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Wednesday, September 7, 2011

La figura barbina di Mauro Febbo e di Antonio Sorgi


Ieri l'incontro fra comuni e i rappresentanti del ministero dell'Ambiente per il futuro del parco della costa teatina a Roma.

Il Centro d'Abruzzo non poteva dirlo meglio:

Signori, se non siete arrivati a una conclusione, il commissario e' inevitabile. A questo punto quello che potete fare e' di indicare almeno una zonizzazione del Parco, poi comunque sara' il ministero a decidere.

Parola di Stefania Prestigiacomo!

Una brutta figura annunciata, un appuntamento a cui gli otto comuni che fanno parte del Tavolo di coordinamento istituito dal consiglio regionale e presieduto dall' assessore Febbo, si sono presentati impreparati.

E cioe' Febbo e Sorgi pensavano di fare i galletti - Febbo non voleva ne il Commissario ne il parco - ma gli e' andata male. Il governo gli dice che il parco si fara' e gli manda il commissario checche ne dica lui.

Il direttore generale Grimaldi ha pure dovuto ricordare a Febbo e Sorgi - nonostante tutte le balle dette negli scorsi giorni - non solo che il Parco si fara' ma che, per loro interesse, avrebbero dovuto gia' da tempo indicare le zone da mettere sotto tutela.

Liha sgridati, come si fa con i bambini!

Il ministero ne sapeva piu' di loro. Hanno detto che vogliono unire Punta Aderci, Vasto, il biotopo costiero di San Salvo, la lecceta di Torino di Sangro, Fosso della Farfalle a Rocca San Giovanni, la pinetina di San Vito, la via Verde lungo la Ferrovia, e possibilmente la zona dei Ripari di Giobbe di Ortona. Poi ci si puo' mettere tutto quello che si vuole.

Garantiti anche i fondi: per la sola istituzione 700mila euro.

Vasto, Fossacesia e San Salvo hanno gia' fatto o stanno per finire la propria perimetrazione.

Ora spetta a Ortona, San Vito Marina, Rocca San Giovanni, trovare i perimetri,
che gli piaccia o no.

Lanciano e Mozzagrogna intanto hanno chiesto di farci parte pure loro.

Ma siccome l'arroganza e' l'ultima a morire, Febbo continua:

Non e' detta l'ultima parola. Ho chiesto al ministero una proroga dei tempi. Il ministero deve prima valutare, la documentazione deve compiere altri due passaggi istituzionali, poi decidera' . Tuttavia l'arrivo del commissario non e' una "punizione" rivolta all'Abruzzo ma e' come se il Parlamento in questo caso commissariasse il ministero per il Parco che alcuni sindaci della costa hanno detto che non gradiscono.

Eh? Tradotto in Italiano? Febbo, si metta l'anima in pace. Qui l'unica punizione per l'Abruzzo e' che e' lei a fare l'assessore all'ambiente. Tutta la costa teatina lo vuole questo parco, a parte gli speculatori edilizi e i loro amici.

Decida lei come vuole essere ricordato in questa questione.

Vuole essere ricordato come il nemico di turno?

Vuole rappresentare quello che rappresenta Nicola Fratino per il centro oli? Decida lei.

Noi non ne possiamo piu' di tanta malapolitica e arroganza.

Saturday, May 14, 2011

Le isole Tremiti vs. Tom Bulford




In calce un po di immagini, link, video della manifestazione contro il petrolio in Adriatico. Ce ne sono molti di piu' in giro per il web.

Occorre continuare a far sentire la nostra voce, soprattutto per dare il messaggio ai ministeri e agli investitori londinesi della Petroceltic, Northern Petroleum, Mediterranean Oil and Gas e tutti i loro amici che qui in Adiratico non e' la pacchia che credono di trovare.

Nel numero di Maggio di Red Hot Penny Shares, un periodico britannico scritto da un "guru" delle azioni inglesi - tale Tom Bulford - si dice che trivellare in Italia porta a "scoperte spettacolari".

Come esempio Mr. Bulford cita la MOG - la nostra amica proprietaria di Ombrina Mare.

Secondo lui la MOG scopri' che sottoterra c'era il doppio del petrolio stimato, portando al raddoppio anche delle azioni in un solo giorno. Purtroppo per loro pero' e' andato tutto in fumo per colpa del diniego del Ministero grazie alle nostre osservazioni e del decreto 5 miglia della Prestigiacomo.

L'anno scorso la MOG stava per fallire. Hanno cacciato Sergio Morandi e si sono affidati a delle banche per ristrutturarsi. Hanno diluito le azioni, abbassando i prezzi ma elargendone di piu' in modo da racimolare denaro per ripagare i debiti con la banca di Scozia.

