.

.
Showing posts with label flegrei. Show all posts
Showing posts with label flegrei. Show all posts

Saturday, October 28, 2017

Archiviata la malsana idea di costruire un impianto geotermico nella solfatara di Pozzuoli












per la scienza o per le trivelle? 



Uno potrebbe dire: ma come ci hanno solo pensato.

Ebbene si, ci hanno pensato, e hanno pure portato avanti le carte per un po di tempo nell'illusione di trivellare il Vesuvio. Il giorno 26 Ottobre pero' il ministero dell'ambiente gli ha detto (per una volta saggiamente) che la proposta e' stata archiviata.

Si trattava di un impianto geotermico "pilota" nell'area di permesso Scarfoglio, a Pozzuoli, Napoli come proposto dalla societa' Geoelectric ed elaborato dall'ingegner Mario Massaro per conto di una ditta chiamata "ENvironment ENergy ENgineering" con sede a Roma.

Notare che questi studi specializzati in trivelle e tuttappostismi hanno sempre nel loro nome le parole "environment", "ambiente", "green" o "sostenibile". Cosi' per fare meno paura e far passare l'idea che pure le trivelle nelle solfatare del Vesuvio sono tuttapposto!

Qui a Pozzuoli si voleva realizzare un impianto di produzione di energia elettrica alimentato dal "liquido geotermico" estratto da 3 pozzi di produzione e re-iniettato nel sottosuolo in altri 2 pozzi. Oltre a questi bei buchi nel cuore di una zona vulcanica, sismica e instabile, si volevano installare condotte per il convogliamento del fluido geotermico e dell'elettrodotto interrato di connessione alla rete elettrica ENEL.

Cioe' volevano fare un po di alchimia geologica e mettere tutto a soqquadro.

Secondo la Geoelectric, Scarfoglio avrebbe dovuto generare 5MW di elettricita' caratterizzato dall'estrazione e reiniezione dei fluidi dal sottosuolo in condizioni di completa "assenza di emissioni in atmosfera".

Mica scherzano, questa e' alchimia vera!

Il tutto e' iniziato nel 2015 con appunto la Geoelectric societa' a responsabilita' limitata che inizia la procedura per l'approvazione della Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA). Il governo gli dice che vuole delle verifiche ultieriori, con simulazioni numeriche. La Geoelectric aveva tempo fino al 18 Giugno del 2017 per presentarle. Siccome non l'ha fatto, adesso arriva l'archiviazione.

Nel frattempo si era gia' espressa la commissione regionale campana per la VIA che aveva espresso parere negativo perche' mancavano oltre al modello numerico per valutare le perturbazioni all'ambiente dovute all'estrazioni di fluidi dal sottosuolo, anche gli studi sulla sismicita' storica, la valutazione del rischio sismico, vulcanico e sul bradisismo che interessa la zona.

Interessante che invece di parlare di queste cose importanti, come appunto il rischio sismico, vulcanico e il bradisismo, considerata anche l'alta densita' abitativa, nel loro progetto portano avanti un lungo monologo sulla storia della geotermia degli antichi romani e delle terme di Tivoli! Ricordano pure che le terme non furono sfruttate durante il periodo dei barbari e del medioevo, ma che invece ci fu una vera riscoperta nel Rinascimento.

Tutto e' descritto in modo fiabesco e benevolo, con fluidi che circolano, quasi danzanti, rocce permeabili ed accoglienti, entalpia e temperature a piacimento.

La temperatura dei fluidi di Scarfoglio sarebbe stata di 165 gradi centigradi da estrarre caldi e poi reinserire freddi nel sottosuolo. I pozzi sarebbero stati profondi 900-950 metri.

Nel 2015 argomentavano pure che il loro progetto e' “di pubblico interesse” e “di pubblica utilità, indifferibile e urgente” e come tale in teoria gode di alcune facilitazioni in sede di realizzazione del progetto.

Ma di terremoti e di vulcani non si parla!

Notare che i loro "fluidi di lavoro" sono "organici", ma di quale composto chimico si tratti non e' dato sapere.

Avevano pure individuato l'area, vicino a "capannoni dedicati a prevalente attività di vendita di automezzi". Mmh. Interessante. Trivelle e pozzi vicino ai rivenditori di macchine.

