pubblica dati derivanti dalle reti di monitoraggio delle province e dei comuni successivamente valicati dall’Arpa.

Da valutazioni effettuate la rete di monitoraggio della qualità dell’aria non risulta conforme alle disposizioni di legge regolate dal Dlgs 155/10 e dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria .
In particolare la rete di monitoraggio dell’ARPA Sicilia a Siracusa ha due stazioni classificate con il nome di MEGARA e SASOL.

Dette stazioni non rispondono ai requisiti di legge in quanto non monitorano gli inquinanti previsti come : SO2, CO, NO2, O3, Pm10, Pm2,5, e i valori obiettivo per nichel, cadmio, arsenico e benzopirene cosi come disciplinati dalla direttiva europea del 2004/107/CE.

La stazione in oggetto monitora solo il benzene. Ma questa situazione è analoga per altre realtà territoriali alto rischio ambientale e classificate come SIN come Milazzo e Gela.

Per quanto riguarda il benzene non è riportato nel sito di ARPA Sicilia il valore medio annuo relativo al 2013 che per legge è previsto in 5 nanogrammi/metro cubo .

Nella stazione MEGARA di Siracusa si riscontrano gravi superamenti del benzene, seppur su base giornaliera: ad esempio il 4 e 5 gennaio 2014 il benzene ha raggiunto il valore di 111,5 nanogrammi/ metro cubo nella stazione MEGARA. Per quanto concerne la stazione SASOL per il 2014 non sono pubblicati dati.

Per quanto riguarda le due stazioni di Milazzo i dati del benzene non sempre sono riportati e risultano n.d. Nella stazione Pace del Mela si riscontrano valori giornalieri ampiamente superiori a 5 ng/mc ma non si conosce il dato annuale.

L’assenza della pubblicazione del report annuale sul benzene da parte di ARPA Sicilia non consente di conoscere se l’ente preposto alla vigilanza , l’ARPA, abbia certificato la violazione del superamento del valore dei 5 nanogrammi / metro cubo in base al quale devono scattare le misure come previsto dall’art.9 del decreto legislativo 155/10.

Nel sito Arpa Sicilia sono pubblicati i dati della rete SIRVIANET ma anche questa rete non risponde a requisiti di legge in quanto non sono disponibili i dati dei seguenti inquinanti: CO, delle PM2,5 e degli IPA con un monitoraggio incompleto di NO2 e SO2 nel resto delle stazioni di monitoraggio si registra il non rilevamento degli idrocarburi non metanici.

A proposito dell’incompletezza dei dati delle stazioni di monitoraggio e della loro non conformità con la legge prima il DM 60/02 e poi il DLgs 155/10 allego una lettera del Dott. Francesco Licata Di Baucina che in data 17.010.2014 conferma quanto da noi contestato in una conferenza stampa del 16.01.2014 tenutasi a Siracusa, ovvero la non conformità alla legge della rete monitoraggio Arpa Sicilia.

In base al DM 60/02 e oggi con l’art.5 comma 1 del Dlgs 155/10 alla valutazione della qualità dell’aria e all’adozione delle misure di risanamento provvedono le regioni, ed in questo caso la regione Sicilia che ancora oggi non ha provveduto all’adozione del piano di risanamento dell’aria regionale cosi come anche previsto dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria.

Quello che lascia preoccupati in tema di inquinamento ambientale e quindi delle gravi conseguenze in materia di tutela della salute è che la rete di monitoraggio non risponde alle esigenze di informazione al pubblico dei dati prevista dal DM 60/02 poi dal Dlgs 155/10 e delle direttive europee sulla qualità dell’aria e della convenzione di Aarhus.

L’assenza dei dati e di una pubblica informazione degli stessi crea un ombra preoccupante su quelle che negli anni sono state le conseguenze all’ambiente in materia di contaminazione delle falde , dei terreni , delle acque,dell’aria e di quale può essere il livello di contaminazione delle matrici biologiche e della catena alimentare.

Le conseguenze ambientali descritte hanno una diretta conseguenza sulla salute della popolazione residente limitrofa al polo petrolchimo di Priolo, Augusta, Melilli, Gargallo e della città di Siracusa.

