.

.

Friday, November 26, 2010

Petrolieri, non crediamoci - parte 2

Finalmente giunge il rendiconto dell'acquisto della pagina sul giornale contro i petrolieri, del 28 Agosto 2010. Ecco qui l'elenco di coloro che hanno contribuito economicamente. Grazie a tutti, grazie a Fabrizio e Claudio del Comitato Abruzzese dei Beni Comuni che hanno organizzato la raccolta dei fondi.

Come vedete, la cosa triste e' che ne' i comuni piu' direttamente interessati - San Vito Marina, Rocca San Giovanni, Ortona - ne' la provincia di Chieti hanno ritenuto opportuno versare un centesimo. Alcuni hanno detto che non c'erano soldi.

Grazie allora a tutti quelli che si sono dati da fare per rendere questa pagina possibile, alle persone "normali" che li hanno versati generosamente, al comune di Giulianova, Controguerra, Mosciano Sant'Angelo che hanno generosamente contribuito.

Non elenco le cifre numeriche per pudore. Abbiamo raccolto 2145 euro.

Grazie a tutti di cuore, sono stati soldi ben spesi.

Consorzio Vini Teramani
Confesercenti regionale e Assoturismo Abruzzo
Confcommercio Chieti
Comune Giulianova
CIA Teramo
Comune Controguerra Animalisti Italiani
Assunta Di Florio
Carlo Ferravante
Hermes Pittelli
Antonio Malatesta
Filippo D'Orsogna
Comitato Abruzzese Difesa dei Beni Comuni
Comune Mosciano Sant'Angelo
Bed and Breakfast "Il Colle"
Aldo Di Pasqua
Circolo "Il Nome della Rosa"

Thursday, November 25, 2010

On Thanksgiving day


"Remember this. Hold on to this. This is the only perfection there is, the perfection of helping others. This is the only thing we can do that has any lasting value or meaning. This is why we're here. To make each other feel safe."

Open - A. Agassi

Wednesday, November 24, 2010

Giovanni Berghella

Punta Perotti, Bari. E' questo che vogliamo per la costa teatina?


Al consigliere Comunale di San Vito Marina

Giovanni BERGHELLA
nato a Lanciano (CH) il 06/01/1967
eletto il 27/05/2007 e nominato il 29/05/2007
Titolo di Studio: Licenza di Scuola Media Superiore o Titoli equipollenti
Categoria Professionale: Operai Metallurgici

Qualche giorno fa e' apparsa una lettera pubblicata sul sito dell'Associazione La Ginestra a firma di un consigliere comunale di San Vito Marina, Giovanni Berghella in cui venivo menzionata in relazione all'istituzione della costa teatina. La lettera e' qui:

http://www.associazionelaginestra.it/Deposito%20articoli/Giovanni.html

Non sapevo niente di questa lettera, ne dell'Associazione la Ginestra, e nemmeno del Consigliere Berghella. Qualcuno semplicemente mi ha mandato il link.

Questa e' la mia risposta. L'Associazione la Ginestra non ha nulla da dire, ma si limita a pubblicare. E va bene. Non sono io che devo vivere con Ombrina sotto casa, con il cemento sulle colline, o con inceneritori e nucleare.

Gentile Sig. Berghella,

Ho letto con molta attenzione la sua lettera cercando di cogliere il senso concreto delle sue parole e delle sue critiche nei miei confronti.

Davvero mi sfugge il senso delle sue parole: secondo lei da Italiana residente all'estero non ho il diritto di aderire alla costituente del Parco della Costa Teatina ? E poi essere la prima firmataria e' davvero una colpa ?

Primo firmatario, secondo o terzo... non sono discorsi che mi appartengono. Se lei e/o l'amministrazione di cui lei fa parte, crede nel Parco della Costa Teatina allora aderisca e si dia da fare con noi in uno spirito di cooperazione.

Se invece vuole criticare chi prende inziative, allora continui pure a seminare zizzania. Le mie convinzioni di certo non cambieranno per via delle sue critiche, anzi, ne usciranno rafforzate.

Ho il sospetto tuttavia di essermi imbattuta, per l'ennesima volta, nella politica delle chiacchiere, dei forse, dei distinguo e non in quella della chiarezza.

Se Lei (e/o la sua amministrazione) e' contrario al parco, lo dica chiaramente.

Se Lei (e/o la sua amministrazione) e' favorevole alla piattforma della MOG con desolforatore incorporato, lo dica chiaramente.

Spieghi ai suoi elettori e spieghi il perche' del no o del si al parco, o al petrolio. Saranno gli elettori a giudicare alle prossime elezioni.