Ma poi, chi era questa Geoelectric?

Era una sorta di consorzio fra il gruppo Murena-Zecchina costruzioni, fra le prime 20 ditte italiane di edilizia e 500 impiegati che poi ha cercato di diversificare, specie con il fotovoltaico in Puglia; poi c'era il gruppo Marconi anche questa operante nel settore del fotovoltaico e infine il Gruppo Fiore che si occupa della costruzione di impianti complessi.  Assieme volevano appunto dedicarsi al geotermico.

Chi li avrebbe aiutati ?

Ecco qui:l'INGV, l'istituto nazionale di geologia e di vulcanologia italiano, ente del quale non mi fiderei neanche per un millisecondo.

Vengono introdotti come partner della Geoelectric.

Ma puo' essere che l'INGV si mette intanto ad aiutare una ditta di privati, e sopratutto che solo *pensi* che il tutto sia fattibile? Dove sta il loro senso della prevenzione? Il loro buonsenso? Come possono pensare che sia tuttapposto trivellare tra capannoni di automobili, fra le solfatare del Vesuvio?  Alla fine il progetto e' stato archiviato, ma loro si erano bene incamminati a dare il supporto a questo progetto.

Ed ecco qui che ricompare il nostro amico, il progetto ‘Campi Flegrei Deep Drilling Project' di cui abbiamo gia' parlato e che essenzialmente vuol farci passare l'idea che e' tutto per scopo di ricerca benevola e per amore della conoscenza.

Ah si, solo che guarda caso in tutta questa conoscenza ci vengono fuori le partnership con gli impianti geotermici per generare elettricita' da parte di privati. Certo a scopo di beneficenza e per amore del sapere!

Oltre all'INGV ci sarebbe stata la AMRA che sta per "Analysis and Monitoring of Enviromental Risk". Lo dicono in inglese ma l'acronicmo e' italiano e sta per centro di Analisi e Monitoraggio Rischio Ambientale. Dicono che loro sono specializzati in Early Warning e Rischio Sismico, Vulnerabilità del sistema marino costiero,  Rischio Idro-Geologico, Modelli Multirischio e pure Homeland Security.

Ma.. perche' non parlano in italiano questi? E' ridicolo parlare di Homeland Security! E' cosi difficile dire Sicurezza Nazionale? Bah.

Ad ogni modo con tutti questi consulenti e con tutto questo sapere fa davvero ridere che non siano stati capaci di tirar su un modello di rischio per il progetto medesimo e che anzi, il ministero li abbia archiviati perche' mancano studi numerici sul rischio stesso!

Tuttapposto pero' perche' (non si sa come) questa AMRA sta  partecipando sia al 'Campi Flegrei
Deep Drilling Project' che al `Geothermal Engineering Integrating Mitigation of Induced Seismicity in Reservoirs' con l'obiettivo di "contribuire alla soluzione del problema della sismicita' indotta".

Ma... nessuno gli ha mai detto che basta solo non trivellare in zone sensibili e la sismicita' indotta scompare?

E poi una lunga sfilza di Unviersita' e di progetti, da Panama a Roccamonfina (giuro!), dalla Turchia al Kenya. Pare una specie di sceneggiata napoletana a chi e' piu' importante. Non so perche' mi viene in mente Toto' che legge questi nomi altisonanti tutto orgoglioso e in pompamagna.... "signori e signore il progetto di Roccamonfina"!

Un sacco di bla bla, ma che si tratta di trivellare il Vesuvio non c'e' parola.

Scarfoglio e' stato archiviato ma non e' solo. Altri progetti "pilota" in zona sono "Cuma" (sempre della Geoelectric) e "Forio" e sono ancora in sede di valutazione.

Forio e' prevista per l'isola di Ischia.













Tuesday, July 9, 2013

Trivelle nel Vesuvio


In alto:  Campi Flegrei, Gennaio 2017

In basso: Napoli, 1944 foto del Vesuvio da militari alleati durante la guerra










22 Dicembre 2016 


We propose that magma could be approaching the CDP at Campi Flegrei, a volcano in the metropolitan area of Naples, one of the most densely inhabited areas in the world, and where accelerating deformation and heating are currently being observed  

Giovanni Chiodini, 


[CDP sta per critical degassing pressure]



By a review of all the available data of drillings performed at Mofete, from 1979 to 1987 by AGIP and ENEL companies, and using a numerical simulation (TOUGH2®), we evaluate the thermal and pressure perturbation of the reservoirs, and the possible induced seismicity, due to extraction and reinjection of fluids, at different depths and temperatures. The results are fundamental in planning a sustainable geothermal energy production in urbanized and high volcanic risk areas.


