L'hanno fatto in Francia. Una nuova legge approvata oggi 20 Marzo 2015 impone a chi costruisce edifici nuovi in zone commericiali di coprire i tetti con piante o pannelli solari.
Questo perche' ovviamente i pannelli solari generano energia ed i tetti "verdi" possono meglio isolare gli edifici, e ridurne l'energia per riscaldarla o per raffreddarla. I tetti verdi sono anche utili per favorire la biodiversita' in aree urbane e per dare a uccelli, api e altri animali ed insetti un angolo di natura nel mezzo del cemento.
La legge non e' perfetta, perche' gli attivisti di Francia avrebbero voluto che la legge si applicasse a tutti gli edifici del paese, non solo a quelli commerciali, ma e' un inizio, come sempre.
Diversi paesi hanno gia' questi tetti verdi: in Germania ed Australia sono abbastanza diffusi e la citta' di Toronto ha una ordinanza simile che obbliga ad installare tetti verdi sia su edifici che su industrie.
E in Italia?
In Italia siamo troppo impegnati con lo Sblocca Italia e i buchi e il prendere in giro i cittadini e fare il gioco degli affaristi per fare cose nobili e semplici allo stesso tempo. Vero Matteo Renzi? Vero Gianluca Galletti?
Vediamo dove vogliono arrivare con queste trivelle dei miei stivali.
Anzi gia' lo so. Ovunque, ma non nelle loro citta', non vicino alle loro case.
eccoci qui, al capolinea petrolio. E' tutto nelle sue mani adesso, che le piaccia o no. Sono almeno otto anni che in Abruzzo si parla di trivelle, dal Centro Oli ad Ombrina. E se di petrolio si parla solo in questa regione e non se ne vivono ancora miasmi, fiammate e acque inquinate e' solo per la resistenza eroica del popolo d'Abruzzo.
Di strada ne e' stata fatta tanta: dal primo gruppetto di residenti di Tollo riuniti nel Comitato Natura Verde, alle manifestazioni a cui mai avevano partecipato cosi in tanti, fino ad arrivare agli incontri
internazionali all'Unione Europea, a cui ho avuto l'onore di partecipare.
La societa' civile poteva fare di piu'? Certo. Potevo fare di piu' io? Certo. Si puo' sempre fare di piu'. E infatti, sono sicura che ci saranno presto manifestazioni, eventi, parole e dibattiti. Alcuni saranno
sinceri, altri opportunistici.
Ma resta il fatto che stringi stringi, tutto dipende da lei, perche' e' lei che ci rappresenta presso le istituzioni centrali, ed e' lei che ha liberamente scelto di farsi interprete della voce del popolo d'Abruzzo. In questo caso, la voce e una sola: nessuno vuole Ombrina Mare.
Lei arriva sulla scia dei terribili fallimenti di Gianni Chiodi, la cui piu totale incapacita' di prendere decisioni e di essere proattivo ha fatto si che non si potesse arrivare alla parola fine gia' nel 2010,
quando il Ministero dell'Ambiente decreto' la prima bocciatura di Ombrina. E poi ci sono stati i fallimenti di Giovanni Legnini il cui atteggiamento ponziopilatesco ha solo rabbonito gli animi momentaneamente. Invece di lavorare per il no ad Ombrina e la chiusura vera di tutti i mari italiani entro le 12 miglia, mentre era sottosegretario del ministero dell'economia, ha semplicemente tirato fuori la storia dell'AIA, prendendo tempo e lasciando la patata bollente ad altri - incluso lei. E potrei citare altri che secondo me sono stati venditori di fumo, dell'uno e dell'altro schieramento politico, Fabrizio Di Stefano, Stefania Pezzopane, Mauro Febbo, tutti bravi a fare comunicati stampa ed incapaci di far valere le ragioni del buon senso per l'Abruzzo e per il resto d'Italia.
Ma questa e' la storia passata. La storia futura e' quella che scrivera' lei.
Un sacco di gente mi scrive sul "cosa dobbiamo fare adesso".
Beh, la risposta, secondo me, e' una sola.
Lei, Luciano D'Alfonso, deve fare tutto cio' che legalmente e' possibile contro Ombrina usando tutti i canali istituzionali. Ricorsi, riesamini, appelli. Tutto. Ma soprattutto, deve tirare fuori tutta la sua grinta, la sua caparbia, la sua volonta' e deve fare di Ombrina la sua missione personale. Lo sappiamo tutti che le partite in Italia si giocano dietro le quinte. E' li che i petrolieri e gli speculatori, in una democrazia debole come quella del nostro paese, hanno via libera. E' li che fanno i patti del diavolo con i politici che solo menti malate possono concepire.