In tutti questi mesi in cui ho girato la costa teatina, la stragrande maggioranza delle persone si e' espressa a favore del Parco, come modo per proteggerci da petrolizzatori e da speculatori di vario genere, interessati solo a cementificare San Vito e il resto della costa, come i signori della Pagliaroli group.

Il mio volere il Parco della Costa Teatina e' una conseguenza naturale del mio impegno antipetrolifero, che dura tre anni e che faccio gratis, per amore e senza nessun ruolo ufficiale.

Le ricordo che la sottoscritta e decine di volontari, hanno salvato - per ora - San Vito dalla petrolizazione.

Mi domando invece cosa stesse facendo lei, da consigliere, quando la MOG si portava avanti con il suo lavoro per trivellare la costa davanti a San Vito.

Mi domando cosa stesse facendo lei, quando venne fuori che le macchie di catrame apparse nella spiaggia "Il Turchino" erano effettivamente idrocarburi. Si voleva denunciare il WWF perche' si era chiesto da dove venivano quelle macchie, ma poi si ebbe paura di indagare ulteriormente per
capire se di quelle macchie di petrolio fosse responsabile la MOG. La politica all'incontrario, forte con i deboli e debole con i forti.

Mi domando, se quando la MOG ha depositato gli atti del suo progetto al comune lei si e' preoccupato di leggerseli.

Io si, li ho letti - tutte le 300 pagine, fitte fitte, di notte, rubando il tempo alla mia vita personale e ho fatto lo stesso per tutti gli altri pozzi previsti per la costa teatina.

Da semplice cittadino ho sensibilizzato la popolazione, facendomi il giro dell'Abruzzo, ho espresso il mio disappunto al Ministero, ho incoraggiato la provincia a scrivere i suoi testi, ho aiutato altre persone a fare altrettanto, ho contattato la stampa nazionale e internazionale,
e ho telefonato e scritto email piu' volte al direttore dell'UNMIG, a Roma.

Io sono un semplice cittadino e ho fatto tutto questo, mi chiedo se lei che ha la responsabilita' politica abbia fatto anche una minima parte di tutto cio'.

Mi domando infine cosa fara' o sta facendo lei in concreto per gli altri pozzi che ancora incombono sulla costa teatina e per i quali il Ministero non si e' ancora espresso.

Infine, le ricordo che in California l'ambientalismo e' considerato un vanto e un onore da cittadini e amministratori. In California e' vietato trivellare a 160 km da riva. Abbiamo vietato le buste di plastica, recicliamo il 60% dell'immondizia, non abbiamo inceneritori, la costruzione di centrali nucleari e' vietata per legge, il governo passa incentivi sull'acquisto di macchine elettriche, l'energia verde da lavoro a piu' di un milione di persone e abbiamo le leggi piu' progressiste del mondo riguardo il cambiamento climatico.


Distinti saluti,

MRD

Saturday, November 20, 2010

Pompei, Padania, Pensieri

Ci risiamo con le emergenze. Questa volta tocca a Vicenza e a Pompei. Emergenze diverse, ma legate dallo stesso filo conduttore, la mancanza piu' totale di programmazione, di precauzione, del pensarci prima.

Succede li oggi.

Succedeva l'anno scorso a Messina con le frane che portano via un intero paese costruito senza lasciare fiato ai fiumi che fanno semplicemente quello che madre natura detta loro.

Succedeva qualche settimana fa a Terzigno, dove la gente di Napoli non sa piu' dove mettere la monnezza e cosi si costruiscono discariche improvvisate con una brodaglia di liquami tossici che portano ai limoni-mostri. E se questo e' il fato dei limoni, chissa' che ne e' dei feti e dei polmoni della gente.

Succedeva qualche mese fa a Capri dove non sapendo come fare con i depuratori insufficenti il sindaco decise allegramente di riversare la monnezza in mare.

Succedeva a Sarroch, dove quando piove troppo riversano i contenitori a cielo aperto di monnezza petrolifera direttamente a mare.

Succedeva all'Aquila dove hanno costruito case di pastafrolla.

Sono sicura che ovunque uno si giri in Italia puo' trovare esempi della stessa cosa, la natura che si vendica, le morti bianche perche' la sicurezza e' un optional, monumenti lasicati marcire perche' se sono sopravvissuti per 2000 anni, sopravviveranno pure la settimana prossima.

Passa oggi che viene domani e in qualche modo ci arrangeremo. Solo che qualche volta la fortuna finisce.