Da Exploitation of geothermal energy in active volcanic areas:
A numerical modelling applied to high temperature 
 Mofete geothermal field, at Campi Flegrei caldera



Precisiamo comunque che si parla di perforazioni scientifiche ad altissima tecnologia - ecco il motivo dei costi - che non hanno nulla a che vedere con le perforazioni che si fanno in altri ambiti di tipo industriale


Da "Perforazione dei Campi Flegrei per studiare il supervulcano"




"possible induced seismicity due to extration and reinjection of fluids"

"These results are fundamental in planning a sustainable geothermal energy 
production in urbanized and high volcanic risk areas"



  

 Their simulation suggested that by drilling between two and four wells to a depth of approximately 2 km (1.2 mi), enough geothermal heat could be gathered to sustain a five megawatt electric plant 

What’s more, since Campi Flegrei’s geothermal activity is spread over an area of around 100 sq km (39 sq mi), the region could potentially accommodate several such plants.

-------




Un articolo pubblicato a Dicembre 2016 su Nature Communication da un gruppo di ricercatori italiani guidati da Giovanni Chiodini dell'INGV di Bologna rivela che i gas che siedono nel sottosuolo dei Campi Flegrei vicino Napoli sono arrivati ad un livello critico.

I movimenti sotterranei di questi grandi volumi di gas ad alta pressione potrebbero scatenare il cedimento delle rocce che li contengono e causare attivita' vulcanica.


–– ADVERTISEMENT ––
L'area e' sempre stata attiva: fin dagli anni 1950 ci sono segni che il vulcano va lentamente risvegliandosi. Anni intensi sono stati il 1983-84, con centinaia di microterremoti e innalzamento del terreno di circa 1.8 metri in due anni. Poi le cose si sono calmate. Dal 2005 ad oggi si osserva di nuovo attivita' nel sottosuolo. La terra si alza di nuovo, piu' lentamente rispetto agli anni ottanta, ma in modo costante. Siamo ora a 40 centimetri in dieci anni. Sciami sismici ed episodi visibili di degassamento idrotermico in superficie sono comuni.

Come per tutte le cose del sottosuolo prevedere esattamente come e quando futuri movimenti dei gas sotterranei, e della terra si svolgeranno, e' impossibile.

E infatti

It is not clear whether this unrest will culminate in an eruption and if it does over what timescale this will occur.
 
Pero', come sempre, la prevenzione non guasta. L'ultima eruzione del Vesuvio ci fu nel 1944, con un ciclo di circa venti anni - questo vuol dire che siamo abbastanza indietro e che la pressione si sta accumulando sotto Napoli da piu di sessanta anni.


Va senza dire che l'area e' densamente popolata con tre milioni di persone.

L'ultima cosa che gli serve e' "lo sfruttamento sostenibile delle risorse geotermiche". E infatti, come scritto sotto, ci sono vari progetti (al momento fermi perche' mancano gli 8-9 milioni di euro necessari) per bucare l'area per studiare il sottosuolo - in teoria. Solo che se un va a vedere ai congressi, e sulle riviste scientifiche si parla spesso, troppo spesso, di sfruttamento (sostenibile, per carita'!) delle risorse geotermiche, e della costruzione di impianti ad hoc.

Secondo i loro calcoli (per amore della scienza, certo!) trivellare dai 2 ai 4 pozzi a circa 2 chilometri di profondita' porterebbe all'estrazione di energia geotermica che potrebbe alimentare una centrale da 5 MW.

Addirittura, l'ENI dice che siccome l'area e' grande, si potrebbero costruire molteplici impianti!

E la sismicita' indotta?

Niente paura. Hanno deciso che al massimo massimo si arrivera' a scosse di magnitudo 2, e nulla piu'.