Ed e' li dove noi popolo non possiamo arrivare. Ma lei si. Non basta che i suoi sottoposti facciano affermazioni qualunquiste alla stampa sul "continuiamo la lotta". Lei deve mettersi li in prima persona e spendere tutto quello che ha, chiamando Matteo Renzi, Gianluca Galletti, quelli del Ministero dell'Ambiente, chiunque possa avere voce in capitolo, e li deve chiamare tutti i santi giorni, li deve ossessionare su questa storia che Ombrina non s'ha da fare. Deve esigerlo.
Deve andare su tutte le testate giornalistiche e in tutte le trasmissioni televisive nazionali a denunciare lo scandalo di Ombrina - ambientale e democratico. E lo deve fare con ardore, con passione. Si deve vedere che lei e' un cittadino scandalizzato e innamorato dell'Abruzzo, per il quale non possono esserci compromessi o prescrizioni, e non un politico tuttappostista. Si deve vedere che lei ci tiene. Deve essere uno di noi che parla, PD o non PD.
E lo so bene che qui ci sono i giochini della realpolitik, gli stessi che hanno fatto di Chiodi e Legnini delle caricature patetiche di statisti e che li faranno ricordare come mediocri. Ma questo e' il prezzo da pagare se si vuole essere memorabili e non canne al vento.
La democrazia, in teoria, funziona che gli interessi del popolo vengono prima di ogni altra cosa. Essere governatore significa non solo avere accesso ai privilegi, significa fare le cose difficili per il bene di tutti. Tutto l'Abruzzo e' indignato adesso. Spero che lo sia anche lei e che sappia incanalare questa indignazione verso chi queste cose le decide.
La responsabilita', adesso, e' tutta sua.
E se lei si spendera' per Ombrina senza accettare nessun compromesso, la gente non potra' altro che amarla e rispettarla. Ho dato tutto quello che avevo con il petrolio, fra mille rinuncie e sacrifici. Gliel'ho preparata l'opinone pubblica con tutta la professionalita' di cui sono capace, giorno dopo giorno, smontando tutte, ma proprio tutte, le pseudoragioni dei petrolieri. A lei spetta adesso prendere tutta questa consapevolezza e trasformarla in vittoria, per i nostri polmoni, per la nostra democrazia e perche' e' giusto cosi.
Non lo so come andra' a finire. Ma finche' l'ultimo bullone non sara' montato, si puo' combattere. E si deve combattere per vincere, non per sceneggiatura.
Questo onore e questo privilegio spettano adesso, per primo di tutti, a lei, Luciano D'Alfonso.
Grazie Lucio. Mi ci volevano proprio queste parole. Mi ci vorra' un po di tempo ancora. Mi sono vista tutto andare in frantumi l'altro giorno. Grazie del tuo affetto, le tue parole sono state fra le cose piu' belle che mi sono arrivate in questi giorni, e mi hanno fatto sentire utile e che mi vuoi bene.
Il meteorite mi ha fatto sorridere.
Ciao!
MR
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Carissima Maria Rita,
e' da molto che non ci sentiamo. Mi dispiace non averti potuto scrivere prima, ma sono stato preso da un mare di impegni. Ho piu' volte pensato di scriverti ma poi e' sopraggiunta un'altra cosa che dovevo fare urgentemente.
Stamattina ho visto quello che è successo per Ombrina. La cosa, anche se non mi ha sorpreso, mi ha amareggiato TANTISSIMO. MI SPIACE di piu' per te che ci hai messo l’anima per portare avanti questa lotta perdendo sette anni del tuo tempo.
Dico tempo perso perché è un modo di dire, il tempo impiegato in queste cose , a prescindere se vanno bene o male, è tempo guadagnato in stima e rispetto di se stessi.
Mi rendo conto che ora sei parecchio giù, ma permettimi di farti una critica, non puoi dire che sei stata sconfitta. Almeno non puoi dirlo, se il motivo è che una cinquantina di teste di CXXXO, che insieme formano la CTVA, ha dato parere positivo al progetto Ombrina. Si sapeva che prima o poi avrebbero dato l’OK. Consentimi, il fatto di averli rallentati per sette anni, se non è una vittoria è senz’altro una grossa soddisfazione. E poi, in questi sette anni hai risvegliato una coscienza in molte persone che senza di Te avrebbe continuato a dormire.