Bulford dice che gli investitori inglesi devono continuare a pompare denaro nella MOG e in tutte le altre ditte che vogliono trivellare in Italia perche' prima o poi il governo dovra' revocare il decreto Prestigiacomo e questo portera' a guadagni del 176%!

Chissa come l'ha calcolata quella cifra. Tutti ricchi allora con il petrolio dell'Adriatico!

Tale Bulford dice che:

the ban on offshore drilling looks like an instant, panicky reaction to a popular news story rather than a considered reaction that took account of Italy's energy needs and industrial policy.

il divieto di trivellare a mare appare come una reazione d'istinto e di panico a fronte di notizie populistiche, piuttosto che una reazione ponderata che prenda in considerazione le necessita' energetiche e politiche d'Italia.

Poi dice che di sicuro il governo italiano non lascera' il petrolio andare sprecato, specie in questi tempi della crisi libica. Cioe' secondo questo guru Bulford il petrolio scadente e schifoso di Ombrina o delle Tremiti servira' a compensare il petrolio libico. Dice proprio cosi' che la MOG sara' salvata dai ribelli della Libia!

A parte le follie di questo tipo, sta a noi allora tenere alta l'attenzione e continuare a rompere le scatole, a Ministeri, politici e guru d'inghilterra, affinche' non solo il divieto delle 5 miglia sia mantenuto, ma sia esteso e reso piu' molto piu' ferreo.

A Mr. Bulford e ai suoi investitori: andate a trivellare a casa vostra!

Ecco allora il video di Ola-Channel, a cura di Vito l'Erario e con i nostri amici Enzo e Antonio dalla Basilicata

La città sul mare che non vuole il petrolio from olachannel on Vimeo.



CityRumors


Qui Lucio Dalla su La Repubblica


La Repubblica1

Qui un servizio su Rai3

Il Corriere del Mezzogiorno sui sit in alle Tremiti


News Gargano








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Saturday, April 16, 2011

Convegni Nimby per prenderci in giro


Stefania Prestigiacomo non ha detto una parola agli Abruzzesi, ai Molisani, ai Siciliani, ai Pugliesi dei piani petroliferi per i nostri mari, delle sue approvazioni alle trivelle selvaggie in giro per l'Italia. Niente di niente finche' non ce ne siamo accorti noi cittadini normali.

Niente.

Bel dialogo, bella sostenibilita', bell'ottica.

La nostra Stefania non parla a noi cittadini, se non dopo avere approvato le trivelle, ha pero' trovato il tempo per sedere a una riunione per denunciare il "Nimby" in Italia, alla presenza di Assomineraria.

Con tanti problemi che abbiamo in questa nazione sull'ambiente, Stefania Prestigiacomo va a un convegno per parlare delle "grandi opere" in Italia: energia, ambiente e infrastrutture.

Dicono che riguardo il Nimby - not in my backyard - c'e'

il crescere e il consolidarsi di questo fenomeno in Italia, che nel tempo ha acquisito nuove caratteristiche. La protesta si è fatta più estesa e incondizionata, si rivolge a ogni tipologia di impianto, persino a fonti rinnovabili; essa attraversa tutta l’Italia, coinvolgendo non solo i cittadini ma anche le Istituzioni nazionali e locali. Persiste l’assenza di un’informazione chiara e dettagliata, la mancanza di un senso comune di responsabilità.

Cara Stefania, ma se mi approvi airgun e trivelle a 5 chilometri da riva, nei campi, nei parchi, nei mari, nella vita della gente, cosa ti aspetti? Che siamo qui con un senso di responsabilita' verso i tuoi progetti di morte?

Dicono pure che il tutto serve a modernizzare il paese. Ma se avete pure tolto i fondi alle fonti rinnovabili, di che modernita' parliamo? Delle moderne trivelle, o del moderno nucleare?

Erano presenti a questo meeting un sacco di persone e presidenti dai nomi altisonanti che di ambiente calato nella vita delle persone, nelle nostre vite, non sanno niente:

Pietro Cavanna, Presidente del Settore Idrocarburi e Geotermia Assomineraria
Guido Bortoni, Presidente dell'autorita' per l'energia elettrica e per il gas
Gianni Alemanno, Sindaco di Roma
Vittorio Colgiati Dezza, Presidente di Legambiente
Antonio D'Ali' Presidente della Comissione Territorio per i beni ambientali al Senato
Roberto della Seta, Membro Commissione Territorio per i beni ambientali al Senato
Stefano Saglia, Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all'energia

Qualcuno li ha mai visti nelle proprie citta'? Qualcuno ha mai sentito uno solo di questi fare qualcosa in difesa della gente, ma per davvero? Ora vanno li a parlare di Nimby? E chi sono loro per decidere delle nostre comunita'?

Assomineraria deve dire a noi che siamo irresponsabili? Ma chi credono di essere?