Gli scriventi chiedono alla commissione europea per l’ambiente di verificare se l’Italia, in relazione alla regione Sicilia ed in particolare per i tre siti di Siracusa, Milazzo e Gela ha violato le direttive in materia di qualità dell’aria e della convenzione di Aarhus.

In particolare per mancata:

1. adozione piano risanamento aria da parte della regione Sicilia

2. misurazione di sostanze inquinanti dannose alla salute nelle aree ricadenti nel perimetro del Sin e se si diffondano gas, vapori, sostanze aereiformi e sostanze solide ( polveri ecc ) contenenti sostanze pericolose per la salute dei lavoratori operanti all’interno degli impianti e per la popolazione dei vicini centri abitati di Priolo, Melilli, Augusta, Siracusa, Gela e Milazzo riguardo a Benzoa pirene, idrocarburi non metanici, Ipa,composti solforati quali propilmercaptano, tiofene, isobutilmercaptano, diossine, furani, benzene, metalli pesanti e polveri

3. verifica se i livelli degli inquinanti succitati provenienti dai fumi dei camini, delle torce o da emissioni fuggitive si ritrovino nei terreni circostanti dei siti succitati

4. pubblicizzazione alla popolazione del livello degli inquinanti nell’aria

INOLTRE NON E’ NOTO:

1. se all’interno degli impianti produttivi ricadenti nel polo petrolchimico siano osservate tutte le misure idonee ad evitare la dispersione incontrollata di fumi, polveri e inquinanti nocivi alla salute dei lavoratori e della popolazione limitrofa.

2. se i valori di emissione delle sostanze inquinanti come diossine, furani, composti solforati, idrocarburi non metanici, benzoapirene, metalli pesanti, benzene, monossido di carbonio, Ipa, polveri e tutto quanto espressamente previsto dalla legge siano conformi alle disposizioni normative comunitarie, nazionali e regionali in vigore

3. quali siano i piani di evacuazione in caso di incidente rilevante, dato che la popolazione non è informata dell’esistenza dei suddetti piani.


INFORMIAMO LA COMMISSIONE EUROPEA PER L’AMBIENTE CHE:

1. è stato accertato che le falde sono state inquinate da Idrocarburi come nel caso di Priolo.
ad oggi nessun piano di bonifica e risanamento ambientale è stato avviato nei siti inquinati, tranne sporadici e non complessivi interventi nonostante ingenti risorse economiche, anche comunitarie, siano state investite .

2. le conseguenze dell’inquinamento sulla salute della popolazione destano preoccupazione. A Priolo-Siracusa vi è un’incidenza di nascituri geneticamente malformati pari al 5.6%. Ad esempio lo studio epidemiologico dell’ISS denominato studio Sentieri nel periodo 1995-2000 e 2001 -2005 ha evidenziato un eccesso di mortalità tra la popolazione di Priolo, Melilli, e Siracusa. A Gela invece secondo lo studio dell’osservatorio regionale epidemiologico il tumore infantile è al +159,2%. L'analisi delle tabelle sulla «mortalità» in alcuni casi sono persino peggiori rispetto a quelle di Taranto. Rispetto alle città più vicine, a Gela i maschi muoiono di più per tutti i tipi di tumore (+ 18,3%), per il cancro infantile (+ 159,2%), per il tumore allo stomaco (+ 47,5%), alla pleura (+ 67,3%), alla vescica (+ 9,6), o per morbo di Hodgkin (+ 72,4), del mieloma multiplo (+ 31,8) e delle malattie del sistema circolatorio (+ 14,2). A Milazzo l’analisi per le specifiche sedi tumorali ha permesso di osservare tra gli uomini eccessi statisticamente significativi sul livello di confronto locale per il tumore maligno del colon e del retto (SMR=152) e del mieloma multiplo (SMR=424).Tra le donne eccessi statisticamente significativi sono stati osservati per il tumore maligno del sistema nervoso centrale sia sul confronto locale (SMR=187) che regionale (SMR=203), mentre sul confronto locale per il tumore maligno della trachea, bronchi e polmoni (SMR=199) e tumore maligno delle ossa e del connettivo (SMR=461).

Siracusa 5 marzo 2014