Ma ... avevano detto che trivellavano per motivi scientifici, per capire cosa accade nel sottosuolo. Se gia' sanno, prima ancora di cominciare, che le loro trivelle porteranno solo a terremoti di magnitudo due, allora vuol dire che gia' sanno tutto del sottosuolo.

Perche' studiare ancora allora?

Misteri italiani.


---- 

9 Luglio 2013




E cosi, siccome hanno pochi problemi in Campania, hanno ben pensato di trivellare anche Napoli.

Si tratta dei Campi Flegrei, per la precisione, una caldera vulcanica che e' tutto quel che resta a ovest di Napoli dopo una serie di eruzioni vulcaniche in era geologica. L'ultima eruzione c'e' stata nel 1538.

Dal 2003 l'area e' un parco nazionale, ci fanno il vino DOC, si possono vedere le fumarole da cui escono vapori, ci sono 24 crateri, fra cui alcuni diventati laghi e la Solfatara, considerata la casa del dio del fuoco, Vulcano.

Ci sono anche subisdenza e del bradisismo, e cioe' il graduale innalzarsi o abbassarsi del terreno a causa di spostamenti di magma nel sottosuolo, che dura da millenni e che ovviamente si accompagna a terremoti di entita' lieve, in generale.

E infatti "bradi" sta per lento, "sisma" per movimento.

L'area di Pozzuoli e' specialmente nota al resto del mondo per questo fenomeno, documentato anche dai reperti archelogici e dalle colonne del Macello Romano. Le bande che si vedono nella foto sono resti fossili lasciati da coralli e molluschi nei tempi in cui le colonne erano sommerse dall'acqua e da cui si puo' vedere il continuo innalzarsi ed abbassarsi del terreno.



Fra il 1968 e il 1972 c'e' stato un periodo di bradisismo positivo, con innalzamento della superficie di 1.7 metri, e poi fra il 1982 e il 1984 di altri 1.8 metri. Quest' ultimo e' stato correlato ad uno sciame sismico, la cui punta piu' elevata fu il terremoto del 1984 di magnitudine 4 Richter. Attualmente siamo in un periodo di discesa del terreno.

Insomma, un territorio affascinante e ballerino.

Bene, adesso a complicare le cose arrivano anche le trivelle.

L'idea e' nota gia' da qualche tempo: trivelliamo fino a 3.8 chilometri sotto la crosta terrestre per "monitorare" le attivita' sismiche del vulcano e per dare "pronti avvisi" in caso di cedimento.

Il programma si chiama Campi Flegrei Deep Drilling Program - CFDDF.

L'area scelta e' nei pressi di Bagnoli e le operazioni sono gia' iniziate.

Uno dei responsabili del progetto si chiama Giuseppe di Natale, dell'INGV, intervistato da Reuters dice che

...The Campi Flegrei, are densely populated and therefore even small eruptions, which are the most probable, fortunately, can pose risks for the population. That is why the Campi Flegrei absolutely must be studied and monitored. I wouldn't say like others, but much more than the others exactly because of the danger given that millions of people live in the volcano.

I campi Flegrei sono densamente abitati e per questo, anche piccole eruzioni, che sono le piu' probabili, fortunatamente, pongono rischi alla popolazioni. E' per questo che i Campi Flegrei assolutamente devono essere studiati e monitorati. Direi non come gli altri, ma molto piu' degli altri, esattamente a causa dei rischi, visto che milioni di persone vivono nel vulcano.


Dicono proprio cosi - vivono "nel vulcano".

Il progetto e' sovvenzionato dall'International Continental Scientific Drilling Programme e pare ovviamente una cosa giusta, monitoriamo fluidi sotterranei e magma, stiamo attenti e allertiamo le popolazioni per tempo.

Ma e' veramente solo per questo grande amore della conoscenza che si fa tutto questo?

E' veramente per allerare il cittadino medio dei rischi e dei pericoli?

Se uno cerca un po, trova un articolo dove viene intervistato lo stesso De Natale, pubblicato su Nature, dove dice che oltre i tremila metri ci si aspetta di trovare fluidi di acqua calda ad alta pressione, e che

Although the technology is still experimental, such fluids could one day be extracted and used in a geothermal plant, with a tenfold increase in efficiency compared to classic geothermy.

Sebbene la tecnologia sia sperimentale, questi fluidi potrebbero essere un giorno estratti ed usati in un impianto geotermico, con efficenza dieci volte superiore alla geotermia classica.