Notare che il meeting e' stato organizzato da Allea comunicazione e relazioni istituzionali, che fra i suoi clienti ha: Assomineraria, Impregilo, Assogas e Ionio gas e da I-COM istituto per la competitivita' che invece ha come "soci sostenitori" ENI, Edison, E-on Italia, quelli dei riversamento di pertrolio in Sardegna.

Proprio un convegno equilibrato, indipendente e aperto.

Di questo meeting, che e' parente del Copam di Matera e di quello di Rainone di Chieti, secondo me, non esistono resoconti, non esistono rapporti sulla stampa, non esistono filmati. Esiste una mappa - secondo loro tutta l'Italia e' Nimby!

Il Nimby e' stato un concetto sfruttato ad arte da petrolieri e affaristi per schernire le popolazioni locali quando si oppongono a progetti di morte sotto le loro case. Come se la difesa del proprio territorio fosse qualcosa di cui vergognarsi. Invece no, non c'e' niente da vergognarsi, perche' a difendere il tuo territorio devi essere tu, non ci sono alternative, soprattutto in un paese come l'Italia, il far west della democrazia.

Al Ministro, a tutti quei presidenti, a tutti quei politici, non gliene importa niente del tuo ambiente.

Infatti ci mettono a parlare uno di Assomineraria e il convegno lo organizza gente "sostenuta" dall'ENI!

C'era qualche delegato del popolo a questo convegno? C'era qualcuno che facesse i nostri interessi? Non mi risulta.

Interessante anche l'accoppiamento Saglia-Prestigiacomo.

Queste cose non compaiono sulla stampa italiana perche' 'e' meglio tacerle, ma fra gli investitori e i siti petroliferi inglesi qualche tempo fa ci fu un po di agitazione perche' Saglia a un certo punto disse che la legge Prestigiacomo, quella delle 5 miglia, sarebe stata presto ritirata. La Prestigiacomo il giorno dopo lo smenti.

Ecco cosa dice Saglia in data 8 Marzo 2011:

Italy is about to remove the ban on offshore oil drilling which had been introduced after the Gulf of Mexico oil spill, MF said citing the Italian junior industry minister Stefano Saglia.

L'Italia sta per rimuovere il diveito di trivellare petrolio lungo le coste, che era stato introdotto dopo il disastro del golfo del Messico, ha affermato il MF (Ministro delle Finanze? non so chi sia MF), riferndosi al sotto-ministro dell'industria Stefano Saglia.

Il giorno dopo gli risponde la Stefania:

Italy does not plan to lift its offshore drilling ban.

L'Italia non ha in programma di eliminare il suo divieto alle trivelle.

E cosi' in un paese in cui la destra non sa cosa fa la sinistra, nel frattempo ce la prendiamo con i cittadini normali.

Mettetevelo chiaro in testa: non vi lasceremo trasformare questa nazione in un campo di petrolio. Capito?

Thursday, April 14, 2011

Stefania Prestigiacomo: non le credete!




Ecco oggi un articolo sul Centro di Stefania Prestigiacomo.

Dice che il permesso di VIA per iniziare le operazioni di trivellamento sono stati concessi perche' fuori dal limite delle 12 miglie dal confine con la riva.

Ma che significa?

Come insegna la tragedia del golfo del Messico, dodici miglia non sono assolutamente una garanzia di sicurezza per nessuno. Come ripetuto ad infinitum in Florida lo stesso limite e' di 200 chilometri e lungo le rive Calforniane 160!!! Il tutto per proteggere turismo e pesca.

Cosa, se scoppia a 11 miglia ci sono problemi, se scoppia a 13 no?

Qualcuno ricorda la tragedia del pozzo Paguro? Per quasi tre mesi continuo' a sputare veleni nel mare, dopo 3 morti a 15 chilometri da riva, vicino Ravenna. Era il 1965.

Interessante poi che Stefania Prestigiacomo parla alla gente e manda comunicati solo DOPO che i cittadini normali, inclusa la sottoscritta, hanno scovato testi, permessi e denuciato i silenzi sulla stampa. E prima dove stava questa signora?

Ma la balla piu' grande del Ministero della signora Prestigiacomo e' dire che "si tratta solo di ricerche ad aria compressa per sondare il sottosuolo".

Quelli sono spari violenti, micro-esplosioni che si eseguono lungo un centinaio di chilometri e che possono causare la morte degli animali. Tutti felici perche' ora ci sono i delfini a Vasto. Ma c'e' qualcuno che pensa un millimetro davanti il proprio naso?

Il fatto che si parli di misteriose aree sensibili da pensieri a qualcuno?

Ma anche se fossero solo spari, qualcuno si chiede cosa viene dopo i sondaggi micro-sismici?