In modi diversi, tutte queste tragedie italiche potevano essere evitate se solo ci si pensava prima.

E' questo quello che mi ha spinto all'impegno petrolifero, al volere il parco della costa teatina: la prevenzione. Ci si deve pensare prima, non dopo ai guai. Dopo puoi solo consolare le lacrime di chi perde casa, salute o opere d'arte.

Parlavo l'altro ieri con una mia amica che ha comprato un appartamento qui a LA. Nelle tariffe condominali qui sono incluse anche le riparazioni che avverranno fra 30 anni. Cioe': si sa che fra 30 anni occorrera' rifare il tetto, e cosi qualcuno fa il conto di come diluire i pagamenti sull'arco di 30 anni, inclusi gli interessi in banca, di modo che quando arrivera' il momento di rifare quel tetto (fra 30 anni) i conti saranno apposto, crisi o non crisi e non ci sara' alcuna tassa aggiuntiva.

La programmazione, questa sconosciuta.

Ma di chi e' la colpa? Certo di tutti quelli che stanno al potere e che si arriscono senza pensare al bene del paese. Ma un po e' anche colpa nostra.

Quanti lavoratori in proprio pagano le tasse - tutte? Quante persone chiedono sempre lo scontrino fiscale, dal bar sotto casa fino al dentista o al notaio? Quante volte rispondiamo, si con l'IVA? Quante persone seguono gli iter per le opere comuni nei propri paesi e protestano se vedono cose sbagliate? O semplicemente fanno finta di niente pensando che "tanto e' sempre stato cosi e sempre cosi sara'?"

Forse e' ingenuo pensare che un gesto stupido come farsi fare lo scontrino o protestare cambi qualche cosa, ma e' un punto di partenza. Non si puo' pretendere che tutto funzioni nella collettivita' se continuiamo a pensare al nostro portafoglio, al nostro pranzo domenicale, alla partitella di calcio mentre tutto va in rovina e aspettando che qualcun altro ci salvera'.

Quel qualcuno sei tu.

Ti devi impegnare tu. Ci devi pensare tu al bene comune. Le tasse le devi pagare, e poi devi essere vigile e protestare che quei soldi vengano spesi bene e per cose utili.

Chi controlla cosa sta succedendo oggi a Messina? Chi controlla che ne e' di tutti quei soldi che arrivano dall'UE? Chi controlla che all'Aquila non ci stiano di mezzo mafia e camorra? Chi controlla che il fiume Lambro sia ripulito come si deve?

Oggi sono Pompei, Vicenza, Terzigno. Iera erano Messina e l'Aquila.

Domani e' casa tua.

Friday, November 19, 2010

Gianni Pagliaroli, distruttore della costa teatina


** Per protestare, inviare email a sindaco@comune.sanvitochietino.ch.it **

Grazie ad Andrea Natale e a tutto il comune di Fossacesia per il supporto al parco della Costa Teatina




Ecco qui i nuovi arrivisti. Gianni Pagliaroli, 24 anni, amministratore della Pagliaroli group SRL con sede a Cappelle Sul Tavo, vuole distruggere la costa teatina: una intera collina detta colle Foresta da cementificare e metterci un mega-resort.

Proprio un 24enne con le idee giuste! Ma questo Pagliaroli non vede e non legge che il turismo di adesso non e' il turismo dei mega resort ma della natura, dei trabocchi, del verde? Ma come si sposa il megaresort con un trabocco?

La collina in questione che Pagliaroli vuole cementificare e' immersa nel verde incontaminato, infatti non a caso si chiama Colle Foresta.

Stanno cercando in tutti i modi di far pressione all'amministrazione comunale di San Vito Marina del sindaco Rocco Catenaro. Un comune che lascia molto a desiderare non solo nella difesa dell'ambiente, ma proprio nella mancanza piu' assoluta di idee e di iniziative per la citta', che siano degne del 2010.

San Vito e' il comune che a suo tempo invece di denunciare i petrolieri, voleva denunciare il WWF quando le prove tecniche di Ombrina Mare mandarono catrame sulla spiaggia.

San Vito e' il comune che si e' dovuto implorare per mandare le osservazioni contro Ombrina Mare e che pareva che questa lettera di opposizione dovesse venire dalla Casa Bianca. Era tutto coperto da segreti, permessi, implorazioni. Sono arrivati quasi per ultimi.

San Vito e' il comune che a Gennaio 2010 ad Ortona, per bocca del suo assessore Comini si e' offeso perche' non li avevo inseriti nella lista degli scriventi di osservazioni per Elsa. Sebbene io gliele avessi chieste, non le hanno scritte, ma volevano essere ringraziati ugualmente!