Ah ecco!

E cosi' a Maggio 2012 fanno un convegno sullo "Sfruttamento sostenibile dell'energia geotermica nei centri urbani" .

Notare che in Italia e' tutto sostenibile.

Nei centri urbani!

Anche il sito "www.denaro.it" parla di questo convegno da cui e' venuto fuori che trivellare Pozzuoli e' "un tesoro per la Campania" perche' "vale due centrali nucleari" e che portera' alla trasformazione dell’ex area industriale di Bagnoli in una centrale geotermica all’avanguardia

e che

dal meeting internazionale emergono ulteriori conferme all’ipotesi di sfruttare la geotermia come principale alternativa alle fonti energetiche tradizionali.

Si dice anche che

finora gli unici stabilimenti presenti nel Belpaese sono i 32 impianti della Toscana, ma qui al Sud non se ne conta nemmeno uno. Ritardi dovuti non solo alla scarsa lungimiranza delle classi dirigenti, per decenni sorde a qualsiasi discorso di sfruttamento energetico “non convenzionale”, ma anche a polemiche su presunte catasfrofi ambientali sistematicamente connesse a ogni iniziativa che abbia a che fare con aree a rischio.
E infatti, non per niente sono aree a rischio....

Comunque sara' tutto fatto in tranquillita' perche' ci sono centraline, esperti, sicurezza, controlli, premure, tutto certificato e all'avanguardia.

Tutto bene allora?

Bendetto De Vivo e' invece un docente dell'unversita' di Napoli che dice che le trivelle nei Campi Flegrei portrebbero portare a terremoti, esplosioni e inquinamento, riportando in superficie metalli pesanti e componenti tossiche.

Nel 2009 ci fu un tentativo simile in Islanda dove ci si e' dovuti fermare perche' le trivelle hanno incrociato magma a 2,100 metri di profondita'. Questo e' pericoloso perche' porebbe portare a sciami sismici e il fatto che si sia cosi vicini a un centro urbano rende il tutto ancora piu' preoccupante.

In Svizzera, a Basilea hanno provato a fare lo stesso: pozzo da geotermia in citta'.

E poi...

Poi c'e' stato uno sciame sismico prima ed il terremoto da 3.4 Richter, e la fine dell'avventura da geotermia.

Danni da 9 milioni di dollari.

E in California, dove si voleva fare la stessa cosa, geotermia a 3.2 chilometri sotto la crosta terrestre hanno deciso per precauzione di bocciare il progetto a circa 100 km da San Francisco, perche' in zona sismica e troppo pericoloso.

Ecco, io non so, i dubbi restano, e spero che qualcuno abbia spiegato alle popolazioni che anche se magari i rischi sono bassi, le conseguenze potrebbero essere terribili per Napoli.

Ma... li hanno quantificati poi i rischi?

Perche' non basta dire "e' tuttapposto" ma ci vorrebbero dati.

E come sempre ... non sarebbe meglio prendere "O sole mio" e metterlo anche su tutti i tetti di Napoli invece che trivellare una zona vulcanica?









Sunday, October 16, 2011

I petroavvoltoi: L'ENI e Leonardo da Vinci



Concentratore di energia solare, Leonardo da Vinci 1515

Fuggi quello studio del quale la resultante opera
muore insieme con l'operante d'essa

Leonardo Da Vinci,
Pensieri


L'ENI e' una maestra nel cercare di ripulirsi l'immagine con bellissime mostre d'arte, serate danzanti alla Scala, patrocini vari e pure vantando i loro primati in difesa dell'ambiente.

Lo fanno sempre, cercando di nascondere la morte che hanno portato in Italia e nel mondo dietro patine tanto luccicanti quanto finte, e mentre danzano e vanno a teatro, pianificano pure raddoppi estrattivi in Basilicata e continuano ad inquinare dappertutto.

Lo chiamano "creare consensi" ed e' una strategia collaudata. Ricordo ancora l'immagine pubblicitaria dell'ENI con una piattaforma in mare con un quadro di Caravaggio, rosso, sensuale, drappeggiato tutt'intorno quell'ormeggio di morte su tutti i giornali d'Italia.

Si, dei geni.

