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Saturday, February 27, 2016

Le lezioni del Bhutan sui cambiamenti climatici: riforestazione, biodiversita' e neutralita' CO2


"We are now nurturing the plants as if we are nurturing the little prince"

In Bhutan ci vivono 800,000 persone.




Qui il Bhutan e i cambiamenti climatici

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Fra i vari impegni che i delegati della conferenza sul clima di Parigi hanno sottoscritto quello di essere climate-neutral, cioe' che tanta anidride carbonica dovra' essere emessa quanta ne verra' assorbita.

Ed ecco allora la storia del Bhutan, il regno remoto e misterioso dell'Himalaya che ha gia' fatto questo
e che promette di fare molto di piu' per il clima.

Quasi i tre quarti della superficie della nazione sono coperte da foreste, con fiumi e cime innevate. La scorsa estate il Bhutan ha deciso di volere riforestarsi ancora di piu' e quindi in un ora hanno piantato 50,000 alberi,  finendo pure nel Guinness World Record.  In questo momento il paese non solo e' un assorbitore di CO2, ma ne e' il principale del mondo: assorbe tre volte piu' di quello che la sua popolazione di 700,000 abitanti produce.

Per fare un esempio, il Lussemburgo produce quattro volte piu' CO2 del Bhutan, sebbene abbia una estensione territoriale e una popolazione minore.

Il Bhutan ha promesso di lasciare almeno il 60% del suo territorio coperto da foresta intatta "in perpetuo".

Perche' fanno questo? Perche' si sono resi conto che essendo alle pendici dell'Himalaya, sono molto vulnerabili ai cambiamenti climatici, a irregolarita' nelle precipitazioni, a eventi estremi, e quindi e' nel loro interesse nazionale fare del proprio meglio per mantenere gli equilibri climatici e per promuovere azioni di salvaguardia dell'ambiente sulla scena internazionale.  Le montagne sono sempre piu' calde, i monsoni non arrivano in tempo, e quando invece arrivano sono devastanti per l'agricoltura perche' fuori stagione,  portando con se inondazioni.

Oltre alle "agro foreste" il Bhutan cerca di incentivare l'uso di mezzi pubblici, e anzi hanno tasse molto elevate sulla proprieta' di automobili a benzina. La maggior parte dell'energia del paese arriva dall'idroelettrico e il calo delle nevi e l'aumento della temperatura porta a molte preoccupazioni qui: se i ghiacciai coninuano a scomparire, non solo si teme per l'instatabilita' delle popolazioni a valle delle montagne, ma anche di cambiamenti drammatici nell'erogazione dell'energia da idroelettrico.




Vogliono anche presevare la biodiversita' della nazione perche' questo ha benefici reali o di immagine per l'agricoltura, per i servizi e anche per l'attrazione internazionale collegata ad un ecosistema sano. Cioe' ci fanno bella figura e questo porta anche a ritorni economici.

1 comment:

carlos mario mungo said...

Interessantissimo articolo 🙏:-)