San Vito e' il comune che e' stato a guardare mentre i cittadini di preoccupavano di combattere contro il petrolio e mentre dall'altra parte del mondo qualcuno gli raccoglieva testi, informava la popolazione, chiamava ministeri.

Ora e' il comune che pensa di accettare la distruzione di 200 mila metri quadrati di foresta in cambio di una colata di cemento. Dei visionari!

Fanno schifo. Che dire di Mr. Pagliaroli, 24 enne con le idee degne del 1960. Un altro speculatore. Volete farci qualcosa di buono con quella collina? Fateci un sentiero per le passeggiate, percorsi a cavallo, sistemate il casolare abbandonato per farci mostre, corsi di cucina estiva, corsi di come si tiene un orto, lezioni di pittura, attivita' per i bambini. Comprate una pagina sul Corsera e fate pubblicita' ai romani di venire a passare qui il fine settimana nei tanti bed and breakfast della zona, e incentivatene altri. Oppure quel casolare abbondonato trasformatelo in un albergo mantenendo la struttura cosi' com'e'.

Mai sentito parlare di Santo Stefano di Sessanio?

Queste sono le cose che il turismo di oggi chiede, non certo altro cemento colato a picco e alla cieca.

E' triste - 3 anni della mia vita per fermare il petrolio, e ora Mr. Pagliaroli che vuole arricchirsi speculandoci sopra quel mare liberato dalle trivelle con tanto amore.

Anche qui, ma dov'e' Enrico di Giuseppantonio? Sotto le elezioni parlava di Catalogna d'Italia. La costa della Catalogna, da appena fuori Barcellona fino alla Francia, e' coperta da un parco, e non si possono piu' costruire mega resort di nessun genere.
Lo facevano nel 1970, ora e' vietato.

Veramente questa gente non capisce cosa ha. La ferrovia ci ha salvati da mille mostri, e invece di imparare dagli sbagli degli altri, e di usare il fatto che ora nel 2010 c'e' una sensibilita' diversa, li ripetiamo alla cieca, in cambio di pochi denari.

San Vito come Francavilla. L'Italia. Come siamo indietro, come siamo piccoli, come siamo lontani dal mondo moderno.

Tuesday, November 16, 2010

Salviamo la Basilicata dalle grinfie della Total




Rimandiamo i francesi della Total a casa loro!


**** Se avete un account di Posta Elettronica Certificata si puo' mandare il tutto ai seguenti indirizzi:

Dott. Salvatore Lambiase
Ufficio Compatibilità Ambientale
Dip. Ambiente, Territorio e Politiche della
Sostenibilità – Regione Basilicata
salvatore.lambiase@regione.basilicata.it

E p.c.

Dott. Agatino Mancusi
Assessore Dip. Ambiente, Territorio e Politiche
della Sostenibilità – Regione Basilicata
ass_ambiente.territorio@regione.basilicata.it


****

Questa e' l'occasione per tutti gli italiani per mostrare che non siamo Nimby e se il petrolio non va bene in Brianza, in Abruzzo, in Puglia, in Sicilia o a Chioggia, non va bene neppure in Basilicata. La Basilciata e' la regione che piu' ha sofferto gli scempi delle estrazioni petrolifere ed e' stato il caso piu' convincente per fermare il petrolio da altre parti d'Italia, perche' non e' ne in Kazakistan, ne in Nigeria, ma a nella nostra - supposta civile - Italia.

Ormai siamo collaudati con le osservazioni e per chi volesse dare una mano ai lucani contro ben quattro progetti petroliferi, ecco qui quattro concessioni da contestare.

Gorgoglione - modulo 1

Aliano - modulo 2

Teana - modulo 3

Val D'Agri - modulo 4

Le istruzioni che mi arrivano sono le seguenti:

Il tutto va mandato entro il 24 Novembre 2010 a:

Regione Basilicata
Ufficio Compatibilità Ambientale
Via V. Verrastro
85100 - POTENZA

oppure faxato a 0971 669082

Chiunque volesse cambiare, adattare e integrare puo' modificare il file a proprio piacimento. Per chi avesse problemi economici e vuole mandare lo stesso puo' scrivere tutte le informazioni base a me (i 4 punti di cui sotto) in un email e poi mandero' ai lucani istruzioni per riempire i fax nella maniera appropriata. Ma se potete permettervelo, mandate il tutto dalle vostre citta' di origine che fa piu' scena.