Beh, come insegna Ombrina Mare, dopo i sondaggi vengono i pozzi temporanei, e dopo i pozzi temporanei quello permanente, e magari un bel centro oli a mare, a Rocca San Giovanni, a Vasto, a Pescara.

Your choice.

Ma i politici d'Abruzzo dove sono? Ma perche' ci deve proteggere Nichi Vendola e non Gianni Chiodi?

Gianni Chiodi, che uomo inutile. L'inerzia, la codardia, la leggerezza di questo uomo mi hanno rubato di ore ed ore a fare io cose che doveva fare lui.

A Cupello ha avuto l'arroganza di dire "millantate una situazione falsa". Ah si, e che questi permessi sono falsi? Ma che crede di avere a che fare con i bambini dell'asilo? Ma a che serve uno cosi?

Sono passati dieci giorni. Non ha detto ancora una parola che sia una.

E dov'e' andato a finire il presidente della provincia di Chieti Enrico di Giuseppantonio? E quello della provincia di Pescara, Guerino Testa? E l'assessore all'ambiente della provincia di Chieti, Eugenio Caporrella? E quello al turismo Remo di Martino? Hanno qualcosa da dire? E il sindaco di Pescara? E quello di Vasto?

E soprattutto, dirlo al Ministro, non alle televisioni o alla stampa per locale, adesso che siamo in tempo di elezioni.

God bless gli abitanti di Puglia. Si organizzano, protestano, bombardano, si arrabbiano. Stanno venti anni avanti agli abruzzesi.

Mi sono ammazzata di lavoro per Ombrina Mare. Non e' mica giusto.

Finche' pendete dalle parole di un Ministro che di ambiente non sa niente, finche' non esigete che chi vi governa faccia i vostri interessi, finche' state alla finestra a guardare, non andiamo da nessuna parte.

Tuesday, April 12, 2011

L'arroganza di Stefania Prestigiacomo

Apro oggi questo articolo del Corriere del Mezzogiorno con le dichiarazioni del Ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

Da cittadino intelligente, impegnato e informato, mi sento offesa e insultata dal suo modo fare e dalle cose che dice.

La nostra eroina esordisce con "tranquilli l'ecosistema che gravita attorno attorno alle isole Tremiti non e' a rischio perche' l'area e' distante sia dalla costa che dalle isole Diomedee".

Scusi, ma chi glielo assicura a lei che non ci sono rischi?

Che lei c'ha la bacchetta magica?

Lei ha un qualche titolo di biologia, di oceanografia, di veterinaria? O forse crede che le gente sta piu' "tranquilla" perche' "l'ha detto il ministro?". Quei tempi sono passati da molto, signora Prestigiacomo.

Ma poi, cosa, lei prima approva queste autentiche porcherie e poi va sui giornali a dire "tranqulli ghe penso mi? " Perche' ha aspettato fino ad adesso dopo che la stampa di tutto il sud si e' scandalizzata, per farsi uscire l'anima?

Dove era lei in data 29 Marzo 2011? Dove era lei ad informare Abruzzesi, Molisani, Pugliesi?
Forse che lei pensava che il tutto passasse inosservato?

Beh, lei si e' sbagliata. Siamo un popolo maturo, numeroso, compatto, sempre di piu' e non le lasceremo trasformare questa nazione in un nuovo golfo del Messico.

La Prestigiacomo poi aggiunge che non si tratta di trivellare a 12 chilometri da riva ma "molto piu' in la".

Visto che non se lo ricorda, glielo dico io: 26 chilometri dalle Tremiti e 40 da Vasto per l'esattezza, caro Ministro.

Lei sa che il disastro della Louisiana e' accaduto a circa 50 miglia, 80 chilometri da riva negli USA e ne soffrono le conseguenze ancora oggi?

Lei sa che lungo le altre rive americane - in California e lungo la costa atlantica - il divieto e' a 160 chilometri da riva per precauzione?

Lei sa che in Florida per proteggere il turismo hanno il limite di 200 chilometri da riva?

Lei sa che nel sistema dei grandi laghi, di una volta e mezza tutto l'Adriatico e' vietato trivellare per non inquinare?

Lei sa che le trivellazioni petrolifere rilasciano tonnellate di materiale tossico in mare, anche in condizioni normali?

Poi come per dire che non ci sono figli di un dio minore, spiega che ha dato concessioni non solo alle Tremiti ma anche a Pantelleria, nella sua Sicilia. Bella roba. Adesso si che siamo piu' felici. Distruggono anche Pantelleria! Mal comune, mezzo gaudio?

Ancora, il Ministero dice:

Avendo la richiesta ottemperato a tutte le condizioni imposte dalla legge - che hanno impedito da un anno a questa parte, il rilascio di molti permessi di ricerca che ricadevano entro le forche caudine della nuova normativa - gli organismi ministeriali non potevano che concedere il permesso.