Addirittura qualche anno fa, se uno andava a Venezia, la prima cosa che si vedeva all'ufficio immigrazione era il cartello con "Welcome to Venice" sottoscritto dall'ENI. La stessa ditta che vuole trivellarli a 10 chilometri dall'aereoporto e che ha creato il disastro Marghera, con mercurio e altra robaccia nei sedimenti della laguna.

Adesso assieme all'ENI ci sono anche la British Petroleum, la Shell d'Olanda, la Petrobras di Brasile, la Pertamina , la Total, la Schlumberger, la Saudi Aramco, la ConocoPhillips, la ExxonMobil, la Spectrum Geo. Tutte insieme sponsorizzano una conferenza di petrolio e ci piazzano, non si sa perche', Leonardo da Vinci.

L'ENI infatti e' lo sponsor principale dell'ICE della AAPG - la International Conference and Exhibition dell'American Association of Petroleum Geologists - che tiene questa conferenza a Milano, dal 23 al 26 ottobre 2011.

E invece che Caravaggio scelgono Leonardo da Vinci per la loro reclame, inquinando una delle personalita' piu' fini che l'Italia abbia mai prodotto.

Leonardo da Vinci, quello che invento' le macchine per volare, che poteva vantarsi di essere un pittore, un architetto, un botanico, un matematico, un ingegnere, che gia' pensava all'energia solare 500 anni fa, quello che aveva riempito quaderni su quaderni con le sue idee visionarie, quello che stava 200 anni avanti ai suoi contemporanei... strumentalizzato dall'ENI che lo vuole mostrare ancorato al petrolio.

Dicono cosi:

Leonardo da Vinci, whose geological and paleontological observations and theories anticipated many modern principles of geology, worked in Milan for many years. It is therefore fitting that the technical programme for the 2011 ICE takes insipartion from Da Vinci’s genius to look at innovation in petroleum geosciences.

Leonardo da Vinci, le cui osservazioni e teorie geologiche e paleontologiche, anticiparono molti principi moderni di geologia, lavoro' a Milano per molti anni. E' dunque calzante che il programma tecnico per il 2011 prenda ispirazione dal genio di Leonardo da Vinci per guardare alle innovazioni nella geoscienza del petrolio.

Puro sciacallaggio sull'Uomo per eccellenza del Rinascimento Italiano.

No, cara ENI. Non ci siamo. Non ci siamo proprio per niente. Non avete capito niente e dovreste solo vergognarvi di strumentalizzare la nobilta' d'animo, la purezza della ricerca della bellezza e della verita' di Leonardo per trivellare l'Italia e il mondo.

E di cosa parlano? A parte le solite cose - tecniche varie, come ripulirsi l'immagine, o come avere maggiori profitti (= sfruttare il consumatore e speculare, speculare, speculare), e a parte le gite e lo shopping a Milano c'e' una cosa abbastanza raccapriciante:

"Drilling into the heart of a Volcano: Campi Flegrei, Italy" del professor Juergen Thurow, University College London.

"Trivellare nel cuore di un vulcano: i campi flegrei, Italia".

Rabbrividisco. Neppure il Vesuvio e' sacro? Dicono un sacco di belle cose, ma qui e' la chiave di quello che vogliono fare:

These data can be used to assess the potential of developing geothermal energy systems in Campi Flegrei.

Questi dati possono essere usati per accertare il potenziale sviluppo di energia geotermica dai Campi Flegrei.

Leonardo da Vinci, ne sono certa, si sta rivoltando nella tomba perche' lui era l'uomo del futuro e non del passato. Era l'uomo del pensare non dell'andare in automatico. Era l'uomo del sapere e non dello sfruttare.

Non c'e' niente di innovativo nella "geoscienza del petrolio", niente. L'innovazione sta altrove e basta guardare in alto, nel sole che risplende invece che ficcare la testa sottoterra in mezzo alla melma petrolifera.

Vergogna.

Non si sa molto della vita privata di Leonardo da Vinci, ma lascio' tutto quello che aveva ai poveri quando mori'. A me piace pensare che se fosse vivo oggi avrebbe usato la sua intelligenza per guardare oltre il petrolio e per il bene dell'umanita'.

Grazie ad Adriano Bellintani per la gentile segnalazione del link e della frase di Leonardo.