Ora molti programmi TV (Presa Diretta, Report, Scala Mercalli etc..) parlano di questi problemi ed il merito è Tuo. Magari questo non te lo riconoscerà nessuno, ma stai tranquilla che è così.
Se una persona, nel 2011, non sapendo che pesci pigliare, non si fosse imbattuta nel tuo blog, ora molto probabilmente la XXX avrebbe già finito di perforare da tempo, ed invece al momento ha un ricorso pendente al TAR. Stessa cosa dicasi per YYY. Anche per YYY la CTVA ha dato parere positivo, nell’agosto 2013. E’ passato più di un anno e mezzo, quasi due, ma ancora non è uscito il Decreto VIA (Decreto che sto aspettando con piacere che esca). Un motivo ci sarà.
Buona parte di quei pochi progetti bocciati sono stati respinti dal Ministero non dalla CTVA.
Tempo fa te l’avevo detto, se un meteorite simile a quello che provocò l’estinzione dei dinosauri dovesse essere valutato dalla CTVA, stai tranquilla che il parere sarebbe: Positivo con Prescrizioni. La stessa 152/2006 (la legge sulla VIA) non prevede specificatamente una bocciatura, parla sempre di approvazione con eventuali prescrizioni.
Col perdurare del costo del petrolio ai livelli attuali, parte di queste Società andranno in fallimento. Non credo che tutti i progetti approvati saranno realmente realizzati.
Sono sicuro che ti riprenderai presto da questa battuta di arresto. Il sole della California sarà pure molto bello, ma dopo tempo anche lui provoca delle scottature.
E’ sera nella comunita’ indigena di Fort Chipewyan, in Alberta, Canada. Il sole tramonta lentamente sul fiume Atabasca. In parte e’ ancora ghiacciato e coperto di neve. Sui banchi del fiume c’e’ la foresta e la vita che ospita. In questo piccolo villaggio di 1300 persone l’unico ristorante offre carne di caribou, spezzatino con carote e spezie o merluzzo con erbe locali.
Tutto perfetto, eh? E invece no. Tutto quello che si mangia qui non e’ frutto della caccia, pesca e dell’agricoltura locale come lo e’stato per secoli e secoli in una comunita di “First Nations”. E’ tutto importato.
Perche’? Perche’ e’ tutto inquinato. Animali, pesci e piante.La gente lo sa da tanto tempo, in modo aneddotico, perche’ i tassi di tumore sono in aumento, specie per quello del dotto biliare o il cancro cervicale, prima d’ora considerati rari. Secondo chi vive a Fort Chip i tassi di tumore sono aumentati vertigionasamente negli scorsi 30 anni. Gli anziani non ricordano cosi tanti morti di cancro in tutte le loro vite. Negli scorsi mesi sono arrivate anche le prove ufficiali.
I risultati? Ci sono tassi superiori al normale di idrocarburi policiclici aromatici, arsenico, mercurio, cadmio e selenio nei tessuti dei reni e del fegato di alci, papere, pesci, castori e muskrats, emessi durante l’estrazione e la lavorazione del bitume dalle Tar Sands. Il rapporto e’ stato peer-reviewed, e i fondi per realizzare gli studi sono arrivati da enti governativi indipendenti non collegati all’industria del petrolio.
Su 94 persone intervistate 20 sono stati colpiti da una qualche forma di cancro.
Si conclude che le estrazioni petrolifere qui “compromettono l’integrita’ dell’ambiente e della vita animale, che a loro volta portano a conseguenze negative per la salute dell’uomo ed il suo benessere.”
Il governo Canadese, che incassa miliardi e miliardi di dollari con le Tar Sands, ha lungamente contestato che la vita selvatica potesse essere contaminata. Dicono che i tumori di Fort Chip sono naturali e che potrebbe anche essere colpa del fumo di sigaretta.
A noi non parra’ granche’, ma il fatto di non poter andare a caccia e a pesca ha causato profondi problemi sociali a Fort Chip, perche’ li ha sradicati dalle loro tradizioni e dal loro vivere in simbiosi con la natura. Non si insegna piu ai giovani a pescare, a mettere le trappole per gli animali. Alcuni continuano a mangiare cio’ che catturano, ben sapendo dei rischi alla salute. E siccome caccia e pesca erano anche fonte di reddito, sono scomparse anche quelle. I residenti di Fort Chip hanno pian piano inziato ad interessarsi ad altre attivita’, che ironicamente sono spesso di servizio ai petrolieri, perche’ non c’e’ niente altro da fare. Allo stesso tempo, i costi sono qui esagerati, tutto arriva per via aerea, perche’ le strade sono spesso ghiacciate. Un sacco di patate costa circa 15 euro.