Come dire, che poverini, non avevano alternative. Avete mai sentito parlare del trattato di Aarhus? Si, quello che ha firmato anche l'Italia e dove si afferma che la gente ha il diritto sacrosanto di sapere e decidere su tempi che riguardano da vicino la propria vita. Abbiamo mandato centinaia di lettere e di osservazioni, ma che vuoi che interessi a voi la vita della gente? Che vuoi che interessi a voi di Aarhus, delle leggi europee, del rispetto?

La cosa piu' buffa di tutte viene infine da questo paragrafo:

"Il via libera alle trivellazioni nell’Adriatico è stato dato in conformità all’articolo 3 del decreto, più restrittivo che esiste in Europa e forse nel mondo perche' le acque fino a 5 miglia dalle coste italiane e fino a 12 miglia dal limite esterno delle aree marine protette e di tutte le altre zone sottoposte a tutela, sono "off limits" per le trivellazioni e per le ricerche di idrocarburi. Prima di questa nuova normativa tale limite non esisteva"

Ma cosa dice! Questa norma FA RIDERE. Arriva tardissimo e con distanze ridicole. Nel 2011 e' inconcepibile che ci mettiamo a costruire pozzi di petrolio attaccati alla riva, cara Prestigiacomo!

Il Ministero continua con l'affermare che "si tratta solo di un permesso di ricerca tramite air gun e che ogni eventuale ulteriore attività dovrà essere sottoposta a nuova valutazione di impatto ambientale".

Il tutto mi fa pensare alla Monaca di Monza, che passettino dopo passettino si fece monaca perche' non ebbe mai il coraggio di dire no.

Che vuol dire sono "solo permessi di ricerca con l'air gun"? Il permesso di ricerca con l'air gun significa che se il petrolio c'e' poi si richiedera' di fare il buco, e poi di mettere una piattaforma
e poi di vedersela quella piattaforma - con petroliere, oleodotti, perdite e porti petroliferi - per i prossimi 20 o 30 anni nel bel mezzo delle Tremiti e di Punta Aderci.

Se non ce la vogliamo quella piattaforma il no deve essere deciso, sincero, ed a monte, non dopo che gli hai dato tutti i permessi.

E poi, non aveva promesso l'anno scorso che le Tremiti non sarebbero state toccate?
Promesse da marinaio? O si e' dimenticata? Oppure lei pensa che ce ne siamo scordati noi?

No, non ci siamo scordati niente.

Gli italiani siamo noi signora Prestigiacomo. Quel mare e' dei pugliesi, e' degli abruzzesi, dei molisani, non del suo Ministero che pensa di star giocando con la vita degli altri.

Ci lasci vivere in pace, e impari a difendere i cittadini e il mare piuttosto che petrolieri venuti da chissa dove.

Friday, March 4, 2011

MOG is sinking fast!



Oil rig and FPSO. MOG wanted to build these beautiful objects 3.5 miles from the Abruzzo coast. Shame on you!

This is hilarious - the people at Mediterranean Oil and Gas can't do simple math!

Back in June 2010, the Italian government passed a law, according to which ALL and ANY oil rig planned within 5 miles from shore, all around Italy, will not be allowed. The ban increases to 12 miles, in the proximity of Coastal or Marine parks.

MOG wants to drill their Ombrina Mare rig off the coast of Abruzzo, complete with an FPSO, an oil processing and storage ship, about 5 kilometers from shore with a mini-desulfurization facility on top of it. The area is close to the Parco Nazionale della costa Teatina and well within the 12 and 5 mile border designated by the law.

The law was passed in the aftermath of the Gulf of Mexico disaster, but also thanks to Italians protesting their government to better protect our waters.

Despite all this, MOG doesn't seem to understand and keeps thinking they can still get away with it. Maybe I have to tell them:

Dear sirs at MOG: 5 miles = 8 kilometers, and that is larger than the 5 kilometers of your oil rigs!
It is crystal clear.

What part of YOUR DRILLING IS ILLEGAL do you not understand?


The people of Abruzzo have spoken, protested and forced their politicians to say no. To this day noone supports the drilling of Ombrina Mare, except those who have vested interests in its construction.

So what business does MOG have, a British company, to still push their agenda?

GIVE IT UP - WE DON'T WANT YOU HERE!
COUNT YOUR LOSSES AND GO SOMEWHERE ELSE!

I know what their problem is, they are about to go bankrupt!

Today an article by Andre Lamberti, in Proactive Investors UK states that MOG is considering a "sale of the company" or the "divestment of certain assets", as suggested by their CIBC consultants, who obviously have no knowledge of Abruzzo, nor do they care.