I moduli vanno:

1- compilati con i propri dati personali;
2- firmati in calce;
3- siglati lateralmente in ogni foglio;
4- accompagnati da una fotocopia di carta di identità o passaporto o
patente.

Grazie a Enzo e a Albina per averli preparati!

Saturday, November 13, 2010

Luca Ricciuti



In Italia non c'e' mai da fidarsi di alcun politico e occorre sempre vigilare che le cose siano fatte bene e senza inganno. Anche per quelli "bravi".

Questo vale sempre e in qualsiasi parte del mondo, perche' chi governa ha una grande responsabilita' e deve sempre sentire la pressione di fare le cose per la collettivita' e non per se stesso. In Italia ne vediamo di tutti i colori, anche cose che altrove non sarebbero mai tollerate, e in teoria dovremmo essere ancora piu' esigenti dalla classe politica perche' come categoria partono con la coscienza sporca.

La legge di Chiodi contro il petrolio, che secondo le analisi di Legambiente e del WWF lascia scoperte molte zone ai petrolieri, e' stata ieri presentata da tale Luca Ricciuti alla provincia di Chieti e ad una ristretta cerchia di persone.

Non e' venuto Chiodi di persona - che statista! - ma ha mandato un suo delegato. Proprio un azione coraggiosa.

Gia' qui mi chiedo se non fosse stato il caso di creare una opportunita' vera di dialogo con tutti quelli a cui il tema sarebbe interessato, ma non l'hanno fatto prima, figuriamoci se lo fanno adesso.

Molte persone non ne sapevano niente. Anche a me e' arrivato il tutto solo a cose fatte. Chissa', adesso che si intravede lo spettro delle elezioni, il PdL Abruzzese vuole poter dire di avere fermato i petrolieri!

Ad ogni modo, la cosa grave di questa legge, a parte cio' che mostra LegaAmbiente e WWF, e' che ci sono un sacco di parole ma solo per gli "idrocarburi liquidi".

E perche' mai questo?

Nella mia interpretazione, perche' invece vogliono lasciarsi liberi una porticina e lo fanno con la parolina "liquidi".

Questo vuol dire che per gli "idrocarburi gassosi" si puo' fare quel che si vuole.

Questo vuol dire che per esempio, questa supposta legge non copre il lago di Bomba, dove la Forest Oil vuole estrarre gas.

A quanto pare, Ricciuti ha seguito la seguente logica:

Siccome non si sa cosa si trova sottoterra, e potrebbe sempre esserci petrolio in mezzo al gas, la legge di fatto blocca tutto.

La mia domanda e': ma allora perche' non dirlo dapprincipio? Perche' non lasciare la dicitura "idrocarburi" che rende il tutto generico e davvero copre tutto? Perche' per forza specificare "liquidi"?

Questo rende le cose contorte, aperte all'interpretazione, ai possibilismi, alle eccezioni. E poi, andiamo, ma non sarebbe piu' onesto anche per i petrolieri dirglielo dall'inizio, qui non vi ci vogliamo, gas o petrolio che sia?

Per me e' strabiliante la futilita' della classe politica italiana, che mentre il paese va a picco, si perde in gimkane contorte, possibilismi e un equilibrismo che farebbero invidia a Nando Orfei.

Chiodi e Ricciuti e la loro cricca credono di essere furbi. La cosa interessante e' che proprio in questi giorni la Northern Petroleum ha ripresentato istanze per trivellare il mare della Puglia. La prima cosa che ha fatto Nichi Vendola e' stata di dire alla stampa "No qui non ci venite".

Chiaro e secco.

Voi l'avete mai sentito in TV Chiodi o anche Di Giuseppantonio dire a chiare parole "Qui il petrolio non ci viene?"

Ancora, l'altra sera mi pare di capire che ci sia stata una penosa trasmissione di Rete8 in cui i petrolieri asserivano le proprie ragioni. E chi ci hanno messo come unico rappresentante degli interessi del popolo? Un cittadino normale, animato solo da buoni sentimenti, ma con nessun potere vero.

Perche' non hanno chiamato Chiodi? Perche' non c'e' andato Enrico di Giuseppantonio in televisione? Questo avrebbe dato il segnale ai petrolieri che non e' un semplice contadino ad opporsi al petrolio, o una tipa da oltreoceano, ma e' una regione intera
rappresentata dai suoi vertici.

Paura di mettersi contro i poteri forti, eh? Questa e' l'Italia.

Intanto il resto del mondo ci e' scappato avanti.
Non vedo speranze per questa nazione.