Nessuno sa qual’e’ la risposta o ha il coraggio di pensare all’unica risposta possibile: fermare la follia e farli pagare fino all’ultima lira di bonifica ambientale.
Quando uno governa, la responsabilita',
delle decisioni che si prendono ,
che gli piaccia o no,
e' sua.
Non votiamolo mai piu.
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Oggi 9 novembre 2015 in una concitata riunione presso il Ministero dello Sviluppo Economico, la conferenza dei servizi ha approvato il mostro Ombrina Mare.
Saremo i primi nel mondo civile ad avere una FPSO a 9km da riva. Esultano investitori, esulta Sergio Morandi.
E' ovviamente uno schiaffo alla democrazia, ma ad una democrazia malata gia' in partenza.
Luciano D'Alfonso non ha mai pronuniciato una iota a favore del mare d'Abruzzo. Dopo le elezioni non credo abbia mai neanche pronunciato le parole "Ombrina Mare". Che razza di governatore e' uno cosi? Matteo Renzi non sa neanche cosa vogliano dire le parola ambiente e coerenza e democrazia, e questo l'ha dimostrato mille volte. Un sacco di altri politici che si occupano di Ombrina come gli capita, e che non fanno niente ne prima ne dopo il loro mandato e a volte neanche durante. E' evidente che non gli interessa.
Cosa fara' adesso Luciano D'Alfonso? Dira' finalmente qualcosa? Andra' in TV a dire che Ombrina e' uno scempio? Spieghera' alla gente che l'ha votato che gli UFO invece si faranno? Spieghera' perche'? Gli interessa del mare d'Abruzzo? Non si vergogna? Secondo me non fara' niente, perche' non gli importa niente, perche' non ama niente.
A che serve essere in favore di un referendum nazionale anti-trivelle se non muovi un ceppo per le trivelle a 5 chilometri dal tuo mare?
O sperano che il referendum arrivi quando non ci sia piu' niente da referendare e quindi, e' il solito specchio per le allodole?
Lo so che in Italia c'e' la moda della responsabilita' diffusa, del "volevo ma non potevo", "si ma pero'", "non si lascia il partito per una decisone sola", "si e' trovato in una cosa piu' grande di lui". Nel mio modo di vedere la vita, anglosassone e logico, non funziona cosi. Il governatore e' pagato fior di quattrini per fare le cose giuste, che a volte possono esser difficili. E un governatore serio, dovrebbe farle queste cose giuste, costi quel che costi. Anche a patto di prendere decisioni diverse da Roma.
E questo vale per tutti. Voglio vedere adesso quanti sindaci, di qualsivoglia partito, si dimetteranno, o avranno il coraggio vero, domani di farsi valere. Ma non l'hanno fatto finora, perche' dovrebbero farlo domani? Si occupano di petrolio solo perche' va di moda, non perche' ci credono.
E tutti i personaggi che si sono susseguiti in questa vicenda, politici e sapientoni, dove sono stati a spiegare a Renzi, Monti, Letta, Berlusconi, l'assurdita' del tutto?
Canne al vento.
E poi la pueritlita' di approvare parchi marini all'ultim'ora e che si accavallano al parco nazionale della costa teatina per far si che i cementificatori possano continuare a cementificare e non perche' gli interessi il mare. Provvedimenti vari pensati a casaccio come "strategemmi" per fermare Ombrina e non perche' abbiano uno scopo *costruttivo* preciso, dubbi personaggi sedicenti ambientalisti che adesso scenderanno in politica e che non sanno neanche parlare l'Italiano e che ripetono ad infinitum le cose che hanno imparato qui. Adesso si fanno pure le guerre fra di loro.
E' alla radice che la pianta e' malata.
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Questo il mio commento dopo l'approvazione del Marzo 2015:
Ombrina Mare e' stata approvata dalla Commissione VIA il giorno 6 Marzo 2015 con "prescrizioni". Lo riporta la stampa locale d'Abruzzo.
Nonostante tutte le balle sulle "valutazioni transfrontaliere" con la Croazia e le belle parole di ministri e funzionari sulla democrazia e sull'ambiente, eccoci qui. Trivelle e nave desolforante a pochi chilometri da riva.