To them, it is just about money, assets, speculation, drilling, a far away land on a map. To us, it is the beach we go to in the summertime, where the memories of our youth are and that we want to give to the next generation - oil rig free - thank you very much.

According to the same article, the ban has "materially impaired" MOG's ability to raise further funds required to develop its assets, as well as to meet working capital requirements.

They also are asking their loan repayments to be extended past the deadline of September 2011.

In other words: we are driving them bankrupt! They thought they could come here and do as they pleased? You obviously do not know who you are dealing with, sirs!

They continue:

“Negotiations with potential investors are on-going and the company is hopeful that one of the current opportunities will resolve the company's financial position satisfactorily. There can be no certainty that these discussions will result in a satisfactory outcome".

They know it too that they cannot win.

"The company intends to challenge any assessment that the Decree is applicable to Ombrina Mare"

Yeah right - who do you think you are kidding - you are penniless!

Dear Mr. Investor, do the right thing - take your money and run - it is good for your conscience, it is good for your wallet.

Monday, October 11, 2010

Ombrina Mare e' morta



Nota: questi sono i commenti all'indomani della prima vittoria su Ombrina, nel 2010, quando il Mnsitero boccio' Ombrina grazie alle centinaia di osservazioni mandate dall'Abruzzo. 
Poi, nel 2013, la decisone venne rovescaita e Ombrina approvata.
Finalmente nel 2016 Ombrina muore definitivamente, o cosi' pare per adesso.



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Questo e' l'articolo del 2010:


Siamo tutti felici di avere finalmente rispedito al mittente "Ombrina Mare", il pozzo di petrolio con annesso centro oli a mare che la ditta inglese MOG avrebbe voluto trivellare in localita' Rocca San Giovanni, a 5 chilometri dalla riva.

E' una vittoria della gente e nessun politico può in sua coscienza vantare di essere il responsabile di questo importante passo nella difesa dell'Abruzzo costiero, nessuno. In aprile e maggio abbiamo messo su una importante campagna mediatica per mandare testi di contrarietà presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Circa duecento lettere distinte sono state inviate a Roma, in rappresentanza di migliaia di residenti.

I rappresentanti del Ministero, raggiunti telefonicamente, hanno affermato che non era mai successo prima. Oggi il Ministero indica per come primo motivo del rigetto ufficiale di Ombrina Mare, le nostre osservazioni ribadendo che il parere negativo è dovuto ai timori che la comunità ha espresso per lo sviluppo turistico, per il degrado ambientale, per lo smaltimento rifiuti, per il rilascio di metalli pesanti, per le interferenze con la pesca, e la vita animale in zone protette.

Voglio ringraziare tutti quelli che si sono adoperati per questa vittoria e condividere il mio entusiasmo con l'Abruzzo civile anche se lontana. Questa vittoria deve darci fiducia e coraggio per le prossime battaglie - petrolifere, ambientali e sociali. Tutti possono fare qualcosa, occorrono solo impegno e sincerità. Assieme possiamo veramente cambiare le cose che non ci piacciono, in democrazia e trasparenza. La prossima meta è la perimetrazione del Parco della Costa Teatina.

Qui in America direbbero "Yes we can".
 
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La commissione nazionale VIA ha finalmente bocciato il pozzo Ombrina Mare, grazie al decreto Prestigiacomo che proibisce la trivellazione a 5 miglia da riva, entro la quale Ombrina giaceva.

Abbiamo vinto!

Il mio primo grazie va a tutti voi che avete mandato lettere, che siete andati alle manifestazioni, che ne avete parlato con amici, parenti, che vi siete scandalizaati di fronte a questa mostruosita' che ci voleva regalare la MOG.

E non solo Ombrina Mare e' una cosa del passato, la MOG stessa sta per fallire!

Sapete meglio di me che mai e poi mai il pozzo sarebbe stato bocciato se non fosse stato per il nostro attivismo, e per le nostre incessanti proteste.

Io lo so che ora i politici si riempiranno tutti la bocca sbandierando i loro meriti e usando il tutto come capitale durante le prossime elezioni. E va bene anche questo, fa parte del gioco.

Il fatto resta che la vittoria e' della gente, non e' ne di Legambiente, ne della provincia di Chieti, ne del Ministero, ma nostra.

La vittoria e' di Giosue' Guidone che ha continuato a martellare il Ministero tutte le sante settimane, telefonando e non lasciandoli pensare che avrebbero potuto passarla liscia. La vittoria e' di Assunta Di Florio che si e' fatta il giro dei ristoratori e commercianti della zona per mandare osservazioni a Roma. La vittoria e' di Pasquale Cacciacarne che ha fatto lo stesso fra gli albergatori teatini. La vittoria e' di Fabrizia Arduini che e' da 30 anni che lavora per difendere l'Abruzzo. La vittoria e' di Emilio Caravaggio che ha organizzato la prima manifestazione di massa in Aprile, specificatamente contro Ombrina Mare. La vittoria e' di Nicoletta e Filippo D'Orsogna che ancora ringrazio per avermi aiutato in tutte le iniziative che ho cercato di promuovere cosi da lontano.