La vergogna principale va alla classe politica, tutta.
A partire da Gianni Chiodi che non seppe muovere una mosca contro Ombrina Mare a suo tempo, per seguire con Gianni Legnini che invece di darsi da fare per il no, e per far rispettare il rigetto gia' decretato dello stesso ministero dell'ambiente decise di "rimandare" le decisioni con questa panzana dell'AIA. Se ne lavo' le mani. E poi le uscite infelici della Stefania Pezzopane. E poi ancora Luciano D'Alfonso che avrebbe potuto essere piu incisivo nelle sue azioni. E ovviamente a tutti i sindaci che si sono opposti contro il parco della costa teatina.
Io ho fatto tutto il possibile. E quindi dopo sette anni di angoscia, di prediche, di sensibilizzazione, incasso e lascio ad altri.
E quindi, adesso fate vobis.
Sono amareggiata, certo. Ma in un certo senso, questa sconfitta mi rende leggera.
Il mio mare, qui a cinquecento metri da casa, in questi giorni di trenta gradi di sole californiano, e' petrolio-free e posso tornare alla mia vita, senza l'assillo del petrolio.
Beh, intanto dei bellissimi filmati stile istituto Luce per dire che e' tuttapposto. E infatti, uno dei video che si puo' scaricare dal sito inzia con una musica bella, accattivante che ti mette vigore ed entusiasmo.
Poi
arriva la voce di uno di ... Milano? di Brescia? E parla di loro che
coi loro accenti nordici vogliono portare "sviluppo" nel centro
sud-Italia.
Che generosi!
E' Ruggero Gheller, al tempo responsabile del distretto meridionale dell'ENI, ora promosso in altri lidi.
Scorrono le immagini di un bellissimo edificio, tutto ristrutturato, bello, che pare un hotel. La sede del distretto meridionale. Gente intenta a studiare, a pensare, a guardare i file, a studiare, a fare ingegneria per "lo sviluppo nel centro sud Italia".
Traduci: come meglio bucare e ferire quella terra.
Poi arriva Dario Avagliano, Responsabile Geologia Operativa. Con lui un bosco, verde, non toccato da mano umana.
"E' qui che nasce la storia del petrolio in Basilicata."
Altri alberi. Altre foglie.
Secondo lui il petrolio sgorga naturalemente nei fiumi, anzi era gia' nelle sorgenti, e i locali lo usavano come prodotto di cosmesi, cicatrizzante. Era un "prodotto naturale" per usi medici.
Oh certo, se lo mangiavano pure il petrolio!
Mmh. Che balsamo.
E poi arriva il principe azzurro, per loro. E cioe' l'Agip che con i suoi pozzi e il Centro Oli viene a svegliare la bella addormentata lucana, con pozzi, progresso e trombe roboanti.
Si passa al responsabile del Centro Oli Gianluca Massari. Dice che il mostro sputafiamme serve per portare greggio e gas "alle condizioni giuste" per la
vendita e per preparare l'acqua per la reiniezione in un pozzo.
Acqua? Veramente e' solo banale acqua? E di quale pozzo di tratta? Dove? Vicino a casa di chi?
Suvvia, siamo nel 2015, cara ENI, non ci crede piu' nessuno a queste favole dell'innocente pozzo con acqua minerale. E poi se e' solo acqua, perche' la dobbiamo reiniettare sottoterra?
Perche' non ce la possiamo bere? Perche' anzi, non ve la bevete voi, e
non ci facciamo un qualcosa di ancora piu' sostenibile? Dal pozzo alle
vostre pancie. Chilometri zero!
Forse perche' in mezzo a quell'acqua c'e'
monnezza di vario genere che andate poi a riseppellire? Ma e' evidente che questo non si puo' dire perche' non fa parte della favola che si cerca di raccontare. E ovviamente non c'e' neanche una parola sull'idrogeno solforato e sui miasmi frequenti che la gente li vicino deve sopportare.
E ovviamente in base "agli accordi" del 1998 ci vogliono ancora piu' linee e pozzi. Come se questi accordi fossero vangelo. Ad ogni modo, questa quinta linea, secondo Nicola Allegro, responsabile operazioni del distretto meridionale, in base "agli accordi" poteranno a nuove tecnologie che porteranno ad abbattere le "gia' basse" emissioni in atmosfera. Tutto sara' realizzato entro il 2015.
Evviva!