Ma ora occorre meritarsela questa vittoria, e occorre che tutti si facciano l'esame di coscienza. Io vorrei che questo fosse un punto di partenza - abbiamo salvato il mare dalla MOG ora salviamolo dalla nostra incuranza. Si parte dal basso.

Non si lasciano cicche sulla sabbia.

Non si lasciano rifiuti e cartaccie in spiaggia.

Se vediamo dell'immondizia, cerchiamo di fare un atto di amore, e se non fa troppo schifo raccogliamola anche se non l'abbiamo messa li noi stessi.

Premiamo per il Parco della Costa Teatina.

Premiamo per fermare la cementificazione selvaggia.

Premiamo per depuratori funzionali.

Sono stanca, ma soddisfatta - in tutto questo so che una componente speciale e' stata la mia testardaggine, la mia americanita', la mia voglia di giustizia sociale.

Ad maiora.

Tuesday, October 5, 2010

Mario Rainone? Non Crediamogli!




Compare sul Centro di ieri un articolo di tale Mario Rainone, professore all'universtia' d'Annunzio di Chieti e di Pescara, che in sostanza dice che i pozzi di petrolio vanno bene, sia in terra che in mare.

Dice in che l'Abruzzo e' gia' inquinato dai contadini, per cui continuiamo ad ammazzarlo. Dice che non meglio specificati "ambientalisti" stanno facendo terrorismo psicologico e che da noi in Abruzzo e in Italia niente di male potra' mai succedere.

E che c'ha la sfera di cristallo lui?

Intanto questo Rainone non lo aveva mai sentito nominare nessuno fino a ieri, e la prima domanda che mi pongo e': come mai proprio adesso se ne esce con questo articolo fuoriviante e pieno di inesattezze? C'e' lo zampino di Assomineraria? Della Forest Oil? Della Halliburton? O che forse ci si sta preparando per altre concessioni o per approvare Ombrina Mare? O c'e' odore di consulenze e denaro?

Dice che "le estrazioni petrolifere non sono un rischio per il nostro mare perche’ i giacimenti la nell'Adriatico non hanno pressioni tali da poter creare incidenti."

Pero’ aggiunge che le perforazioni “in caso di incidenti possono essere facilmente raggiunte dai tecnici”.

Allora sono pericolose o no? Incidenti si o no?

La verita’ e’ che nessuno puo’ assicurare con matematica certezza la sicurezza dei pozzi.

Nessuno.

Anche la BP fino al giorno prima dello scoppio garantiva che non sarebbe successo nulla alle loro infrastrutture!

Il Professor Rainone dimentica che proprio in seguito al disastro della Louisiana il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo ha imposto un divieto trivelle a 9km da riva, per precauzione.

Se davvero fosse tutto cosi’ sicuro come afferma il professor Rainone, perche’ il nostro ministero avrebbe approvato questa legge - per me assolutamente insufficiente, ma meglio di niente?

Che dire della California dove vige il divieto di trivellare a 160 chilometri dalla riva? O della Florida, dove il limite e’ di 200 chilometri dalla costa? O dei grandi laghi americani, dove e’ totalmente vietato trivellare, anche se l’intera superficie e’ una volta e mezza superiore a quella di tutto l’Adriatico? O della Norvegia dove i pozzi di petorlio sorgono almeno a 50 chilometri da riva? Il professor Rainone pensa che questi limiti siano messi per sport?

Il "professore" ha dimenticato l’incidente della piattaforma Paguro, nel Ravennate, che esplose nel 1960 a meno di tre chilometri da riva causando la morte di tre persone e rilasciando metano ed acqua per tre mesi, incontrollatamente, creando una colonna di decine di metri di altezza.

Il "professore" non sa che il piu’ grande disastro petrolifero in termini di vite umane e’ stata l’esplosione della piattaforma Piper Alpha, che nel 1988 costo’ la vita di 167 persone nel Regno Unito e che era posto in acque considerate basse, o del caso Ixtoc che scoppio’ in Messico rilasciando petrolio per 9 mesi nel 1979, anche questa in acque poco profonde.

Allo stesso modo il "professore" non conosce lo scoppio di una piattaforma a Santa Barbara, anche questa in acque basse, che nel 1969 causo’ l’inquinamento di tutta la costa e dopo il quale nessuna piattaforma e’ stata costruita lungo la costa pacifica americana.

Soprattutto al "professore" manca una visione d'insieme e non dice che secondo i piani petroliferi META' del la nostra regione e' da diventare un distretto minerario.

Non staimo parlando di un pozzo - qui si vuole trivellare lungo in lungo e in largo lungo tutta la costa! Si vuole installare un cosiddetto centri oli a mare, una nave gigante per la raffinazione a 9km da Rocca San Giovanni in bella vista sul litorale teatino, con inceneritore incorporato ed attivo 24 ore su 24. Mica queste sono bazzeccole!

Gli FSPO non sorgono cosi vicino alla costa in nessuna parte del mondo occidentale! Anche qui, il "professore" non sa della Maersk Ngujima-Yin danese che sottoposto a tutte le perizie per accertarne la sicurezza scoppio’ esattamente un anno dopo!

Il "professore" dimentica che a regime le piattaforme rilasciano tonnellate di inquinanti nel mare che hanno ripercussioni sulla salute dei fondali, dei pesci, delle persone che mangiano quei pesci e che nuotano in quei mari.

Lo afferma il governo Norvegese sulla sua pagina ufficiale dedicata al tema dell’ambiente e non "gli ambientalisti" che fanno terrorismo psicologico.

Rainone passa poi alle trivellazioni su terraferma e afferma

che arrivare ad evocare scenari come il Vajont è puro terrorismo psicologico. Le norme di sicurezza adottate nel nostro Paese sono molto severe. Non è un caso se, da quando l'estrazione di idrocarburi è attiva nelle nostre aree, non si siano mai verificati incidenti.


Questo e’ falso. Il pozzo di petrolio di Trecate, in provincia di Novara, e’ scoppiato per ben due volte. La prima esplosione, la piu grave nel 1994. Piovve petrolio per tre giorni, i campi e le risaie furono impraticabili per oltre un decennio, e vennero intaccati oltre 100 chilometri quadrati di territorio con conseguenze econmiche devastanti per gli agricoltori della zona. Una seconda esplosione, meno grave, nel 2006.

Come per gli esempi in mare, le esplosioni sono rare ma che ne basta UNA SOLA, per distruggere tutto. E come gia’ detto non ci sono solo gli scoppi, ma tutti gli altri effetti nefasti che l’ENI e le ditte petrolifere portano alle comunita’ in cui si insediano. Basta guardare il caso Basilicata, dove 15 anni di trivellazioni hanno portato a sorgenti idriche inqunate, dighe di acqua potabile inquinate da scarti petroliferi, petrolio nel miele, campi decimati, tumori in forte aumenti.

E’ questo il vero scenario delle trivellazioni e non solo il rischio di scoppio. Lo scoppio si vede e fa rumore, la morte progressiva e lenta no.

Per quanto riguarda “lo scenario Vajont” e’ stata la Forest Oil – ditta americana che vorrebbe trivellare ai piedi del lago di Bomba – a parlare per prima di questi rischi in un comunicato del suo dirigente per gli affari esteri, Ronald Brown che esplicitamente citava questa possibilita’. E’ stato lo steso brown a ricordare che la stessa ENI ha deciso di non trivellare ai piedi del lago di Bomba, oltre 40 anni fa per I gradni rischi di frane e smottamenti. In questo caso dunque, il terrorismo psicologico l’ha fatto la Forest Oil e non certo le persone che si ergonno in difesa dell’ambiente per il beneficio di tutti, anche del Prof. Rainone.

Infine, il professor Rainone conclude con un affondo sui contadini – classe cosi spesso trascurata e poco rispettata in Abruzzo accusandoli di

un uso sconsiderato di concimi e diserbanti in decenni di attività agricole.


Caro Rainone, qui non stiamo giocando a chi distrugge l’ambente di piu’. Se lei avesse davvero a cuore l’Abruzzo, si farebbe portatore di una campagna per sensibilizzare i contadini ad un uso piu rispettoso del territorio, e non certo usare l’uso di concimi come paravento per invocare una devsatazione ambientale ancora maggiore. Mi aspetterei da un accademico di voler migliorare la societa’ in cui vive, e non di avvallarne la distruzione.

Il "professore" conclude con un invito ad un incontro scientifico. Bene, ci sto. Se vuole un dialogo vero e non semplice propaganda, concordi con me luogo e ora, e sono sicura di smontare tutte le sue tesi.

In questi tre anni in cui leggo, viaggio, parlo, studio il tema del petrolio non ho ancora trovato una sola comunita’ che sia felice di ospitare l’industria petrolchimica nei suoi mari, nelle sue terre. Una sola non l’ho trovata.

Agli Abruzzesi onesti e intelligenti invece posso solo ribadire quello che ho scritto nella pagina informativa comparsa sul Centro in data 28 Agosto 2010: Non crediamogli.