Poi arriva Roberta Angelini, responsabile per la salute, sicurezza e per l'ambiente che ci spiega che
Hanno reti di controllo ambientale, punti monitoriaggio, monitoraggio di aria, suoni, acque superficiali e profonde. e la microsismica. E' tutto fatto in tempo reale, e certificato dall'ARPAB e poi trasferiti all'osservatorio della Val D'Agri tramite un sito internet come ci spiega Vincenzo Lisandrelli, coordinatore ambiente. Questi dati vengono poi diffusi al pubblico della Val D'Agri.
Si, a parte quando no.
Domanda: Arpab e osservatorio Val D'Agri hanno mai riportato anomalie? E tutte le volte che anomalie ci sono state, come ammette la stessa ENI, cosa ha raccomandato, detto o fatto l'Arpab e l'osservatorio? Perche' ogni tanto le centraline sono spente?
E poi si torna alla sicurezza e all'impegno ENI in questo senso. La sicurezza e' "una priorita'" dell'ENI: formazione ed informazione per prevenire i rischi. Notare che mentre parla la Roberta, nel sottofondo ci sono ninfee verdeggianti e non trivelle.
Arriva un ragazzo giovane che fa anche tenerezza con il suo cappello ENI e che dice che il suo corso di formazione e' durato otto mesi, di cui sei in affiancamento ad altri operai e che ora lavora in sala controllo. per
Torna Gheller. "ENI impiega 350 risorse" di cui circa il 60% lucani. I numeri sono in crescita, con altre 50 persone assunte nel solo 2013 "tutti giovani, tutti lucani". Tutti disperati.
Arriva la cosa piu vergognosa secondo me, la professoressa Maria Carmela D'Elia, insegnante di matematica e fisica del Liceo Scientifico di Marsico Nuovo.
Veramente vergognosa.
Parla del progetto "scienza in classe" del portale ENI scuola - con lezioni multimediali di fisica e di scienza in generale per i suoi studenti.
Cara Maria Carmela, la scienza e' per prima cosa indipendente. Non si asserva all'ENI, non si vende per un programma multimediale, non si piega alle cose storte. La scienza e' una cosa sacra e pulita e non qualcosa di manipobile per farci il lavaggio del cervello alla gente.
Ma le mamme possibile che non si lamentano?
Ed ecco qui il risultato di questo brainwash: arriva un ragazzino, di quindici, sedici anni, che dichiara che e' stato tutto molto interessante perche' grazie a questi progetti lui ha potuto sapere "esattamente cosa succede realmente dentro al centro oli, tecniche ed accorgimenti che ci sono."
Sapere come funziona il centro oli fa parte del curriculum scolastico?
Evidentemente si. E' come se invitassero la Marlboro a spiegare cosa c'e' dentro le sigarette. Cosa possono dirti? Che e' tutto aromatico e salutare, no?
Infine arriva Elana Ruggieri, diretore consorzio turistico Calvello che ci informa che da anni sono impegnati con il "turismo didattico" e che cercano un riscontro tangibile su quello che fanno per far "conoscere il nostro territorio in tutti i suoi aspetti - energia immersa in un ambiente di straordinaria bellezza."
Cioe' pozzi che sputano veleni in mezzo alla natura e fiaccole sulfuree in mezzo ai vigneti.
Come per tutte le cose basta crederci.
La musica continua a scorrere con tutti i dati - lavoro e formazione, 2900 persone che lavorano con il petrolio, 1.16 miliardi di euro versati, 104 mila barili al giorno.
Arriva il tramonto rosso e fiammeggiante ed il video si chiude.
Le fiammate del centro oli non si sono viste, le carpe morte del Pertusillo nemmeno, la petrol-monnezza a Corleto Perticara neanche. Del fatto che la Basilicata e' sempre fra le top three piu poveri regioni d'Italia nemmeno.
The First Amendment to the Constitution of the United States of America
Questo blog rappresenta mie opinioni personali. Viene scritto negli USA, dove il primo emendamento alla costituzione recita:
CONGRESS SHALL MAKE NO LAW RESPECTING AN ESTABLISHMENT OF RELIGION, OR PROHIBITING THE FREE EXERCIZE THEREOF; OR ABRIDGING THE FREEDOM OF SPEECH, OR OF THE PRESS; OR THE RIGHT OF THE PEOPLE PEACEABLY TO ASSEMBLE, AND TO PETITION THE GOVERNMENT FOR A REDRESS OF GRIEVANCES.